I reni sono organi escretori fondamentali, parte delle vie urinarie superiori, con la funzione primaria di depurare il sangue dalle sostanze di scarto. Inoltre, bilanciano la quantità totale di fluidi nel corpo e mantengono stabile la concentrazione degli elettroliti, sali minerali che promuovono la conduzione degli impulsi elettrici dal sistema nervoso ai muscoli, cuore incluso.
La funzionalità renale, anche quando ridotta, non sempre manifesta sintomi evidenti, e spesso ci si accorge del problema solo quando la situazione è già compromessa. Per fortuna, è possibile monitorare la salute dei reni attraverso specifiche analisi del sangue, rilevando eventuali deficit iniziali e intervenendo tempestivamente.
Anatomia e Funzione dei Reni
I reni sono organi escretori strutturati come spugne, grandi come un pugno chiuso. Queste "spugne" filtrano il sangue, separando le scorie e i liquidi in eccesso per formare l'urina. L'urina passa poi agli ureteri, tubicini che collegano i reni alla vescica, dove viene raccolta prima di essere espulsa attraverso l'uretra. Questo sistema, tanto perfetto quanto delicato, è suscettibile a diverse alterazioni, malattie, infezioni e disturbi.
Importanza delle Analisi del Sangue per la Funzionalità Renale
Effettuare le analisi del sangue per la funzionalità renale è cruciale anche in assenza di sintomi specifici. Potrebbero rilevare un lieve deficit iniziale e permetterci di porvi rimedio con tempismo. Questi disturbi ci parlano di una insufficienza renale conclamata da monitorare costantemente, ma come abbiamo visto, prima di arrivare ad uno stato di siffatta sofferenza reale, occorre che entrambi i reni vadano in default, e dal momento che per fortuna questi organi sono due, a volte è sufficiente che uno funzioni abbastanza bene per non accorgerci di nulla.
Creatinina: Un Indicatore Chiave
La creatinina è una sostanza prodotta dalla fosfocreatina, che fornisce energia ai tessuti muscolari. La sua concentrazione nel sangue fornisce informazioni utili sullo stato di salute dei reni. Tale sostanza è in parte prodotta dal nostro stesso organismo, e in parte desunta dall’alimentazione, in particolare dai cibi proteici come la carne.
La concentrazione di creatinina nel sangue può variare, inoltre ogni laboratorio di analisi ha parametri propri di riferimento. Per alcuni, ad esempio, i valori normali si situano tra 0,6 e 1,2 mg/dl di sangue. Livelli superiori a questi possono rivelare una funzionalità renale deficitaria.
Fattori che Influenzano i Livelli di Creatinina
La disidratazione senza dubbio fa aumentare i livelli di creatinina nel sangue e di conseguenza fa decrescere la velocità di filtrazione glomerulare (GFR). Inoltre, sebbene la produzione di questa sostanza sia più o meno sempre costante, può risultare superiore alla media negli atleti e in chi pratica attività fisica intensiva. Per tale ragione prima di sottoporsi all’esame sarebbe opportuno astenersi dalle pratiche sportive nelle otto ore che precedono il prelievo. Al contrario, quando siamo perfettamente idratati e i nostri livelli di fluidi corporei sono bilanciati, la creatinina si diluisce.
Se la creatininemia è superiore alla media, però, e noi non siamo né disidratati, né reduci da un allenamento intenso, il significato di tale anomalia non va sottovalutato. Assunzione di farmaci tossici per i reni, tra cui antinfiammatori FANS (es. Una creatininemia inferiore alla media, invece, può segnalare stati di indebolimento e di malnutrizione.
Clearance della Creatinina e Velocità di Filtrazione Glomerulare (GFR)
La rilevazione della creatinina nel sangue va però associata ad un altro test, stavolta delle urine, definito clearance della creatinina. Abbiamo fatto riferimento ai glomeruli come parte dei nefroni, e nello specifico minuscole strutture presenti all’interno dei nostri reni e aventi lo scopo di filtrare il sangue depurandolo dai liquidi in eccesso e dalle scorie. Questo test si basa sul fatto che la creatinina riversata nel plasma sanguigno raddoppia quando la velocità di filtrazione glomerulare si dimezza.
