L’ecografia delle anche in età neonatale è un esame rapido, non invasivo e assolutamente indolore che generalmente si fa nei primi mesi di vita del bambino. In alcuni casi specifici, tuttavia, deve essere effettuato subito, già nelle prime settimane. Questo esame è completamente sicuro e si avvale della tecnologia degli ultrasuoni, la stessa impiegata durante le ecografie prenatali.
Cos'è la Displasia Evolutiva dell'Anca (DEA)?
E' la più frequente alterazione congenita dell’apparato muscolo-scheletrico del neonato. La displasia evolutiva dell’anca (Dea) è la più frequente patologia congenita dell’apparato muscolo-scheletrico del neonato. La malattia comprende quadri che variano da un semplice appiattimento della cavità acetabolare fino alla completa dislocazione della testa femorale. Nel neonato l’articolazione dell’anca è molto flessibile, in quanto ancora cartilaginea e anatomicamente immatura, e può succedere quindi che la cavità dell’acetabolo non sia perfettamente concava, bensì piatta, per cui la testa del femore non si inserisce bene al suo interno.
Questa situazione può determinare la displasia congenita dell’anca, una condizione che, se non viene tempestivamente riconosciuta e corretta, può determinare conseguenze irreversibili per la motilità dell’intera articolazione. Non curata, la Dea può causare artrosi precoce dell’anca e, nelle forme più gravi, la comparsa di zoppia con gravi limitazioni funzionali già all’inizio della deambulazione del bambino.
Scopo dell'Ecografia delle Anche Neonatale
Questo tipo di ecografia permette di esaminare i dettagli delle articolazioni e lo sviluppo osseo delle anche del neonato. L’ecografia delle anche permette di evidenziare la morfologia e lo sviluppo dell’articolazione dell’anca e di valutare i rapporti anatomici tra la superficie articolare del bacino e la testa del femore senza utilizzare radiazioni, e qualora siano presenti delle anomalie è possibile monitorarne lo sviluppo nel tempo o valutare nel tempo l’efficacia delle terapie ripetendo l’ecografia periodicamente. In particolare, si osserva la cavità acetabolare (la parte del bacino che accoglie la testa del femore) e la testa femorale stessa. Grazie a questa indagine è possibile identificare precocemente eventuali anomalie, come la displasia o la lussazione dell’anca, che possono influenzare il corretto sviluppo articolare.
Quando Effettuare l'Ecografia?
Se non ci sono criticità, l’esame viene generalmente effettuato nel secondo o terzo mese, quando le strutture articolari del lattante sono ancora sufficientemente plastiche da permettere la correzione del difetto qualora si evidenziassero anomalie. L’ecografia delle anche è raccomandata per tutti i neonati, sia maschi che femmine, e generalmente si svolge nei primi due o tre mesi di vita. Questo timing è ideale poiché le strutture ossee non sono ancora completamente formate, il che facilita la diagnosi e l’intervento precoce in caso di displasia evolutiva dell’anca, che potrebbe compromettere il cammino del bambino.
L’esame non è obbligatorio, è consigliato entro i tempi previsti per la corretta interpretazione dell’esame (3 mesi di vita) su indicazione del pediatra, in particolare nel caso siano presenti dei fattori di rischio, come un’anamnesi familiare positiva per displasia dell’anca, ovvero se qualche parente stretto ha avuto la displasia dell’anca da piccolo (non artrosi in età adulta), o se il bambino era in posizione podalica prima del parto o se sono presenti altre anomalie anatomiche degli arti inferiori come ad esempio il piede torto. In presenza di fattori di rischio come una storia familiare di displasia dell’anca, nascita da parto podalico o gemellare, è consigliabile anticipare l’esame entro i primi 45 giorni di vita.
Come si Svolge l'Esame?
L’esame è rapido, il bimbo viene posizionato prima su un fianco e poi sull’altro e la sonda ecografica viene appoggiata perpendicolarmente sull’anca fino ad ottenere l’immagine ottimale dell’articolazione e della testa del femore. Durante l’esame, il neonato è posizionato di fianco, assistito dai genitori. Generalmente l’esame ha una durata di poche decine di minuti e si effettua ponendo il bambino nella cosiddetta “culla di Graf” (dal nome dell’ortopedico austriaco che la progettò), un dispositivo in gommapiuma che consente al piccolo di mantenere la posizione su un fianco ed esporre l’anca da esaminare. La sonda ecografica viene poggiata sulla cute del piccolo, mentre l’arto inferiore dello stesso lato viene mantenuto in posizione semi-estesa. Sull’immagine acquisita vengono poi misurati gli angoli che definiscono il corretto posizionamento delle strutture articolari. La stessa cosa si ripete sull’altro lato. Il medico applica un gel sulla sonda ecografica per facilitare la trasmissione degli ultrasuoni e ottenere immagini chiare di entrambe le anche.
