Analisi del Sangue per la Funzionalità Renale: Valori Normali e Interpretazione

I reni sono organi complessi che svolgono un ruolo fondamentale nella purificazione del sangue. In un individuo sano di 70 chili, ogni minuto oltre un litro di sangue attraversa i glomeruli renali, subendo un processo di depurazione di notevole precisione. Ciò significa che l'intero torrente ematico viene filtrato all'incirca ogni cinque minuti, e la maggior parte di esso viene riassorbita.

La complessa architettura del rene gli consente di espletare funzioni eterogenee, che vanno dalla regolazione della concentrazione elettrolitica nel sangue a quella della pressione arteriosa, e dalla filtrazione alla produzione dei globuli rossi. I reni fanno parte delle vie urinarie superiori e sono i nostri principali organi escretori, pertanto svolgono la primaria funzione di depurare il sangue delle sostanze di scarto. Il loro compito è anche quello di bilanciare la quantità totale di fluidi presenti nel nostro corpo e di mantenere stabile la concentrazione degli elettroliti, ovvero di quei sali minerali che promuovono la “conduzione” degli impulsi elettrici dal sistema nervoso ai muscoli, cuore incluso.

La funzionalità renale, anche quando “a singhiozzo”, non sempre dà segni di sé, perché quando uno o entrambi i reni vanno in sofferenza, la sintomatologia può essere alquanto sfumata. Spesso ci si accorge del problema solo quando la situazione risulti già compromessa. Per fortuna siamo in grado di accorgerci in tempo se il nostro apparato urinario e i reni in particolare “soffrono” e non lavorano come dovrebbero analizzando alcune sostanze presenti a livello ematico. Ecco perché è importante effettuare le analisi del sangue per la funzionalità renale in assenza di sintomi specifici, in quanto potrebbero rilevare un lieve deficit iniziale e permetterci di porvi rimedio con tempismo.

Principali Esami per Valutare la Funzionalità Renale

Diversi esami del sangue e delle urine sono utilizzati per valutare la funzionalità renale. Tra questi, i più comuni includono:

  • Creatinina sierica: Misura la quantità di creatinina nel sangue.
  • Clearance della creatinina: Misura la quantità di creatinina eliminata dai reni in un determinato periodo di tempo.
  • GFR (Velocità di Filtrazione Glomerulare): Stima la velocità con cui i reni filtrano il sangue.
  • Azotemia (BUN): Misura la quantità di azoto ureico nel sangue.
  • Elettroliti: Misura i livelli di elettroliti come sodio, potassio, cloro e bicarbonato nel sangue.
  • Albumina: Misura i livelli di albumina nel sangue e nelle urine.
  • Uricemia: Misura la quantità di acido urico presente nel plasma.

Creatinina

La creatinina è una sostanza prodotta a partire dalla fosfocreatina (o creatina), che fornisce energia ai tessuti muscolari, scheletrici e al cuore grazie alla sintesi degli aminoacidi. Tale sostanza è in parte prodotta dal nostro stesso organismo, e in parte desunta dall’alimentazione, in particolare dai cibi proteici come la carne. La creatininemia è la quantità di creatinina contenuta nel siero ematico. Il valore normale è tra 0,8 e 1,2 mg/dl e quando vengono riscontrati valori superiori significa che il rene non è stato in grado di depurare adeguatamente il sangue dalla creatinina. La creatinuria è invece la quantità di creatinina presente nelle urine. Una riduzione della creatinuria si associa, di norma, con un aumento della cretininemia.

Tuttavia, la concentrazione di creatinina nel sangue può variare, e ogni laboratorio di analisi ha parametri propri di riferimento. Per alcuni, ad esempio, i valori normali si situano tra 0,6 e 1,2 mg/dl di sangue. Livelli superiori a questi possono rivelare una funzionalità renale deficitaria. Se la nostra creatininemia è superiore alla media, e noi non siamo né disidratati, né reduci da un allenamento intenso, il significato di tale anomalia non va sottovalutato. Assunzione di farmaci tossici per i reni, tra cui antinfiammatori FANS (es. ibuprofene), può essere una delle cause di innalzamento della creatinina nel sangue. Una creatininemia inferiore alla media, invece, può segnalare stati di indebolimento e di malnutrizione.

