Il consumo di alcol è una parte importante della vita sociale in molte culture, spesso utilizzato come modo per rilassarsi e socializzare. Un bicchiere di vino dopo una lunga giornata o un boccale di birra in compagnia degli amici durante un pasto possono essere momenti piacevoli. Iniziamo con un messaggio chiaro: non esiste una reale controindicazione all’assunzione di alcolici neanche nei soggetti affetti da diabete, che paradossalmente, al contrario, potrebbero presentare anche qualche piccola indicazione in più per consumare quantità moderate di bevande alcoliche.
Come l'Alcol Influenza il Fegato e la Glicemia
Il fegato è l’organo principale per il metabolismo dell’alcol, poiché smaltisce circa l’80% di esso. Ma perché è importante comprendere l’impatto dell’alcol sul fegato? In primo luogo, il fegato può produrre glucosio a partire da proteine o grassi, un processo chiamato gluconeogenesi, che avviene soprattutto durante periodi di digiuno, come la notte. In secondo luogo, quando i livelli di glucosio nel sangue sono elevati, il fegato converte una parte di questo glucosio in glicogeno, una forma di glucosio complesso che viene immagazzinata nel fegato e può essere facilmente riconvertita in glucosio semplice quando necessario.
Quando il fegato metabolizza l’alcol, vengono rilasciati sottoprodotti chimici che ostacolano il processo di gluconeogenesi. Ad esempio, circa 120 ml di vodka liscia possono ridurre la gluconeogenesi del 45%. Inoltre, l’alcol impedisce anche la trasformazione del glicogeno in glucosio. L’alcol passa immediatamente nel flusso sanguigno. Il fegato scompone ed elimina l’alcol filtrando il sangue. Questo può interferire con la capacità di svolgere “normali” azioni, come il rilascio di glucosio per regolare i livelli glicemici.
L'Effetto dell'Alcol sulla Glicemia nei Diabetici di Tipo 1
Cosa significa tutto ciò per chi vive con il diabete di tipo 1? L’effetto dell’alcol sulla glicemia può variare a seconda del momento in cui viene consumato e del tipo di bevanda alcolica. Più ci si allontana dal pasto e maggiore è il consumo di alcol, maggiore è il rischio di sviluppare ipoglicemia. Anche i cocktail, che sono spesso miscelati con bibite zuccherate o succhi di frutta, possono contribuire a un aumento della glicemia.
Nel 2019, le linee guida dell’American Diabetes Association suggerivano alle persone con diabete di tipo 1 di moderare il consumo di alcol. In particolare, raccomandano di non superare 1 bevanda alcolica al giorno per le donne adulte e 2 per gli uomini adulti. Con il diabete di tipo 1, non devi sentirti privato di una vita sociale che include occasionalmente un drink. Bere un bicchiere di vino o un cocktail in compagnia non dovrebbe essere un problema, a patto di farlo con consapevolezza e seguendo alcune precauzioni.
Vodka e Diabete: Una Possibile Sorpresa?
Non solo il vino rosso, ma anche la vodka, in dosi moderate, è stata riabilitata. Avrebbe addirittura proprietà anti-diabete. I ricercatori dell'Istituto di Ingegneria Biomedica del Cnr di Padova, in collaborazione con i colleghi del Dipartimento di medicina sperimentale del Policlinico patavino, hanno constatato l'efficacia di una moderata e tollerabile dose di vodka, 40 grammi, presa durante un pasto, e valutato i suoi effetti su importanti parametri metabolici. Come elementi di confronto sono stati studiati diabetici cui non è stata somministrata vodka e persone sane.
Benefici e Rischi del Consumo Moderato di Alcol
È noto infatti, che il consumo di alcool a dosi moderate riduce il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari e, recentemente, alcuni studi scientifici hanno dimostrato un analogo effetto di prevenzione nei confronti del diabete mellito. Recenti osservazioni, inoltre hanno permesso di dimostrare che i soggetti che soffrono di diabete mellito e che consumano quantità moderate di alcool, presentano una frequenza di malattie cardiovascolari ridotta rispetto ai pazienti con diabete astemi.
