L’importanza della diagnosi precoce e accurata del morbillo non può essere sottolineata abbastanza. Il morbillo è una malattia altamente contagiosa causata dal virus del morbillo. Nonostante l’esistenza di un vaccino efficace, il morbillo continua a rappresentare una significativa minaccia per la salute pubblica in diverse parti del mondo. La diagnosi precoce è fondamentale per implementare misure di controllo e prevenire ulteriori focolai.
Gli esami IgM per il morbillo giocano un ruolo cruciale in questo processo, offrendo un metodo affidabile per la rilevazione precoce dell’infezione. La diagnosi precoce è quindi essenziale per un trattamento tempestivo e per limitare la diffusione del virus. Gli esami IgM per il morbillo sono strumenti diagnostici chiave in questo contesto, poiché permettono di identificare la presenza di anticorpi specifici contro il virus del morbillo nelle fasi iniziali dell’infezione.
Principi degli Esami IgM per il Morbillo
Gli esami IgM per il morbillo si basano sul principio dell’immunodosaggio, che rileva la presenza di anticorpi IgM specifici contro il virus del morbillo nel sangue. Questi test sono altamente specifici e sensibili, rendendoli strumenti preziosi per la diagnosi precoce.
Preparazione e Procedura
La preparazione per l’esame IgM del morbillo è minima. Il paziente deve fornire un campione di sangue venoso prelevato dal braccio, che viene poi analizzato in laboratorio.
Per gli esami sierologici di ricerca degli anticorpi anti-Morbillo/Parotite, viene richiesto un campione di sangue venoso prelevato dal braccio. Un tampone nasofaringeo viene prelevato piegando la testa del paziente all’indietro e inserendo nelle narici un tampone simile ad un cottonfioc. Il tampone viene lasciato all’interno delle narici per alcuni secondi e quindi ruotato alcune volte prima di disinserirlo. Non è una procedura dolorosa ma può essere fastidiosa e indurre la lacrimazione.
Interpretazione dei Risultati degli Esami IgM
I risultati degli esami IgM per il morbillo possono essere interpretati come positivi, negativi o dubbi. Un risultato positivo indica la presenza di anticorpi IgM contro il virus del morbillo, suggerendo una recente infezione. Un risultato negativo indica l’assenza di anticorpi IgM specifici, suggerendo che il paziente non è attualmente infetto.
Azione Immediata in Caso di Risultato Positivo
Un risultato positivo al test IgM per il morbillo richiede un’azione immediata. Il paziente deve essere informato della diagnosi e delle potenziali complicazioni. È essenziale isolare il paziente per prevenire la diffusione del virus e avviare un trattamento di supporto per gestire i sintomi.
Importanza della Diagnosi Precoce
La diagnosi precoce del morbillo attraverso gli esami IgM è fondamentale per il controllo efficace della malattia. Questi test offrono un mezzo affidabile per identificare le infezioni in fase precoce, permettendo un intervento tempestivo che può limitare la diffusione del virus e prevenire gravi complicazioni.
Esame del Morbillo IgG
L’esame del Morbillo IGG rappresenta uno strumento diagnostico fondamentale per la determinazione dell’immunità o dell’esposizione precedente al virus del morbillo. Questo tipo di analisi misura la presenza e la quantità di anticorpi IgG specifici contro il virus del morbillo nel sangue, fornendo informazioni cruciali per la prevenzione e il controllo delle infezioni. La diagnostica del Morbillo IGG gioca un ruolo chiave nella valutazione dell’immunità individuale contro il morbillo, una malattia altamente contagiosa causata dal virus del Morbillo.
Significato degli Anticorpi IgG
La presenza di anticorpi IgG specifici indica una precedente esposizione al virus, sia attraverso l’infezione naturale sia mediante la vaccinazione. I valori ottenuti dagli esami Morbillo IGG sono generalmente espressi in termini di positività o negatività, indicando rispettivamente la presenza o l’assenza di anticorpi specifici. Un risultato positivo suggerisce che l’individuo ha sviluppato immunità contro il virus, mentre un risultato negativo indica la mancanza di immunità.
Procedura per l’Esame IgG
La procedura standard per l’esecuzione dell’esame IGG prevede la raccolta di un campione di sangue venoso. Il campione viene poi analizzato in laboratorio attraverso tecniche immunoenzimatiche (ELISA) o di immunofluorescenza, che permettono di rilevare la presenza e la quantità di anticorpi IgG specifici contro il virus del morbillo.
