Ipoglicemia: Cause, Sintomi e Trattamento

L'ipoglicemia è il rapido abbassamento della concentrazione di glucosio nel sangue. Il glucosio è un nutriente essenziale per il nostro organismo, un po' come la benzina lo è per l'automobile. Gli zuccheri costituiscono una risorsa preziosa per l'organismo, in quanto rappresentano un'importantissima fonte di energia.

Nei pazienti con diabete, l’ipoglicemia si verifica quando i livelli di glucosio nel sangue scendono al di sotto di una certa soglia, tipicamente inferiore a 70 mg/dl, sebbene i sintomi possono manifestarsi anche con valori più alti, a seconda della risposta individuale. L'ipoglicemia è più frequente nell'intervallo fra i pasti e nelle ore notturne.

Cause dell'Ipoglicemia

Vari e numerosi possono essere gli agenti eziologici alla base di questa condizione. La causa più frequente di ipoglicemia è legata all’assunzione di farmaci per curare il diabete (come l’insulina o le sulfaniluree). La causa principale di un calo della glicemia è legata ai farmaci per il diabete.

Nelle persone con diabete, gli episodi ipoglicemici sono spesso dovuti all’uso eccessivo di farmaci per correggere l’iperglicemia, come l’insulina e gli agenti secretagoghi, che stimolano il rilascio di insulina indipendentemente dai livelli di glucosio. In alcuni casi, l'ipoglicemia può essere la conseguenza di una cattiva alimentazione. Complicanze di interventi chirurgici (es. Patologie endocrine severe che alterano i meccanismi controregolatori (es.

Il diabete è una condizione patologica che emerge da una compromissione dei meccanismi regolatori del metabolismo glucidico, cioè della produzione e dello smaltimento degli zuccheri. In questa situazione, consumare pasti ricchi di carboidrati semplici può causare crisi ipoglicemiche (le cosiddette ipoglicemie reattive). Questo avviene perché gli zuccheri vengono rapidamente assorbiti, portando a concentrazioni nel sangue che superano i valori normali.

Ipoglicemia Reattiva

Per l’ipoglicemia reattiva, la strategia principale è l’approccio dietetico. In caso di ipoglicemia reattiva si consiglia invece di intervenire sulla dieta. Utile fare pasti piccoli e frequenti, bilanciati con proteine, grassi, carboidrati e fibre, evitando zuccheri semplici (dolci, pane bianco, bevande zuccherate) e alcolici. Importante anche eseguire regolarmente esercizio fisico e mantenere il peso corporeo nella norma. In questo modo è possibile prolungare e stabilizzare l’assorbimento del glucosio, evitando picchi iperglicemici e l’iperinsulinismo, che può associarsi a ipoglicemia reattiva.

Il paziente deve seguire una dieta con pasti piccoli e frequenti, evitando alcolici e zuccheri semplici (come bevande zuccherate, dolci e pane bianco). L’esercizio fisico regolare e il mantenimento di un peso corporeo ideale (con un indice di massa corporea tra 18 e 25 Kg/m2) sono essenziali.

Sintomi dell'Ipoglicemia

I sintomi dell’ipoglicemia possono variare da persona a persona ed è importante che ciascuno sappia individuare i propri “segni d’allarme” per riconoscere, trattare e prevenire le crisi ipoglicemiche. L'ipoglicemia è una condizione generalmente percepita dal soggetto, specie quando questa scende al di sotto dei 50 mg per 100 ml. Questa condizione provoca infatti il rilascio di una serie di ormoni che, dopo la comparsa di un generale senso di debolezza dovuto alla sofferenza del sistema nervoso centrale, stimolano il corpo a reagire. Le maggiori oscillazioni glicemiche si verificano dopo un pasto abbondante (iperglicemia) e in seguito a digiuno prolungato (ipoglicemia).

