L'osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro caratterizzata dalla progressiva perdita di densità minerale ossea, che porta a un aumento della fragilità scheletrica e del rischio di fratture. È una condizione spesso silenziosa, che può non dare sintomi fino a quando non si verifica una frattura. L'osteoporosi rende le ossa fragili, aumentando il rischio di fratture. È una condizione comune, soprattutto nelle persone anziane, ma può colpire anche individui più giovani.
In questo articolo scoprirai tutti gli esami fondamentali per diagnosticare e monitorare l’osteoporosi: dall'esame fisico ai test di laboratorio, fino agli esami strumentali più avanzati, come la MOC (DXA) e l’utilizzo di algoritmi per la valutazione del rischio di frattura (es. FRAX).
Esami Strumentali
MOC (DXA o DEXA)
L’esame di riferimento per la diagnosi di osteoporosi è la densitometria ossea, o mineralometria ossea computerizzata, indicata comunemente con la sigla MOC, che permette di misurare esattamente la densità minerale ossea (Bone Mineral Density, BMD), cioè la quantità (espressa in g/m2) di minerali presenti nello scheletro in toto o in alcuni distretti scheletrici particolarmente soggetti alla perdita di massa ossea. La densitometria ossea, comunemente nota come DXA (dual-energy X-ray absorptiometry), è l’esame di riferimento per la diagnosi e il monitoraggio dell’osteoporosi.
La MOC è un esame semplice, rapido (non richiede più di 5 minuti) e assolutamente indolore. La misurazione si esegue di solito a livello della colonna vertebrale (a livello lombare), del femore o del polso. La scelta del segmento da studiare dipende da diversi fattori, tra cui il sesso e l’età del paziente: in genere, si preferisce analizzare la colonna lombare nelle donne fino a 60 anni e negli uomini fino a 65, e il collo del femore nelle persone più anziane e/o in presenza di malattie della colonna lombare.
Questo test misura la densità minerale ossea (DMO) in specifiche aree del corpo, di solito la colonna vertebrale, l’anca e l’avambraccio. La DXA fornisce un punteggio T, che confronta la densità ossea del paziente con quella di una persona giovane di sesso e età simili, e un punteggio Z, che confronta la densità ossea del paziente con quella di persone della stessa età e sesso.
Lo scostamento in più o in meno del valore misurato nella persona in esame dal valore medio della popolazione di riferimento si esprime come deviazione standard (DS) e ogni DS in meno equivale circa a una riduzione del 10-15% rispetto al valore medio di riferimento.
Chi e con quale frequenza deve sottoporsi alla MOC
La MOC non va considerata un test di screening da eseguire su tutta la popolazione. Tutti coloro che presentano uno o più fattori di rischio devono rivolgersi a un medico per valutare con lui il loro rischio di osteoporosi e di frattura. Oltre che per diagnosticare un’eventuale osteoporosi, la MOC è utile per seguire l’andamento della perdita di massa ossea nel tempo. In alcuni casi, a seconda della situazione, tra una MOC e l’altra può passare anche qualche anno; in altri, l’esame dovrà essere ripetuto a intervalli più frequenti.
Radiografia
La radiografia, in genere richiesta per altri motivi, permette di sospettare la presenza di osteoporosi qualora nel referto sia riportata la dicitura “segni di osteopenia”. In questo caso, nella lastra l’immagine dell’osso risulta meno bianca, e quindi meno densa. Anche le radiografie possono essere utilizzate per valutare lo stato delle ossa e identificare eventuali fratture osteoporotiche.
Ultrasonografia Quantitativa (QUS)
In tempi recenti è stata introdotta in clinica anche la valutazione della massa ossea mediante apparecchiature ad ultrasuoni (ultrasonografia quantitativa o QUS), che misurano la velocità di trasmissione dell’onda a livello del calcagno, della patella e delle falangi delle mani. Anche se meno comune rispetto alla DXA, la scansione del calcagno può essere utilizzata come test di screening per valutare il rischio di osteoporosi.
Esami di Laboratorio
Gli esami di laboratorio aiutano a identificare eventuali cause secondarie e a monitorare lo stato del metabolismo osseo. Alcuni esami del sangue possono essere utilizzati per valutare il rischio di osteoporosi e identificare eventuali cause sottostanti della condizione.
Esami del Sangue Importanti
- Calcemia e fosforemia: due parametri fondamentali per il metabolismo dell’osso.
- 25-OH-vitamina D: il cui deficit può favorire l’osteoporosi e aumentare il rischio di fratture. Il calcio e la vitamina D sono nutrienti essenziali per la salute delle ossa.
- PTH (Parathormone): L’ormone paratiroideo regola i livelli di calcio e fosforo nel sangue.
- Fosfatasi Alcalina: La fosfatasi alcalina è un enzima coinvolto nella formazione ossea.
Il medico saprà indicarti quando è il momento adatto per ripetere una valutazione del metabolismo osseo e quali esami eseguire.
