Chirofisiogen Center annuncia la disponibilità di un nuovo test di seconda generazione per rilevare gli anticorpi IgG "neutralizzanti", che permette di misurare la risposta immunitaria anti-SARS-CoV-2, sia dopo la malattia che dopo la vaccinazione. Questo test sierologico rappresenta un importante strumento per comprendere e monitorare la risposta del nostro sistema immunitario al virus.
Cos'è il Test Sierologico per Anticorpi Neutralizzanti Covid-19?
Il test sierologico per la ricerca e la quantificazione degli anticorpi neutralizzanti Covid-19 RDB-IgG si effettua tramite un normale prelievo di sangue.
È utile per stabilire:
- Se il vaccino o l’infezione naturale (COVID) ha evocato una risposta contro la proteina “chiave di ingresso” del virus.
- Il titolo (la quantità) anticorpale nel tempo (mediante monitoraggi periodici).
- Il numero di dosi di vaccino più opportune da somministrare.
Anticorpi Neutralizzanti Covid-19 RDB-IgG: Cosa Sono?
Gli anticorpi neutralizzanti Covid-19 (anticorpi RDB-IgG, dosaggio quantitativo della proteina spike del Sars-CoV-2) sono una classe di anticorpi che bloccano il virus Sars-CoV-2 rendendolo non più in grado di infettare le cellule.
Si sviluppano in seguito al vaccino o alla malattia e forniscono un’immunità acquisita al virus. Nel caso della malattia, a partire dal 15esimo giorno dalla comparsa dei sintomi, le verifiche cliniche assicurano una sensibilità del test superiore al 100% dei casi analizzati. Possono essere ricercati e quantificati mediante un test sierologico.
Che Tipo di Test Viene Eseguito?
Per determinare la presenza di anticorpi neutralizzanti Covid-19 all’interno dell’organismo, si esegue un test sierologico grazie a un semplice prelievo di sangue. Il test è di tipo quantitativo: è in grado di quantificare la presenza di anticorpi IgG neutralizzanti. Si esegue mediante un semplice prelievo di sangue, presso uno dei punti prelievi. La metodica applicata per l’esecuzione del test in laboratorio è la chemiluminescenza (CLIA).
Differenze con un Normale Test Sierologico per Anticorpi IgG Sars-CoV-2
A differenza del normale test sierologico per anticorpi IgG, questo nuovo test sierologico è in grado di ricercare i nuovi anticorpi neutralizzanti Covid-19, gli anticorpi anti-RDB della proteina spike (proteina S), grazie a una maggior specificità verso la ricerca di tali anticorpi nel sangue. A livello clinico, la sensibilità è al 100% (a partire dal 15esimo giorno dalla scomparsa dei sintomi) e la specificità è del 99.6%.
Come Distinguere se gli Anticorpi Neutralizzanti RDB-IgG Sono Stati Evocati dalla Vaccinazione o dall'Infezione?
Questa informazione è utile per stabilire il numero di dosi di vaccino da somministrare (in un soggetto con infezione naturale è consigliabile 1 sola dose).
Come Funziona il Test Sierologico Anticorpi Neutralizzanti
Il test si svolge in tre fasi:
- Prenotazione: Prenota il tuo test sierologico anticorpi neutralizzanti COVID-19 chiamando il centro.
- Test: Vieni presso il centro e fai il tuo prelievo in 10 minuti.
- Risultati: I risultati del test sono disponibili online in poche ore.
Interpretazione dei Risultati
I risultati del test possono essere:
- Negativo/Non Reattivo: Il soggetto non ha sviluppato anticorpi IgG neutralizzanti.
- Positivo/Reattivo: Indica l’esposizione al virus SARS-CoV-2 e la presenza di anticorpi IgG neutralizzanti diretti contro il SARS-CoV-2.
