Anestesia per Artroscopia Spalla: Tecniche e Rischi

La spalla è una delle articolazioni più complesse e mobili del corpo, ma proprio questa sua flessibilità la rende vulnerabile a lesioni e usura. L'artroscopia della spalla è una tecnica molto diffusa, con la quale un chirurgo ortopedico può avere una chiara visione dello stato dell’articolazione della spalla.

Grazie alla tecnica artroscopica, infatti, è possibile esplorare dall’interno la spalla, introducendo una sonda collegata a una telecamera, attraverso due o più piccoli accessi, di massimo 10 millimetri di diametro attraverso i quali è possibile introdurre anche strumenti chirurgici che consentono poi di trattare le diverse patologie articolari. La chirurgia artroscopica è una procedura chirurgica che permette di intervenire sulle articolazioni in modo poco invasivo e, dunque, con maggiore rispetto delle diverse strutture anatomiche peri-articolari.

Cos'è l'Artroscopia della Spalla?

Il termine artroscopia deriva dall’unione di due elementi linguistici: artro (articolazione) e scopia (guardare). E in effetti questo è il suo ruolo: guardare, meglio ancora indagare, un’articolazione per scoprire patologie ma anche per curarle.

Attraverso piccole incisioni cutanee, necessarie per l’introduzione di una telecamera (artroscopio) e per l’inserimento di piccole strumentazioni, il chirurgo può analizzare l’articolazione nel dettaglio dall’interno.

E’ possibile individuare due fasi:

  • Artroscopia diagnostica, che serve per arrivare ad una diagnosi nel caso in cui la valutazione clinica e gli accertamenti diagnostici non siano stati sufficienti
  • Artroscopia chirurgica, che costituisce, invece, un vero e proprio intervento, di tipo mininvasivo, che consente di curare alcune patologie della spalla con un trauma chirurgico ridotto e cicatrici minime.

Nel corso del tempo, l’artroscopia si è notevolmente evoluta. Oggi, i chirurghi ortopedici e i centri specializzati hanno a disposizione telecamere e monitor ad alta definizione e strumentari dedicati che hanno reso questa tecnica molto efficace.

Quando è Necessaria l'Artroscopia della Spalla?

Le lesioni che interessano la cuffia dei rotatori si dividono in acute (post-traumatiche) o croniche (degenerative) e possono essere a carico di uno o più tendini. In presenza di lesioni complete (a carico di tutto lo spessore tendineo) oppure in casi di lesioni non responsive ad un trattamento conservativo, può essere opportuno ricorrere alla chirurgia.

Attraverso l’intervento chirurgico artroscopico i tendini interessati dal distacco, o dalla lesione, ritornano ad inserirsi sulla testa dell’omero.

L'artroscopia della spalla con finalità terapeutiche permette di individuare/confermare condizioni cliniche differenti e il loro contestuale trattamento. Le patologie della spalla trattate con l’intervento artroscopico sono:

  • Lesione della cuffia dei rotatori
  • Lesione dei legamenti a seguito della lussazione della spalla
  • Instabilità di spalla
  • Tendinopatia calcifica
  • Patologie del bicipite
  • Lesioni della cartilagine
  • Sindrome da conflitto subacromiale (impingement)

Negli anziani l’artroscopia è utilizzata prevalentemente per il trattamento della patologia della cuffia dei rotatori la cui origine è da ricondurre alla degenerazione delle strutture tendinee che, indebolite, possono facilmente andare in contro a lesioni anche in assenza di grandi traumi. Nei giovani invece la causa delle patologie articolari trattate in artroscopia spesso è riconducibile a traumi sportivi che non raramente avvengono in sport da contatto nonché in attività che prevedano grandi sollecitazioni degli arti superiori come la pallavolo, la pallacanestro, il tennis, il bodybuilding etc. Ma molto spesso anche attività lavorative usuranti e pesanti (traslocatori, magazzinieri, operai di vario genere, etc) possono causare lesioni articolari trattabili con tecnica artroscopica.

Preparazione e Anestesia

Prima di qualsiasi operazione di artroscopia della spalla (in genere due settimana prima), occorre stabilire in fase di prericovero, tramite una visita anestesiologica e una serie di semplici esami clinici e strumentali se il candidato paziente è idoneo alla tecnica chirurgica in questione. Prima dell’intervento è necessario un digiuno di circa 8-10 ore.

L’artroscopia della spalla viene di solito eseguita in anestesia loco-regionale attraverso una puntura che consente di addormentare l’arto superiore compresa la spalla. Solo in alcuni casi si rende necessaria un’anestesia generale La scelta, comunque , spetta all’anestesista anche in accordo con le preferenze del paziente.