Marcatori di Turnover Osseo
Negli ultimi tempi si stanno affiancando delle tecniche diagnostiche basate su esami del sangue. Qual è il loro ruolo? Lo scopo è evitare di focalizzarsi sull’osteoporosi quando in realtà essa potrebbe essere conseguenza di altre patologie o stili di vita.
I marcatori, o markers, di turnover osseo sono esami che mirano a stimare indirettamente il processo di rinnovo delle ossa. I primi stimano “ritmo” di ricostruzione delle ossa mentre i secondi quello di distruzione.
Essi sono un utile ausilio per valutare l’efficacia di trattamenti terapeutici in quanto, prima che siano apprezzabili dalla MOC, permettono di vedere l’attività del nostro corpo nel processo di rinnovo osseo. Un po’ come dire che permettono di capire se c’è un cantiere aperto prima che il palazzo sia terminato.
Check Up Osteoporosi Butterfly
Le analisi comprese nel Check Up Osteoporosi Butterfly consentono di rilevare i parametri principali per la salute del metabolismo osseo, verificando la presenza di condizioni come osteopenia o osteoporosi, attraverso specifici esami del sangue di primo livello. Il metabolismo osseo è il processo di formazione e riassorbimento dell’osso, essenziale per mantenere lo scheletro forte e sano; un’alterazione di tale meccanismo è l’osteoporosi, una malattia cronica che rende le ossa più fragili e facilmente soggette a fratture.
Eseguire esami del sangue specifici per le ossa può fare la differenza nella diagnosi precoce di osteopenia e osteoporosi, permettendo di avviare un trattamento tempestivo:
- calcio totale e ionizzato: utile per indagare condizioni di iper e ipocalcemia;
- PTH (paratormone): fondamentale per valutare il metabolismo del calcio;
- vitamina D: influisce sull’assorbimento intestinale di calcio e fosforo, contribuendo indirettamente alla mineralizzazione ossea, ai processi infiammatori e immunitari;
- CTX: marker essenziale del processo di formazione e riassorbimento delle ossa.
A Chi è Rivolto il Check Up?
Gli esami ematici per l’osteoporosi sono specificatamente consigliati per:
- Persone sopra i 50 anni, donne in post-menopausa e/o con una storia familiare di osteoporosi;
- Chi ha subito fratture ossee a seguito di traumi lievi o di modesta entità;
- Soggetti in cura con farmaci (es. corticosteroidi) che possono compromettere il metabolismo osseo;
- Pazienti con malattie croniche come artrite, ipotiroidismo o celiachia.
Preparazione all'Esame
Prima del prelievo di sangue è prescritto un periodo di digiuno di 8-10 ore. Se si dovesse avvertire sensazione di sete, durante tale periodo si possono assumere fino a 1-2 bicchieri di acqua. Sono assolutamente vietati fumo e l’assunzione di bevande alcoliche. Nei giorni precedenti all’esame del sangue si prega di non cambiare abitudini alimentari e di vita, evitando di effettuare sforzi fisici intensi il giorno stesso e quelli antecedenti.
Tempi di Refertazione
- BASE - 48h
- APPROFONDITO - 72h
La refertazione in regime d’urgenza viene assicurata nei casi in cui il Medico di Medicina Generale abbia richiesto esplicitamente le analisi per la valutazione di casistiche che fronteggiano il pericolo di vita.
Interpretazione dei Risultati
Ma che vuol dire T-Score ? E’ il raffronto del dato del paziente con una popolazione di riferimento giovane, sana e dello stesso sesso. Viceversa lo Z-Score confronta il dato con una popolazione che ha in comune con il paziente età e sesso.
Ma cosa determina l’osteoporosi ? Il metabolismo dell’osso prevede un suo continuo rimodellamento dovuto al bilanciamento tra cellule che riassorbono la matrice ossea ( Osteoclasti ) e cellule che depositano nuova matrice ossea ( Osteoblasti ). Se l’azione dei primi è predominante si andrà progressivamente verso un quadro di osteopenia e poi di osteoporosi. Quindi il metabolismo osseo è estremamente complesso e coinvolge molti organi ed apparati. Infine è da ricordare che l’osteoporosi non è una patologia esclusivamente femminile.
Prevenzione e Gestione
L'osteoporosi è una malattia che può essere gestita efficacemente se diagnosticata in tempo. La combinazione di esame fisico, test di laboratorio e indagini strumentali (MOC-DXA) permette di individuare i soggetti a rischio e di adottare strategie preventive efficaci. L’osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro caratterizzata da una ridotta massa ossea e da alterazioni qualitative (macro e microarchitettura) che si accompagnano ad aumento del rischio di frattura. ripetere gli esami strumentali (es. MOC-DXA) per monitorare la risposta al trattamento.
ridotto introito di calcio e/o carenza di vitamina D: l’introito giornaliero di calcio dovrebbe essere almeno pari a 1000-1200 nei soggetti con età maggiore di 65 anni mentre l'apporto di vitamina D dovrebbe essere pari ad almeno 400-600 UI/die, che è facilmente ottenibile con una corretta esposizione alla luce solare (sono sufficienti 10-20'/die).
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