La rilevazione della creatinina nel sangue va però associata ad un altro test, stavolta delle urine, definito clearance della creatinina. Questo test si basa sul fatto che la creatinina riversata nel plasma sanguigno raddoppia quando la velocità di filtrazione glomerulare si dimezza. Ergo, per effettuare questa misurazione di devono considerare dei parametri standard che ci consentono una valutazione in stima. Il filtrato glomerulare si determina con maggiore precisione sulle urine delle 24 h ricavandolo dal rapporto creatinina urinaria, volume urinario/creatinina plasmatica e tempo.

Velocità di Filtrazione Glomerulare (GFR)

Un test utile per capire se i reni sono in salute e funzionano correttamente è la GFR (velocità di filtrazione glomerulare). La velocità di filtrazione glomerulare si può rilevare facilmente con un algoritmo, il più affidabile è CKD-EPI. Rappresenta un valore affidabile di funzionalità renale per la maggior parte della popolazione.

Sebbene si tratti di un valore che varia moltissimo da persona a persona, in generale la velocità di filtrazione glomerulare (GFR) considerata nella norma per un individuo adulto è di 90 (o più) ml/minuto (considerando una superficie corporea standard i 1,73 mq). Se la GFR si situa in un range compreso tra 60 e 98 può essere considerata normale per alcune persone, in particolare per gli over 60. Detto questo, per avere un quadro più chiaro della situazione renale relativamente a questo parametro, la misurazione della GFR dovrebbe essere ripetuta nel tempo. Cause di bassi valori di GFR possono essere malattie renali ma anche difetti cardiaci e disidratazione.

Per farci un’idea, dal momento che la GFR varia moltissimo da persona a persona, e nella stessa persona a seconda delle fasi della vita o dello stato di salute generale, si sono “tarati” i valori di riferimento su un ipotetico paziente/target che ha queste caratteristiche: adulto (uomo e donna non in gravidanza), la cui superficie corporea (BSA) misuri circa 1,73 mq. Chi rientra in tali caratteristiche, o ci rientra più o meno, può valutare con considerevole attendibilità i risultati della sua velocità di filtrazione glomerulare.

Abbiamo visto dalla tabella che il danno renale viene identificato da una cifra: si va dalla condizione 1 di salute, alla 5 di insufficienza conclamata. Anche in questo caso, però, dobbiamo incrociare il dato con altri rilevatori della salute dei nostri organi escretori principali, alcuni dei quali emergono dall’analisi delle urine e in particolare dal test della clearance della creatinina.

Azotemia (BUN)

L’azotemia è un altro test ematico importante per la valutazione della funzionalità renale. In questo caso si misura la concentrazione di urea - azoto non proteico - nel sangue. Tutto parte dal fegato, nel quale si attua un processo metabolico di scissione delle proteine in sostanze più semplici. Ciò che resta è l’ammoniaca, sostanza tossica fatta di azoto, elemento chimico semplice che si lega con altri elementi quali carbonio, idrogeno e ossigeno e forma l’urea, la sostanza “terminale” dell’intero processo, che è innocua per l’organismo. I valori normali di azotemia sono tra 15 e 50 mg/dl, anche se ogni laboratorio utilizza parametri che possono differire fra loro.

Livelli di azoto non proteico, ovvero di urea eccedenti rispetto ai valori che abbiamo indicato, sono spia di insufficienza renale acuta o cronica, mentre livelli troppo bassi possono segnalare disturbi epatici.

Elettroliti

I reni regolano l'equilibrio degli elettroliti, come sodio, potassio, calcio e fosforo. In generale uno squilibrio elettrolitico segnala un’anomalia nella concentrazione di fluidi corporei e può essere spia di condizioni patologiche diverse e di diverso grado di gravità. Ad esempio, anche diete sbagliate, disidratazione o eccessiva attività fisica, così come l’assunzione di certi farmaci possono contribuire ad alterare questi valori.