Interpretazione dei Risultati dell’Esame IgG
L’interpretazione dei risultati dell’esame Morbillo IGG è fondamentale per determinare lo stato immunitario di un individuo. Un risultato positivo indica che la persona è stata esposta al virus del morbillo in passato e ha sviluppato una protezione. Al contrario, un risultato negativo suggerisce che l’individuo non ha anticorpi specifici e, quindi, potrebbe essere a rischio di infezione.
Fattori che Influenzano l’Esito dell’Esame IgG
Diversi fattori possono influenzare l’esito dell’esame Morbillo IGG, inclusi la tempistica del test rispetto all’esposizione al virus, la qualità del campione di sangue e la specificità del metodo di test utilizzato. Inoltre, condizioni come un sistema immunitario compromesso possono alterare i livelli di anticorpi, rendendo i risultati difficili da interpretare.
Importanza della Corretta Interpretazione
La corretta interpretazione dei risultati degli esami Morbillo IGG è essenziale per la prevenzione del morbillo e la protezione della salute pubblica. Una comprensione accurata dei valori e dei fattori che possono influenzare l’esito dell’esame permette di adottare misure preventive appropriate, come la vaccinazione per coloro che risultano non immuni.
Morbillo e Parotite: Test Sierologici e Molecolari
I test sierologici per la ricerca di anticorpi IgG e IgM anti-virus del morbillo o della parotite e i metodi molecolari (PCR, polymerasechainreaction classica e real-time) per la ricerca del materiale genetico virale (RNA) sono fondamentali per la diagnosi.
Gli esami per la ricerca delle IgG e IgM anti-morbillo/parotite o quelli molecolari, vengono effettuati nel caso in cui siano presenti i caratteristici segni e sintomi di morbillo/parotite o nel caso in cui persone che sono state a stretto contatto con un soggetto infetto sviluppino febbre e qualche sintomo riconducibile a queste malattie. Questi esami di solito devono essere richiesti precocemente nel corso dell’infezione.
La rilevazione del virus può essere effettuata per mezzo della ricerca del materiale genetico virale tramite RT-PCR classica o real-time, genotipizzazione e sequenziamento. Gli esami per la ricerca del virus possono essere talvolta richiesti per identificare la causa di gravi complicanze che potrebbero essere associate con il morbillo o la parotite.
L’esame per la ricerca delle immunoglobuline G (IgG) viene prescritto nel caso in cui sia opportuno sapere se un soggetto (operatore a rischio oppure esposto ad un caso acuto)è immunizzato verso uno o entrambi i virus, sia per infezioni pregresse che per precedenti vaccinazioni.
Interpretazione Avanzata degli Esami
La presenza di IgM è considerato da WHO il gold standard per la conferma di laboratorio. IL LISA/EIA è il metodo raccomandato dal WHO per il rilevamento di anticorpi virus-specifici è ELISA/EIA. La raccolta del campione per IgM deve essere effettuata 3 giorni dopo la comparsa della manifestazione cutanea. Il livello di IgM raggiunge il massimo a 7-10 giorni dalla comparsa del rash e poi cala rapidamente, diventando non rilevabile a 6-8 settimane.
La presenza di IgG in persone vaccinate e sane, queste indica l’avvenuta immunizzazione verso questi virus. L’assenza di IgG anti-morbillo/parotite invece indica che il soggetto non è protetto contro questi virus.
Nel caso in cui l’esame molecolare sia negativo, è probabile che i segni e sintomi siano dovuti ad un’altra causa e non all’infezione ad opera di questi virus. Tuttavia, un risultato negativo non esclude necessariamente l’infezione perché il virus potrebbe essere presente in quantità troppo basse per essere rilevato.
Diagnosi Differenziale
La natura non specifica dei sintomi prodromici e la possibilità di casi sfumati, rendono i segni clinici e i sintomi non affidabili come unico criterio diagnostico di morbillo. Altre malattie virali possono provocare manifestazioni cutanee simili: rosolia, Dengue, Enterovirus, Parvovirus B19, Zika virus, Herpes virus 6 (HHV6). Un rash simile al morbillo può essere presente anche in corso di infezioni batteriche o come conseguenza di reazioni allergiche al trattamento con antibiotici.