Il soggetto con diabete che decida di consumare dell’alcool non dovrebbe comunque farlo in maniera arbitraria dal momento che se è vero che alcune bevande alcoliche (ed in particolare il vino rosso), contengono delle sostanze in grado di svolgere effetti benefici, è altrettanto vero che l’alcool è una sostanza ad elevato contenuto calorico (ogni grammo di alcool apporta circa 7 Kcal) e che pertanto la sua assunzione in maniera cronica può alterare un regime dietetico altrimenti ben controllato.
Pensate che 1 bicchiere di vino rosso (150 ml) a 13° corrisponde a circa 140 Kcal e che a questo contenuto calorico deve essere aggiunto quello apportato dagli zuccheri contenuti in maniera variabile nei diversi tipi di vini. In genere l’alcol influisce sulla gestione della glicemia e il suo consumo richiede un’attenzione particolare quando si soffre di diabete di tipo 1. L’alcol causa anche insulino-resistenza, che rende l’insulina meno efficace.
Consigli Pratici per Gestire il Consumo di Alcol
Per superare questi rischi, non c’è niente di meglio che mangiare; il cibo nello stomaco rallenta l’assorbimento dell’alcol. L’errore classico: bere a stomaco vuoto. Questo è particolarmente sconsigliato con il diabete di tipo 1 per l’aumento del rischio di ipoglicemia, soprattutto se bevete alcol “puro” senza zuccheri aggiunti, come un bicchiere di whisky o di vino. Per questo raccomandiamo di consumare alcol con un pasto o come aperitivo mentre si mangiano degli stuzzichini.
Suggerimento: bevete lentamente e alternate il vostro drink con bevande analcoliche (e senza zucchero), preferibilmente acqua. Buono a sapersi: alcuni alcol, come vini (dolci o cotti) e birre, contengono molti carboidrati. Anche le bibite gassate, i succhi di frutta e altre miscele utilizzate per i cocktail possono essere molto dolci. Se siete voi ad ospitare, perché non vi preparate il vostro cocktail?
Questo vale per tutti: l’alcol va consumato con moderazione. Il “consumo moderato” corrisponde al massimo a due bevande alcoliche al giorno per una donna e tre per un uomo, e meno di 10-15 a settimana. Si raccomanda fortemente di non bere da soli. Quando uscite, assicuratevi di essere accompagnati da qualcuno consapevole dei sintomi dell’ipoglicemia e che sia disposto ad aiutarvi se necessario. Attenzione: i segni di ipoglicemia possono essere confusi con i segni dell’ubriachezza, il che può portare a situazioni pericolose.
Per evitare una mattinata difficile - in particolare l’ipoglicemia mattutina - ricordatevi sempre di testare la glicemia prima di andare a letto. Promemoria importante (soprattutto se pensate di dormire fino a tardi): l’ipoglicemia ritardata può verificarsi fino a 24 ore dopo il consumo di alcol.
Alcol e Diabete: Cosa Sapere
Le persone che soffrono di diabete devono seguire specifiche prescrizioni alimentari per evitare che la loro condizione peggiori. Ma quali sono le indicazioni riguardanti il consumo di alcool? Il diabete mellito è una patologia caratterizzata da un eccesso di zuccheri (glucosio) nel sangue, nota anche come iperglicemia.
- Diabete di tipo 1, caratterizzato da esordio precoce e insulino dipendenza.
- Diabete di tipo 2, con esordio tardivo, è caratterizzato da una ridotta sensibilità dell’organismo all’insulina (insulino resistenza).
Secondo numerosi studi e ricerche, ad oggi, non vi è una controindicazione assoluta al consumo di alcol per i diabetici. è consentito il consumo di alcol in quantità moderate e durante i pasti (e ovviamente nel rispetto delle razioni LARN).
