L'esame del Morbillo IgG rappresenta uno strumento diagnostico fondamentale per la determinazione dell'immunità o dell'esposizione precedente al virus del morbillo. Questo tipo di analisi misura la presenza e la quantità di anticorpi IgG specifici contro il virus del morbillo nel sangue, fornendo informazioni cruciali per la prevenzione e il controllo delle infezioni. La diagnostica del Morbillo IgG gioca un ruolo chiave nella valutazione dell'immunità individuale contro il morbillo, una malattia altamente contagiosa causata dal virus del Morbillo.
Che cosa sono gli anticorpi anti-Morbillo?
Per gli esami sierologici di ricerca degli anticorpi anti-Morbillo/Parotite, viene richiesto un campione di sangue venoso prelevato dal braccio. Immunoglobuline M (IgM) sono i primi a comparire in circolo in seguito ad un’infezione o ad una vaccinazione.
- I livelli di IgM aumentano per alcuni giorni fino a raggiungere un picco e quindi cominciano a diminuire progressivamente nelle settimane successive.
- La presenza di IgM è considerato da WHO il gold standard per la conferma di laboratorio.
L’esame per la ricerca delle immunoglobuline G (IgG) viene prescritto nel caso in cui sia opportuno sapere se un soggetto (operatore a rischio oppure esposto ad un caso acuto) è immunizzato verso uno o entrambi i virus, sia per infezioni pregresse che per precedenti vaccinazioni.
Gli esami per la ricerca delle IgG e IgM anti-morbillo/parotite o quelli molecolari, vengono effettuati nel caso in cui siano presenti i caratteristici segni e sintomi di morbillo/parotite o nel caso in cui persone che sono state a stretto contatto con un soggetto infetto sviluppino febbre e qualche sintomo riconducibile a queste malattie. Questi esami di solito devono essere richiesti precocemente nel corso dell’infezione.
Come si Esegue l'Analisi?
La procedura standard per l’esecuzione dell’esame IGG prevede la raccolta di un campione di sangue venoso. Il campione viene poi analizzato in laboratorio attraverso tecniche immunoenzimatiche (ELISA) o di immunofluorescenza, che permettono di rilevare la presenza e la quantità di anticorpi IgG specifici contro il virus del morbillo. La raccolta del campione per IgM deve essere effettuata 3 giorni dopo la comparsa della manifestazione cutanea. Il livello di IgM raggiunge il massimo a 7-10 giorni dalla comparsa del rash e poi cala rapidamente, diventando non rilevabile a 6-8 settimane.
Interpretazione dei Risultati
L’interpretazione dei risultati dell’esame Morbillo IGG è fondamentale per determinare lo stato immunitario di un individuo. Un risultato positivo indica che la persona è stata esposta al virus del morbillo in passato e ha sviluppato una protezione. Al contrario, un risultato negativo suggerisce che l’individuo non ha anticorpi specifici e, quindi, potrebbe essere a rischio di infezione.
I valori ottenuti dagli esami Morbillo IGG sono generalmente espressi in termini di positività o negatività, indicando rispettivamente la presenza o l'assenza di anticorpi specifici. Un risultato positivo suggerisce che l’individuo ha sviluppato immunità contro il virus, mentre un risultato negativo indica la mancanza di immunità.
- La presenza di IgG in persone vaccinate e sane, queste indica l’avvenuta immunizzazione verso questi virus.
- L’assenza di IgG anti-morbillo/parotite invece indica che il soggetto non è protetto contro questi virus.
La presenza di IgM è considerato da WHO il gold standard per la conferma di laboratorio. Il LISA/EIA è il metodo raccomandato dal WHO per il rilevamento di anticorpi virus-specifici è ELISA/EIA.
Fattori che Influenzano l'Esito dell'Esame
Diversi fattori possono influenzare l’esito dell’esame Morbillo IGG, inclusi la tempistica del test rispetto all’esposizione al virus, la qualità del campione di sangue e la specificità del metodo di test utilizzato. Inoltre, condizioni come un sistema immunitario compromesso possono alterare i livelli di anticorpi, rendendo i risultati difficili da interpretare.