L’unico modo per confermare che un caso sia realmente morbillo o rosolia è testare un campione clinico adeguato, prelevato dal paziente dopo la comparsa dell’esantema, per la presenza di anticorpi di classe IgM o di RNA virale.
Diffusione e Prevenzione del Morbillo
Sai il morbillo che la parotite si trasmettono facilmente per via aerea attraverso goccioline di saliva emesse con tosse, starnuti o semplicemente parlando oppure toccando superfici contaminate dal virus e quindi attraverso occhi, naso e bocca. Secondo il Centers for Disease Control and Prevention (CDC), il virus del morbillo può sopravvivere fino a due ore nell’aria in cui una persona infetta abbia tossito o starnutito. Le persone infette sono contagiose già alcuni giorni prima della comparsa dei sintomi.
Il vaccino (virus attenuato) è disponibile fin dal 1963 ed il morbillo è una malattia completamente prevenibile con 2 dosi di vaccino. Secondo WHO e UNICEF i dati disponibili relativi al 2017 e 2018 indicano una stima della copertura dell’86% dei bambini con la prima dose e del 69% per la seconda, del tutto insufficienti per bloccare la trasmissione.
Poiché il morbillo e la rosolia colpiscono le stesse fasce di età ed hanno una sintomatologia simile, è clinicamente ed epidemiologicamente corretto, oltre che efficace dal punto di vista dei costi (il vaccino combinato costa meno di 2 euro), effettuare una sorveglianza integrata delle due malattie, come raccomandato anche da WHO con l’iniziativa Morbillo e Rosolia lanciata nel 2001.
Vaccinazione in Italia
In Italia il vaccino è combinato (morbillo-parotite-rosolia -MPR). Nel bambino il calendario vaccinale raccomanda la prima dose a 13-15 mesi, la seconda a 5-6 anni. E’ inoltre importante verificare lo stato immunitario della donna nei confronti del morbillo in previsione di una gravidanza.
In Italia, grazie alla legge 119 del 2017, le vaccinazioni obbligatorie nell’infanzia e nell’adolescenza sono diventate 10, tra cui anche il vaccino contro morbillo, parotite e rosolia. L’obiettivo della legge è stato quello di contrastare il progressivo calo delle vaccinazioni, sia obbligatorie che raccomandate, in atto dal 2013, che ha determinato una copertura vaccinale media al di sotto del 95%. La legge permetterà anche il conseguimento degli obiettivi prioritari del Piano nazionale prevenzione vaccinale 2017-2019 ed il rispetto degli obblighi assunti a livello europeo ed internazionale.
Nel 2018 sono già migliorate per il morbillo sia la copertura per la prima dose, che ha raggiunto il 94,35% (rispetto a 92,38% nel 2017), che per la seconda dose, che ha raggiunto il 90% (rispetto a 85,74% nel 2017). Nonostante l’evidente miglioramento, la copertura risulta ancora al di sotto della soglia del 95%, essenziale per garantire l’immunità di gregge.
Complicanze del Morbillo
Il virus infetta le cellule dei polmoni e, dopo un periodo di incubazione variabile da un minimo di 7 ad un massimo di 18 giorni (in media 10), si ha la comparsa di: febbre alta, tosse secca, congiuntivite, fotosensibilità, raffreddore, mal di gola, piccole macchie bianche a livello gengivale, all’altezza dei molari (macchie di Koplik). Dopo 3-4 giorni compare l’eruzione cutanea maculo papulosa, che comincia solitamente dal collo e dal capo per poi diffondersi sul tronco e gli arti (esantema discendente).
Le complicanze più frequenti sono rappresentate da otite, bronchite, laringite, tracheite, polmonite, diarrea e più raramente encefalite/encefalo mielite (incidenza 1 su 1000). I soggetti a maggior rischio di sviluppare complicanze sono i bambini malnutriti, gli immunodepressi e i soggetti affetti da altre patologia. Il morbillo contratto in gravidanza è associato ad un maggior rischio di complicanze (in particolare polmonite)e mortalità materna.
Nel caso in cui durante il morbillo o la parotite si sviluppino delle complicanze, si risolveranno dopo la malattia? Nella maggior parte dei casi le complicanze non sono permanenti ma alcune, come la cecità, la sordità e raramente il danneggiamento di organi e tessuti, possono essere permanenti.
