Analisi del Sangue nel Morbo di Crohn: Un Approfondimento

Anche quando una MICI, malattia di Crohn o rettocolite ulcerosa, è in remissione, l'attenzione da parte del paziente e del medico non deve diminuire. Queste patologie, infatti, hanno un decorso che tipicamente vede l'alternarsi di fasi di attività di malattia con fasi di quiescenza. Queste seconde sono periodi, che possono durare anche anni, in cui la malattia non manifesta i propri segni né in termini di sintomi percepiti dal paziente né a livello endoscopico: anche la colonscopia, cioè, non rileva tracce di infiammazione in atto e di danni alla mucosa.

Per diagnosticare la Malattia di Crohn è necessaria un'attenta anamnesi, una visita accurata e indagini di laboratorio e strumentali, utili a differenziare la malattia da altre patologie e a localizzare e definire la gravità della malattia. La malattia viene diagnosticata mediante esami del sangue, esami delle feci e indagini strumentali (endoscopia/colonscopia) per esaminare lo stato della mucosa intestinale e prelevare campioni di tessuto da analizzare. E’ possibile che siano necessari anche esami strumentali come un’ecografia o la risonanza magnetica, che sono utili per studiare al meglio la localizzazione della malattia e verificare la presenza di eventuali complicanze. A seguire, lo specialista potrebbe raccomandare un’endoscopia tramite la quale poter effettuare un esame istologico.

Per garantirsi periodi più lunghi possibili senza sintomi e senza attività di malattia occorre però mantenere accesa l'attenzione sulla patologia seguendo i consigli dello specialista. Questo infatti prescriverà ciclicamente al paziente esami diagnostici di controllo utili a monitorarla, così da intervenire attivamente il più presto possibile in caso di recidiva. Sarà sempre il medico a indicare quali controlli eseguire: generalmente una colonscopia l'anno, unita magari a un'ecografia dell'addome, sono un buon punto di partenza.

Quali esami del sangue fare con una MICI?

Tuttavia grande importanza è rivestita anche dagli esami di laboratorio: queste indagini, eseguite principalmente su sangue e su feci, consentono di valutare le condizioni fisiche generali e di verificare che la malattia non stia causando alterazioni all'organismo degne di nota.

Tra gli esami di laboratorio utili a monitorare lo stato della malattia di Crohn o della rettocolite ulcerosa, anche in periodi di remissione, possiamo citare i seguenti:

  1. Emocromo completo. Si tratta di un esame completo che determina la quantità dei globuli bianchi e rossi e i livelli dei vari componenti del sangue, come l'ematocrito e l'emoglobina insieme a diversi altri parametri. Questo esame è utile anche per rilevare un'anemia legata a eventuali sanguinamenti importanti;
  2. Valori metabolici, come colesterolo e trigliceridi: sono utili alla valutazione dello stato di salute complessivo;
  3. Pcr (proteina C reattiva). Si tratta di un importante marcatore dell'infiammazione: oltre a essere utile in fase di diagnosi per distinguere una MICI da una sindrome dell'intestino irritabile, questo test consente un monitoraggio nel tempo dell'attività di malattia;
  4. Ves (velocità di eritrosedimentazione). Anche questo valore può indicare, benché in modo meno specifico rispetto alla Pcr, un eventuale stato di infiammazione in corso;
  5. Test per la valutazione del metabolismo del ferro, incluse la sideremia e la ferritina. Si tratta di nutrienti frequentemente scarsi nei pazienti con malattia attiva;
  6. Vitamina B12. I livelli di questo nutriente sono spesso bassi nei pazienti con malattia di Crohn a livello ileale o che hanno subito un intervento di resezione ileale.

Esami delle feci nelle MICI

Tra i test utili da fare per il monitoraggio nel tempo della malattia di Crohn e della rettocolite ulcerosa, anche in fase di remissione, ci sono infine gli esami su campioni di feci. Tra queste la calprotectina e lactoferrina, due marcatori di infiammazione. Queste sostanze, infatti, sono prodotte dalle pareti intestinali in fase di attività di malattia: la concentrazione di questi marcatori nelle feci è utile per verificare lo stato della patologia ma anche il livello di attività.

L’esame del sangue comprende l’emocromo completo per valutare in generale lo stato di salute generale e la presenza di anemia e di elevato numero di globuli bianchi indici d’infiammazione come la velocità di eritrosedimentazione (VES) e la proteina C reattiva (PCR). L’esame delle feci in presenza di diarrea comprende la ricerca di virus (es. Rotavirus), batteri e parassiti. In particolare è raccomandata la ricerca del Clostridium difficile.

Altri esami utili nella diagnosi del Morbo di Crohn

Fondamentale è la colonscopia totale con l’esplorazione dell’ileo terminale con l’effettuazione di biopsie multiple dei vai tratti intestinali per avere la conferma istologica di malattia infiammatoria intestinale, che peraltro non è sempre facile nelle forme lievi o quiescenti. Esami di secondo livello sono l’Entero risonanza magnetica, che permette di non essere sottoposti a radiazioni (importante soprattutto nei pazienti giovani) o l’entero TC. In caso di complicanze quali ascessi (raccolta di pus in una cavità addominale), può essere indicato effettuare una risonanza magnetica o una TC.

Gli esami strumentali che possono essere utili nella diagnostica sono: L’ecografia intestinale che è l’esame di prima linea, soprattutto nei pazienti giovani. Non è invasiva, non è dolorosa e permette di avere il sospetto o talora permette di fare diagnosi di Morbo di Crohn.

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