Analisi del sangue per miocardite: cosa sapere

La miocardite è un'infiammazione del tessuto muscolare del cuore (miocardio) e a differenza della maggior parte delle cardiopatie tende a colpire più spesso i giovani. In sostanza, il miocardio è la parte muscolare del cuore, situata tra l’endocardio (la membrana interna) e l’epicardio (la membrana esterna). È composto da cellule muscolari cardiache, chiamate miociti.

Queste si contraggono e si rilassano in modo coordinato per pompare il sangue in tutto il corpo. Le funzioni sono quelle dalla contrazione per far uscire sangue dal cuore, del rilassamento per farlo entrare e della generazione del ritmo cardiaco in quanto il miocardio contiene cellule specializzate.

Cause della miocardite

L’origine più frequente è un’infezione al miocardio, le cui cause sono identificabili con l’azione di alcuni virus. La miocardite infettiva è spesso legata a virus come Adenovirus, Citomegalovirus, Coxsackievirus, Herpes virus, HIV, Parvovirus, virus dell’epatite C. In questi casi i virus all’origine della miocardite agiscono sulle cellule miocardiche in modo diretto, ma anche indiretto: i danni cellulari sono infatti dovuti anche all’attivazione del sistema immunitario.

Talvolta, l’infezione del miocardio può essere di natura batterica o parassitaria. Alcuni tipi di funghi e perfino protozoi trasmessi da punture di insetto possono scatenare l’insorgere della patologia.

Le cause sono ancora poco chiare, ma si ipotizza che possa essere di natura autoimmune. Nelle malattie autoimmuni, il sistema immunitario attacca il cuore sano. Le malattie autoimmuni colpiscono il cuore e altri organi del corpo. Tra queste il lupus eritematoso sistemico (LES). Si tratta di una malattia autoimmune cronica che colpisce principalmente le donne in età fertile. È caratterizzata da un’infiammazione sistemica che può coinvolgere diversi organi e apparati del corpo, tra cui articolazioni e muscoli, pelle, rene, sistema nervoso centrale, cuore (nel caso di miocarditi e pericarditi), polmoni e sangue.

Tra le cause non infettive di pericardite, troviamo patologie autoimmuni e infiammatorie sistemiche (per esempio lupus eritematoso sistemico, artrite reumatoide, sclerodermia, sarcoidosi) e l’esposizione a farmaci e sostanze tossiche.

Tipi di miocardite

Esistono diversi tipi di miocarditi:

  • Miocardite virale: è la forma più comune di miocardite. È causata da virus, come il virus Coxsackie B. E’ uno dei gruppi di virus che fanno parte della famiglia degli Enterovirus, presenti nell’intestino dell’uomo.
  • Miocardite batterica: è causata da batteri, come lo Staphylococcus aureus. Spesso abbreviato in S. aureus o “stafilococco aureo”, è un batterio Gram-positivo a forma sferica che fa parte della normale flora batterica di naso, gola e cute di moltissime persone sane.
  • Miocardite da funghi: è rara ed è causata da funghi, come il Candida albicans. E’ un fungo presente in quantità molto piccole nel nostro corpo, principalmente nel cavo orale, nell’intestino e nella vagina. In condizioni normali, la Candida vive in equilibrio con i batteri “buoni” che popolano queste zone.
  • Miocardite da farmaci: è causata da alcuni farmaci, ma si tratta di un evento rarissimo.

La causa più comune delle miocarditi sono i virus. Meno comune i batteri e rara i funghi.

Sintomi della miocardite

In diversi casi, la miocardite risulta asintomatica: ciò implica il riconoscimento talvolta solo a distanza di anni dei danni al miocardio (come dilatazione e disfunzionalità cardiaca). Si tratta di una patologia da non sottovalutare, perché potrebbe provocare aritmie, la perdita di funzionalità cardiache e, nei casi di infiammazione più intensa, la morte improvvisa per insufficienza cardiaca. Come capire se si ha una miocardite? In alcuni casi la miocardite presenta sintomi simili a quelli di un infarto. Le manifestazioni della miocardite possono essere molto diverse. Il sintomo più frequente è il dolore toracico, simile a quello dell’infarto. Altri sintomi frequenti sono: mancanza di respiro, febbre, svenimenti e perdita di coscienza.

I sintomi della miocardite sono molto variabili per tipologia e livello di gravità, e poco specifiche. Nelle forme più lievi, frequentemente associate e ancora più spesso conseguenti a un’infezione virale, vi può essere soltanto un po’ di febbre e di stanchezza. Per contro le forme più gravi si caratterizzano per lo sviluppo in poche ore o pochi giorni di un quadro di scompenso cardiaco, con mancanza di fiato, pressione bassa, inappetenza - che può evolvere fino allo shock con ricovero in terapia intensiva e, in qualche caso, l’impianto di sistemi temporanei di supporto al circolo. Anche le aritmie (tachicardia o blocco cardiaco e anche arresto cardiaco, che può essere la prima manifestazione della miocardite) rientrano tra i sintomi della malattia.

