Analisi del Sangue e Stanchezza Cronica: Cosa Cercare

La sindrome da stanchezza cronica (CFS), conosciuta anche come encefalomielite mialgica, è un disordine complesso caratterizzato da una molteplicità di sintomi che vanno dal dolore muscolare ai problemi di memoria. Tuttavia, il principale sintomo è rappresentato da eccessiva stanchezza che persiste da almeno 6 mesi e che non è alleviata dal riposo pregiudicando, pertanto, le normali attività quotidiane degli individui interessati. Si tratta di un disturbo fortemente invalidante in quanto non permette a chi ne è affetto di intraprendere o portare a termine i propri impegni, anche di natura lavorativa. Per questo spesso può sfociare in depressione e condurre all’isolamento sociale.

Tale condizione insorge principalmente nelle persone tra i 40 e i 50 anni, prevalentemente donne. Si stima che in Italia tra le 200.000 e le 300.000 persone soffrano di stanchezza cronica, ovvero una percentuale molto bassa che corrisponde allo 0,5% della popolazione. In molti casi, dunque, la spossatezza che lamenta chi si reca dal medico è collegata ad altre patologie. Se avverti un affaticamento costante che intralcia tutte le tue attività quotidiane, non sentirti in colpa… Anche se all’apparenza non c’è un motivo plausibile che giustifichi la tua stanchezza, è probabile che il tuo problema non sia la sindrome della stanchezza cronica.

Che cos'è la Sindrome da Stanchezza Cronica?

Conosciuta anche con il nome di encefalite mialgica, questa sindrome consiste in uno stato di fatica intenso e persistente che accompagna la persona durante tutte le sue attività quotidiane, sia fisiche che mentali. L’astenia, ovvero la mancanza di energie, non è correlata all’entità dello sforzo, che può essere anche lieve, e non si risolve con il riposo. Di solito è accompagnata da disturbi del sonno come la difficoltà ad addormentarsi e dal malore post-sforzo che si verifica per l’appunto dopo qualsiasi sforzo fisico o cognitivo e che si protrae per oltre 24 ore. Inoltre, affinché si possa parlare di stanchezza cronica, la condizione di astenia deve durare per più di 6 mesi e avere un’intensità medio-grave per almeno la metà delle volte.

Ad essere colpite sono maggiormente le donne, con una frequenza doppia o tripla rispetto agli uomini, e la fascia d’età più coinvolta è quella tra i 20 e i 50 anni.

I Sintomi della Stanchezza Cronica

Oltre alla stanchezza persistente, la sindrome da stanchezza cronica è caratterizzata da una serie di sintomi che possono variare in intensità e manifestazione. I principali sintomi tendono a variare nel tempo, con ricadute imprevedibili:

  • Stanchezza intensa, prolungata e ricorrente, che limita la vita quotidiana;
  • Difficoltà di concentrazione e problemi di memoria, noti come “brain fog”;
  • Sonno non ristoratore e/o disturbi relativi (insonnia, sonnolenza, etc.);
  • Dolori muscolari e articolari senza infiammazioni, spesso con astenia;
  • Mal di testa di tipo tensivo, dolore al collo e ai linfonodi del collo;
  • Ipersensibilità gastrointestinale, nausea e/o vomito.

Altri sintomi tipici, simili all'influenza, includono:

  • Cefalea o mal di testa
  • Deficit di memoria e scarsa concentrazione
  • Dolore muscolare (soprattutto nei bambini)
  • Tosse e mal di gola
  • Linfonodi della gola e delle ascelle ingrossati
  • Dolore alle articolazioni
  • Nausea e vomito
  • Attacchi di ansia
  • Sonno disturbato

Quali sono le Cause della Stanchezza Cronica?

Se determinare la presenza della sindrome è abbastanza complesso, individuare i fattori scatenanti è un’impresa ancora più ardua. Le cause non sono state tuttora appurate, in compenso sono state formulate delle ipotesi che in futuro dovranno essere confermate scientificamente.

Causa infettiva

È stato riscontrato che la sindrome della stanchezza cronica talvolta si manifesta in seguito a infezioni virali. Ciò dimostrerebbe che a innescare il disturbo sia un virus, possibilmente il virus Epstein-Barr, responsabile della mononucleosi, oppure il parvovirus umano B19. Questa ipotesi troverebbe fondamento nel rilevamento di interferoni e TNFα nel sangue dei pazienti affetti da stanchezza cronica.

Causa genetica

A quanto sembra i familiari dei pazienti che soffrono della sindrome sono più a rischio di sviluppare tale disturbo e ciò evidenzierebbe una predisposizione genetica.