Le operazioni di artroscopia della spalla sono interventi di chirurgia eseguita in regime day surgery con dimissione giornaliera, suddivisibili in tre fasi consecutive:

  1. Accoglienza e all’ accettazione del paziente
  2. Anestesia locoregionale dell’arto interessato eseguita dal collega anestesista mediante plesso loco regionale (puntura interscalenica sul collo sotto guida ecografica)
  3. L’anestesia praticata prima dell’intervento chirurgico serve a controllare il dolore durante la procedura e nelle 10 ore a seguito della stessa.

Durante la procedura, in caso di agitazione del paziente si potrà eseguire un’ulteriore terapia adiuvante farmacologica miorilassante e calmante.

Come si Svolge l'Intervento di Artroscopia della Spalla?

Da un punto di vista pratico, l’intervento chirurgico di artroscopia della spalla si compone di pochi ma fondamentali passaggi. Dopo aver posizionato il paziente ed aver effettuato il campo chirurgico sterile, si inizia con l’esecuzione dei portali , ovvero due piccole incisioni, una anteriore ed una posteriore, che consentono l’introduzione della telecamera (artroscopio) e, con un sistema ad infusione continua, di una soluzione salina a pressione costante che permette la distensione dell’articolazione necessaria per poter lavorare al suo interno.

Successivamente vengono effettuati all’occorrenza ulteriori mini-incisioni (una o più, se necessario), per introdurre gli strumenti chirurgici e operare. Per il trattamento della patologia si utilizzano strumentari manuali, motorizzati ed eventualmente apparecchi a radiofrequenza. Una volta completata anche la fase di vera e propria operazione, lo specialista provvede a un lavaggio articolare con soluzione fisiologica, che termina con la sutura dei fori di accesso.

L’intervento viene eseguito in anestesia loco-regionale, oppure in anestesia generale, e può durare tra i 40 e i 90 minuti. La durata dipende ovviamente dal tipo di trattamento eseguito. Mediamente per le patologie più comuni la durata varia tra i 40 e i 60 minuti.

Se la cuffia dei rotatori è danneggiata, il tessuto infiammato viene rimosso e i tendini lesionati vengono riancorati alla testa omerale con speciali ancorette riassorbibili e fili chirurgici. Al termine dell’intervento, la spalla viene lavata con soluzione fisiologica e le incisioni vengono suturate. Il paziente viene poi monitorato per alcune ore prima della dimissione.

Recupero Post-Operatorio

Al termine dell’intervento lo staff medico provvede a trasferire il paziente in una confortevole sala di ricovero della clinica; qui, la persona appena operata potrà finalmente mangiare e riprendersi. La degenza nella sala di ricovero dura il tempo necessario affinché svaniscano gli effetti principali dell’anestesia (qualche ora); in quest’arco temporale, il paziente riceve diverse visite da parte di infermieri e ortopedico, i quali ne valutano lo stato di salute e la risposta alla procedura.

Il decorso post-operatorio, dopo un breve ricovero (uno o due giorni) si svolge prevalentemente a casa. La spalla, protetta da un tutore, a volte può essere dolorante, soprattutto nei primi giorni e particolarmente nel periodo notturno, ma questo non deve destare preoccupazione e può essere facilmente gestito con una adeguata terapia antidolorifica opportunamente prescritta al momento della dimissione.

Nelle prime quattro settimane dopo l’intervento, è necessario indossare un tutore che aiuta a proteggere la cuffia dei rotatori, limitando i movimenti della spalla per consentire una guarigione adeguata. Generalmente il tutore va mantenuto per 4 settimane h 24 giorno e notte, posizionato sopra i vestiti e rimosso solo durante la vestizione.

Il percorso di fisiokinesiterapico può essere svolto sin da subito dopo l’intervento per mantenere la mobilità del gomito e del polso. Da subito saranno concessi i movimenti della mano e del gomito passivi autogestiti. Il percorso di fisiokinesiterapico può essere svolto sin da subito dopo l’intervento per il mantenere la mobilità del gomito e del polso.

A partire dal secondo mese, inizia la fase riabilitativa vera e propria. Gradualmente, si passa agli esercizi attivi, che mirano a recuperare la forza muscolare e la funzionalità della spalla. La riabilitazione della spalla prevede sin da subito movimenti passivi e attivi cauti per recuperare il movimento. Nei primi giorni, la spalla operata dovrà essere tenuta in assoluto riposo, quasi sempre con l’utilizzo di un tutore di supporto.

