Quando si parla di infertilità femminile ci si riferisce ad una condizione patologica del sistema riproduttivo che causa l’impossibilità di concepire o di portare avanti una gravidanza dopo almeno 12 mesi di rapporti sessuali non protetti. In alcuni casi questa situazione può derivare dalla difficoltà di avere rapporti sessuali per stati dolorosi come il vaginismo, un disturbo sessuale che si manifesta a livello fisico ma anche psico-somatico.
L’infertilità femminile è la condizione che impedisce alla donna di ottenere una gravidanza dopo almeno 12 mesi di rapporti sessuali non protetti. In Italia, l’infertilità riguarda circa il 15% delle coppie. In un terzo dei casi l’infertilità riguarda la donna, per un altro terzo l’uomo e nei casi restanti entrambi. Sono infatti numerosi gli elementi e i fattori di rischio che possono influire sulla fertilità e spesso si sommano tra loro.
Una coppia che non riesce a ottenere una gravidanza dopo un anno di rapporti non protetti (6 mesi se la donna ha più di 35 anni o altri fattori di rischio) si definisce infertile.
L'Importanza degli Esami del Sangue per la Fertilità
Gli esami del sangue per la fertilità femminile possono fornire informazioni preziose sulla salute riproduttiva delle donne. Per le donne che hanno già ricevuto una diagnosi di infertilità, gli esami del sangue possono aiutare a determinare le migliori opzioni di trattamento. Ad esempio test diagnostici come gli esami di imaging e la valutazione dei sintomi e della storia medica possono fornire ulteriori informazioni e una visione più completa della salute riproduttiva di una donna.
Gli esami del sangue per la fertilità femminile sono un importante strumento diagnostico per valutare la salute riproduttiva di una donna. Questi test possono aiutare a identificare i problemi di fertilità e a determinare il trattamento più appropriato per ripristinare la fertilità.
Tuttavia, è importante tenere presente che gli esami del sangue per la fertilità femminile non forniscono una valutazione completa della salute riproduttiva. Una valutazione completa richiede anche una valutazione dei sintomi, una valutazione della storia medica e degli esami di imaging.
Se hai difficoltà nel concepimento o sei preoccupata per la tua fertilità, è importante consultare il medico per una valutazione completa della tua salute riproduttiva e per ricevere le informazioni e le raccomandazioni appropriate per mantenere la salute riproduttiva e affrontare eventuali problemi di fertilità.
Cosa Misurano gli Esami del Sangue?
Come accennato in precedenza, gli esami del sangue per la fertilità femminile possono determinare il livello degli ormoni riproduttivi nel sangue. Di seguito sono riportati i principali ormoni che vengono testati e le loro funzioni:
- Ormone follicolo-stimolante (FSH): prodotto dalla ghiandola pituitaria, stimola la crescita dei follicoli nelle ovaie e la produzione di estrogeni. Un livello elevato di FSH può indicare una funzione ovarica ridotta.
- Ormone luteinizzante (LH): prodotto dalla ghiandola pituitaria, stimola l’ovulazione e la produzione di progesterone. Un livello elevato di LH può indicare una sindrome dell’ovaio policistico (PCOS).
- Estrogeni: prodotto dalle ovaie, stimola la crescita e lo sviluppo delle cellule dell’utero e del muco cervicale. Un basso livello di estrogeni può indicare una funzione ovarica ridotta.
- Progesterone: prodotto dalle ovaie dopo l’ovulazione, prepara l’utero per l’impianto dell’embrione. Un basso livello di progesterone può indicare una mancata ovulazione o una disfunzione della fase luteale.
- Testosterone: prodotto dalle ovaie e dalle ghiandole surrenali, è coinvolto nella crescita e nello sviluppo muscolare e osseo. Un livello elevato di testosterone può indicare una sindrome dell’ovaio policistico (PCOS).
- Prolattina: prodotto dalla ghiandola pituitaria, stimola la produzione di latte durante l’allattamento. Un livello elevato di prolattina può interferire con la fertilità.
Prolattina è l’ormone che stimola la produzione di latte dalle ghiandole mammarie durante l’allattamento.
