Il testosterone è un ormone androgeno fondamentale nell’uomo per lo sviluppo e il mantenimento delle funzioni sessuali e riproduttive. Nell'uomo, il testosterone viene secreto soprattutto dalle cellule interstiziali dei testicoli, mentre nelle donne la secrezione di ormoni androgeni deriva dalle ovaie e dal corticosurrene.
La presenza di bassi livelli circolanti di testosterone rappresenta una condizione patologica che prende il nome di ipogonadismo. Il testosterone viene misurato per rivelarne un'eventuale concentrazione anomala.
Come viene prodotto il testosterone?
L’organo chiave nella sintesi del testosterone è rappresentato dal testicolo. A livello microscopico il testicolo è formato da un insieme di piccoli canali (i “tubuli seminiferi”) all’interno dei quali avviene la produzione degli spermatozoi. Si tratta delle cellule interstiziali di Leydig.
L’ipotalamo produce il GnRH (“gonadotropin releasing hormone” o ormone di rilascio delle gonadotropine) che - raggiunti particolari recettori di membrana presenti sulle cellule dell’ipofisi - è in grado si stimolare la ghiandola ipofisaria alla secrezione in circolo di due importanti ormoni: LH e FSH. LH - una volta raggiunto il testicolo - agisce direttamente sulle cellule di Leydig stimolando la produzione del testosterone. FSH agisce invece sulle cellule di Sertoli favorendo la produzione locale di sostanze fondamentali per lo sviluppo degli spermatozoi e di altri ormoni circolanti, come l’inibina e l’ormone anti-mulleriano (AMH).
Testosterone: le sue forme e il trasporto nel sangue
Il testosterone è un ormone liposolubile, ovvero insolubile in acqua, mentre la maggior parte del testosterone nel plasma (circa il 98%) si trova legata a proteine di trasporto. Essendo un ormone insolubile in acqua, infatti, il testosterone dev'essere necessariamente associato a proteine specifiche, come le SHBG - sex hormone-binding globulin - o aspecifiche, come l'albumina.
Le principali proteine di trasporto sono:
- SHBG (“sex hormone binding globulin”): viene prodotta con lo scopo specifico di complessarsi con il testosterone attraverso un legame estremamente saldo. Circa il 44% del testosterone totale risulta legato alla SHBG.
- Albumina: è la proteina più rappresentata nel plasma e il suo legame con il testosterone avviene in modo aspecifico e labile.
- CHG (“corticosteroid binding globulin”): si tratta della proteina deputata al legame e trasporto degli ormoni corticosteroidi prodotti dal surrene.
La percentuale di testosterone legato alla SHBG, a causa dell’elevata specificità del legame, non è in grado di raggiungere nell’immediato le cellule bersaglio e va pertanto considerata come una riserva priva di attività metabolica. Rappresenta pertanto l’unica forma effettivamente attiva dell’ormone.
La quota di testosterone libero rappresenta la frazione ormonale attiva, perché scorporata dalle proteine di trasporto e pronta ad entrare nelle cellule dove espleta la propria azione; la quota di testosterone legata alle SHBG rappresenta invece una sorta di riserva, momentaneamente inattiva; infine, la frazione associata all'albumina, in virtù della debolezza del legame che le unisce, è considerata biodisponibile (al pari di quella libera).
Unità di Misura e Valori di Riferimento
I valori sierici di testosterone (testosteronemia) vengono espressi in nanogrammi per decilitro (ng/dL) oppure in nanomoli per litro (nmol/L); quest'ultima unità di misura è quella adottata dal SI e come tale rappresenta lo standard di riferimento a livello internazionale. Il Sistema Internazione (SI) ha adottato come unità di misura della concentrazione plasmatica del testosterone le moli per litro. Il testosterone totale viene indicato in nanomoli per litro (nmol/L) mentre il testosterone libero in picomoli per litro (pmol/L), o in nanogrammi per decilitro (ng/dL), mentre il testosterone libero in picogrammi su millilitro (pg/mL) o in nanogrammi su decilitro (ng/dL). Questa disomogeneità può generare confusione nella lettura dei referti.
Per avere un’idea corretta dei valori plasmatici del testosterone totale, il prelievo di sangue andrebbe eseguito a digiuno e nelle prime ore del mattino. Un secondo prelievo di conferma va sempre eseguito a distanza di qualche settimana nelle stesse condizioni.
In generale, in un uomo adulto, il valore soglia al di sopra del quale non dovrebbe essere mai intrapresa una terapia sostitutiva con farmaci a base di testosterone è dato da 12 nmol/L (ovvero circa 350 mg/dL o 3,5 ng/ml). Al contrario la terapia andrebbe considerata in tutti i pazienti con valori di testosterone totale inferiore alle 8 nmol/L (che corrisponde a 230 mg/dL o 2,3 ng/ml).