La consegna dei referti avviene poche ore dopo l'esecuzione del test sierologico tramite il portale dedicato al ritiro dei referti online. Su richiesta, al momento dell’accettazione, senza costi aggiuntivi è possibile richiedere il referto in lingua inglese. L'esito del test, sia positivo che negativo, sarà comunicato all'Azienda Sanitaria Locale (ASL) di competenza, secondo quanto previsto dagli accordi stipulati con la Regione Umbria nell'ottica di un percorso sanitario condiviso.
Immunoglobuline (o Anticorpi): Cosa Sono?
Le immunoglobuline (Ig), dette anche anticorpi, sono proteine prodotte da alcuni globuli bianchi, i linfociti B, che vengono coinvolte nella risposta immunitaria nei confronti di qualsiasi sostanza (per esempio un allergene) o microrganismo (virus, batteri ecc.) riconosciuti come pericolosi.
Gli anticorpi, una volta entrati in contatto con specifiche molecole “estranee” all’organismo, chiamate antigeni, sono in grado per esempio di interferire con la capacità dei microrganismi patogeni di interagire con le cellule dell’organismo o di stimolare la loro eliminazione da parte di specifiche cellule immunitarie.
Tipi di Anticorpi (Immunoglobuline)
Esistono 5 tipologie di anticorpi, classificate a seconda della loro funzione:
- Immunoglubuline A (IgA): Rappresentano circa il 15% degli anticorpi totali e sono specializzate nella difesa dalle infezioni locali e dalle aggressioni a livello delle mucose.
- Immunoglubuline D (IgD): La loro funzione non è ancora completamente chiara; sono presenti sulla membrana dei linfociti B, probabilmente con il ruolo di recettori.
- Immunoglobuline E (IgE): Sono coinvolte nelle reazioni immunitarie allergiche e nelle infestazioni da parassiti.
- Immunoglobuline M (IgM): Sono coinvolte nella prima risposta immunitaria a una nuova infezione o a un antigene estraneo.
- Immunoglobuline G (IgG): Rappresentano circa il 70-80% delle immunoglobuline totali, si trovano in tutti i fluidi corporei e sono fondamentali per combattere le infezioni da virus e batteri.
Differenza tra IgM e IgG
Gli anticorpi IgM e IgG rappresentano le principali armi di difesa dell’organismo contro le malattie infettive:
- Le IgM sono i primi anticorpi a essere prodotti in seguito al contatto con un agente estraneo, compaiono nel sangue dopo 5-10 giorni, aumentano rapidamente per alcune settimane, poi calano.
- La produzione di IgG aumenta generalmente dopo qualche settimana dall’infezione e diminuisce gradualmente. Aiutano a sviluppare una risposta immunitaria secondaria e rappresentano la “memoria” del sistema immunitario.
È proprio su questo meccanismo che si basa l’immunità vaccinale: si crea la memoria immunologica nei confronti di un agente infettante provocando una risposta del sistema immunitario mediante l’iniezione di un microrganismo ucciso oppure vivo ma attenuato (quindi inoffensivo), oppure di una molecola che riproduca parte del microrganismo e che stimoli una risposta in grado di reagire anche con l’agente infettivo originale.
Test Sierologici: A Cosa Servono?
Il test sierologico ha lo scopo di rilevare la presenza o la quantità di alcune immunoglobuline (specifiche per un particolare antigene) nel siero.
Generalmente si misurano IgG e IgM per ottenere un quadro della situazione immunitaria e valutare se un individuo è entrato in contatto con un determinato microrganismo oppure se la vaccinazione a cui si è sottoposto ha indotto la produzione di anticorpi specifici.
Il test può essere qualitativo (rileva solo la presenza o assenza di anticorpi) o quantitativo (misura la concentrazione totale di IgG, IgM e IgA).
Come Leggere il Risultato del Test Sierologico Covid 19
I risultati del test sierologico per valutare l’esposizione a un microrganismo patogeno possono essere:
- IgM e IgG negative: Non c’è stata infezione o l’esposizione è avvenuta da poco, oppure il livello di anticorpi è troppo basso.
