Anemia: Esami del Sangue per la Diagnosi e la Classificazione

Gli esami per l'anemia hanno lo scopo di verificare la quantità di riserve di ferro nel sangue e, al tempo stesso, controllare i livelli di vitamina B12 e di acido folico. Si tratta di un check-up a cui è utile ricorrere, tra l’altro, quando il paziente accusa sintomi come difficoltà di concentrazione, sensazione di generale malessere, pallore e debolezza. A seconda dei casi può essere asintomatica oppure essere correlata alla manifestazione di sintomi anche gravi.

La riduzione di emoglobina e di globuli rossi causa una diminuzione della capacità del sangue di portare l’ossigeno ai vari organi del corpo umano. Fra i più frequenti ci sono la cefalea, le difficoltà di respirazione e l’affaticamento. Quando si tratta di persone sintomatiche, invece, i test diagnostici vengono effettuati per riscontrare la riduzione della quantità di globuli rossi.

Nella maggior parte dei casi l’anemia ha a che fare con un calo della produzione di globuli rossi, con una perdita eccessiva di sangue o con un incremento della distruzione dei globuli rossi. A volte lo stato anemico si può concretizzare per effetto di una perdita di sangue non identificata, per esempio a livello del tratto gastrico e intestinale. Grazie ad approfondite analisi del sangue è possibile capire qual è la tipologia di anemia in questione.

L’affaticamento costante, la mancanza di energia e la debolezza generale possono essere segni di una condizione di anemia, la cui causa più comune è la carenza di ferro.

Anemia: Cos'è e Classificazioni

Per definire meglio cos’è l’anemia, facciamo un passo indietro spiegando cos’è l’eritropoiesi, ossia la produzione di globuli rossi che avviene principalmente nel midollo osseo. Durante questo processo, le cellule staminali si moltiplicano e maturano nei globuli rossi, detti anche eritrociti, attraverso vari stadi di differenziamento. Normalmente i globuli rossi maturi sono ricchi di emoglobina, la proteina che lega e trasporta l’ossigeno dai polmoni ai tessuti dell’organismo.

L’anemia, quindi, è una condizione in cui il numero di globuli rossi e i livelli di emoglobina nel sangue risultano inferiori ai valori normali. Non è una malattia in sé, bensì un segno clinico che deriva da un altro disturbo sottostante, da identificare e trattare adeguatamente.

L’origine dell’anemia può essere ricondotta a tre meccanismi fondamentali:

  • Eccessive perdite di sangue: possono verificarsi improvvisamente in caso di traumi, incidenti o interventi chirurgici, oppure possono essere croniche nel tempo.
  • Inadeguata produzione di globuli rossi (eritropoiesi insufficiente).
  • Aumentata distruzione di globuli rossi (emolisi eccessiva): le anemie emolitiche sono più rare, generalmente dovute all’eliminazione prematura (e all’eventuale deformazione) dei globuli rossi, che normalmente hanno un ciclo vitale di 120 giorni.

Le anemie carenziali si classificano in base alle dimensioni dei globuli rossi circolanti, in microcitiche (globuli rossi piccoli), normocitiche (dimensioni normali) o macrocitiche (grandi). L’anemia da carenza di ferro, o sideropenica (ma anche iposideremica, ferrocarenziale o ferropenica), fa parte delle anemie carenziali microcitiche, e rappresenta la forma più comune con oltre 2 miliardi di casi al mondo, secondo l’OMS.

Questa si sviluppa quando le scorte di ferro, elemento necessario per produrre i globuli rossi, sono ridotte o assenti nell’organismo. Infatti, il ferro è un elemento essenziale per la produzione dell’emoglobina, e viene veicolato in due forme principali: una quota circolante metabolicamente attiva, legata alla proteina transferrina (detta anche sideremia), e una quota immagazzinata principalmente come ferritina nelle riserve corporee del fegato, della milza e del midollo osseo. I livelli di ferritina circolante sono un buon marcatore indiretto per valutare le scorte di ferro a disposizione dell’organismo.

Differenze tra Anemia e Carenza di Ferro

Pertanto, l’anemia sideropenica si verifica quando le riserve di ferritina si esauriscono completamente, a causa di un’eccessiva e prolungata richiesta di ferro rispetto all’apporto totale. In questa situazione, il midollo osseo non è più in grado di produrre un numero sufficiente di globuli rossi maturi e gli eritrociti risultano di dimensioni molto ridotte.