Importanza della Vaccinazione
E’ inoltre importante verificare lo stato immunitario della donna nei confronti del morbillo in previsione di una gravidanza. Nel bambino il calendario vaccinale raccomanda la prima dose a 13-15 mesi, la seconda a 5-6 anni. Di solito sono necessarie due dosi del vaccino MPR (morbillo, parotite, rosolia) per avere una protezione completa. In Italia il vaccino è combinato (morbillo-parotite-rosolia -MPR).
Il vaccino (virus attenuato) è disponibile fin dal 1963 ed il morbillo è una malattia completamente prevenibile con 2 dosi di vaccino. Si stima che nel periodo 2000-2017 la vaccinazione anti morbillo abbia evitato più di 21 milioni di morti, rappresentando pertanto uno dei più efficaci interventi di sanità pubblica.
Diffusione e Prevenzione del Morbillo
Il morbillo e la parotite si trasmettono facilmente per via aerea attraverso goccioline di saliva emesse con tosse, starnuti o semplicemente parlando oppure toccando superfici contaminate dal virus e quindi attraverso occhi, naso e bocca. Secondo il Centers for Disease Control and Prevention (CDC), il virus del morbillo può sopravvivere fino a due ore nell’aria in cui una persona infetta abbia tossito o starnutito. Le persone infette sono contagiose già alcuni giorni prima della comparsa dei sintomi.
La legge permetterà anche il conseguimento degli obiettivi prioritari del Piano nazionale prevenzione vaccinale 2017-2019 ed il rispetto degli obblighi assunti a livello europeo ed internazionale. In Italia, grazie alla legge 119 del 2017, le vaccinazioni obbligatorie nell’infanzia e nell’adolescenza sono diventate 10, tra cui anche il vaccino contro morbillo, parotite e rosolia. L’obiettivo della legge è stato quello di contrastare il progressivo calo delle vaccinazioni, sia obbligatorie che raccomandate, in atto dal 2013, che ha determinato una copertura vaccinale media al di sotto del 95%.
Situazione Globale e Italiana
Al 31/7/2019, WHO segnala che il numero di casi di morbillo riportati è il più alto che ci sia stato in ogni anno fin dal 2006, con un numero di casi di quasi 3 volte quelli riportati in tutto il 2018. Nel 2018 sono stati riportati a WHO 353.236 casi di morbillo. I sistemi sanitari di molte parti del mondo riscontrano notevoli difficoltà a causa dell’aumento delle forme gravi e dei decessi.
Nel 2018 sono già migliorate per il morbillo sia la copertura per la prima dose, che ha raggiunto il 94,35% (rispetto a 92,38% nel 2017), che per la seconda dose, che ha raggiunto il 90% (rispetto a 85,74% nel 2017). Nonostante l’evidente miglioramento, la copertura risulta ancora al di sotto della soglia del 95%, essenziale per garantire l’immunità di gregge. L’incidenza dei casi per milione di abitanti di morbillo nell’ultimo triennio (dati ISS) si è ridotta: 88,4 nel 2017, che è stato l’anno di picco epidemico con 5.397 casi (età mediana 27 anni), 43,3 nel 2018, con 2.681 casi (età mediana 27 anni), 32 nel 2019 con 1605 casi al 31 ottobre (età mediana 30 anni). Nel 2019 l’86% dei soggetti era non vaccinato al momento del contagio.
Diagnosi Differenziale
La natura non specifica dei sintomi prodromici e la possibilità di casi sfumati, rendono i segni clinici e i sintomi non affidabili come unico criterio diagnostico di morbillo. Altre malattie virali possono provocare manifestazioni cutanee simili: rosolia, Dengue, Enterovirus, Parvovirus B19, Zika virus, Herpes virus 6 (HHV6). Un rash simile al morbillo può essere presente anche in corso di infezioni batteriche o come conseguenza di reazioni allergiche al trattamento con antibiotici.
L’unico modo per confermare che un caso sia realmente morbillo o rosolia è testare un campione clinico adeguato, prelevato dal paziente dopo la comparsa dell’esantema, per la presenza di anticorpi di classe IgM o di RNA virale.
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