L’interpretazione dei risultati degli esami del sangue per la fertilità femminile dipende dalla fase del ciclo mestruale in cui viene effettuato il test. Ad esempio, i livelli di FSH sono più elevati durante la fase follicolare (dai primi giorni del ciclo mestruale fino all’ovulazione), mentre i livelli di LH sono più elevati durante l’ovulazione.
I dosaggi ormonali hanno lo scopo principale di valutare la riserva ovarica, vale a dire il patrimonio di ovociti della donna e quindi il suo potenziale di fertilità. Valutare i valori dell’AMH (glicoproteina prodotta nella donna dai follicoli) consente di accertare il numero di follicoli primordiali e di conseguenza consentono una stima dell’età ovarica. I valori dell’AMH, infatti, subiscono una riduzione contestualmente alla diminuzione dei follicoli e, in questo modo, possono essere utilizzati come un indice per valutare la riserva ovarica della donna.
Quando Fare gli Esami del Sangue
I medici di solito raccomandano di effettuare gli esami del sangue per la fertilità femminile durante la fase follicolare del ciclo mestruale, che solitamente inizia il primo giorno del ciclo e dura circa 14 giorni. Tuttavia, il medico può raccomandare un momento diverso per il test in base alle esigenze individuali della paziente. Inoltre, il medico può raccomandare di ripetere il test in più occasioni per confermare i risultati.
Ad esempio, se i livelli di FSH risultano elevati in un primo test, il medico può raccomandare di ripetere il test in un secondo momento per avere una visione più chiara della situazione.
Cosa Fare se i Risultati sono Anormali
Se i risultati degli esami del sangue per la fertilità femminile sono anormali, il medico può raccomandare ulteriori esami di imaging o una valutazione più approfondita della storia medica della paziente. In alcuni casi, il medico può raccomandare trattamenti per aiutare a ripristinare la fertilità.
Ad esempio, se i livelli di FSH sono elevati, il medico può raccomandare un trattamento di stimolazione ovarica per aiutare a promuovere la crescita dei follicoli. Se i livelli di estrogeno sono bassi, il medico può raccomandare la terapia ormonale sostitutiva per aiutare a mantenere la salute riproduttiva.
Inoltre, il medico può raccomandare modifiche allo stile di vita per migliorare la salute riproduttiva. Ad esempio, se la paziente ha un peso corporeo eccessivo o insufficiente, il medico può raccomandare un programma di perdita o guadagno di peso per migliorare la funzione ovarica.
Altri Esami Diagnostici per la Fertilità Femminile
Oltre agli esami del sangue, esistono altri esami diagnostici che possono aiutare a valutare la fertilità femminile:
- Esami di imaging: come l’ecografia pelvica, l’isterosalpingografia e la laparoscopia, possono fornire informazioni sulle condizioni delle tube di Falloppio, dell’utero e degli ovaie.
- Altri esami diagnostici: includono il test di ovulazione, il test di progesterone, la biopsia endometriale e la valutazione del muco cervicale.
- Ecografia pelvica transvaginale: permette di valutare l’anatomia dell’apparato riproduttivo femminile (utero ed annessi) e la presenza di eventuali alterazioni a suo carico (malformazioni uterine, fibromi, neoformazioni annessiali ecc).
- Ecografia tridimensionale (eco 3D) dell’utero: tecnologia che, attraverso una elaborazione rapida del volume del viscere, permette il riconoscimento di eventuali malformazioni congenite dell’utero.
- Laparoscopia: tecnica chirurgica che permette di vedere dentro l’addome attraverso uno strumento a fibre ottiche (il laparoscopio) collegato ad una telecamera.
- Isteroscopia: tecnica endoscopica che permette di visionare l’interno della cavità uterina per diagnosticare e se necessario curare diverse condizioni patologiche dell’apparato riproduttivo femminile.
Fattori che Influenzano la Fertilità
La fertilità della donna è strettamente correlata all’età (a 30 anni la possibilità di concepire per ciclo fertile è intorno al 30-40%. La capacità riproduttiva è strettamente legata all’età della donna. Il primo esame al quale deve sottoporsi l’uomo è invece l’ analisi del campione del liquido seminale (spermiogramma), che consente di misurare la quantità e la qualità del liquido seminale prodotto durante l’eiaculazione.
