Analisi del sangue per parassiti intestinali: quali sono e quando farle

Le problematiche inerenti la funzionalità dell’intestino possono manifestarsi con diversi sintomi. Tra i più comuni possiamo indicare: stitichezza, meteorismo, diarrea, tensione addominale.

Tramite gli esami del sangue abbiamo una prima e immediata indicazione sullo stato della nostra salute. In particolare per quanto riguarda lo stato dell’intestino, i valori a cui prestare attenzione sono l’emocromo e la proteina C reattiva.

Cos’è l’esame parassitologico delle feci?

L’esame parassitologico delle feci viene eseguito per individuare le parassitosi intestinali. Si eseguono su campioni di feci che sono sottoposti a valutazioni di tipo microscopico, chimico e microbiologico.

Quando viene richiesto l’esame delle feci per i parassiti?

L’esame parassitologico delle feci viene richiesto in genere quando si sospetta un’infezione intestinale da parassiti. Le infezioni parassitarie di solito sono provocate all’assunzione di cibi o bevande contaminate dalle uova del parassita. Le parassitosi, di solito, si risolvono spontaneamente nell’arco di alcuni giorni, senza che insorgano complicanze.

L’esame delle feci è richiesto per alcuni disturbi della funzionalità intestinale, diarrea, per presunta parassitosi intestinale (per esempio la tenia) o nel caso di sospette emorragie gastro-intestinali. In questo caso si riconosce la presenza nel campione di feci di cisti e/o trofozoiti di protozoi, di uova di elminti o delle loro larve mediante esame microscopico dopo concentrazione.

Non è escluso però che causa dell’ingestione di cibi contaminati, di un viaggio all’estero o di una particolare situazione clinica un soggetto sano possa contrarre un’infestazione da parassiti intestinali, che penetrano a livello dell’intestino dell’ospite attraverso l’ingestione di cibi crudi, poco cotti o non adeguatamente lavati. I sintomi provocati dai parassiti intestinali sono molto variabili, ma in generale piuttosto lievi e protratti nel tempo.

Qual è la procedura dell'esame parassitologico?

L’esame parassitologico si esegue attraverso la raccolta di tre campioni di feci, in tre giorni differenti: un solo campione non è sufficiente per una diagnosi esauriente. La raccolta deve essere effettuata a domicilio, a casa del paziente, con l’utilizzo di un apposito contenitore sterile, fornito di paletta.

Il prelievo può essere “comodamente” effettuato in casa. Il campione delle feci viene posto in un contenitore pulito mediante una spatola sterile inserita nel coperchio. Effettuata questa operazione, il tutto va portato subito in Laboratorio, (in caso contrario va tenuto in frigo). I contenitori adatti allo scopo si possono trovare in Farmacia.

Tale raccolta deve però seguire alcune regole importanti. Per questo è bene comunicare al medico le terapie in corso. Il campione delle feci viene posto in un contenitore pulito mediante una spatola sterile inserita nel coperchio.

  • La raccolta deve essere effettuata a domicilio, a casa del paziente, con l’utilizzo di un apposito contenitore sterile, fornito di paletta o reperito presso il centro prelievi stesso.
  • Aprire il contenitore, raccogliere con la spatola una quantità di feci delle dimensioni pari a quella di una noce.
  • Fare pervenire il contenitore al Laboratorio entro un paio d'ore.

Cosa rileva l'esame delle feci?

Nell’esame chimico fisico le feci vengono controllate per:

  • colore;
  • consistenza;
  • pH;
  • presenza di muco;
  • prodotti di degradazione.

L’esame può comprendere anche la ricerca di sangue occulto, sintomo di molte patologie come:

  • ulcere;
  • polipi;
  • diverticolosi, malattia infiammatoria intestinale;
  • emorroidi;
  • tumori (per esempio il cancro del colon).

Inoltre, sul campione di feci può essere eseguita una coprocoltura, che permette di individuare la presenza di microrganismi patogeni, responsabili di infezioni come la gastroenterite. Generalmente si procede con la ricerca di batteri come Campylobacter, Salmonella, Shigella. Se viene rilevata la presenza di un batterio può essere effettuato anche un antibiogramma, cioè un test di laboratorio che individua l’antibiotico più efficace per combattere l’infezione in corso.

Altri test permettono di individuare e riconoscere eventuali parassiti, come la tenia o la giardia, e la presenza funghi e virus. L’esame parassitologico delle feci consente di individuare uova e parassiti nelle feci, tra i quali i più comuni sono Giardia o Tenia. Il test si esegue in caso di diarrea prolungata oppure di presenza di sangue o muco nelle feci.

Nelle feci può essere presente anche la Candida Albicans che è un micete e può provocare spesso disturbi simili a quelli del colon irritabile. Il nome esatto dell’analisi da richiedere al proprio medico di famiglia è “ricerca a fresco di miceti”. Tra i virus, infine, si ricerca comunemente il Rotavirus che può provocare gravi diarree soprattutto nei bambini.

Il risultato positivo indica la presenza di parassiti e uova e la presenza di infezione del tratto digestivo.

Per alcuni esami, come ad esempio la ricerca di sangue occulto, è necessario praticare, nei giorni precedenti il prelievo del campione, una dieta particolare e attuare dei comportamenti particolari.

Altri esami utili

In caso di dolore addominale (addominalgia), diarrea o gonfiore intestinale (meteorismo) può essere indicato sottoporsi al test per la celiachia mediante un semplice esame del sangue.

L’esame prevede la misurazione del livello di calprotectina in un campione di feci. La calprotectina è una proteina presente nei globuli bianchi, in particolare nei neutrofili.

Il test del respiro (breath test) è un esame diagnostico non invasivo che analizza campioni di aria espirata dal paziente. Mediante questo tipo di esame è possibile indagare alcune alterazioni del sistema gastroenterico. Queste possono essere provocate da sovracrescita batterica, intolleranze alimentari, in particolare al fruttosio e/o al lattosio, o da alterazioni del transito intestinale.

L’esame ecografico delle anse intestinali è un esame non invasivo di primo livello che tramite l’utilizzo di una sonda specifica per lo studio dell’intestino, permette una valutazione dello spessore della parete sia del colon che dell’intestino tenue.

Se tutti gli esami fin qui descritti sono considerati poco o per nulla invasivi, la colonscopia è un esame che potrebbe arrecare fastidio al paziente, pertanto in alcuni casi si opta per svolgerlo sotto anestesia. È un esame fondamentale, poiché è l’unico in grado di esaminare la parete interna del colon e riconoscere polipi e lesioni della mucosa intestinale.

Uno stile di vita sano e attivo e una dieta equilibrata ricca di fibre e povera di grassi saturi sono la prima ricetta per un intestino in salute. Gastroenterologo prescrive con cadenza regolare.

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