Vino e Diabete: Un Binomio Possibile?
Il vino è parte integrante della cultura mediterranea ed in particolar modo delle nostre terre. Bere vino è una tradizione ormai consolidata in tutte le case e l’atto stesso di consumarlo racchiude in sé una serie di abitudini, esperienze, convivialità e modi di vivere. Ma ci siamo mai chiesti se bere vino tutti i giorni faccia davvero bene alla nostra salute, soprattutto se si è affetti da diabete, specie di tipo 2?
È bene sapere che il metabolismo dell’alcol in questi soggetti può depauperare le riserve corporee di micronutrienti, per cui in determinate circostanze può essere utile ripristinare il pool di micronutrienti mediante integratori di vitamine, minerali e amminoacidi. Nella nostra tradizione, come d’altro canto in quella di quasi tutti i Paesi del Mediterraneo, bere vino quotidianamente, durante i momenti di festa e di convivialità, è diventata un'abitudine ben radicata e consolidata.
Il vino è una bevanda costituita sostanzialmente da acqua e alcol, i quali costituiscono insieme il mezzo in cui sono disciolti tutti gli altri nutrienti. Tra le sostanze presenti nel vino troviamo in quantità molto basse le vitamine e le proteine, mentre i sali minerali si trovano in buone quantità, come d’altronde in tutti i prodotti fermentati alcolici. Il 94% degli zuccheri presenti nel vino sono essenzialmente due: il glucosio e il fruttosio. Questi due zuccheri semplici vengono utilizzati dal nostro organismo per produrre energia.
Si tratta delle due forme principali di diabete, uno dei maggiori problemi sanitari che caratterizza tutti i paesi più evoluti dal punto di vista economico. Il diabete di tipo 2 è la forma più comune di questa malattia, caratterizzato da una ridotta sensibilità dell’organismo all’insulina (definita comunemente insulinoresistenza). Si tratta di una condizione correlata all’età adulta (motivo per il quale si tende a chiedersi qual è la relazione tra vino rosso e diabete di tipo 2), ad una vita sedentaria e a dismetabolismi come obesità/sovrappeso, che può peggiorare nel tempo ed è purtroppo in continua crescita.
La dieta risulta da sempre una componente fondamentale nella gestione del diabete di tipo 1 ma maggiormente in quello di tipo 2, al pari dell’attività fisica e dell'educazione terapeutica. Un paziente con diabete di tipo 2 che sa gestire i propri pasti e monitorare la quantità di zuccheri assunti riesce a raggiungere un buon profilo glicemico anche senza l’ausilio di farmaci.
Linee Guida per il Consumo di Alcol nei Diabetici
Secondo molti studi non vi è una controindicazione assoluta all’assunzione di alcol per i soggetti diabetici. È opportuno tuttavia prestare attenzione alle quantità, e soprattutto alla frequenza di consumo. Le indicazioni relative alle quantità e alle modalità di assunzione sono ormai consolidate: il consumo di alcol deve essere accompagnato al consumo di cibo, soprattutto la sera, per evitare il rischio di incorrere in ipoglicemie notturne.
Le dosi devono in ogni caso rimanere modeste: generalmente non bisogna superare i 13 g al giorno per le donne (si tratta all’incirca di un drink) e non più di 25 g al giorno per gli uomini (due drink). Questo in ambito generale. Un soggetto diabetico ha tendenzialmente fabbisogni vitaminici aumentati rispetto ad un soggetto in salute.
Il Ruolo del Glutatione nel Metabolismo dell'Alcol
Nel nostro organismo la neutralizzazione degli effetti tossici dell’alcol avviene attraverso una serie di meccanismi complessi ed efficienti che hanno luogo a livello del fegato. L’alcol giunto nello stomaco viene assorbito e giunge al fegato, dove viene metabolizzato. Il glutatione è uno dei principali fattori che partecipa alla neutralizzazione di acetaldeide e dei radicali liberi derivanti dal metabolismo dell’etanolo (come pure dei substrati energetici). Il glutatione svolge dunque una funzione di disintossicazione dell’alcol e si esaurisce rapidamente in seguito ad una assunzione acuta o cronica di questa sostanza.
