Analisi del Sangue: Significato e Importanza nella Diagnosi Allergologica

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L'Importanza della Diagnosi Allergologica

Si stima che quasi il 20% della popolazione mondiale - sia adulta che in età infantile - soffra di una o più forme allergiche. Si tratta, quindi, di una condizione cronica molto diffusa che procura sintomi più o meno fastidiosi e che, nei casi estremi, può condurre alla morte per shock anafilattico.

Le allergie di qualunque tipo - alimentari, respiratorie, da contatto ecc. - non vanno mai prese sotto gamba. Al contrario, prima si giunge alla diagnosi, prima si possono prendere misure precauzionali per evitare di entrare in contatto con le sostanze allergizzanti e prevenire conseguenze drammatiche.

Con le allergie si convive anche per una vita intera, specialmente se insorgono nella prima infanzia. Giungere tempestivamente e con certezza alla diagnosi, rappresenta il primo e più importante step nel trattamento delle diverse forme allergiche, ma come ci si arriva?

Le opzioni sono diverse, tuttavia vertono su due tipologie principali di esami: i test cutanei, e i test del sangue (ematochimici).

A proposito di metodi diagnostici, esiste un po’ di confusione al riguardo. Questo perché il metodo “d’elezione” non è un test del sangue, ma un test di tipo dermatologico: il prick test.

Prima dell’ISAC test, c’era (e c’è) il prick test.

Allergie e Intolleranze: Qual è la Differenza?

Le intolleranze alimentari sono per lo più determinate dalla mancanza totale o parziale di specifici enzimi deputati al metabolismo delle sostanze per le quali si sviluppa l’intolleranza. Un esempio per tutti: l’intolleranza al lattosio, provocata dalla incapacità del corpo di produrre l’enzima lattasi, che serve alla digestione di questo specifico zucchero contenuto nel latte e nei suoi derivati.

Le allergie alimentari, proprio come tutte le altre allergie che abbiamo elencato, invece, vedono sempre un coinvolgimento del sistema immunitario.

Chiarito questo, si comprende come diventi importante, al fine di giungere ad una diagnosi certa e univoca, attenersi alle linee guida allergologiche e affidarsi ai test che sono considerati attendibili.

Test Cutanei: Il Prick Test

Si tratta di test cutanei che servono per individuare la causa di un’allergia di tipo respiratorio da sostanze inalate (non solo pollini, ma anche peli di animali o acari della polvere) o alimentare, e hanno un’elevata attendibilità. In questo caso si utilizzano estratti di allergeni (ne bastano minime quantità), che vengono conservate in appositi contenitori, e a cui il soggetto con sospetta allergia viene esposto in questo modo:

  1. Dopo aver disinfettato la cute dell’avambraccio, la si “graffia” leggermente con un ago apposito, e si instilla una goccia di allergene.
  2. Basta attendere qualche minuto per osservare la reazione. Se l’area a contatto con la sostanza allergizzante inizia a gonfiarsi, arrossarsi, se compaiono pomfi o se prude, allora l’allergia a quello specifico allergene viene confermata.

In genere, quando arriva un paziente con sintomi allergici, per avere subito una risposta sulla causa scatenante, lo si sottopone a più prick test contemporaneamente.

Soggetti con possibili reazioni allergiche gravi (fino allo shock anafilattico) ad allergeni quali veleno di insetti o principi attivi farmacologici (es. penicilline), o alimenti (es.

Test del Sangue: ISAC Test e ALEX Test

Come abbiamo visto, l’ISAC test intercetta nel sangue - o meglio, nel siero, la parte liquida del sangue - le immunoglobuline IgE contro 112 possibili allergeni. Prima di capire come questa tecnica funziona, consideriamo che quando il nostro corpo viene esposto ad un allergene, quindi entra in contatto con le sostanze proteiche in esso contenute, il sistema immunitario produce gli anticorpi specifici in grandi quantità, nel processo di sensibilizzazione.

Cosa significa? Sempre, quindi, ogni qualvolta il soggetto allergico entrerà in contatto con la sostanza allergizzante, patirà gli stessi sintomi infiammatori, che, però, differiscono da persona a persona.

Per questa ragione il test è in grado di individuare - da circa una cinquantina di allergeni totali - 112 immunoglobuline IgE contro altrettante proteine allergizzanti. Come?

Questi quattro possibili “responsi” ci dicono se, e quanto, il soggetto sia allergico all’allergene considerato.

Gli allergeni vengono raggruppati in base alle caratteristiche delle loro componenti proteiche, il che consente di differenziare nel sangue del paziente la sensibilizzazione “primaria” (ovvero l’allergia principale), dalla cross-reattività e dalla sensibilizzazione a sostanze non prettamente allergizzanti.

La cross-reattività è una reazione allergica che si scatena quando le proteine presenti in un allergene noto vengono riconosciute in altre sostanze (es. in alcuni cibi). Un esempio può essere l’allergia al polline delle betulle.

Chi ne soffre può incorrere negli stessi sintomi infiammatori mangiando… una mela, ma anche un sedano, o una carota. Ecco perché è così utile riconoscere nel sangue di un paziente allergico tutte le possibili sensibilità alle diverse fonti proteiche allergizzanti.

In questo modo si possono facilmente diagnosticare anche le allergie incrociate.

Nell’ISAC test ogni allergene viene analizzato in triplice copia e utilizzato per intercettare gli anticorpi specifici di: cibi, piante (pollini), insetti, muffe e materiali sintetici (quali il lattice).