Causa immunologica

Alcuni sostengono che l’origine della stanchezza cronica risieda nel sistema immunitario. In alcuni casi si registra un’alterazione di alcune cellule, per quantità o efficacia, come per esempio un deficit di linfociti T Natural Killer che hanno la funzione di difendere l’organismo. Inoltre, in alcuni casi si sono rilevati degli attacchi auto-immunitari.

Altri studiosi adducono come cause lo sbilanciamento ormonale, fattori psicologici e reazioni allergiche a sostanze tossiche presenti nell’ambiente.

Analisi del Sangue per la Stanchezza Cronica: Cosa Cercare

Purtroppo, non esiste un esame apposito che possa verificare il quadro di stanchezza cronica. Per risalire a una diagnosi sicura, è prima necessario escludere, attraverso opportune analisi di laboratorio, le patologie che presentano una sintomatologia simile, inclusa la comune sensazione di sfinimento e mancanza di forze.

Gli esami compresi in un check-up specifico permettono di analizzare le principali cause di affaticamento e spossatezza, in particolare indagando possibili forme di anemia, di ipotiroidismo, di carenze vitaminiche e infezioni virali specifiche. Gli esami Butterfly per astenia e fatica cronica comprendono i seguenti test:

  • Emocromo con formula
  • Vitamina B12
  • Acido folico (B9)
  • Selenio
  • Ferro
  • TSH
  • Transferrina
  • Ferritina
  • Potassio
  • Sodio
  • Cloro
  • Magnesio

Alcuni disturbi che possono confondersi con l’encefalite mialgica sono di origine fisica, tra cui:

  • Anemia
  • Diabete e obesità
  • Sclerosi multipla
  • Artrite reumatoide
  • Lupus eritematoso sistemico
  • Infezioni croniche
  • Ipertiroidismo
  • Disfunzioni dell’ipofisi
  • Epatite B o C
  • ictus e tumori

Altri disturbi, invece, sono di origine psicologica e includono malattie mentali come:

  • Depressione
  • Disturbo bipolare
  • Schizofrenia
  • Ansia
  • Demenza
  • Dipendenze come l’abuso d’alcol

Le cause della sindrome non sono ancora completamente chiare, ma vi sono alcuni fattori che contribuiscono alla sintomatologia: a tale scopo, gli esami per la stanchezza cronica permettono di comprendere meglio le possibili origini della debilitazione del paziente.

A tale scopo, gli esami per la stanchezza cronica permettono di comprendere meglio le possibili origini della debilitazione del paziente:

  • Emocromo, vitamina B12 e acido folico: per rilevare eventuali carenze o anemie.
  • Ferro e transferrina: per consentire l’analisi funzionale del metabolismo del ferro.
  • Ormone TSH: per valutare l’ipotiroidismo come ipotetica causa di affaticamento.
  • Sali minerali: la carenza di sali minerali è spesso correlata a spossatezza e astenia.

Gli esami compresi nel Check Up Stanchezza Cronica Butterfly permettono di analizzare le principali cause di affaticamento e spossatezza, in particolare indagando possibili forme di anemia, di ipotiroidismo, di carenze vitaminiche e infezioni virali specifiche.

Perché Prenotare un Check-Up per la Stanchezza Cronica?

La sindrome da stanchezza cronica è un disturbo che interferisce con il lavoro, la scuola e la vita sociale, peggiorando con l’esercizio e lo stress. Riconoscerla è complesso, poiché spesso è correlata ad altre condizioni con sintomi simili: gli esami del sangue possono indagare nel dettaglio le possibili concause, allo scopo di escluderle o diagnosticarle.

Le analisi del sangue per la stanchezza sono rivolte a chiunque soffra di:

  • Spossatezza e fatica persistenti da più di 6 mesi, che non migliorano con il riposo e interferiscono con la quotidianità;
  • Astenia e fiacchezza eccessive rispetto alla quantità di sforzo sostenuto;
  • Difficoltà di concentrazione, sonno e memoria, dolore alla testa e ai muscoli.

Il test permette di rilevare possibili anemie, carenze di vitamine e/o sali minerali, alterazioni della tiroide, alcune patologie virali (mononucleosi e citomegalovirus).

Preparazione all'Esame

Prima del prelievo di sangue è prescritto un periodo di digiuno di 8-10 ore. Se si dovesse avvertire sensazione di sete, durante tale periodo si possono assumere fino a 1-2 bicchieri di acqua. Sono assolutamente vietati fumo e l’assunzione di bevande alcoliche. Nei giorni precedenti all’esame del sangue si prega di non cambiare abitudini alimentari e di vita, evitando di effettuare sforzi fisici intensi il giorno stesso e quelli antecedenti.

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