Come abbiamo appena visto, per metabolizzare una certa quantità di alcol le nostre cellule impiegano quantità importanti di glutatione. Va da sé che il nostro organismo “investe” importanti risorse per assicurarsi un’adeguata produzione di glutatione. Vital Basic è un integratore funzionale a base di vitamine del gruppo B, zinco, selenio, cisteina e betaina.
Raccomandazioni Generali e Studi Recenti
Pertanto, quando ci chiediamo se si può bere il vino con il diabete, occorre individuare quale sia la quantità giusta da consumare, la modalità di assunzione e di accompagnamento o meno con i pasti senza che possa interferire con il margine di sicurezza per la salute. In generale si consiglia un consumo di alcol pari a 1-15 grammi al giorno, facendo attenzione a non cadere nella trappola della sistematicità, fino ad un massimo di 100 grammi alla settimana. Questo secondo alcuni studi.
Nel diabetico i rischi correlati al consumo di bevande alcoliche (che sia birra, vino rosso, vino bianco o prosecco) diventa maggiore quando l’alcol viene ingerito in tarda serata, a digiuno o con una inadeguata assunzione di carboidrati. Nel diabetico si potrebbero scatenare o aggravare crisi ipoglicemiche, già possibili in corso di trattamento con insulina o ipoglicemizzanti orali. Alcuni studi suggeriscono che il consumo da basso a moderato di vino rosso ai pasti, in associazione all’olio extravergine d’oliva, contribuisce alla prevenzione delle malattie cardiometaboliche, tra cui diabete mellito, sindrome metabolica e obesità. Al contrario, un consumo di alcol più elevato è associato ad un aumento del rischio di sviluppare tali patologie.
Tra le varie bevande alcoliche, il vino rosso, probabilmente grazie alla sua gamma unica di composti fenolici, è generalmente associato ai risultati positivi di alcuni studi su larga scala. In particolare, i polifenoli del vino rosso possono influenzare positivamente la resistenza all'insulina e le concentrazioni plasmatiche delle lipoproteine. Si è visto che il resveratrolo, in particolar modo, presente nel vino, ha ridotto la resistenza all'insulina nei pazienti con diabete di tipo 2, negli uomini obesi, negli uomini con sindrome metabolica e negli anziani con insulinoresistenza.
Ma facciamo attenzione! Il consumo di vino ha un costo per le nostre cellule, il che significa che se l’abitudine persiste per anni ed anni, il rischio è quello di esacerbare carenze micronutrizionali e/o disturbi del metabolismo. La “protezione” che il consumo moderato di vino offrirebbe contro il diabete viene abolita quando l’alcol viene assunto in dosi più elevate.
Superalcolici e Diabete: Un'Analisi Dettagliata
Nonostante assumere alcol non sia propriamente raccomandato, si tende comunque a consigliare il consumo di vino e birra piuttosto che di superalcolici. Perché? In linea di massima è stato dimostrato che esagerare con le bevande alcoliche è una abitudine che si rivela dannosa per il nostro organismo. L’abuso di alcol può causare problemi sia alla salute fisica che mentale.
Oltre alla quantità di alcool ed alla relativa frequenza di assunzione, bisogna prestare attenzione al tasso alcolico delle bevande. Bere alcolici o superalcolici è uguale? Che differenza c’è? In generale le bevande alcoliche sono accomunate dal fatto di contenere alcol, presente in concentrazioni variabili: maggiore è la concentrazione e maggiore sarà il grado alcolico della bevanda. Più precisamente, i superalcolici hanno una gradazione superiore al 21%. Questi ultimi presentano non solo un contenuto di alcol maggiore, ma sono anche più zuccherini: il quantitativo di zuccheri risulta infatti più elevato rispetto alle bevande da pasto come vino e birra.