Non solo cronica: può svilupparsi anche una forma di miocardite acuta, con diverse modalità di manifestazione. Questa particolare e rara tipologia rappresenta una gravissima infiammazione del miocardio, con conseguenze serie: disfunzione sistolica ventricolare, shock cardiogeno (che comporta l’inabilità del cuore a pompare il sangue necessario) e scompenso multiorgano. Tutto questo può tradursi nel 10% circa dei pazienti con miocardite in un’insufficienza cardiaca acuta.

Diagnosi della miocardite

Diversi sono gli esami da effettuare quando c’è il sospetto di miocarditi. E' importante avviare tempestivamente un percorso diagnostico-terapeutico corretto.

  • anamnesi ed esame obiettivo - il medico può raccogliere informazioni sulla storia medica del paziente, sui sintomi e sui fattori di rischio.
  • marker cardiaci - i marcatori cardiaci come la troponina e la CK-MB sono spesso utilizzati per valutare eventuali danni al miocardio.
  • proteina C reattiva (PCR) - la PCR è una proteina prodotta dal fegato in risposta a un’infiammazione.
  • test per virus specifici - possono essere eseguiti per identificare la causa dell’infiammazione.
  • biopsia endomiocardica, consiste in un piccolo prelievo di tessuto muscolare cardiaco.

La diagnosi di miocardite certa si può ottenere solo con la biopsia miocardica, ma questo esame viene raramente eseguito, perchè richiede una manovra invasiva che comporta qualche rischio, e inoltre sono pochi gli ospedali dove c’è un’ampia esperienza nella sua esecuzione e interpretazione.

A cosa serve l’esame della troponina?

La troponina è una proteina che nel nostro organismo è presente nei muscoli scheletrici e in quello cardiaco. La contrazione muscolare è possibile nel momento in cui aumentano i livelli di calcio e grazie al legame di quest’ultimo con la troponina C.

Essendo un test ad alta specificità per l’infarto del miocardio, le analisi della troponina è il primo esame che viene effettuato in pronto soccorso ad un paziente con sospetto di infarto. Il dolore toracico, tuttavia, pur essendo uno dei sintomi di infarto più comuni, non è sempre presente.

In pazienti sani, senza particolari patologie, i livelli di troponina nel sangue dovrebbero essere così bassi da non poter essere misurati. Livelli ematici alti di troponina sono, generalmente, il principale indicatore di un danno a carico del miocardio. L’incremento dei livelli di troponina avviene nelle prime tre o quattro ore di distanza dal danno. L’infiammazione del miocardio o miocardite è una delle condizioni patologiche che possono determinare un aumento dei livelli di troponina come abbiamo visto. Il danno della funzione cardiaca può portare allo scompenso cardiaco (situazione determinata dall’incapacità del cuore di pompare adeguatamente il sangue nella circolazione).

Trattamento della miocardite

Le miocarditi possono essere curate sia attraverso terapia farmacologica che attraverso l’intervento chirurgico. Quest’ultimo è riservato ai casi più gravi. I farmaci sono indispensabili per ridurre l’infiammazione e migliorare la funzionalità cardiaca. E’ importantissimo il riposo che permette al cuore di guarire. Il tempo di recupero varia a seconda della gravità della miocardite.

È generalmente necessario il ricovero ospedaliero per il monitoraggio iniziale e la somministrazione della terapia. Nella maggior parte dei casi, la terapia è quella farmacologica standard dell’insufficienza cardiaca.

Trattamento delle cause sottostanti: se la miocardite è causata da un’infezione virale o batterica, il medico può prescrivere farmaci specifici per combattere l’infezione.

La maggior parte delle volte non è richiesta una terapia specifica per la miocardite. E, data la grande varietà di cause e di manifestazioni, la terapia appropriata deve essere decisa caso per caso. E' importante considerare per le cure della miocardite che se l'infiammazione è di natura tossica (ad es. alcuni farmaci psichiatrici possono determinarla), occorre innanzitutto interrompere l’assunzione della sostanza che l’ha causata. Se si associa ad autoimmunità, potranno essere considerati i cortisonici, altri immunosoppressori o farmaci ad azione biologica. L'eventuale presenza di insufficienza cardiaca deve essere prontamente riconosciuta e trattata.

Il paziente dopo la fase acuta dovrà seguire dei controlli periodici per verificare la normalizzazione della funzione ventricolare sinistra.

La miocardite può presentarsi in modo molto variabile e, allo stesso modo, può avere evoluzioni molto diverse fra loro: è possibile una guarigione completa o, a volte, può compromettere la funzionalità cardiaca. La maggior parte delle miocarditi ha una evoluzione benigna. La miocardite può decorrere quasi inosservata, frequentemente guarisce senza esiti, ma qualche volta può presentarsi in forma molto grave e mettere in pericolo la vita.

Inoltre, la maggior parte delle persone guarisce completamente, anche se alcune persone possonoavere danni cardiaci permanenti.

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