Gli omega 3 sono acidi grassi polinsaturi considerati essenziali, e rappresentano la struttura portante delle cellule. Le loro principali fonti sono i pesci grassi, come le acciughe, le aringhe, lo sgombro, il salmone, le sardine, lo storione, la trota e il tonno, ricchi soprattutto degli omega 3 EPA (acido eicosapentaneoico) e DHA (acido docosaesaenoico).
L'Importanza dell'Analisi del Sangue per gli Omega 3
L’analisi degli acidi grassi offre la possibilità di misurare lo stato nutrizionale individuale dell’organismo, e viene analizzato lo schema degli acidi grassi nella membrana eritrocitaria. Questo test dà un’indicazione sui livelli degli ultimi 60-90 giorni di 26 acidi grassi, corrispondenti a più del 99% di tutti gli acidi grassi del corpo. L’analisi degli acidi grassi è un normale servizio di laboratorio che può essere fatto da un medico o un terapista (spesso chiamato “profilo degli acidi grassi”). Viene preso un campione di sangue, che poi viene analizzato in un laboratorio.
Dal nostro punto di vista, la questione più importante non è quale capsula o quale olio omega-3 prendere, ma se ci siano sufficienti acidi grassi omega-3 nel corpo.
Come si effettua il test?
In alternativa al medico, con il kit d’analisi degli acidi grassi NORSAN si può effettuare il prelievo del sangue anche tranquillamente a casa.
- Prelevare il sangue.
- Spedire la scheda del test per posta.
Cosa misura il test degli Omega 3?
Il test misura ben 11 acidi grassi, inclusi acidi grassi saturi, monoinsaturi (Omega-9) e polinsaturi (Omega-6 e Omega-3). I valori dei singoli acidi grassi sono mostrati nella tabella ed espressi in percentuali degli acidi grassi totali misurati. Per fare un confronto nella tabella, l’intervallo medio di ogni acido grasso (basato su dati ottenuti da un ampio gruppo di persone in equilibrio lipidico), è presentato come valore target.
Per i seguenti 6 valori, vengono utilizzati 7 degli acidi grassi.
- Il valore del rapporto Omega-6 è calcolato in questo modo: (DGLA+AA) * 100 / (DGLA+AA+EPA+DPA+DHA)
- Il valore del livello degli Omega-3, dato dalla somma di EPA+DHA
- Viene assegnato lo stesso peso a ciascun valore dell’indicatore in un secondo calcolo, nonché un altro valore compreso tra 0 e 100, che viene quindi diviso per 3 per ottenere il Valore di Protezione (che idealmente dovrebbe essere superiore a 90%).
Attenzione! L’Indice Omega-3 è il riepilogo dei valori percentuali per i due acidi grassi Omega-3 marini: EPA e DHA.
Valori Chiave Misurati
Oltre all'Indice Omega-3, il test fornisce ulteriori informazioni cruciali:
- Equilibrio Omega-6/3: L’equilibrio è calcolato dividendo il valore percentuale di AA (Acido Arachidonico) con il valore percentuale di EPA (AA/EPA), che viene espresso come Equilibrio; ad esempio 3:1. Se questo rapporto è superiore a 3:1, migliorare il tuo stile di vita alimentare ti potrebbe offrire notevoli benefici.
- Fluidità della Membrana Cellulare: La fluidità della membrana cellulare viene calcolata dividendo il valore percentuale dei due grassi saturi con il valore percentuale dei due Omega-3. Il valore della fluidità viene quindi definito come (PA + SA) / (EPA + DHA); il risultato è espresso come indice di fluidità, ad esempio 3:1. Maggiore è la concentrazione di grassi saturi (dannosi) in una membrana, maggiore sarà la rigidità di quest’ultima. Al contrario, più alta è la concentrazione di grassi polinsaturi in una membrana, maggiore sarà la fluidità di quest’ultima. La composizione e la struttura architettonica della membrana cellulare, risultano essere fondamentali per la salute delle cellule e di conseguenza di tutto l’organismo.
- Valore di Resistenza Mentale: Questo dato viene calcolato dividendo il valore percentuale di Acido Arachidonico (AA) con la somma dei valori percentuali di EPA e DHA, ovvero valore di resistenza mentale = AA/(EPA + DHA). Il risultato è espresso come valore di resistenza mentale, ad esempio 1:1. Le funzioni e le prestazioni cognitive migliorano con un aumento del consumo di Omega-3 marini EPA e DHA.
