Analisi del Sangue: Formula Leucocitaria e Valori Normali

I globuli bianchi, noti anche come leucociti o WBC (White Blood Cells), sono le cellule di difesa del nostro organismo. I leucociti o globuli bianchi sono cellule del sangue coinvolte nella risposta immunitaria. Al contrario dei globuli rossi, i leucociti non si trovano solo nel torrente circolatorio, ma anche in altri tessuti: la presenza di leucociti al di fuori dei vasi sanguigni dipende dalla loro mobilità, che consente loro di passare attraverso i capillari e di migrare nei tessuti (diapedesi).

Il midollo osseo è il principale organo ematopoietico, deputato quindi alla formazione di globuli rossi (eritropoiesi), dei granulociti (granulopoiesi, da cui originano i leucociti polimorfonucleati - neutrofili, eosinofili e basofili), dei monociti (monocitopoiesi, da cui derivano anche i macrofagi tissutali), dei linfociti (linfocitopoiesi) e delle piastrine (megacariocitopoiesi). Durante la prima fase del differenziamento delle cellule staminali emopoietiche, si creano due linee cellulari che hanno origine dalla cellula staminale mieloide e dalla cellula staminale linfoide.

Tipologie di Globuli Bianchi

In base alle caratteristiche morfologiche e alla diversa affinità verso alcuni coloranti istologici, i 5 tipi di globuli bianchi possono essere raggruppati in due famiglie - quella dei granulociti e quella degli agranulociti - a seconda della presenza o meno di granuli nel citoplasma.

  • Granulociti (o leucociti polimorfonucleati): sono contraddistinti dalla presenza di granuli di differente pigmentazione nel citoplasma che vengono rilasciati all’occorrenza per contrastare gli organismi invasori. Circa il 95% dei granulociti è neutrofilo, il 4% eosinofilo e l'1% basofilo.
  • Agranulociti (o cellule linfoidi): sono dotati di un unico lobo e citoplasma privo di granuli.

Granulociti Neutrofili

I neutrofili rappresentano quasi il 50-80% di tutti leucociti e sono capaci di fagocitosi, una delle funzioni di difesa di estrema importanza. Durante questo processo il neutrofilo ingloba e digerisce microrganismi, cellule anomale e particelle estranee presenti nel sangue e nei tessuti.

Granulociti neutrofili, che hanno il compito di difendere il nostro organismo dagli agenti infettivi, distruggendoli. Se il loro valore aumenta in modo discreto, significa che nell’organismo potrebbe essere in corso un’infezione dovuta a batteri. Se, invece, il loro valore aumenta in modo consistente potrebbe trattarsi di una malattia più preoccupante (la leucemia). Se, al contrario, il loro valore è moderatamente basso non è allarmante e generalmente è associato alla crescita negli adolescenti o dovuto a iper-allenamento.

Granulociti Eosinofili

Gli eosinofili sono coinvolti nelle reazioni allergiche e nella difesa contro le infestazioni parassitarie e, nel sangue, rappresentano all'incirca l'1-4% della popolazione leucocitaria. Più elevata risulta, invece, la loro concentrazione in quei tessuti esposti ad agenti ambientali, come le mucose del tratto digerente e delle vie respiratorie, gli epiteli genitourinari ed il tessuto connettivo cutaneo.

Come i neutrofili, gli eosinofili sono capaci di fagocitosi, ma il loro compito nelle reazioni di difesa è quello di attaccare i parassiti (es. tenia, schistosoma) che, per le loro dimensioni, non possono essere inglobati. La loro strategia consiste nell'aderire al corpo dell'agente estraneo e scaricargli contro sostanze reattive tossiche che provengono dai granuli di cui l'eosinofilo è dotato.

Seppur importanti per la difesa dell'organismo verso noxae patogene varie, infatti, gli eosinofili possono produrre danni e stati di sofferenza tissutale per il massivo rilascio delle loro sostanze citotossiche.

Granulociti eosinofili, che difendono il nostro organismo da attacchi esterni di qualsiasi genere. Si nota un loro valore elevato solo in due casi, le allergie e le infestazioni dovute ai parassiti (per esempio, la tenia). Se, invece, il loro valore è più basso del normale non è significativo nel senso che la persona sta bene.

Basofili

I basofili sono cellule non dotate di attività fagocitare che operano contro parassiti di maggiori dimensioni, liberando molecole tossiche contro gli agenti invasori (comportandosi quindi come gli eosinofili).