Un test utile per capire se i reni sono in salute e funzionano correttamente è la GFR (velocità di filtrazione glomerulare). Sebbene si tratti di un valore che varia moltissimo da persona a persona, in generale la velocità di filtrazione glomerulare (GFR) considerata nella norma per un individuo adulto è di 90 (o più) ml/minuto (considerando una superficie corporea standard i 1,73 mq). Se la GFR si situa in un range compreso tra 60 e 98 può essere considerata normale per alcune persone, in particolare per gli over 60. Detto questo, per avere un quadro più chiaro della situazione renale relativamente a questo parametro, la misurazione della GFR dovrebbe essere ripetuta nel tempo.
Ergo, per effettuare questa misurazione di devono considerare dei parametri standard che ci consentono una valutazione in stima. Per farci un’idea, dal momento che la GFR varia moltissimo da persona a persona, e nella stessa persona a seconda delle fasi della vita o dello stato di salute generale, si sono “tarati” i valori di riferimento su un ipotetico paziente/target che ha queste caratteristiche: adulto (uomo e donna non in gravidanza), la cui superficie corporea (BSA) misuri circa 1,73 mq. Chi rientra in tali caratteristiche, o ci rientra più o meno, può valutare con considerevole attendibilità i risultati della sua velocità di filtrazione glomerulare.
Abbiamo visto dalla tabella che il danno renale viene identificato da una cifra: si va dalla condizione 1 di salute, alla 5 di insufficienza conclamata. Anche in questo caso, però, dobbiamo incrociare il dato con altri rilevatori della salute dei nostri organi escretori principali, alcuni dei quali emergono dall’analisi delle urine e in particolare dal test della clearance della creatinina. Cause di bassi valori di GFR possono essere malattie renali ma anche difetti cardiaci e disidratazione.
La velocità di filtrazione glomerulare si può rilevare facilmente con un algoritmo, il più affidabile è CKD-EPI. Rappresenta un valore affidabile di funzionalità renale per la maggior parte della popolazione. Il filtrato glomerulare si determina con maggiore precisione sulle urine delle 24 h ricavandolo dal rapporto creatinina urinaria, volume urinario/creatinina plasmatica e tempo.
Per insufficienza renale terminale si intende un rene che ha esaurito completamente la sua funzionalità e la sua capacità di filtrare e depurare il sangue.
Elettroliti: Sodio, Potassio, Bicarbonato e Cloro
Gli elettroliti vengono misurati nel sangue per osservare se esiste uno scompenso dei liquidi e dell’acqua nell’organismo. Prima del prelievo è importante segnalare se si sta seguendo qualche tipo di terapia in quanto alcuni farmaci possono alterarne i valori.
- Sodio: 135-145 mEq/L
- Potassio: 3,6-5,3 mEq/L
- Bicarbonato: 22-30 mEq/L
- Cloro: 96-106 mEq/L
In generale uno squilibrio elettrolitico segnala un’anomalia nella concentrazione di fluidi corporei e può essere spia di condizioni patologiche diverse e di diverso grado di gravità. Ad esempio, anche diete sbagliate, disidratazione o eccessiva attività fisica, così come l’assunzione di certi farmaci possono contribuire ad alterare questi valori. Gli elettroliti sono un dato importante per valutare lo stato di idratazione/disidratazione di una persona e hanno un ruolo importante sulla funzionalità della pompa cardiaca.
Sodio
- Se aumenta potrebbe significare che reni o fegato non funzionano adeguatamente. Questa alterazione deve essere tenuta sotto controllo perché potrebbe portare a uno scompenso a carico del cuore;
- Se diminuisce potrebbe trattarsi di una insufficienza renale o respiratoria, ma anche disidratazione dell’organismo (vomito e diarrea persistenti, eccessiva sudorazione).
