La sindrome dell'ovaio policistico (PCOS) è una condizione medica complessa che richiede un'attenta valutazione diagnostica. Per avere una corretta diagnosi è necessario indagare a fondo, anche in assenza di iperandrogenismo clinico (evidente con segni quali acne, irsutismo, seborrea), attraverso specifiche analisi.
Ormoni Androgeni
Uno dei primi ormoni a essere valutato è il testosterone, sia totale che in forma libera. Il testosterone è l’ormone maschile per eccellenza, coinvolto nei sintomi della PCOS e prodotto dalle ovaie e dalle ghiandole surrenali. La maggior parte dei valori di testosterone totale nella PCOS è superiore ai 50ng/dL ma non supera i 150 ng/dL.
Per determinare il valore del testosterone libero (free-testosterone che è la parte attiva, libera di agire) si valuta il testosterone totale e si sottrae la quota di testosterone legato alla proteina di trasporto SHBG (la parte legata all’albumina è costante).
SHBG (Sex Hormone-Binding Globulin)
Vista l’importanza dell’SHBG, proteina legante gli ormoni sessuali che controlla la quantità di testosterone (e di estrogeni) che i tessuti riceveranno, spesso viene misurata contestualmente al testosterone totale. Bassi livelli di questa proteina sono correlati ad alti livelli di testosterone libero e sono associati ad insulino-resistenza. Gli intervalli di normalità variano fra laboratori e in generale per le donne fra i 18 e i 45 anni, sono 18-144 nmol/L, nelle donne con PCOS, il valore è verso il limite inferiore.
La SHBG è prodotta principalmente nel fegato, ma anche in quantità minori nei testicoli, nel cervello, nell’utero, nella placenta, dal tessuto mammario e nelle ovaie.
4-Androstenedione e DHEA-solfato
Il delta 4-androstenedione è un ormone secreto nel plasma dalle ghiandole surrenali e dalle ovaie. È un intermedio biochimico della produzione di estrogeni e testosterone, di cui è responsabile di circa la metà del testosterone totale.
Il DHEA-solfato è un androgeno convertito in testosterone nel corpo. Se è alto, l'iperandrogenismo non dipende dalle ovaie ma dall’iperfunzionalità delle ghiandole surrenali. I valori di DHEA-S possono essere normali o leggermente elevati nella PCOS. È normale che le donne abbiano livelli di DHEA-S compresi tra 35 e 430 ug/dl.
Ormoni Ipofisari: LH e FSH
LH svolge un ruolo determinante nello sviluppo e nel rilascio dell’ovulo e l’FSH della sua maturazione. Sia l’LH che l’FSH sono secreti dall’ipofisi nel cervello. All’inizio del ciclo, i livelli di LH e FSH variano solitamente tra circa 5-20 mlU/ml.
Sebbene molte donne affette da PCOS abbiano ancora LH e FSH nell’intervallo 5-20 mlU/ml, il loro livello di LH è spesso due o tre volte superiore a quello di FSH. Ad esempio, è tipico delle donne con PCOS avere un livello di LH di circa 18 mlU/ml e un livello di FSH di circa 6 mlU/ml. Questa situazione si chiama rapporto elevato tra LH e FSH e questa variazione del rapporto è sufficiente a inibire l’ovulazione.
Nelle donne sane, il rapporto LH/FSH presenta valori compresi tra 1 e 2.
Progesterone ed Estrogeno
Il progesterone viene prodotto dal corpo luteo dopo l’ovulazione e aiuta a preparare l’utero alla gravidanza. Per le donne affette da PCOS, in particolare per quelle che stanno cercando una gravidanza utilizzando farmaci per la fertilità, i livelli di progesterone vengono controllati circa 7 giorni dopo che si ritiene sia avvenuta l’ovulazione. Se il livello di progesterone è alto (di solito superiore a 14 ng/ml) significa che l’ovulazione si è effettivamente verificata e l’ovulo è stato rilasciato dall’ovaio. Se il livello di progesterone è basso, probabilmente l’ovulo non è stato rilasciato.