- Solo IgM positive: L’esposizione all’antigene è molto recente.
- IgM e IgG positive: L’infezione è in corso ed è stata contratta da poco tempo.
- Solo IgG positive: L’infezione c’è stata ma non è recente.
Valore degli Anticorpi Alto: Cosa Significa?
I test sierologici possono indicarci se vi è una risposta contro la proteina N o la proteina S del virus. La produzione di anticorpi contro la proteina S è la conseguenza o di un’infezione (malattia) o di una vaccinazione. La produzione di anticorpi anti proteina N avviene invece solo dopo l’infezione.
I test sono quantitativi e danno un’idea di quanti anticorpi sono stati indotti dalla vaccinazione o dall’infezione stessa. La quantità degli anticorpi (ad esempio un titolo più alto) non significa necessariamente che si abbia una protezione migliore e non giustifica comportamenti non corretti a evitare l’infezione o la decisione di non farsi vaccinare (o ri-vaccinare).
Una spiegazione risiede nel fatto che i test non discriminano tra anticorpi neutralizzanti e non-neutralizzanti.
La presenza degli anticorpi conferma in ogni caso che il nostro sistema immune ha riconosciuto il virus e saprà riconoscerlo in futuro.
La vaccinazione funziona secondo questo stesso principio, ovvero un’esposizione controllata al virus (che può essere indebolito o inattivato) oppure ad una singola particella del virus, come la proteina Spike.
La mera presenza di anticorpi non è però mai garanzia assoluta di protezione. Per molte malattie, compresa la COVID-19, ci si aspetta che gli anticorpi diminuiscano o “svaniscano” nel tempo.
Cosa Significa Avere gli Anticorpi?
Se i risultati del test mostrano che hai gli anticorpi, significa che probabilmente sei stato infettato o vaccinato da COVID-19 in passato. Può anche significare che hai sviluppato una certa immunità, ma mancano prove sul fatto che avere anticorpi significhi essere protetti contro la reinfezione da COVID-19.
Tabella Riassuntiva dei Risultati del Test Sierologico
| Risultato | Interpretazione |
|---|---|
| IgM e IgG Negative | Nessuna infezione o vaccinazione, oppure esposizione troppo recente. |
| Solo IgM Positive | Infezione molto recente. |
| IgM e IgG Positive | Infezione in corso, contratta di recente. |
| Solo IgG Positive | Infezione pregressa. |
Gli anticorpi più importanti sono IgM e IgG che, se entrambi negativi, suggeriscono che non ci sia mai stato un incontro con il virus o che la vaccinazione non abbia sortito risposta. Più complicato è invece interpretare la presenza di uno dei due o di entrambi.
L’immunità conseguente alla presenza di anticorpi neutralizzanti viene spesso indicata come “immunità sterilizzante”, a sottolinearne la capacità di eliminazione prima che si verifichi l’infezione.
IgM e IgG negative: non c’è stata infezione o vaccinazione, oppure l’esposizione al virus o al vaccino è ancora troppo recente per aver già prodotto una risposta rilevabile.
La durata in circolo degli anticorpi non è ad oggi nota, ma più che la mera presenza nel sangue quello che conta è la durata della protezione: i CDC americani stimano che, sulla base di ciò che sappiamo in questo momento, il rischio di reinfezione è basso almeno per i primi 6 mesi a seguito di un’infezione naturale, mentre nel caso del vaccino si ipotizza una durata simile, ma con numerose variabili a modificare il rischio, tra cui tipologia di vaccino, numero di dosi, varianti in circolo nella popolazione e caratteristiche individuali.
Che cos’è il test sierologico per SARS-CoV-2? Il test sierologico evidenzia la presenza di anticorpi contro il virus e indica l’eventuale avvenuta esposizione a SARS-CoV-2. Un valore anticorpale dubbio o positivo (IgG >12 AU/ml) indica che è la persona è stata esposta al virus SARS-CoV-2 in un periodo antecedente al test e non esclude che al momento del prelievo sia contagiosa.