Potassio
- Se aumenta le cause possono essere varie (disturbi renali, farmaci che influiscono sul funzionamento dei reni, consumo eccessivo di integratori di K+). Si verifica anche quando le cellule ricercano una grande quantità di potassio, per esempio in caso di danni;
- Se diminuisce di solito è dovuta a vomito e diarrea, oppure per uso di diuretici o come conseguenza di ustioni. L’anomalia potrebbe anche essere il segnale di una malattia come il diabete scompensato o l’ipertiroidismo.
Uricemia
L’uricemia è un test ematico che misura la quantità di acido urico presente nel nostro plasma. Ma un’uricemia sopra i livelli standard è anche segnale che qualcosa, a livello renale, non funziona come dovrebbe. Il test ematico dell’uricemia si esegue a digiuno di almeno 10 ore, durante le quali è consentito solo bere un po’ d’acqua. Inoltre nella mezzora che precede il prelievo è consigliato stazionare in posizione eretta.
Azotemia
L’azotemia è un altro test ematico importante per la valutazione della funzionalità renale. In questo caso si misura la concentrazione di urea - azoto non proteico - nel sangue. Tutto parte dal fegato, nel quale si attua un processo metabolico di scissione delle proteine in sostanze più semplici. Ciò che resta è l’ammoniaca, sostanza tossica fatta di azoto, elemento chimico semplice che si lega con altri elementi quali carbonio, idrogeno e ossigeno e forma l’urea, la sostanza “terminale” dell’intero processo, che è innocua per l’organismo.
Come anticipato, livelli di azoto non proteico, ovvero di urea eccedenti rispetto ai valori che abbiamo indicato, sono spia di insufficienza renale acuta o cronica, mentre livelli troppo bassi possono segnalare disturbi epatici.
L’azotemia è invece il valore che misura la quantità di urea nel sangue; l’azoto, che proviene dallo smaltimento delle proteine, viene riversato nel sangue sotto forma di urea (sostanza di scarto) grazie al fegato.
AZOTEMIA L’esame misura la concentrazione di azoto non proteico nel sangue, ossia la concentrazione di urea. L’azotemia indica con precisione la funzionalità dei reni. La maggior parte delle malattie dei reni o del fegato possono alterare i livelli di urea nel sangue.
Se aumenta L’azotemia aumenta se il fegato produce più urea o se i reni ne filtrano meno. Valori superiori a quelli normali possono essere causati da malattie renali acute o croniche, da qualsiasi causa di ostruzione delle vie urinarie (calcoli), o da un ridotto flusso di sangue ai reni dovuto per esempio a scompenso cardiaco, shock, ustioni, traumi, emorragie. Anche altre condizioni possono far aumentare l’azotemia: una dieta ricca di proteine, il digiuno, alcune malattie infettive gravi (leptospirosi, tubercolosi renale, pielonefrite), la cirrosi, la gotta, le emorragie intestinali.
Se diminuisce Valori inferiori a quelli normali non sono molto comuni; possono essere causati da alcune malattie del fegato (epatiti), da un eccesso di idratazione, da una dieta povera di proteine o da malnutrizione. L’azotemia non è comunque utilizzata per diagnosticare o seguire queste condizioni.
Albumina
L’albumina è una proteina prodotta dal fegato e rappresenta il 60% circa di tutte le molecole proteiche circolanti nel siero del sangue (plasma). Una albuminuria, ovvero valori di albumina inferiori a questi, soprattutto quando marcatamente inferiori, sono spesso spia di malattie ai reni.
Consideriamo che uno dei compiti di questi organi è quello di conservare l’albumina presente nel plasma in modo che non si “confonda” con il resto delle scorie che devono essere eliminate in grandi quantità nelle urine. Infatti quando la funzionalità renale è ottimale, l’albumina permane in alte concentrazioni nel plasma sanguigno, mentre nelle urine non ve n’è praticamente traccia.