L’estrogeno è un ormone femminile secreto principalmente dalle ovaie e in piccole quantità dalle ghiandole surrenali. L’estrogeno più attivo nel corpo è chiamato estradiolo. Una quantità sufficiente di estrogeni è necessaria per generare il corpo luteo che produce progesterone e promuovere le mestruazioni. Di solito nella PCOS i livelli di estrogeni rientrano nell’intervallo di normalità (circa 25-75 pg/ml).
Ormone Anti-Mülleriano (AMH)
L’AMH è un polipeptide della famiglia del fattore di crescita trasformante beta (TGF-B) secreto esclusivamente dalle cellule della granulosa dei follicoli ovarici preantrali e antrali piccoli. I livelli sierici di AMH sono significativamente più alti nelle donne con PCOS rispetto alle donne con ovulazione normale.
È consigliato un controllo di questo ormone, poiché chi soffre di sindrome dell’ovaio policistico può registrare un aumento dei livelli di AMH superiori da due a tre volte rispetto alle donne sane. Alcuni studi raccomandano di utilizzare un livello di ormone anti-mülleriano (AMH) superiore a 3,8-5 ng/mL per diagnosticare la PCOS.
Nella donna, i livelli di AMH sono indosabili in menopausa e dopo asportazione delle ovaie, e quasi indosabili alla nascita. Crescono dopo la pubertà, quindi si stabilizzano in età adulta, poi iniziano a decrescere in funzione della riduzione della riserva ovarica. Ciò dimostra che l’AMH derivi dall’ovaio. Ha quindi un ruolo nella follicologenesi e alcuni autori suggeriscono che la sua misurazione sia utile nel determinare alcune condizioni come la sindrome dell’ovaio policistico e la insufficienza ovarica primaria.
Valutazione del Pattern Metabolico e Insulino-Resistenza
La diagnostica di laboratorio dovrà essere completata dalla valutazione del pattern metabolico, prendendo in esame fattori di rischio quali sovrappeso, familiarità per diabete, ipertensione, storia nota di alterazioni glicemiche, programmazione di una gravidanza (esecuzione di carico orale di glucosio con misurazione di glicemia e insulinemia, valutazione dell’assetto lipidico e dosaggio dell’emoglobina glicata).
L’insulino-resistenza colpisce circa il 65% delle donne con PCOS, ma non interessa solo le donne PCOS obese, tanto che la sua prevalenza tra le normopeso è segnalata tra il 6 e il 22%. Si valutano:
- Utilizzo dell’Homaindex o HOMA-IR, ovvero il prodotto della glicemia per l’insulinemia diviso 22.5.
- Curva da carico glico-insulinemica: OGTT.
Altri Parametri Metabolici
- Glicemia basale: i livelli ideali sono compresi fra 70 e 99 mg/dL.
- Insulinemia basale: può essere valutata da sola o come parte iniziale del test OGTT.
- OGTT: il test di tolleranza al glucosio orale (75g) di 2 ore può essere un predittore di IR migliore del glucosio a digiuno, ed è estremamente utile per monitorare il quadro metabolico e per classificare il rischio di diabete di tipo 2 nelle donne con PCOS.
- Emoglobina glicata (HbA1c): I livelli ottimali sono inferiore al 5.7%.
Altri Esami Importanti
- Ormoni tiroidei (T3, T4, TSH): Le donne con PCOS hanno di solito livelli normali di TSH (0,4-3,8 uIU/ml).
- Transaminasi: Alti livelli di questi enzimi indicano un presenza di NALFH (steatosi epatica non alcolica), molto frequente nelle donne con PCOS.
- Cortisolo: Livelli elevati di cortisolo si sono registrati anche in donne con PCOS che hanno una forma lieve di Cushing.
- Prolattina: I livelli di prolattina sono di solito normali nelle donne con PCOS, generalmente inferiori a 25 ng/ml.
- PCR: questo indicatore è un ottimo marker dell’infiammazione cronica e di basso grado nella PCOS.
È importante ricordare che gli intervalli "normali" possono variare tra i laboratori. Alcune donne con PCOS possono avere livelli ormonali che rientrano nell'intervallo "normale" ma soffrono comunque di sintomi invalidanti.
In caso di sospetta PCOS si consiglia sempre l’attenta valutazione di un esperto che saprà consigliare le giuste analisi e individuare il fenotipo di PCOS allabase.
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