Anch'essi aumentano nelle allergie: contengono istamina che, se liberata in eccesso nel sangue e nei tessuti, provoca sintomi fastidiosi (come il prurito o la comparsa di pomfi cutanei), per combattere i quali si usano spesso farmaci chiamati antiistaminici.

Monociti

I monociti sono un tipo di globuli bianchi che svolgono più ruoli nell'ambito delle nostre difese immunitarie. I monociti hanno origine nel midollo osseo e viaggiano attraverso il flusso sanguigno verso i tessuti di tutto l'organismo dove maturano e si differenziano in macrofagi.

Memoriti, cellule definite “gli spazzini” del sangue, cioè che ripuliscono il sangue da agenti esterni. Il loro valore si innalza in presenza di infezioni, perché aiutano gli altri globuli bianchi nella battaglia conto gli agenti infettivi.

Linfociti

I linfociti rappresentano circa il 20-40% dei globuli bianchi e si osservano sia nel sangue, che nel sistema linfatico. In realtà i linfociti comprendono diversi sottotipi: i principali sono i linfociti B, T e i Natural Killer. Queste sottopopolazioni hanno funzioni diverse: i linfociti B producono anticorpi, molecole importanti nella difesa dell'organismo dalle infezioni; i linfociti T non producono anticorpi ma elaborano altre molecole importanti nella difesa dalle infezioni, soprattutto virali. Essi inoltre sono in grado di riconoscere in modo specifico cellule estranee e svolgono un ruolo essenziale nella difesa dell'organismo dai tumori e nel rigetto dei trapianti. Le cellule Natural Killer (NK) sono simili ai linfociti T. Sono importanti nella difesa dell'organismo da alcuni tipi di batteri, come quello che causa la tubercolosi. La loro funzione non è molto ben conosciuta.

Linfociti, cellule protagoniste del nostro sistema immunitario, che agiscono in difesa dell’organismo e si attivano nel momento in cui vi si introduce un agente esterno. Se il loro valore aumenta in modo discreto, significa che l’organismo sta reagendo ad una infezione di tipo virale (per esempio, la mononucleosi). Se l’aumento è notevole, potrebbe trattarsi di una malattia più preoccupante come la leucemia. Se, invece, il loro valore è basso potrebbe trattarsi di una carenza di linfociti congenita oppure di un segnale positivo che non si è in presenza di infezioni.

Leucocitosi e Leucopenia

Con il termine leucocitosi si indica l'aumento anomalo del numero di globuli bianchi (leucociti) presenti nel sangue (>10.000 per microlitro). Questa condizione può essere dovuta a malattie ed infezioni acute; l'aumento delle varie sottopopolazioni di globuli bianchi (monocitosi, basofilia, linfocitosi, eosinofilia) può assumere un significato patologico più circoscritto.

Che cos’è la leucocitosi? La leucocitosi è una condizione caratterizzata da un aumento anomalo dei globuli bianchi (leucociti) nel sangue periferico. In un adulto sano, i valori normali di leucociti sono compresi tra 4.000 e 11.000 unità per microlitro di sangue. Spesso la leucocitosi rappresenta una risposta fisiologica del sistema immunitario a stimoli come infezioni, infiammazioni o stress fisico. Ad esempio, un aumento dei neutrofili può indicare un’infezione batterica, mentre un incremento dei linfociti è più comune nelle infezioni virali.

Con il termine leucopenia si indica la diminuzione anomala del numero di globuli bianchi (leucociti) presenti nel sangue (<4.000 per microlitro). Anche in questo caso la leucopenia può essere generalizzata o interessare una specifica popolazione linfocitaria (neutropenia, linfopenia ecc.).

Formula Leucocitaria

La formula leucocitaria è un esame del sangue che analizza la percentuale e il numero assoluto dei diversi tipi di globuli bianchi indicati: neutrofili, linfociti, monociti, eosinofili e basofili. Questo esame fornisce informazioni dettagliate sullo stato del sistema immunitario e aiuta a identificare la natura di eventuali infezioni o infiammazioni in corso. In questo modo è possibile determinare quale tipo di leucocita è predominante, e si hanno informazioni preziose sulla possibile causa sottostante.

Spesso, vengono riportati numeri in valore assoluto dei cinque tipi di leucociti e/o come percentuali della quota totale di globuli bianchi. I valori assoluti sono calcolati moltiplicando il numero totale di leucociti per la percentuale di tutti i tipi di globuli bianchi.

Quando viene letto il referto, bisogna prestare attenzione anche all'interpretazione del risultato della conta differenziale. Talvolta, quest'ultimo dato permette di rilevare, infatti, alcune forme cellulari immature e/o anormali presenti nel sangue. Le forme immature includono metamielociti, mielociti, promielociti e/o blasti. Quando si presenta tale evenienza, possono essere indicati ulteriori accertamenti (es. aspirato midollare).