La carenza di ferro, in realtà, rappresenta uno stadio precedente all’insorgenza dell’anemia sideropenica: nelle fasi iniziali l’organismo mette in atto dei meccanismi compensatori, come l’aumento dell’assorbimento intestinale di ferro. Solo quando anche questa riserva funzionale di ferro si esaurisce, la sintesi di nuovi globuli rossi viene compromessa.

Vi sono quindi delle differenze tra la sideropenia e l’anemia vera e propria: nel primo caso i depositi di ferro sono bassi ma l’eritropoiesi può comunque avvenire. Nel secondo caso, invece, sia il numero che l’efficienza dei globuli rossi sono fortemente limitati, a causa dei bassissimi livelli di ferro a disposizione che favoriscono la comparsa dei sintomi anemici.

Come accennato, l’anemia sideropenica può avere diverse cause all’origine che, singolarmente o sommandosi, portano allo sviluppo di una carenza di ferro tale da impedire la normale eritropoiesi. Possiamo elencare tre macro cause principali:

  • Perdite ematiche in vari distretti dell’organismo - nelle donne in età fertile, un flusso mestruale abbondante è spesso responsabile dell’esaurimento delle scorte di ferro; negli altri casi, invece, perdite occulte a livello gastro intestinale o urinario (dovute a patologie come ulcere, neoplasie, emorroidi o ragadi) sono la principale fonte di sideropenia;
  • Condizioni che comportano un maggiore fabbisogno di ferro, come la gravidanza, l’allattamento e le fasi di crescita nell’infanzia e nell’adolescenza. In questi casi, le richieste aumentate di ferro non vengono soddisfatte dalla sola alimentazione;
  • Ridotto assorbimento di ferro a livello intestinale, che può verificarsi in presenza di patologie come la celiachia, la gastrite atrofica cronica, l’infezione da Helicobacter pylori o condizioni di acloridria. Anche alcuni interventi chirurgici (come la gastrectomia parziale o il by-pass intestinale) possono compromettere l’assorbimento del ferro alimentare.

Sintomi Principali e Conseguenze

Inizialmente, l’anemia da carenza di ferro può manifestarsi con sintomi aspecifici: pallore, debolezza generalizzata, battito cardiaco accelerato, affaticabilità e dispnea da sforzo. Mano a mano che la condizione sideropenica si aggrava, possono comparire altri sintomi quali:

  • Fragilità della cute, dei capelli e delle unghie (se concave, segno di coilonichia);
  • Disturbi orali (infiammazione della lingua, raggrinzimento degli angoli della bocca);
  • Picacismo (un curioso desiderio compulsivo di ingerire sostanze non commestibili).

Se l’anemia sideropenica persiste, i sintomi tendono a peggiorare progressivamente: una persistente ipossia dei tessuti può provocare tachicardia, palpitazioni, vertigini e mancanza di concentrazione. A lungo andare, possono manifestarsi anche disturbi cardio-respiratori seri.È quindi importante diagnosticare e trattare prontamente l’anemia sideropenica, per scongiurare l’insorgenza di pericolose complicanze a lungo termine. Una grave e protratta carenza di ferro può danneggiare diversi organi e apparati, con conseguenze permanenti.

Per la diagnosi dell’anemia è fondamentale eseguire specifiche analisi del sangue, che monitorano determinati parametri. Inoltre, è fondamentale che tali esami siano eseguiti tempestivamente, al manifestarsi dei primi sintomi sospetti. Una corretta diagnosi dell’anemia, quindi, è cruciale per comprenderne le cause e avviare un percorso di cura o di controllo della malattia, garantendosi un’adeguata qualità della vita. Ed è altrettanto importante che questa diagnosi sia tempestiva.

Esami del Sangue per l'Anemia

Il test fondamentale per diagnosticare l’anemia è rappresentato dalle analisi del sangue, con le quali si vanno a monitorare specifici parametri:

  • Emocromo: fornisce informazioni sulle quantità delle principali cellule presenti nel sangue (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine);
  • Sideremia: misura la quantità di ferro presente nella parte liquida del sangue;
  • Transferrina: monitora la presenza dell’omonima proteina del sangue, che ha il compito di trasportare il ferro;
  • Ferritina: monitora la presenza dell’omonima proteina del sangue, tra le principali responsabili dello stoccaggio del ferro;
  • Acido folico: monitora la presenza di folati nel sangue, la cui carenza può provocare anemia;
  • Vitamina B12: monitora la presenza nel sangue di questa specifica vitamina, la cui carenza può provocare anemia
  • TSAT saturazione transferrina: verifica la percentuale di molecole di transferrina legate al ferro rispetto al loro numero totale.

