Analisi del Sangue per l'Herpes Zoster: Guida Completa

La varicella e l’herpes zoster sono causate dall’infezione del Virus della Varicella Zoster (VZV), un membro della famiglia degli herpesviridae. Il test della varicella o dell’herpes zoster può essere effettuato per rilevare un’infezione attiva o pregressa del VZV.

Cos'è l'Herpes Zoster?

L’Herpes Zoster (Fuoco di Sant’Antonio) è un virus della famiglia degli Herpes virus. L’Herpes Zoster è un virus che causa una dolorosa eruzione cutanea anche nota come fuoco di Sant’Antonio. Nella forma più tipica si presenta con una placca infiammatoria rivestita di vescicole dalla forma allungata che colpisce una zona del corpo. È lo stesso virus che causa la varicella (varicella-zoster-virus). Si tratta dello stesso virus che provoca la varicella (varicella-zoster-virus). L’Herpes Zoster è causato dal virus Varicella-Zoster.

L’Herpes Zoster è determinato dalla riattivazione del virus presente nell’organismo allo stato latente e si manifesta con un’eruzione vescicolosa unilaterale, dolorosa, di solito localizzata(Fuoco di sant'Antonio). L'eruzione vescicolare è preceduta da sintomi di bruciore e dolore lungo l’asse nervoso che il virus percorre con la riattivazione.

Dopo la risoluzione dell’infezione primaria, il virus rimane latente all’interno delle cellule del tessuto nervoso. Gli anticorpi prodotti durante l’infezione primaria prevengono un’eventuale re- infezione. Tuttavia, la diminuzione delle difese immunitarie può comportare una riattivazione del virus il quale può migrare dalle cellule nervose nelle quali si trova in uno stato di latenza, fino alla pelle, causando l’Herpes Zoster ("Fuoco di Sant'Antonio"), una patologia degli adulti che può essere temporaneamente invalidante.

Sintomi dell'Herpes Zoster

Come si manifesta il fuoco di Sant’Antonio? L’Herpes Zoster causa sintomi piuttosto caratteristici, in particolare la comparsa di un rash cutaneo, formato da un gruppo di macchie rosse che si evolvono in vescicole piene di liquido, in una zona ben delimitata e di forma allungata.

Il fuoco di Sant’Antonio dà anche sintomi iniziali non immediatamente identificabili: 3-5 giorni prima della comparsa dell’eritema, il paziente può provare una sensazione di insensibilità, quasi di “anestesia”, in corrispondenza dell’area cutanea su cui si verificherà l’eruzione. La sensazione si evolverà, dando stimoli simili al prurito o a una puntura.

Ma dove può venire il fuoco di Sant’Antonio? In genere, si manifesta su un solo lato del corpo, lungo il tronco nervoso. La prima sede tipica è un lato del tronco, soprattutto a livello della vita. È quindi possibile individuare un Herpes Zoster sulla schiena, in particolare sulle coste. L’Herpes Zoster sul viso corrisponde alla seconda localizzazione più frequente. Vengono coinvolti in modo particolare il nervo trigemino e le sue tre ramificazioni: in base a quella interessata e al relativo lato del volto, è possibile identificare la patologia su un occhio, un orecchio, il naso o la mandibola.

Diagnosi di Herpes Zoster

Di solito la diagnosi di varicella è esclusivamente clinica sulla base dei segni e sintomi presenti ma in alcune persone possono essere presenti lesioni della pelle atipiche; in questi casi il test della VZV può essere un utile ausilio diagnostico.

Per la diagnosi di infezione da Herpes Zoster solitamente basta l’ispezione visiva dell’eruzione cutanea durante la visita specialistica. Le caratteristiche e la localizzazione della manifestazione cutanea, che interessa una sola metà del corpo, si prestano a un’interpretazione abbastanza univoca.

I test per la rilevazione degli anticorpi o del Virus della Varicella Zoster (VZV) di solito non vengono utilizzati per la diagnosi di varicella o di herpes zoster poiché per questo è sufficiente la diagnosi clinica sulla base dei segni e sintomi del paziente.