Testosterone Libero: Misurazione e Importanza
La misurazione del testosterone libero nel plasma è una procedura complicata, costosa e non sempre precisa. Inoltre i “valori normali” (o valori di riferimento) del testosterone libero risultano ancora sfumati e non standardizzati. Infine, al momento, non è ancora chiaro se i sintomi di ipogonadismo siano meglio correlati con i valori del testosterone libero o di quello totale.
Per tutti questi aspetti il dosaggio del testosterone libero non viene eseguita routinariamente in tutti i pazienti in cui si va a dosare il testosterone ma viene limitato ad alcuni casi più critici, con quadri clinici sfumati e in particolare nei soggetti con valori dubbi del testosterone totale (compresi tra 8 e 12 nmol/L). Il valore soglia del testosterone libero al di sotto del quale si può parlare di ipogonadismo corrisponde convenzionalmente a 6.5 ng/dL (65 pg/mL o 225 pmol/L).
Esiste infine un modo indiretto per calcolare il testosterone libero che utilizza una formula matematica partendo dai valori della concentrazione del testosterone totale, dell’albumina e della SHBG. È sufficiente aver eseguito il dosaggio del testosterone totale e delle proteine di trasporto. Il valore della concentrazione dell’albumina influenza abbastanza poco il risultato finale e si può inserire nella formula un valore standard (pari a 4,3 g/dL).
Interpretazione dei Risultati e Approccio Diagnostico
Nella pratica clinica per formulare la diagnosi di ipogonadismo in un paziente adulto con sintomi sospetti è sufficiente il dosaggio del testosterone totale e degli altri ormoni implicati nell’asse ipofisi-testicolare. Il prelievo va eseguito al mattino a digiuno e ripetuto dopo alcune settimane nelle stesse condizioni. Se il valore del testosterone totale è superiore a 12 nmol/L non si può parlare di ipogonadismo e non dovrebbe essere intrapresa alcuna terapia sostitutiva.
Al contrario, per valori inferiori a 8 nmol/L, la terapia risulta indicata e sono alte le probabilità di risolvere nel tempo i sintomi relativi all’ipogonadismo. Il dosaggio del testosterone libero non rientra nella valutazione routinaria del paziente con sospetto ipogonadismo ma va limitato ai casi dubbi con valori intermedi del testosterone totale.
Implicazioni del Testosterone Basso
Quando i livelli di questo ormone scendono al di sotto della norma, si parla di testosterone basso o ipogonadismo. Comprendere cosa è il testosterone basso risulta fondamentale per riconoscere e affrontare tempestivamente questa condizione. Negli uomini adulti, i valori normali di testosterone totale si aggirano tra 300 e 1000 ng/dL, con variazioni individuali e legate all'età. I sintomi associati possono essere sfumati e sovrapporsi a quelli di altre condizioni, rendendo talvolta complessa l'identificazione precisa del problema.
Sintomi del Testosterone Basso
Il testosterone basso può manifestarsi attraverso una vasta gamma di sintomi che influenzano non solo la sfera sessuale, ma anche il benessere fisico e psicologico generale dell'individuo. La severità e la tipologia dei sintomi possono variare significativamente da persona a persona, dipendendo da fattori come l'età, la durata della condizione e la gravità del deficit ormonale.
Fattori che influenzano i livelli di testosterone
Fattori lifestyle e ambientali giocano anch'essi un ruolo significativo nel determinare i livelli di testosterone. Lo stress cronico, la mancanza di sonno, una dieta squilibrata ricca di zuccheri raffinati e grassi trans, l'abuso di alcol e il fumo possono tutti contribuire a una diminuzione dei livelli di testosterone.
- il fumo induce vasocostrizione, restringendo le piccole arterie del testicolo e diminuendone la funzionalità. Chi fuma tende quindi a produrre meno testosterone e meno spermatozoi rispetto a un non fumatore.
- Una piccola quota di testosterone viene trasformata in estradiolo dall'enzima aromatasi, particolarmente concentrato a livello del tessuto adiposo.
- Una ridotta concentrazione di testosterone può associarsi alla presenza di grasso addominale, resistenza insulinica e aumentato rischio di patologie coronariche.
Come ripristinare i livelli di testosterone
Il ripristino dei livelli ottimali di testosterone richiede un approccio personalizzato che tenga conto delle cause sottostanti, dell'età del paziente e del quadro clinico complessivo. In molti casi, modifiche dello stile di vita possono avere un impatto significativo. L'adozione di una dieta equilibrata ricca di proteine magre, grassi sani e verdure, associata a un programma di esercizio fisico regolare che includa sia allenamenti di resistenza che cardiovascolari, può stimolare naturalmente la produzione di testosterone. Per casi più severi o quando le modifiche dello stile di vita non sono sufficienti, la terapia sostitutiva con testosterone (TRT) può essere considerata sotto stretto controllo medico. Questa terapia può essere somministrata in varie forme, inclusi gel, cerotti transdermici, iniezioni o impianti sottocutanei.
È cruciale che la TRT sia monitorata attentamente per ottimizzare i benefici e minimizzare i potenziali effetti collaterali.
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