L’unità operativa di Ematologia e Centro Trapianti è un reparto ad alta specializzazione dell’Azienda Ospedaliera “Ospedali Riuniti Marche Nord” (AORMN) che si colloca nel contesto del Servizio Sanitario Regionale Marchigiano come Presidio Ospedaliero di II livello. In questo ambito la struttura provvede alla definizione diagnostica ed alla pianificazione-realizzazione della strategia terapeutica più idonea al trattamento delle malattie (neoplastiche e non) del sangue e degli organi emopoietici.
Attività Cliniche e di Ricerca
La Struttura Ematologia si occupa di attività cliniche, scientifiche ed organizzative relative a:
- diagnosi e cura delle leucemie
- diagnosi e cura dei mielomi
- diagnosi e cura dei linfomi (di Hodgkin e non Hodgkin)
- diagnosi e cura delle anemie e delle emoglobinopatie
- diagnosi e cura delle immunodeficienze
- diagnosi e cura delle patologie ematologiche su base immune (es.porpora trombotica trombocitopenica, anemie emolitiche autoimmuni, ecc)
- attività di ricerca sulle emopatie sia a livello nazionale, che internazionale
- trapianto di cellule staminali autologhe e allogeniche
- raccolta di cellule staminali periferiche e midollari
- diagnosi e cura delle principali complicazioni correlate al trapianto allogenico (es.rigetto, graft-versus host disease, infezioni, complicanze microangiopatiche, ecc)
- valutazione di donatori di midollo osseo allogenico
Percorso Assistenziale del Paziente
Al paziente afferente a tale struttura viene quindi offerto un programma assistenziale differenziabile nei seguenti livelli:
- diagnosi della malattia ematologica
- manovre chirurgiche
- terapia antiblastica di induzione della remissione e di consolidamento
- terapia antiblastica di mantenimento e salvataggio
- terapia sovra massimale con reinfusione di cellule staminali autologhe
- terapia sovra massimale con reinfusione di cellule staminali allogeniche
- terapia applicabile in day-hospital
- follow-up ambulatoriale del paziente con emopatia
- follow up del donatore sano di midollo osseo
Inoltre il centro gestisce i donatori di CSE familiari e i donatori da registro nel percorso di donazione di cellule staminali midollari.
Informazioni Utili
Per ogni informazione riguardante le attività è possibile telefonare al numero 0721/364078 dalle 11 alle 13 dal lunedì al venerdì.
Recapiti
- Segreteria: 0721/364078 dalle 11 alle 13
- Segreteria day hospital/ambulatorio/manovre chirurgiche: 0721/364023
- Coordinatore Infermieristico: 0721/364058; 0721/365406
- Guardiola Infermieri degenza semi-intensiva: 0721/364064
- Fax: 0721/ 364026
- Guardiola Infermieri degenza ordinaria: 0721 364061
- Fax: 0721/364026
- Day Hospital: 0721/365510
- Fax: 0721/364026
- Informazioni per ricoveri: 0721/364058
- Segreteria del Direttore: 0721/364039
Ubicazione
- Degenza e Day Hospital: Padiglione 5 - Secondo Piano
- Ambulatori: Padiglione 2 - Piano terra
Orari di visita ai degenti
Gli orari e le modalità di accesso ai reparti di degenza ordinaria e semi-intensiva sono disponibili previo contatto con il coordinatore infermieristico.
Leucemia Mieloide Acuta e Qualità di Vita
Eliana Liotta ha incontrato la Dottoressa Elisa Scaburri, psiconcologa dell’Ospedale San Raffaele di Milano e Alessandro Isidori, Ematologo presso l’Ospedale di Pesaro, per parlare di qualità della vita nella leucemia mieloide acuta.
Il Dottor Alessandro Isidori afferma: “È un qualcosa che stravolge completamente la vita del paziente, il quale passa dall’avere una vita normale al trovarsi ospedalizzato, con la necessità di fare accertamenti molto rapidi.” E dunque molto importante trovare la situazione giusta per parlare col paziente, per recepire le sue preoccupazioni, e comunicargli la necessità di mettere temporaneamente in pausa le proprie aspettative, gli impegni, la quotidianità. “Per affrontare un percorso di cura assieme: medico, paziente, caregiver.”
L'Importanza del Caregiver
I caregiver sono le persone che si prendono cura del malato, al di fuori dell'ospedale. “Se la malattia colpisce il paziente, va a colpire, come conseguenza, tutto il nucleo familiare che c'è intorno al paziente.” ci ricorda la Dottoressa Elisa Scaburri. “Quindi anche la loro vita per forza di cose, cambia.”
Gestione della Socialità e del Sistema Immunitario
“Il paziente che ha una leucemia acuta e che riceve delle cure per una leucemia acuta subisce uno stravolgimento del sistema immunitario, che lo porta ad essere, per un periodo di tempo che può variare da alcuni mesi ad alcuni anni, un paziente immunodepresso.” spiega il Dottor Alessandro Isidori. In questo contesto, l’impiego di dispositivi di protezione individuale, quali le mascherine, l'igiene delle mani, tutta una serie di attenzioni che consentano al paziente di mantenere una qualità della vita adeguata, sono utili.
Questi aspetti sono da tenere in considerazione perché, come sottolinea il Dottor Alessandro Isidori "il paziente, in determinati momenti in cui sta meglio e ha dei valori ematologici buoni, può andare a cena fuori, andare a casa di amici, mantenendo determinate precauzioni che gli impediscano di subire delle problematiche legate ad uno stato di immunodepressione.”
Impatto della Terapia sulla Quotidinità
La diagnosi porta alla necessità di ricevere cure prevalentemente da ospedalizzato, almeno nel primo periodo, e questo è un aspetto della malattia che accomuna il paziente più giovane, il quale riceverà cure più intensive che possono essere espletate solo in ospedale, e il paziente anziano, il quale riceve cure solitamente meno aggressive, ma che possono necessitare di ospedalizzazione.
Il Dottor Alessandro Isidori ci illustra con una semplice metafora: “La leucemia mieloide acuta colpisce tutte le cellule del sangue di conseguenza, come un campo che viene infestato dalle erbacce e non è più in grado di produrre grano, è necessario che noi riusciamo a estirpare le erbacce e a piantare nuovo grano. Ma c'è un periodo in cui il grano non cresce e il paziente ha bisogno di trasfusioni di sangue, di piastrine e necessita di una profilassi antibiotica che gli impedisca di correre il rischio di infettarsi.”
Supporto delle Associazioni di Pazienti
Secondo la Dottoressa Elisa Scaburri, le associazioni di pazienti sono molto importanti, soprattutto perché all’interno di queste associazioni le persone possono raccontare la loro esperienza: “Ci sono degli ex pazienti che possono raccontare ai pazienti attuali cosa hanno dovuto sopportare, gli effetti collaterali che hanno sperimentato, come si sono sentiti e come sono stati supportati e aiutati.”
Afferma con vigore la Dottoressa Elisa Scaburri: “Chiedere aiuto fa bene.”
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