Durata e Comfort dell'Esame
L’ecografia delle anche neonatale è un procedimento veloce che dura solo alcuni minuti e non provoca alcun disagio al neonato. Assolutamente! L’ecografia delle anche e in generale gli esami ecografici sono privi di rischi, di breve durata e in genere sono ben tollerati dai bambini anche molto piccoli.
Preparazione e Controindicazioni
Non sono necessarie preparazioni specifiche per sottoporsi a questa ecografia, e non esistono controindicazioni all’uso di questa tecnica sicura e non invasiva.
La Tecnica di Graf
Anche la tecnica di studio dell’anca del neonato più comunemente utilizzata oggi prende il nome da Reinhard Graf. Quale tecnica viene utilizzata? La tecnica di Graf, un ortopedico austriaco che ha introdotto negli anni 80 questa metodica, seguendo rigidi criteri di posizione del bambino, di formazione dell’immagine e misurazione dei valori angolari alfa e beta. Questo la rende, in mani esperte, una metodica standardizzata e riproducibile.
Attribuzione dello Stadio e Terapia
- Anca normale: stadio 1 e 2A+. Nessuna terapia.
- Anca displasica: stadio 2. Sì terapia, doppio pannolino o mutandina rigida.
- Anca decentrata: stadio 3 e 4. Sì terapia, divaricatore o terapia chirurgica.
Esame Clinico: Manovre di Ortolani, Barlow e Segno di Galeazzi
L’esame clinico delle anche, alla nascita e nel primo mese di vita, continua ad avere un ruolo fondamentale per la diagnosi della Dea, in particolare nelle forme gravi della malattia. Il corretto esame clinico delle anche prevede che vengano valutate: la postura spontanea del bambino, un’eventuale eterometria degli arti inferiori ed in particolare delle cosce (segno di Galeazzi), una possibile asimmetria del profilo laterale del bacino, la presenza di una diminuita escursione articolare in abduzione delle cosce (reperto poco specifico, in quanto presente anche in bambini normali che hanno mantenuto a lungo posture intrauterine con arti inferiori in adduzione).
Solo dopo avere eseguito le valutazioni sopra elencate l’esaminatore eseguirà la manovra di Ortolani e, successivamente, quella di Barlow.
- Manovra di Ortolani: Serve a capire se l’anca esaminata è lussata, ovvero fuori dalla sua sede articolare.
- Manovra di Barlow: Si esegue successivamente alla manovra di Ortolani per verificare se è possibile riportare nuovamente la testa del femore fuori dalla posizione naturale.
- Segno di Galeazzi: Indica un'eterometria degli arti inferiori.
Screening della DEA: Universale o Selettivo?
La necessità di eseguire uno screening della Dea, finalizzato ad una diagnosi precoce, è oggi ampiamente condivisa; rimangono dibattuti i seguenti punti: test diagnostici da utilizzare e modalità di registrazione dei dati, tempi di esecuzione dello screening, opportunità di eseguire, in caso di screening ecografico, un programma “universale” (rivolto a tutti i nati) o “selettivo” (riservato ai bambini con fattori di rischio).
Piuttosto, la domanda cruciale è: l’ecografia delle anche va effettuata a tutti i neonati oppure va riservata solo quelli che presentano fattori di rischio? La questione è ancora molto dibattuta in ambito scientifico, e in Italia si assiste a differenze territoriali. Alcune regioni effettuano un cosiddetto screening “selettivo”, ovvero riservano l’esame clinico da parte del pediatra a tutti i neonati e l’esame ecografico solo ai soggetti con fattori di rischio.
Chi è lo Specialista di Riferimento?
Il medico specialista in radiologia pediatrica con ampia esperienza nel settore della diagnostica ecografica e conoscenza delle problematiche cliniche pediatriche specifiche.
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