Analisi del Sangue: Vitamina K e Valori Normali

I livelli di vitamine nel sangue cambiano e spesso non raggiungono il minimo indispensabile per garantire un buon livello di salute e protezione. Un'analisi annuale dei livelli di vitamine nel sangue quali B12, acido folico, vitamina C, vitamina E, vitamina K, vitamina D3 sono importanti.

La vitamina B12 è un'altra vitamina che spesso è carente, soprattutto nella popolazione anziana che ha un ridotto assorbimento gastrico e consuma meno carne a motivo degli elevati costi della carne e pesce e per problemi gastrici, l’uso di inibitori della pompa protonica dello stomaco e antiacidi o per lo sviluppo di problemi tumorali. Per la Vitamina D3 solo per livelli inferiori a 12 ng/mL è indicato un trattamento anche in assenza di sintomi.

La vitamina C e la vitamina E sono importanti per le proprietà antiossidanti del compartimento idrosolubile e liposolubile rispettivamente. La vitamina K è essenziale per garantire una coagulazione corretta e non esagerata, mentre la vitamina D3 è importante per gli effetti sul sistema immunitario, antitumorale e regolatore metabolico.

Vitamina C: Valori e Apporto Giornaliero

I valori di riferimento della vitamina C nel sangue sono compresi fra 0,5 e 1,5 milligrammi ogni millilitro di sangue. Per un sufficiente apporto di vitamina C sono sufficienti fra i 45 e i 65 milligrammi al giorno, ovvero quelli contenuti in un paio di fette d'ananas, in un kiwi o in un'arancia. Per beneficiare invece dei suoi alti poteri antiossidanti si consigliano circa 200 milligrammi al giorno, contenuti in un paio di grossi peperoni rossi o in 3-4 kiwi. La dose giornaliera raccomandata di vitamina C è ufficialmente di fra i 60 e i 120 milligrammi al giorno e il livello massimo tollerato è di 2000 mg al giorno.

Quando si supera il livello massimo tollerato di assunzione di vitamina C, il corpo espelle l’eccesso normalmente con le urine. Tuttavia, in chi assume alte dosi di vitamina C si possono presentare disturbi gastrici come bruciore di stomaco, acidità gastrica e reflusso gastrico. Possono esserci anche nausea, vomito e diarrea.

Vitamina E: Valori Normali

I valori ritenuti normali per il contenuto di tocoferolo (vitamina E) nel sangue sono compresi fra 0,8 e 1,5 milligrammi per decilitro.

Importanza delle Vitamine e Integrazione

Le vitamine sono importanti poiché senza di esse, ed essendo il nostro corpo incapace di produrle da solo per i processi del metabolismo, dobbiamo, se siamo carenti, iniziare a pensarci. Non dovete fare o aumentare l’introduzione di vitamine se esagerato solo basandosi sul fatto che se poco fa bene, di più fa meglio.

Ci sono numerosi studi che hanno dimostrato che 2 kiwi al giorno riducono il potere ossidante dei radicali liberi sui tessuti, ma 4 hanno invece un effetto opposto. Lo stesso discorso vale per la vitamina C, essa nelle giuste quantità ha una azione fisiologica sui tessuti per la costruzione delle mucose, ma se troppa ha un effetto opposto sulla salute, quasi come se il corpo si proteggesse da un eccesso e avviasse processi uguali e contrari.

La vitamina D, così tanto inclusa nei piani alimentari e nelle integrazioni, sta ricevendo l’attenzione della scienza per possibili effetti negativi se in eccesso. Ecco perché aumentare l’assunzione di vitamine o di carotenoidi o flavonoidi in modo incontrollato non ha senso se non si fa prima una analisi dei benefici e delle loro reali esigenze attraverso delle analisi del sangue. Se viene appurata una carenza allora si che si deve correre ai ripari e iniziare ad aumentare i cibi che ne contengono in maggiore quantità.

Quando Integrare: Fattori Individuali

Quando dobbiamo prendere integratori e quando invece aumentare il loro apporto con la dieta? La scelta poi di assumere integratori e non alimenti è più che altro legata alle caratteristiche individuali e alimentari del soggetto. Ci sono poi persone che assumono farmaci e che devono evitare alcuni alimenti, altri che hanno problemi tirodei e che quindi devono evitare alcuni alimenti come le brassicacee cosi ricche di vitamine, persone che assumono cortisonici e devono invece ridurre l’assunzione di alimenti ricchi di carboidrati che spesso hanno pero’ un elevato contenuto di vitamine e minerali e quindi si potrebbero generare delle carenze.

Abbiamo poi persone che non possono assumere molti grassi per problemi legati al fegato o alla cistifellea e che quindi non possono assumere alimenti ricchi di vitamina E o D perché risulterebbero difficili da digerire. Ecco che quindi in tutti e molti altri casi la sola alimentazione non basta perché semplicemente non ci si arriva con gli alimenti e deve essere valutata l’integrazione.

Tempo di Protrombina (PT) e INR: Cosa Sono e Valori di Riferimento

La protrombina è una glicoproteina prodotta nel fegato che funge da fattore di coagulazione. In questa circostanza avviene la conversione in trombina della protrombina.

Il PT valuta i fattori coagulanti della via estrinseca della coagulazione, ovvero quella attivata in presenza di danni dei tessuti. Questo esame può essere effettuato raccogliendo un campione di sangue venoso. Risulta ottimale condurre il test al mattino con il paziente a digiuno.

Il tempo di protrombina viene espresso in secondi. Per normalizzare il risultato del PT, che potrebbe essere influenzato dai reagenti e dagli strumenti utilizzati nei singoli laboratori, l’Organizzazione mondiale della sanità ha raccomandato l’International Normalized Ratio (INR). Il PT INR ideale per i pazienti che, invece, seguono terapie anticoagulanti dovrebbe essere compreso tra 2,5 e 4,5 a seconda della quantità di farmaco prescritta dal medico.

I valori di riferimento degli esami di laboratorio possono variare a seconda della metodologia di analisi dei campioni, quelli indicati in questa scheda hanno uno scopo puramente informativo.

Interpretazione dei Risultati del PT

Valori alti del tempo di protrombina indicano che il sangue impiega più tempo del normale a coagulare. Nella maggior parte dei casi, i risultati del PTvengono valutati insieme a quelli dell’APTT per avere un quadro più chiaro del paziente. Quando il tempo di protrombina è basso?

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