Non va inoltre dimenticato un esame per la ricerca di sangue occulto nelle feci (per individuare eventuale perdita ematica, in particolare nelle persone anziane). L’anemia da carenza di ferro o sideropenia è la forma più diffusa di anemia. In questo caso il ferro introdotto con l’alimentazione non soddisfa il reale fabbisogno del paziente.

Questo tipo di anemia colpisce maggiormente le donne in età fertile a causa delle perdite mestruali abbondanti, ma anche in gravidanza perché il corpo umano richiede una quantità maggiore di ferro quotidiano. La causa principale di questo tipo di anemia è l’instaurarsi di una carenza di Ferro (Fe), elemento essenziale per la vita.

Secondo le linee guida, per una corretta diagnosi di anemia sideropenica, è bene valutare diversi esami del sangue per determinare i livelli di ferro (sideremia) nel sangue.

Tabella dei Valori di Riferimento per gli Esami del Sangue nell'Anemia

Esame Descrizione
Emoglobina (Hb) Valore che indica la quantità di emoglobina nel sangue. I valori normali sono: inferiore a 13 gr/dl per l'uomo e inferiore a 12 gr/dl per la donna.
Sideremia Ferro presente nel sangue.
Transferrina (TIBC) Proteina di trasporto del ferro.
Ferritina Proteina responsabile dello stoccaggio del ferro.

Sideremia: è come viene chiamato il ferro nelle Analisi del sangue. Rappresenta il ferro di passaggio nel sangue. Transferrina o TIBC che è la proteina di trasporto del ferro.

L’anemia perniciosa è legata alla presenza di una gastrite cronica atrofica, patologia infiammatoria autoimmune che impatta sulla funzionalità dello stomaco. Dovuta a carenza di vitamina B12 e acido folico, l’anemia macrocitica megaloblastica o anemia ipercromica è legata a un aumento anomalo delle dimensioni dei globuli rossi.

L’anemia megaloblastica si manifesta con sintomi tipici di altre forme del disturbo (stanchezza, debolezza, ecc.) e per evitare conseguenze è necessario integrare le sostanze di cui l’organismo è carente. L’anemia microcitica presenta la caratteristica opposta alla forma vista precedentemente: i globuli rossi sono più piccoli della norma, con valori inferiori a 80 femtolitri.

In genere, si parla di anemia microcitica ipocromica, in quanto il volume corpuscolare ridotto degli eritrociti si associa a una minore concentrazione di emoglobina. La misurazione dei livelli di ferro nel sangue con esami specifici, quali la sideremia, permette la diagnosi del tipo di anemia. Esistono diversi tipi di anemia che possono avere in comune alcuni sintomi.

Check-Up Anemia: Esami Butterfly

Gli esami compresi nel Check Up Anemia Butterfly permettono di valutare la presenza di anemie, ossia una carenza di emoglobina nel sangue, e di indagarne le potenziali cause. Esistono numerose tipologie di anemia (ad es. sideropenica, megaloblastica o falciforme), che mostrano sintomi affini.

In presenza della sintomatologia, gli esami del sangue sono fondamentali per rilevare una potenziale anemia: la diagnosi stessa della malattia si basa sui valori dell’emocromo (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine) e su altri potenziali indicatori di anemia quali:

  • VES (velocità di eritrosedimentazione) e proteina C reattiva: marker aspecifici di flogosi o di infezione, che possono far sospettare un’anemia cronica in corso;
  • Ferro e ferritina: parametri fondamentali per quantificare le riserve di ferro dell’organismo, la cui carenza è alla base dell’anemia sideropenica;
  • Vitamina B12 e acido folico: se scarsi possono rivelare un’anemia megaloblastica;
  • Sodio, potassio e magnesio: per valutare gli squilibri idro-elettrolitici delle anemie.

Per quanto sia molto diffusa in uomini e donne, l’anemia non sempre si manifesta con dei sintomi e spesso viene ignorata, nascondendo altre cause sottostanti più gravi. Per questo motivo, periodiche analisi del sangue per l’anemia permettono di di diagnosticare tempestivamente la malattia, di curarla precocemente e di prevenire le complicazioni.

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