- Indice di AA (Acido Arachidonico): L’indice di AA mostra il valore misurato dell’Acido Arachidonico (AA), acido grasso Omega-6, come percentuale sottratta dagli acidi grassi totali misurati. L’Acido Arachidonico (AA) è l’acido grasso Omega-6 più importante per il nostro corpo; è il punto di partenza per la produzione di ormoni tissutali locali innescata dagli Omega-6, come prostaglandine, trombossani e leucotrieni, ognuno con compiti e funzioni ben precise.
Omega 3 e Salute Cardiovascolare
Cuore: l'indice omega-3 indica il suo stato di salute. Il consumo regolare di pesce grasso ricco di omega 3 (sgombro, salmoni, aringhe etc) è associato ad un ridotto rischio di malattie cardiovascolari, come dimostrato da numerosi studi effettuati negli ultimi 30 anni. I livelli dei due principali omega-3, l’EPA e il DHA, nel sangue riflettono l’apporto di acidi grassi insaturi ingeriti con gi alimenti ed eventualmente quello degli integratori a base olio di pesce e olio algale.
La concentrazione di DHA e EPA sanguigna può essere misurata tramite l’Indice Omega-3, o Omega-3 Index, un nuovo strumento per la valutazione del rischio cardiaco. Non sono più, quindi, solo i livelli di colesterolo e trigliceridi a indicare il rischio cardiovascolare: oggi la salute del cuore è definita anche questo nuovo fattore. L’Indice Omega-3 indica la quantità di EPA e DHA sul totale degli acidi grassi presenti nelle membrane dei globuli rossi.
La composizione in acidi grassi dei globuli rossi è dunque un indicatore dello stato nutrizionale e di rischio per il cuore. L'indice omega-3 rappresenta un elemento indipendente rispetto all’assunzione alimentare stimata di omega-3. Esistono infatti differenze legate al metabolismo o alla variabilità genetica di ogni individuo, così come ci può essere un errore nella valutazione dell’introito di omega-3 con la dieta, ad esempio a causa del consumo di varietà di pesce contenenti diverse quantità di EPA e DHA.
La storia dell'Indice Omega-3
L' Indice Omega-3 è stato sviluppato, nel 2004, come segnale per il rischio di morte cardiaca improvvisa da William Harris, professore dell’Università del South Dakota (USA), e dal professor Clemens von Schacky, cardiologo dell’Università Di Monaco (Germania). La morte cardiaca improvvisa è una morte per arresto cardiocircolatorio che si verifica inaspettatamente anche in soggetti che non hanno mai manifestato disfunzioni cardiache.
Harris e von Schacky hanno scoperto che il rischio di questo fenomeno fatale era legato alla quantità di EPA e DHA dei globuli rossi. In particolare, revisionando alcuni importanti studi epidemiologici hanno trovato che:
- L’indice Omega-3 < del 4% indica una forte probabilità per un individuo di essere colpito da morte cardiaca improvvisa
- L’ Indice Omega-3 compreso tra 4 e 8% è sinonimo di rischio moderato
- L’Indice Omega-3 > 8% indica una situazione di basso rischio
La probabilità di eventi cardiaci fatali si riduce fino al 90% nei soggetti che appartengono alla categoria con il più alto valore, rispetto a quelli con indice più basso.
Come si calcola l’Indice Omega-3?
L'indice Omega-3 è la somma degli acidi grassi omega-3 EPA DHA nel membrane dei globuli rossi e viene espresso come percentuale di EPA e DHA sul totale degli acidi grassi presenti nella membrana. La scelta di usare le concentrazioni delle membrane delle cellule del sangue è dovuta al fatto che gli acidi grassi polinsaturi in queste strutture sono più stabili biologicamente (quasi non variano di settimana in settimana).
Le membrane dei globuli rossi sono poi tecnicamente più facili da analizzare e riflettono l’assunzione a lungo termine di EPA e DHA, indicando il reale status di omega-3, in maniera analoga alla misura dell’emoglobina glicosilata nella diagnosi di diabete. Gli effetti di EPA e DHA sembrano derivare principalmente dalla loro capacità di variare la flessibilità delle membrane cellulari rendendole più fluide.