Valori normali tipici degli elettroliti:

  • Sodio: 135-145 mEq/L
  • Potassio: 3,6-5,3 mEq/L
  • Bicarbonato: 22-30 mEq/L
  • Cloro: 96-106 mEq/L

Albumina

L’albumina è una proteina prodotta dal fegato e rappresenta il 60% circa di tutte le molecole proteiche circolanti nel siero del sangue (plasma). I livelli di albumina nel sangue possono ridursi, lievemente o in modo più importante, quando si inceppi qualcosa nel processo di produzione di questa proteina a livello epatico. Una albuminuria, ovvero valori di albumina inferiori a questi, soprattutto quando marcatamente inferiori, sono spesso spia di malattie ai reni. Consideriamo che uno dei compiti di questi organi è quello di conservare l’albumina presente nel plasma in modo che non si “confonda” con il resto delle scorie che devono essere eliminate in grandi quantità nelle urine. Infatti quando la funzionalità renale è ottimale, l’albumina permane in alte concentrazioni nel plasma sanguigno, mentre nelle urine non ve n’è praticamente traccia.

Tra le cause patologiche dell’albuminuria ci sono spesso malattia croniche come il diabete, che a lungo andare danneggia proprio i reni compromettendone la funzionalità. Altra condizione associata a bassi livelli di albumina è la sindrome nefrosica, caratterizzata appunto da una grande perdita di proteine attraverso le urine, che può colpire sia adulti che bambini e che può essere primaria oppure essere secondaria a malattie quali il già citato diabete mellito, il lupus eritematoso sistemico e la vasculite (malattie autoimmuni sistemiche), le epatiti, la cirrosi, i tumori, nonché l’assunzione di farmaci nefrotossici.

Uricemia

L’uricemia è un test ematico che misura la quantità di acido urico presente nel nostro plasma. Ma un’uricemia sopra i livelli standard è anche segnale che qualcosa, a livello renale, non funziona come dovrebbe. Il test ematico dell’uricemia si esegue a digiuno di almeno 10 ore, durante le quali è consentito solo bere un po’ d’acqua. Inoltre nella mezzora che precede il prelievo è consigliato stazionare in posizione eretta.

Valori Normali di Riferimento

I valori normali degli esami per i reni sono quelli cui fa riferimento il laboratorio di analisi. È importante considerare che i valori possono variare a seconda del laboratorio e del metodo utilizzato.

La tabella seguente riassume i valori normali di riferimento per alcuni degli esami più comuni:

Esame Valori Normali
Creatinina (siero) 0,6 - 1,2 mg/dL (uomini), 0,5 - 1,0 mg/dL (donne)
GFR > 90 mL/min/1.73 m²
Azotemia (BUN) 15 - 50 mg/dL
Sodio 135 - 145 mEq/L
Potassio 3.6 - 5.3 mEq/L

Quando Effettuare gli Esami?

Gli esami del sangue dei reni dovrebbero essere svolti nei giovani con malattie renali note. Esistono poi altre categorie di persone il cui corretto funzionamento renale dovrebbe essere indagato attraverso questi esami. Un’altra categoria di persone è data dai portatori di ipertensione arteriosa, diabete mellito, cardiopatia ischemica o tutti coloro che, per vari motivi, vengono trattati con farmaci che possono alterare la funzione renale.

Cosa Fare in Caso di Valori Anomali?

Se i risultati degli esami del sangue indicano valori anomali, è importante consultare un medico per una valutazione approfondita. Il medico potrà richiedere ulteriori esami per determinare la causa del problema e stabilire il trattamento più appropriato. È importante, in simili circostanze, svolgere inoltre un’ecografia dell’apparato urinario. Il valore alterato della creatinina plasmatica è preoccupante qualora, sebbene rapportato all’età ed alla massa muscolare, è in continua crescita.

Si consideri infine che in un contesto di insufficienza renale, tutti i farmaci ad escrezione renale vanno ridotti sulla scorta del valore di filtrato glomerulare.

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