NOTA BENE: tra i due valori (percentuale e assoluto) è più importante considerare quello assoluto; infatti, valutando il solo valore percentuale si rischia di mal interpretare l'esito della conta leucocitaria.

Quando viene chiesta?

La formula leucocitaria è un esame del sangue per valutare la proporzione di diversi tipi di globuli bianchi, come neutrofili, linfociti, eosinofili, basofili e monociti.

Come si esegue l'esame?

Per la formula leucocitaria, basta sottoporsi a un esame emocromocitometrico completo (emocromo), dove si procederà anche all'analisi della conta dei globuli rossi e delle piastrine, al calcolo dell'ematocrito e degli indici corpuscolari. Al paziente viene prelevato, quindi, un campione di sangue da una vena del braccio, in genere al mattino e a digiuno. Per sottoposi al prelievo di sangue utile per la valutazione della formula leucocitaria, è necessario astenersi da cibi e bevande per almeno 8-10 ore.

Il risultato della formula leucocitaria indica il numero e/o la percentuale di ogni tipo di globulo bianco presente nel sangue del paziente. Nel formulare la diagnosi, il medico considererà il grado di aumento o diminuzione delle cellule, oltre a valutare i sintomi e la storia clinica dell'individuo.

Valori Normali della Formula Leucocitaria

Nell’emocromo completo, l’analisi dei globuli bianchi è raccolta nella cosiddetta formula leucocitaria, che comprende una valutazione dei vari tipi di globuli bianchi presenti e delle loro funzioni specifiche: neutrofili, linfociti, monociti, eosinofili e basofili.

A seguire le tabelle con i valori normali di riferimento per la formula leucocitaria:

Sesso & Età Neutrofili (Mila/mcL)
Femmine 1-5 anni 0,6-6,4
Femmine 6-12 anni 1,2-5,6
Femmine 13-70 anni 1,1-6,6
Femmine +70 anni 1,6-6,7
Maschi 1-5 anni 0,6-6,4
Maschi 6-12 anni 1,2-5,6
Maschi 13-70 anni 1,9-5,3
Maschi +70 anni 1,6-6,7
Sesso & Età Linfociti (Mila/mcL)
Femmine 1-2 anni 1,5-9,3
Femmine 3-5 anni 1,4-6
Femmine 6-12 anni 1,6-3,9
Femmine 13-70 anni 0,9-3,4
Femmine +70 anni 0,2-3,1
Maschi 1-2 anni 0,6-6,4
Maschi 3-5 anni 1,4-6
Maschi 6-12 anni 1,6-3,9
Maschi 13-70 anni 0,9-3,4
Maschi +70 anni 0,2-3,1
Sesso & Età Monociti (Mila/mcL)
Femmine 1-2 anni 0,5-2,1
Femmine 3-12 anni 0,2-1,5
Femmine +13 anni 0,2-1,3
Maschi 1-2 anni 0,5-2,1
Maschi 3-12 anni 0,2-1,5
Maschi 13-70 anni 0,2-1,3
Maschi +70 anni 0,2-1,7

Altri valori normali della formula leucocitaria, equivalenti per tutti i soggetti, sono:

  • Gli eosinofili hanno un valore normale di 0-0,80 Mila/mcL.
  • I basofili hanno un valore normale di 0-0,20 Mila/mcL.

N.B. tutti i valori indicati sono quelli utilizzati dal nostro laboratorio analisi Butterfly Lab: i valori di riferimento dell’emocromo spesso possono variare da struttura a struttura.

Cosa fare in caso di leucocitosi?

La leucocitosi può essere un segnale di un’ampia gamma di condizioni, tra cui infezioni, infiammazioni, tumori e malattie autoimmuni. Pertanto, è importante consultare un medico per una diagnosi accurata e un appropriato piano di trattamento. In generale, la strategia di gestione della leucocitosi prevede principalmente il trattamento della condizione di base che sta causando l’aumento dei leucociti. Ad esempio, nel caso di infezioni, possono essere prescritti antibiotici mirati contro l’agente patogeno specifico.

I farmaci specifici che possono abbassare o alzare i leucociti sono somministrati in base dal tipo di leucocitosi e dalle cause sottostanti. Ad esempio, se la leucocitosi è causata da una malattia autoimmune, possono essere prescritti farmaci immunosoppressori per ridurre la risposta immunitaria e il numero di leucociti nel sangue.

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