Cocktail e Diabete: Un Equilibrio Delicato
Diabete e cocktail è una combinazione complicata che spesso da l’impressione di risolvere un’equazione a due incognite: da una parte l’alcol, che ha un effetto ipoglicemico e, dall’altra, i succhi di frutta e gli sciroppi, che sono ricchi di carboidrati. L’attuale tendenza, ovvero “senza alcol e senza zucchero”, può semplificare le cose. Con le loro ricette classiche o originali, i tantissimi colori e le presentazioni allettanti, i cocktail sono sempre invitanti. Anche in questo caso, l’ABC delle regole di comportamento con il diabete non cambia.
Oltre alla componente alcolica (rum, vodka, cachaça, tequila, gin, vermut, martini…) i cocktail sono composti da bevande contenenti zucchero! Basta pensare alle diverse bevande, come Red Bull, Coca Cola e ai succhi di frutta utilizzati. Cosmopolitan, Margarita, Sex on the beach, Mojito… Quanti carboidrati contengono i cocktail più famosi? Questi cocktail devono ovviamente essere consumati con moderazione.
I cocktail analcolici a base di succhi di frutta possono essere altrettanto allettanti dei loro cugini alcolici. D’altra parte, quando si è affetti da diabete mellito e non si vuole consumare alcol o zucchero, la scelta è a volte più difficile. Al di là dei classici caffè, tè, tisane e acque minerali, poche bevande sembrano essere invitanti.
Alternative "Zero Zucchero" e Ricette Fai-da-Te
La maggior parte dei grandi marchi di bibite e sciroppi hanno creato la gamma “zero zucchero” (a base di aspartame o stevia). Prendiamo ad esempio la stevia. Per dosare, bisogna dividere la quantità di zucchero per 2 per ottenere la quantità di stevia con gusto equivalente. Inoltre, nelle grandi città, alcuni bar offrono una grande varietà di cocktail senza alcol e sempre più spesso senza zucchero, ideali per chi è affetto da DT1 e DT2.
Alcol Etilico: Effetti e Considerazioni Metaboliche
Pur essendo un elemento abbastanza diffuso nella dieta degli adulti, l'alcol etilico non è una molecola essenziale, né un nutriente o tanto meno una molecola "salutare". Il diabete è una patologia generalmente correlata a sovrappeso/obesità, sindrome metabolica e predisposizioni genetiche o familiari; se ne conoscono diverse tipologie, tutte accomunate dall'alterazione del metabolismo degli zuccheri (Diabete Mellito e non Diabete Insipido).
- Tipo 2: ha esordio tardivo e strettamente correlato ad altri dismetabolismi tipici dell'abuso alimentare, quindi del sovrappeso/obesità; a livello metabolico può essere caratterizzato da alterazione della secrezione insulinica e/o insulino resistenza periferica.
Queste poche nozioni dovrebbero essere sufficienti a capire che l'alcol etilico non è una molecola innocua, anche se non è nemmeno plausibile eliminarlo totalmente dal regime alimentare collettivo, poiché rappresenta un ingrediente essenziale del vino, la bevanda alcolica italiana "per eccellenza". E' anche opportuno specificare che l'effetto negativo dell'alcol sull'organismo è dose-dipendente, pertanto se ne sconsiglia soprattutto l'abuso, nonostante se ne conceda l'utilizzo nel rispetto delle razioni raccomandate (vedi sopra i livelli suggeriti dai LARN).