L’alterazione delle proprietà fisiche apportate al livello della membrana dall’EPA e dal DHA si riflette sulla funzionalità delle proteine in essa inserite, dando il via ad una serie di reazioni all’interno della cellula che culminano con la regolazione di numerosi geni. Questi meccanismi portano ad alcuni benefici come la riduzione delle molecole dell’infiammazione, il calo dei trigliceridi nel sangue e la stabilizzazione delle placche responsabili dell’aterosclerosi.
Come si può raggiungere un Indice Omega-3 ottimale?
Un Indice Omega-3 dell’8% è realizzabile tramite il consumo giornaliero di circa 500 milligrammi di EPA e DHA ottenibili con due o più porzioni di pesce grasso a settimana, oppure attraverso gli integratori. L' Indice Omega-3, come altri fattori di rischio cardiovascolare, può essere quindi modificato da uno stile di vita più sano.
Tabella riassuntiva dei valori dell'Indice Omega-3 e rischio cardiovascolare
| Indice Omega-3 | Rischio Cardiovascolare |
|---|---|
| < 4% | Alto |
| 4 - 8% | Moderato |
| > 8% | Basso |
Il Test dell’Indice Omega-3
L’Indice Omega-3 nel sangue può rappresentare un nuovo strumento diagnostico ed essere utilizzato nella valutazione clinica di routine dei pazienti. Per la sua determinazione è necessario l’Omega-3 Index, un esame del sangue che può essere effettuato nei laboratori che seguono un rigoroso sistema di gestione della qualità. La misura dell'Indice di Omega-3 è altamente riproducibile, e i valori possono essere ottenuti entro alcune ore.
Quantificare gli acidi grassi in un individuo è utile a medici e pazienti per stimare il rischio di cardiopatie, e a raggiungere i livelli adeguati di omega-3 necessari a ridurre l rischio di infarto e mortalità improvvisa.
HS-Omega-3 Index®
Il HS-Omega-3 Index® è un kit fornito da U.G.A. Nutraceuticals e che consente a chiunque lo voglia di determinare facilmente il proprio Indice Omega-3, utilizzando la stessa tecnica negli studi clinici di Harris e von Schacky. Il HS-Omega-3 Index® include tutto l’occorrente per poter determinare l'Indice Omega-3 a casa propria. Basta raccogliere 3 gocce di sangue con la lancetta pungi dito su una speciale carta filtro che dovrà essere inviata nello specifico laboratorio.
Omega 3 e Altre Patologie
Le relazioni tra il valore dell’Omega-3 index e lo stato di salute sembrano coinvolgere anche altre patologie, oltre a quelle strettamente legate al cuore.
Diabete
Uno studio pubblicato su Diabete Care ha esaminato la relazione tra gli alti livelli di acidi grassi non esterificati, cioè di lipidi liberi circolanti, e il rischio di diabete di tipo 2 e l’eventuale azione degli omega-3 su questa relazione. I valori ottenuti su circa 5700 soggetti, hanno dimostrato una maggior incidenza del diabete in coloro che avevano le più alte concentrazioni di acidi grassi non esterificati e una significativa interazione degli omega-3. Gli individui con un Indice Omega-3 di 3,9% mostravano, infatti, un rischio di diabete più alto rispetto a chi ne aveva l’Omega-3 Index di 7,5%. Quest’ultimo gruppo era dunque quello che evidenziava i maggior benefici, in accordo con gli studi che suggeriscono che un Indice Omega-3 pari all’8% è associato a un minor rischio cardiovascolare.
Depressione Post-Parto
Un alto Indice Omega-3 rappresenterebbe un vantaggio anche per la salute mentale, come è emerso da una ricerca pubblicata nel 2013 sulla rivista Plos One. Secondo i ricercatori un basso l’indice Omega-3 potrebbe rappresentare un fattore di rischio per l’insorgenza della depressione post-parto, una condizione che si verifica comunemente nelle donne subito dopo la nascita del bambino. Lo studio ha infatti messo in rapporto l’indice Omega-3 misurato durante la 28°settimana di gestazione e l’eventuale diagnosi di depressione postnatale a 3 mesi dal parto.