La comparsa della classica sintomatologia è comunque legata, oltre al valore assoluto della glicemia, alla tolleranza individuale e alla velocità con cui il tasso glicemico si abbassa. Grado grave: lo stato di coscienza del paziente è alterato ed è pertanto necessario l’aiuto di altre persone. Se non trattata in tempo, l'ipoglicemia può condurre al coma ipoglicemico, che compare generalmente quando la concentrazione di glucosio nel sangue scende al di sotto dei 20 mg/dl.

Trattamento dell'Ipoglicemia

Il trattamento dell’ipoglicemia varia in base alla gravità e alla causa. L'ipoglicemia è una situazione acuta che dev'essere trattata velocemente.Nelle forme lievi è sufficiente consumare alimenti ad elevato indice glicemico (zucchero, miele, caramelle ecc.). Non bisogna comunque dimenticare di assumere anche carboidrati a indice glicemico moderato (frutta, cereali integrali ecc.), in modo da evitare l'ipoglicemia reattiva.

Se la persona è cosciente, occorre ingerire 10-20 grammi di glucosio (come 2-3 bustine di zucchero o un bicchiere di bevanda zuccherata). Attenzione! Quando compaiono i primi sintomi associati all'ipoglicemia, è necessario agire tempestivamente. Per prima cosa, se possibile, va misurata la glicemia capillare. Occorre interrompere, poi, qualsiasi attività, sedersi e assumere 15 grammi di zuccheri semplici (es. un bicchiere di succo di frutta, qualche caramella, una bustina e mezza di zucchero sciolta in acqua ecc.) per aumentare subito la glicemia.

Bisogna poi rivalutare la glicemia dopo 15 minuti e ripetere l’assunzione sopra indicata sino a che la glicemia non risulti superiore a 100 mg/dl. Qualora i valori rimanessero <70 mg/dl e/o in caso di un peggioramento dei sintomi e perdita di coscienza è consigliabile consultare il medico e assumere/somministrare una fiala (1 mg) di glucagone intramuscolo oppure tramite spray nasale, di utilizzo molto più semplice. Quando la persona riprende conoscenza deve assumere gli zuccheri secondo le indicazioni precedenti.

I livelli di glicemia devono essere monitorati ogni 10-15 minuti tramite misurazione capillare. Una volta che i valori di glucosio sono sopra i 70 mg/dL, si può passare all’assunzione di carboidrati complessi (come crackers o fette biscottate). Se il soggetto è confuso o svenuto, si raccomanda di non tentare di farlo deglutire, poiché il cibo potrebbe finire nella trachea, ostacolando la respirazione.

In caso di incoscienza, si può utilizzare il glucagone, che è un ormone in grado di mobilizzare le riserve di glucosio corporeo. Il glucagone si può somministrare tramite iniezione intramuscolare, oppure è oggi disponibile una formulazione sotto forma di spray nasale, di utilizzo molto più semplice. Una volta che la persona riprende conoscenza, deve ingerire zuccheri come sopra indicato.

Suddividere l'apporto calorico, affiancando ai tre pasti principali un paio di spuntini, è una strategia utile per quei soggetti che soffrono di ipoglicemia funzionale non legata a patologie particolari. Se lo stato di ipoglicemia dipende da cause fisiologiche e non patologiche, non appena ci si sente poco bene è sufficiente bere o mangiare un alimento dolce (miele, caramelle, succo d'arancia ecc.). Portare sempre con sé qualche alimento ricco di zuccheri (es.

Gestione Dietetica e Farmacologica

La gestione dietetica deve includere pasti bilanciati con carboidrati, grassi, proteine e fibre. Se la dieta da sola non è sufficiente a prevenire episodi ipoglicemici, possono essere utilizzati farmaci, per esempio l’acarbosio, che riduce l’assorbimento intestinale del glucosio, o la metformina, che riduce l’insulino-resistenza.

Prevenzione dell'Ipoglicemia

Per prevenire l’ipoglicemia, è importante monitorare i livelli di glucosio nel sangue ed essere preparati a trattarla tempestivamente in qualsiasi momento.

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