Alterazioni strutturali dell’utero dovute a malformazioni congenite o acquisite, come polipi o miomi, o della cervice possono impedire o ostacolare la risalita degli spermatozoi o l’impianto dell’ovulo. Anomalie Tube di Falloppio; le tube sono gli organi nei quali avviene l’incontro tra spermatozoi e cellula uovo, ovvero la fecondazione. Alterazioni morfologiche e funzionali delle tube di Falloppio possono compromettere il processo di fecondazione.
Stili di vita sbagliati, una nutrizione scorretta, possono portare a patologie che interferiscono con il concepimento. Malattie sistemiche, fattori nutrizionali, abitudini di vita; iperprolattinemia, diabete mellito, disordini della tiroide, malattie epatiche o renali.
Esposizione a sostanze tossiche quali pesticidi dell’agricoltura, solventi presenti in vernici, esposizione a metalli pesanti (mercurio, arsenico, piombo, cadmio etc.), a radiazioni e temperatura elevata possono essere pericolosi per la fertilità. I farmaci chemioterapici, gli immunodepressori e gli antidepressivi.
La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), l’endometriosi, una ridotta riserva ovarica o disordini tiroidei possono determinare alterazioni del ciclo mestruale fino all’assenza di ovulazione. Inoltre, un fattore determinante è l’età: a partire dai 32 anni la fertilità della donna inizia a decrescere per poi calare in modo netto dai 37 anni.
La prevenzione della fertilità nella donna inizia sin dalla sua infanzia e prosegue nell’adolescenza e nella giovinezza, per esempio non trascurando banali infezioni che possono avere conseguenze negative a lungo termine. L’avanzare dell’età è strettamente connessa alla perdita di capacità riproduttiva. Età: l’età femminile è uno dei fattori principali nel determinare la fertilità. A partire dai 35 anni diminuisce il potenziale riproduttivo. Ovulatorie/ormonali: difetto o l’assenza completa di ovulazione.
Integrazione Nutraceutica e Fertilità Femminile
In più, la fertilità femminile è molto influenzata dal profilo ormonale femminile e dallo stile di vita che conduciamo e dalla nostra alimentazione, la quale può preservare o penalizzare la nostra fertilità.
L’assunzione di nutrienti essenziali e l’adozione di uno stile di vita sano, quindi, sono fondamentali per preservare la fertilità femminile e contrastare l’azione degli agenti ossidanti sui nostri ovociti. Tuttavia, non sempre è facile ottenere tutti i nutrienti necessari dalla dieta e in quantità sufficienti. Ecco perché l’assunzione di integratori nutraceutici può essere una soluzione utile per garantire il giusto apporto di nutrienti per la salute riproduttiva delle donne. Come abbiamo detto in questo articolo, la fertilità femminile è condizionata da diversi fattori e non sempre i test diagnostici individuano esattamente le cause che portano alla riduzione della fertilità.
Trattamenti per l'Infertilità Femminile
Il trattamento dell’infertilità femminile dipende dalle cause dell’infertilità stessa. Il 1° livello comprende tutte le metodiche che favoriscono il concepimento naturale, ossia la cosiddetta fecondazione “in vivo”. Il 2° e 3° livello comprendono tutte le tecniche di fecondazione in cui l’incontro tra ovocita e spermatozoo, prelevati alla coppia, avviene in laboratorio (ossia “in vitro”).
In base ai dati ottenuti, viene valutata la necessità di accedere ad un percorso di procreazione medicalmente assistita. Il primo livello di PMA è l’inseminazione intrauterina, un metodo che si può praticare in regime ambulatoriale. Gli spermatozoi dell’uomo vengono selezionati e, dopo un processo di miglioramento, inseriti nella cavità uterina in modo da favorire l’incontro con gli ovociti. Il secondo e terzo livello prevedono la fecondazione in vitro: gli ovociti della donna vengono aspirati e fecondati esternamente.
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