Anatomia Ecografica della Prostata

La prostata è un organo ghiandolare impari e mediano situato nella piccola pelvi, precisamente tra la base della vescica e il diaframma urogenitale. Si trova dietro la sinfisi pubica e davanti all'ampolla rettale.

Cos'è la prostata e a cosa serve?

La funzione principale della prostata consiste nella produzione ed emissione del liquido seminale, essenziale per la sopravvivenza e la motilità degli spermatozoi. Le caratteristiche morfologiche e funzionali della prostata sono regolate dal testosterone e da altri ormoni androgeni.

La prostata svolge diverse funzioni, tra cui:

  • Attività di difesa dei testicoli e della via urinaria superiore.
  • Produzione del liquido spermatico in collaborazione con le vescicole seminali.
  • Degradazione ed eliminazione degli spermatozoi invecchiati.

Dimensioni e posizione della prostata

La prostata è un organo di dimensioni molto piccole in età infantile, ma si accresce durante la pubertà. All'età di 20 anni, raggiunge una media di 3 cm in diametro cranio-caudale, 4 cm in diametro latero-laterale e 2,5 cm in diametro antero-posteriore. Il peso medio di una prostata di un giovane adulto è di circa 20 grammi.

La ghiandola prostatica è situata nella pelvi fra la base della vescica e il diaframma urogenitale, dietro la sinfisi pubica e davanti all’ampolla rettale.

Rapporti della prostata

Anteriormente, la prostata è coperta dal muscolo sfintere striato dell'uretra e da una sottile lamina connettivale denominata fascia periprostatica. Nello spazio tra la sinfisi pubica e la prostata si estende il piano del Retzius, in cui sono situati il plesso venoso periprostatico del Santorini e piccoli rami delle arterie pudende interne. Lateralmente, la prostata è in rapporto con il muscolo elevatore dell'ano. Posteriormente, è in intimo contatto con la faccia anteriore del retto mediante l'interposizione della fascia retto vescicale del Denonvilliers. Superiormente, la base della ghiandola prostatica aderisce in avanti alla vescica e posteriormente è in rapporto con le ampolle deferenziali, con l'apice delle vescicole seminali e con i dotti eiaculatori. L'apice prostatico è attraversato dall'uretra e dista 1,5-2 cm dal margine inferiore della sinfisi pubica.

Anatomia interna della prostata

Una prostata normale è composta per circa il 70% da elementi ghiandolari e per il 30% da uno stroma di tipo fibro-muscolare. La porzione ghiandolare è formata da un complesso di circa 30-50 ghiandole tubulo-alveolari ramificate, che sfociano nell'uretra prostatica. Le formazioni ghiandolari possono essere suddivise in un lobo anteriore, un lobo medio e due lobi laterali.

Un altro metodo per suddividere la prostata si basa sull'origine anatomica dei dotti prostatici, utile per la diagnostica ecografica e per comprendere le diverse patologie:

  • Zona di transizione: È proprio in questa zona dove si sviluppa l'ipertrofia prostatica benigna.
  • Zona centrale: Costituisce il 25% del tessuto ghiandolare e si espande a forma di cono attorno ai dotti eiaculatori fino alla base della vescica.
  • Zona periferica: Costituisce la maggior parte del tessuto ghiandolare (circa il 70%) e occupa la parte posteriore e laterale della ghiandola. Il settanta per cento dei tumori prostatici origina da questa zona.
  • Zona anteriore: Costituita prevalentemente da elementi di tipo fibromuscolare.

Vascolarizzazione e innervazione

Le arterie che irrorano la prostata provengono principalmente dalle arterie vescicali inferiori. Piccoli rami accessori vengono forniti dalle arterie pudende interne, rettali medie ed otturatorie. I vasi linfatici della prostata, dopo aver costituito una rete periprostatica, si dirigono ai linfonodi ipogastrici e a quelli del promontorio sacrale. I nervi della prostata provengono dal plesso ipogastrico e costituiscono un ricco plesso prostatico nel quale sono presenti piccole formazioni gangliari.