Tra le cause patologiche dell’albuminuria ci sono spesso malattia croniche come il diabete, che a lungo andare danneggia proprio i reni compromettendone la funzionalità. Altra condizione associata a bassi livelli di albumina è la sindrome nefrosica, caratterizzata appunto da una grande perdita di proteine attraverso le urine, che può colpire sia adulti che bambini e che può essere primaria oppure essere secondaria a malattie quali il già citato diabete mellito, il lupus eritematoso sistemico e la vasculite (malattie autoimmuni sistemiche), le epatiti, la cirrosi, i tumori, nonché l’assunzione di farmaci nefrotossici.
I livelli di albumina nel sangue possono ridursi, lievemente o in modo più importante, quando si inceppi qualcosa nel processo di produzione di questa proteina a livello epatico.
Emocromo Completo
Questa tipologia di analisi del sangue è assai frequente: attraverso l’emocromo completo con formula, noto anche come esame emocromocitometrico completo, è infatti possibile monitorare e controllare con attenzione lo stato di salute del paziente. L’esame dell’emocromo può essere prescritto quando il paziente si sente particolarmente stanco oppure se manifesta segni di infezioni, infiammazioni o lesioni.
Per distinguere un emocromo con valori normali è bene sapere che i parametri cambiano a seconda del genere sessuale, dell’età, dello stile di vita, del patrimonio genetico. Nel caso particolare dell’analisi dei globuli rossi (eritrociti), responsabili grazie all’emoglobina del trasporto di ossigeno e anidride carbonica, spesso nel linguaggio comune si confondono ematocrito ed emocromo.
Emocromo basso, che può essere causata da una riduzione dei globuli rossi collegata a patologie renali, leucemie o anemie da carenza di ferro, vitamina B12 o acido folico. La lettura dei parametri fatta per gli eritrociti vale anche per i valori relativi all’emoglobina, che, se troppo alti, possono essere connessi a patologie del sangue, ma anche alla ridotta quantità di ossigeno inspirato: ciò può accadere ai fumatori o semplicemente quando ci si trova ad alta quota.
Sempre indicativo dello sviluppo di anemia può essere il parametro RDW: se è più alto del normale, significa che sono presenti nel sangue globuli rossi molto più grandi e molto più piccoli dello standard. Per quanto riguarda invece i leucociti, che si attivano per contrastare le minacce all’organismo, è possibile associare un loro aumento a un’infezione o ad altro tipo di patologia: una valutazione che si può portare avanti con una certa precisione, poiché durante l’analisi emerge la specifica tipologia di globulo bianco.
Altri Esami e Considerazioni
- È utile anche calcolare il residuo vescicale post-minzionale attraverso un’ecografia che viene effettuata prima e dopo la minzione.
- È importante, in simili circostanze, svolgere inoltre un’ecografia dell’apparato urinario.
- Un’alterazione dei valori di creatinina nel sangue o nelle urine può riflettere condizioni fisiologiche transitorie, ma può anche segnalare la presenza di alcune patologie o disfunzioni.
- Nella medicina di laboratorio, si distinguono le seguenti misurazioni della creatinina:
- S-Creatinina (o P-Creatinina), la concentrazione nel siero o nel plasma del sangue;
- U-Creatinina, la quantità presente nelle urine, valutata in un arco temporale di 24 ore.
Tabella: Valori di Riferimento della Creatinina nel Sangue
| Gruppo | Valori Normali (mg/dL) |
|---|---|
| Uomini adulti | 0,7 - 1,2 |
| Donne adulte | 0,5 - 1,0 |
| Bambini | da 0,4 a 1,0 (variabile con l’età) |
| Donne in gravidanza | da 0,4 a 0,7 - 0,9 (a seconda del trimestre) |
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