In questo modo si ottiene una analisi personalizzata ad ampio spettro del paziente, con una diagnosi approfondita di tutte le sensibilizzazioni presenti in contemporanea, maggiori e minori.

L’analisi è basata sul dosaggio proteomico delle IgE specifiche, ovvero sui legami che si generano tra gli anticorpi e la proteina di riferimento, fissata su un chip (protein-chip o micrarray) in triplice copia, ciascuna in un sito di reazione diverso (ovvero in supporto solido in vetro), e rilevata da un software apposito. Previene l’errore nella somministrazione del corretto vaccino (es.

L’ISAC test è un semplice test sierologico, che pertanto si esegue prelevando dal paziente 20 ml di sangue.

Il siero è la componente liquida del sangue, quella non “colorata” (perché priva di globuli rossi), in cui troviamo gli anticorpi anti allergeni.

Come altri test del sangue, anche l’ISAC test andrebbe comunque eseguito a digiuno di almeno otto ore (durante le quali si può bere tranquillamente), per una migliore attendibilità della risposta.

Il test è ripetibile.

Una volta ritirato il referto dell’ISAC test è necessario sottoporlo all’interpretazione di uno/a specialista allergologo, che stabilirà il tipo di terapia più opportuna a seconda del proprio profilo di sensibilizzazione. Quali sono i trattamenti possibili?

Dipende dalla sintomatologia e dalla tipologia delle allergie. Diciamo che è la misura migliore, ma non sempre è praticabile. Lo è se parliamo, ad esempio, di allergie alimentari primarie, ai peli di animali o agli acari della polvere (in parte, per lo meno nei propri ambienti domestici), ai farmaci.

Diventa molto più difficile evitare di esporsi completamente ai pollini delle piante, che in certe stagioni sono dovunque e dovunque si “infilano” e in tutti i casi di cross-reattività se non si può evitare del tutto la causa primaria.

Sono disponibili per l’immunizzazione dei soggetti affetti da allergie respiratorie da agenti inalanti, ovvero pollini, acari, muffe, peli di animali, e dal veleno di alcuni insetti. Non esiste, invece, una vaccinazione che protegga delle allergie alimentari.

Questo tipo di vaccinazione usa allergeni purificati che vengono somministrati tramite iniezione sottocutanea, oppure per via orale (poche gocce sotto la lingua). La terapia non è breve: le iniezioni devono essere praticate con cadenza settimanale inizialmente, e mensile in seguito, le gocce si assumono ogni giorno.

A seconda del tipo di allergia, poi, l’immunizzazione va effettuata sempre nell’arco dell’anno, per almeno tre anni di seguito. Antistaminici e cortisonici si possono assumere all’occorrenza per “spegnere” i sintomi infiammatori quando compaiono, rigorosamente dietro prescrizione medica.

Kit d’emergenza per l’anafilassi. Questo tipo di dotazione prescritta dal proprio medico deve sempre essere disponibile per i soggetti allergici a rischio di shock anafilattico (ad esempio a seguito di puntura di insetto), soprattutto negli spostamenti.

Il kit contiene una siringa autoiniettante di adrenalina che impedisce alla reazione allergica di “scoppiare” e diventare eventualmente sistemica, nonché naturalmente farmaci cortisonici e antistaminici per ridurre i sintomi infiammatori.

Quando vi sia il sospetto che un paziente sia allergico, vi sono due procedure mediche possibili per giungere ad una diagnosi e identificare l’agente allergizzante: i test cutanei (la metodologia più usata), e i test del sangue.

Nel primo caso, si induce una reazione di tipo dermatologico instillando un minimo quantitativo di allergene purificato su una porzione di cute precedentemente “graffiata” con un apposito strumento. Se l’area si arrossa e si gonfia, significa che il soggetto è allergico alla sostanza che gli è stata instillata.

I prick test sono rapidi e accurati, ma non quanto alcuni test del sangue, che sebbene meno immediati, possono fornire un responso più approfondito.

Questo tipo di analisi ematiche si basano sulla ricerca, nel siero del sangue, di specifici anticorpi prodotti dal sistema immunitario contro uno o più allergeni (sostanze esterne percepite come nocive).

Dipende dal tipo di allergia, ma in generale i sintomi possono essere di tre tipi: respiratori, cutanei, gastrointestinali.

Test del Sangue: Rilevazione delle Immunoglobuline IgE

I test del sangue per la diagnosi delle allergie in generale sono esami di laboratorio che vanno a ricercare nella parte sierosa del sangue stesso gli anticorpi specifici - detti immunoglobuline IgE - contro molti possibili allergeni (sostanza proteiche che vengono percepite come nocive dal sistema immunitario).

L’ISAC test, è, al momento, il più accurato, perché è in grado di scoprire gli anticorpi di ben 112 allergeni, e pertanto è considerato altamente attendibile per le principali allergie e le polisensibilità.

Al momento l’ISAC test non è mutuabile, non è previsto un ticket, e pertanto il suo costo è interamente a carico del paziente.

Questo tipo di test di laboratorio va a contare le immunoglobuline (IgE) specifiche contro uno o più allergeni. Se sono presenti in gran numero, significa che il sistema immunitario ha generato molti anticorpi contro quella sostanza (allergene), percepita come pericolosa, e ogni volta che il soggetto ne viene in contatto, manifesta sintomi infiammatori caratteristici.

L’ISAC test può rilevare fino a 112 immunoglobuline specifiche, il che lo rende attendibile anche nei casi di polisensibilità e di cross-reattività, ovvero quelle condizioni in cui il paziente manifesta reazioni allergiche anche nei riguardi di proteine simili a quelle che scatenano la reazione primaria.

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