Patologie della prostata

La ghiandola prostatica può essere affetta da svariate malattie che con il trascorrere del tempo possono causare diversi problemi, compromettere la qualità della vita o arrivare alla morte dell’individuo. Possono insorgere differenti sintomi di un problema prostatico strettamente legati alla patologia prostatica in atto e sono differenti per natura, insorgenza e gravità.

Le principali patologie che possono interessare la prostata sono:

  • Ipertrofia Prostatica Benigna (IPB): L'ingrossamento della zona di transizione della prostata determina una compressione della banda fibromuscolare con la creazione di una capsula.
  • Carcinoma della Prostata: Il settanta per cento dei tumori prostatici origina dalla zona periferica.
  • Prostatite: Infiammazione della prostata che può essere acuta o cronica.

Diagnosi

La prevenzione è di fondamentale importanza per ridurre o impedire la probabilità che si verifichino problemi alla ghiandola prostatica. È buona norma, per la prevenzione, diagnosi e terapia di tutte le tipologie di malattie della prostata, effettuare una visita urologica corredata da un PSA, esplorazione rettale ed ecografia trans rettale a partire dai 40 anni.

Gli strumenti diagnostici principali includono:

  • Esplorazione rettale: Valutazione delle dimensioni, simmetria e consistenza della prostata.
  • PSA (Antigene Prostatico Specifico): Marker organo-specifico per la prostata. Valori superiori a 4 ng/ml possono indicare iperplasia prostatica benigna o carcinoma.
  • Ecografia prostatica transrettale (TRUS): Metodica d’immagine per la diagnosi, stadiazione e follow-up del carcinoma prostatico.
  • Biopsia prostatica: Può essere transrettale e viene eseguita utilizzando apposite guide applicabili alla sonda ecografica.

Ecografia sovrapubica

L'ecografia sovrapubica della prostata viene effettuata per indagare le dimensioni e la presenza di eventuali anomalie della prostata. Nella maggioranza dei casi, questo tipo di ecografia prostatica si esegue per effettuare la diagnosi di un'eventuale ipertrofia prostatica benigna. Con l'ecografia sovrapubica è possibile valutare le caratteristiche della vescica e lo studio del residuo di urina nella vescica in seguito alla minzione. L'esame dev'essere eseguito con la vescica piena. Con questo esame si può studiare la ecogenicità, la presenza di disomogeneità o calcificazioni e le dimensioni.

Le calcificazioni hanno, in genere, scarso valore clinico, se non accompagnate da sintomi urinari non presuppongono accertamenti ulteriori o terapia.

Stadiazione del Carcinoma Prostatico

Per stadiare il Ca., la TC (Tomografia computerizzata) è una tecnica inadeguata per una diagnosi di carcinoma prostatico. La TC può essere invece impiegata per la ricerca di eventuali ripetizioni linfonodali o come guida per praticare una biopsia linfonodale con ago sottile. Si utilizza invece la tomografia per emissione di positroni (PET) per la valutazione in vivo del metabolismo cellulare e viene coniugata con la Tomografia Computerizzata (PET/TC) per ottenere immagini di fusione di elevata qualità. Il tracciante utilizzato per il tumore della prostata è: 11C-Colina.

Trattamento

Le opzioni di trattamento per le patologie prostatiche variano a seconda della diagnosi e dello stadio della malattia. Alcuni approcci comuni includono:

  • Chirurgia: La prostatectomia radicale consiste nella prostatovesciculectomia e rappresenta secondo molti Autori la migliore scelta terapeutica nei casi di malattia localizzata. Rivoluzione nell'ambito della chirurgia urologica si è avuta quando Walsh, nel 1982, ha sviluppato una nuova tecnica di prostatectomia radicale che è quella nerve-sparing cioè di conservazione dei fasci neurovascolari.
  • Radioterapia: Oggi grazie alla possibilità di identificare con maggiore precisione lo stadio tumorale e grazie all'introduzione di sistemi che permettono di somministrare dosi elevate di radiazioni con il massimo risparmio dei tessuti sani circostanti, la radioterapia riveste un ruolo importante nel trattamento del cancro prostatico, avendo applicazione in tutte le forme della malattia.
  • Terapia ormonale: Le modalità con cui ottenere una soppressione androgenica sono essenzialmente di due tipi: chirurgica, mediante orchiectomia bilaterale, o farmacologica.

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