Situazione Globale del Morbillo
Nel 2010 WHO ha comunicato che “l’eradicazione globale del morbillo è biologicamente, tecnicamente ed operativamente possibile”. L’eradicazione è definita come l’interruzione della trasmissione del morbillo a livello mondiale, in presenza di un sistema di sorveglianza verificato e funzionante.
Si stima che nel periodo 2000-2017 la vaccinazione anti morbillo abbia evitato più di 21 milioni di morti, rappresentando pertanto uno dei più efficaci interventi di sanità pubblica. Tuttavia, fin dall’inizio del 2019 l’UNICEF aveva segnalato il preoccupante aumento del numero dei casi di morbillo in tutto il mondo nel 2018 rispetto al 2017 (con 110.000 morti nel mondo), compresi diversi stati che erano stati precedentemente dichiarati “liberi dal morbillo” (measles free) dal WHO.
Al 31/7/2019, WHO segnala che il numero di casi di morbillo riportati è il più alto che ci sia stato in ogni anno fin dal 2006, con un numero di casi di quasi 3 volte quelli riportati in tutto il 2018. I sistemi sanitari di molte parti del mondo riscontrano notevoli difficoltà a causa dell’aumento delle forme gravi e dei decessi. Le più grandi epidemie coinvolgono paesi con bassa copertura vaccinale, sia al momento attuale che nel passato, creando in tal modo grandi sacche di persone suscettibili alla malattia. Gli Stati Uniti, dichiarati “liberi dal morbillo” dal 2000, hanno riportato nel 2018-2019 il più alto numero di casi negli ultimi 25 anni.
Dati globali e stime dei decessi WHO sono disponibili per il 2017: 6.7 milioni di casi e 110.000 morti (prevalentemente bambini con meno di 5 anni), basati su 173.330 casi riportati. Nel 2018 sono stati riportati a WHO 353.236 casi di morbillo.
Situazione in Europa
Nella regione WHO Europea si è realizzato l’incremento dei casi di morbillo,nonostante nel 2017 fosse stata ottenuta la copertura di quasi il 95% della popolazione a livello nazionale per la prima dose di vaccino e del 90% per la seconda dose. Tuttavia, la disomogeneità dei dati di copertura tra i paesi crea sacche di popolazione suscettibile che non permettono l’interruzione della diffusione del virus.
Il CDC Europa ha pubblicato a maggio 2019 un’analisi del rischio per il morbillo (Who is at risk for measles in the EU/EEA? Identifying susceptible groups to close immunity gaps towards measles elimination). I principali aspetti da considerare sono: più di 4,5 milioni di bambini e adolescenti sono ancora suscettibili al morbillo; solo 4 Stati Membri EU/EEA hanno raggiunto il target di copertura del 95% per entrambe le dosi di vaccino; elevata incidenza fra ragazzi e adulti con età media dei casi in aumento: da 10 anni nel 2009-2010 a 17 anni nel 2018-2019, il 35% dei casi si osserva in soggetti con più di 20 anni. Inoltre gli adulti risultano essere il gruppo più colpito in 19 paesi (con maggior gravità dei casi); il 45% delle morti si osserva nei bambini al di sotto di 1 anno e nel 2016-2019 il 43% dei casi di morbillo importati in EU/EEA avevano acquisito l’infezione in un altro paese EU/EEA, generalmente quelli in cui il morbillo era endemico o in cui erano in corso epidemie.
L’incidenza dei casi per milione di abitanti di morbillo nell’ultimo triennio (dati ISS) si è ridotta: 88,4 nel 2017, che è stato l’anno di picco epidemico con 5.397 casi (età mediana 27 anni), 43,3 nel 2018, con 2.681 casi (età mediana 27 anni), 32 nel 2019 con 1605 casi al 31 ottobre (età mediana 30 anni). Nel 2019 l’86% dei soggetti era non vaccinato al momento del contagio. L’80% dei casi si è verificato in persone tra i 15 e i 64 anni di età.
Tabella: Copertura Vaccinale e Incidenza del Morbillo in Italia
| Anno | Copertura 1a Dose | Copertura 2a Dose | Incidenza per Milione di Abitanti |
|---|---|---|---|
| 2017 | 92,38% | 85,74% | 88,4 |
| 2018 | 94,35% | 90% | 43,3 |
| 2019 (fino a ottobre) | - | - | 32 |
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