Quando Richiedere un'Analisi del Sangue per VZV?

La ricerca degli anticorpi anti-VZV può essere richiesta nel caso in cui il clinico voglia valutare lo stato dell’immunizzazione di un paziente, ad esempio di coloro che devono sottoporsi a trapianto d’organo o di donne in gravidanza, o per identificare la presenza di infezioni recenti.

Tipi di Test per l'Herpes Zoster

  • IgM: sono i primi anticorpi ad essere prodotti dall’organismo in risposta al VZV. Sono presenti nella maggior parte delle persone entro una o due settimane dall’esposizione, raggiungendo in breve tempo un picco per poi diminuire progressivamente.
  • IgG: questi anticorpi vengono prodotti alcune settimane dopo l’esposizione al VZV e forniscono una protezione a lungo termine. Una volta che una persona è stata esposta al VZV, presenterà sempre quantità rilevabili di IgG nel circolo ematico.
  • Immunofluorescenza diretta (DFA): questo test rileva la presenza del VZV nelle cellule prelevate dal paziente in corrispondenza delle sedi delle lesioni, tramite l’utilizzo di un microscopio e di anticorpi anti-VZV marcati.

Interpretazione dei Risultati

L’interpretazione dei risultati dei test del VZV richiede molta attenzione e la valutazione dello stato clinico complessivo del paziente. La presenza delle sole IgM indica un’esposizione veramente recente. Un neonato con livelli elevati di IgM anti-VZV presenta varicella congenita.

Un risultato positivo all’esame molecolare del VZV (VZV-DNA) indica la presenza del virus e, se in quantità elevate, la presenza del materiale genetico virale indica un’infezione attiva. Bassi livelli di materiale genetico virale indicano invece la presenza di VZV ma non una condizione sintomatica. La positività dell’esame colturale del VZV in una persona sintomatica indica la presenza di un’infezione attiva da VZV.

Prevenzione e Trattamento

Generalmente, il sistema immunitario produce anticorpi sufficienti a bloccare la malattia, ma il virus può restare inattivo nel tessuto nervoso per anni o anche per tutta la vita. Non ci sono misure preventive per l’infezione da Herpes Zoster e il fuoco di Sant’Antonio, che qualche volta possono ripresentarsi anche dopo molti anni. L’infezione da Herpes Zoster solitamente, come nell’eventualità della varicella, guarisce autonomamente.

Attualmente in Italia molti adulti hanno contratto la varicella mentre solo alcuni bambini sono vaccinati. In Italia l’introduzione nel 2005 del vaccino contro la varicella tra le vaccinazioni raccomandate dal Ministero della Salute, ha determinato una repentina diminuzione dei casi di varicella e delle ospedalizzazioni dovute a complicanze di tale infezione, nonostante il virus sia ancora presente in forma latente nelle persone adulte che hanno contratto il VZV in età pediatrica.

Il vaccino è controindicato per gli individui immunocompromessi, mentre è consigliato negli adolescenti e negli adulti che non abbiano ancora contratto la malattia e privi di controindicazioni.

Nella maggior parte dei casi l’infezione da VZV si risolve senza conseguenze. Nelle persone con il sistema immunitario compromesso, come coloro che sono affetti da HIV/AIDS o che si sono sottoposti ad un trapianto d’organo, possono però comparire conseguenze peggiori e prolungate.

Nelle prime 20-30 settimane di gravidanza, l’infezione primaria di VZV può, seppur raramente, determinare la presenza di anomalie congenite neonatali.

Contagiosità

L’herpes zoster è molto contagiosa? Sì, ma non quanto la varicella. È possibile contrarre l’herpes zoster da persone con sintomi di infezione attiva? No, questa non passa da persona a persona, ma può comparire solo dopo aver contratto la varicella.

La varicella può lasciare cicatrici? Non spesso.

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