Le IgG anti-S1 trimeriche (anticorpi contro la proteina trimerica Spike) possono meglio impedire l’interazione tra il virus SARS-COV-2 e le nostre cellule al momento dell’infezione. Testare gli anticorpi contro la proteina trimerica permette di valutare in modo qualitativamente più significativo gli anticorpi che potrebbero inibire meglio l’interazione tra il virus e cellule. Si tratta di un’informazione aggiuntiva sulla risposta anticorpale a COVID-19, che oggi siamo in grado di dare grazie al contributo della Ricerca, ma che ancora non costituisce un “passaporto di immunità”.
L’esame, che richiede l’esecuzione di un prelievo di sangue venoso, comprende l’esecuzione di due test distinti per la ricerca di due tipi di anticorpi: IgG e IgM.
Il Test viene eseguito su un prelievo ematico e consente di misurare la concentrazione degli anticorpi IgM e IgG RBD anti-SARS-CoV-2 nel sangue. Con metodo semi-quantitativo chemiluminescente (CLIA), verrà rilevata la presenza di anticorpi IgM che reagiscono alle proteine S (spike) e N (nucleotidica) e IgG che reagiscono con la porzione RBD della proteina S1 (spike) del SARS-CoV-2 nel siero dei soggetti testati.
Gli anticorpi IgM sono prodotti nella fase iniziale dell’infezione e si ritrovano nel sangue a partire, in media, da 8 - 10 giorni dal primo contatto con il virus (“periodo finestra” in cui il test risulta negativo poiché l’organismo non ha ancora avuto il tempo necessario per produrre la risposta anticorpale; il tempo necessario è variabile da individuo a individuo) e tendono poi a scomparire nel giro di qualche settimana. La rilevazione degli anticorpi IgM permette di identificare gli individui che hanno potenzialmente un’infezione in corso.
Gli anticorpi IgG RBD sono prodotti più tardivamente e si ritrovano nel sangue a partire, in media, da un paio di settimane dopo la comparsa dei sintomi (ma possono comparire anche prima) e permangono poi per diverso tempo (non è ancora noto l’arco di tempo in cui tali anticorpi permangono in circolo). La rilevazione degli anticorpi IgG permette di identificare gli individui che hanno contratto l’infezione in passato, quindi potrebbero risultare protetti, o meno suscettibili, ad una reinfezione. Questi anticorpi sono in grado di legare e neutralizzare la porzione RBD della proteina S1 e di impedire, quindi, l’ingresso del Virus nella cellula bersaglio.
La negatività degli esiti di tali test non può escludere una possibile infezione in atto da COVID-19 (“periodo finestra”) e una potenziale contagiosità, dovuto al fatto che la risposta anticorpale ha una certa latenza rispetto alla avvenuta infezione ed alla successiva comparsa dei sintomi di malattia.
I test sierologici qualitativi rapidi consentono di scoprire se il paziente è entrato in contatto con il virus e il suo sistema immunitario ha pertanto prodotto anticorpi di risposta. Gli anticorpi coinvolti sono le immunoglobuline IgM (le prime a essere prodotte in caso di infezione) e IgG (succedono alle IgM quando il livello delle prime scende). Se nel campione di sangue vengono rilevate le IgG significa che l’infezione è avvenuta in passato.
Pertanto non può sostituire il test molecolare (il tampone) per verificare o meno la positività di un soggetto. Nel nostro Laboratorio eseguiamo il Test Sierologico Quantitativo Abbott di seconda generazione. Il test viene eseguito attraverso un prelievo di sangue venoso per valutare lo stato immunitario della persona attraverso la misurazione quantitativa degli anticorpi IgG diretti contro il dominio legante il recettore della PROTEINA SPIKE per il SARS-CoV-2.
Le IgG sono le immunoglobuline della memoria.
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