Poi si avvierà un programma personalizzato di fisioterapia, concordato con lo specialista in medicina riabilitativa. Nei primi giorni dopo l’intervento, sono i punti di sutura a garantire solidità. La loro robustezza non è però sufficiente per sostenere tutto il peso del braccio. È per questo che nella grande maggioranza dei casi si utilizza un tutore, che aiuta il paziente ad evitare di compiere movimenti che potrebbero pregiudicare l’esito dell’intervento stesso.

Una volta rimossi i punti di sutura, il chirurgo procede ad una valutazione e di solito conferma la necessità del tutore per un altro breve periodo. Dopo aver cominciato a svolgere i primi esercizi di riabilitazione, quando è trascorso circa un mese dall’intervento, nella grande maggioranza dei casi è possibile rimuovere il tutore in modo definitivo. Questa è la fase durante la quale l’apporto dell’esercizio fisico e della fisioterapia sono più importanti per determinare il recupero funzionale.

La guarigione dei punti di sutura avviene generalmente a 14 giorni dall’intervento. Durante un controllo clinico medico già programmato, si esegue la rimozione della medicazione con indicazione a poter fare la doccia completa nei giorni a seguire.

Il dolore nell’immediato post-operatorio è ancora controllato dall’anestesia. Terminato il suo effetto, i farmaci antinfiammatori permettono un controllo del dolore molto buono. La loro assunzione verrà protratta anche nei giorni successivi alla dimissione in modo da rendere tollerabile la sintomatologia.

Dopo l’intervento, per evitare di acutizzare il dolore, è consigliabile dormire in posizione reclinata evitando di appoggiarsi sulla spalla operata.

Tempi di Recupero

I tempi di recupero dopo un’artroscopia della spalla variano a seconda di diversi fattori. Prima di tutto bisogna tenere conto del tipo di patologia trattata e, poi, dello stile di vita della persona operata e dell’attività che svolge. Infatti, gli sportivi di professione e coloro che svolgono lavori in cui le braccia sono molto sollecitate dovranno attendere sicuramente più tempo per tornare ad una attività normale con una piena operatività.

Trascorsi circa 60 giorni dall’operazione chirurgica, il paziente dovrebbe aver recuperato la maggioranza dell’elasticità articolare che aveva in origine (in termini di ampiezza dei movimenti, dovrebbe essere pari all’85-90%). Arrivati a questo punto, è possibile cominciare a lavorare sul potenziamento muscolare oltre che sul recupero della flessibilità. La cicatrizzazione dei tessuti che sono stati suturati dovrebbe essere completata entro questa data, permettendo al paziente un’ampiezza di movimenti vicina al 100% rispetto alle sue possibilità prima dell’infortunio.

In questa fase, gli esercizi sono quasi completamente focalizzati sul rinforzare i muscoli della spalla, anche per prevenire future ricadute. Dopo 4 mesi il normale percorso di riabilitazione dovrebbe essere stato completato e il paziente dovrebbe essere in grado di svolgere tutte le attività della normale routine quotidiana senza difficoltà e senza percepire alcun dolore.

Solo per affrontare le attività sportive agonistiche più dure, come quelle che prevedono il pieno contatto fisico, potrebbero rendersi necessarie 4-6 ulteriori settimane di riabilitazione.

Controindicazioni

L’artroscopia della spalla è controindicata soltanto quando il paziente presenta uno stato di salute fortemente debilitato, che non gli permetterebbe di sopportare l’anestesia o che lo metterebbe a serio rischio di infezione e sepsi.

Domande Frequenti

Ecco alcune domande frequenti sull'artroscopia della spalla:

È un’operazione dolorosa?
Assolutamente non è dolorosa, perché eseguita con anestesia locale o generale.
Possono esserci delle complicanze?
Come tutti i trattamenti chirurgici anche l’artroscopia può avere delle complicanze come: sanguinamento, infezioni, intolleranza agli impianti, rottura degli strumenti
Quanto dura il dolore dopo l’operazione?
Dolore e gonfiore alla spalla possono essere avvertiti nei primi giorni del decorso post-operatorio e trattati con analgesici e impacchi di ghiaccio.
Le cicatrici post-operatorie sono molto visibili?
No, l’artroscopia è una tecnica definita minimamente invasiva anche perché lascia cicatrici molto piccole, i cui punti rimarginano in circa 7-14 giorni.
Come dormire dopo l’artroscopia?
Dopo l’intervento, per evitare di acutizzare il dolore, è consigliabile dormire in posizione reclinata evitando di appoggiarsi sulla spalla operata.

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