I risultati hanno evidenziato un legame tra la malattia e la carenza di EPA e DHA nei globuli rossi e la necessita di consumare la corretta quantità di pesce durante la gestazione. Questi dati si accordano con quelli di altre ricerche che hanno suggerito il ruolo protettivo degli omega-3 rispetto a differenti forme di depressione o di disturbi del comportamento in adulti, anziani e giovani.
Attenzione negli Adolescenti
Un recente studio olandese, pubblicato sulla rivista Nutrients, ha dimostrato che un lndice Omega-3 alto è positivamente associato con alcune caratteristiche cognitive, misurate con appositi test negli adolescenti. In particolare i ricercatori hanno verificato un significativo aumento della capacità di elaborare le informazioni corrispondente ad un aumento del 1% di Indice Omega-3. Inoltre i giovani con i valori più alti di questo parametro mostravano più attenzione e meno errori nello svolgimento dei test stessi.
Come Varia l’Indice Omega-3 nelle Popolazioni?
Nonostante le raccomandazioni per una sana e corretta alimentazione prevedano il consumo di pesce almeno 2/3 volte a settimana, nei paesi occidentali l'assunzione di omega-3 è molto scarsa. Da una delle ultimi indagini, pubblicata a dicembre su Nutrients, e condotta utilizzando i dati sulla popolazione americana riguardante le concentrazioni di omega-3 nel sangue, è emerso che circa il 96% degli adulti ha un indice di omega-3 inferiore al 4%. Un valore che non sorprende in quanto in media l’assunzione giornaliera di EPA e DHA con la dieta è, rispettivamente, di 8 e 50 milligrammi al giorno.
Negli stessi mesi del 2015, uno studio ha riportato l’Omega-3 Index e il rischio malattia coronarica su un campione rappresentativo di adulti canadesi. Nel complesso, i risultati mostrano che meno del 3% di essi possiede un Indice Omega-3 associato ad un basso rischio di malattie cardiovascolari. Ma americani e canadesi non sono gli unici ad avere un l‘Indice Omega-3 scarso; uno studio pubblicato negli scorsi mesi ha indagato sullo stato e sulla distribuzione dei livelli di omega-3 nella popolazione saudita scoprendo che l’Omega-3 Index era, in media, di 3,8 e che il 46% delle donne e il 39% dei maschi avevano un Indice Omega-3 addirittura inferiore a 3,5%.
In Sintesi, perché è importante conoscere il proprio Indice Omega-3?
- È in grado di stimare il rischio di morte cardiaca improvvisa sia nella popolazione generale che nei pazienti con disfunzione coronariche.
- È facilmente misurabile.
- È più discriminante della maggior parte degli altri fattori di rischio conosciuti.
- È in grado di identificare individui che necessitano di incrementare il consumo di omega-3 e valutare poi i progressi raggiunti.
Omega 3: quando e come assumerli
Secondo l’ultima revisione dei LARN (i Livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia per la popolazione italiana) l’assunzione di omega 3 dovrebbe soddisfare tra lo 0,5 e il 2% del fabbisogno energetico quotidiano a qualsiasi età. Per gli adulti sono sufficienti 250 mg di EPA e DHA al giorno.
Fonti di Omega 3
L’ALA si trova principalmente in fonti vegetali come semi di lino, semi di chia, noci e oli vegetali come l’olio di semi di lino e l’olio di colza. L’EPA e il DHA si trovano principalmente in fonti marine, come pesci grassi quali salmone, sgombro, sardine, e alcuni tipi di alghe marine, adatte a chi segue una dieta vegetariana e vegana.
Precauzioni
È inoltre bene ricordare che gli omega 3 possono aumentare il rischio di emorragie; per questo prima di assumerli è bene consultarsi con il proprio medico per escludere che eventuali patologie o problemi di salute di cui si soffre o i farmaci che si assumono, li rendano controindicati. Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico.
I prodotti NORSAN offrono un metodo naturale per migliorare proprio questi valori degli acidi grassi. L’ideale sarebbe regolare questo squilibrio attraverso una sana alimentazione, supportata da integratori alimentari di qualità elevata, prestando attenzione al dosaggio giornaliero.
In conclusione, monitorare i livelli di Omega 3 attraverso analisi del sangue specifiche è fondamentale per valutare il proprio stato di salute e prevenire diverse patologie. Integrare l'alimentazione con fonti di Omega 3 o integratori specifici può contribuire a mantenere un equilibrio ottimale e favorire il benessere generale.
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