Effetti dell'Alcol sul Metabolismo e l'Insulina
In base agli approfondimenti scientifici che sono stati svolti sugli effetti metabolici dell'alcol, pare che la sua assunzione possa in un qualche modo giovare all'iperglicemia; dal punto di vista ormonale è emerso che la somministrazione di alcol nel soggetto sano può determinare un aumento della risposta insulinica e una riduzione della secrezione di ormoni IPERglicemizzanti; ad una prima analisi, questo potrebbe sembrare un aspetto positivo, in quanto molti diabetici soffrono di una scarsa o assente produzione di insulina correlata a iperglicemia.
Tuttavia, l'alcol interagisce con il metabolismo anche in maniera totalmente indipendente dai cicli ormonali; è stato dimostrato che l'inibizione della nicotinamide-adenina-dinucleotide epatica, oltre a ridurre la produzione di ormoni iperglicemizzanti, riduce drasticamente anche il potenziale di neoglucogenesi del fegato.
Per ultimo e non meno importante, rammentiamo che il diabete tipo 1 si manifesta solitamente in età precoce e con shock ipoglicemico legato ad una iper produzione momentanea di insulina; figuriamoci se tale circostanza avesse luogo in presenza di alcol etilico... le possibilità di morte aumenterebbero notevolmente!
Deliziarsi con un calice di vino rosso o bianco in buona compagnia è per tanti un piacere irrinunciabile. Ma il vino alza la glicemia? Sicuramente chi ha problemi di iperglicemia, diabete oppure chi vuole tenere semplicemente bassi i livelli di glucosio si sarà chiesto spesso se bere del vino possa influenzare i valori glicemici, favorendone un aumento.
«Il vino non alza direttamente la glicemia, ma un suo consumo è associato un maggiore rischio per la salute in generale» spiega la nutrizionista Valentina Spuntarelli. «Dal 1988 le bevande alcoliche sono state classificate dalla IARC (International Agency for Research on Cancer) nel gruppo 1, pertanto rientrano tra le sostanze sicuramente cancerogene per l’uomo. Più di recente anche l’etanolo che è il loro principale costituente, e il suo metabolita, l’acetaldeide, sono stati classificati dalla IARC nel gruppo 1, quindi anch’essi sono sicuramente cancerogeni per l’uomo.
Gli Effetti del Vino sulla Glicemia Post-Prandiale
Per quanto riguarda l’influenza del consumo di vino sulla glicemia i risultati di uno studio pubblicato sulla rivista American Journal of Clinical Nutrition suggeriscono che il consumo moderato di bevande alcoliche riduca la glicemia post-prandiale del 16-37 per cento per via della capacità dell’etanolo di inibire il processo della gluconeogenesi e la produzione epatica di glucosio. Inoltre, tra tutte le bevande alcoliche, quella che ha determinato la maggiore riduzione della glicemia post-prandiale è proprio il vino.
Questo è dovuto al fatto che l’acidità di questa bevanda può rallentare lo svuotamento gastrico e dei componenti specifici in esso contenuti possono inibire l’attività delle alfa-amilasi o alfa-glucosidasi e, quindi, possono rallentare la velocità di digestione dell’amido.
Vino Rosso vs Vino Bianco: Quale Scegliere?
«Facendo riferimento alle tabelle di composizione degli alimenti del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria sia nel vino bianco sia nel vino rosso gli zuccheri sono presenti in traccia» dice l’esperta. «La differenza sostanziale tra queste due tipologie di vini non risiede tanto nel quantitativo di zuccheri in essi contenuti ma nella presenza nel vino rosso di polifenoli, in particolare troviamo il resveratrolo, noto per avere numerosi effetti positivi sulla salute.
Attraverso uno studio condotto su modelli animali e su soggetti diabetici è stato visto che questo composto migliora l’omeostasi del glucosio, diminuisce la resistenza all’insulina, protegge le cellule beta pancreatiche, migliora la secrezione di insulina e migliora i disturbi metabolici.
Usa la tecnologia per monitorare meglio i tuoi livelli glicemici. Oggi, molti dispositivi di monitoraggio continuo del glucosio e microinfusori permettono di regolare temporaneamente l’erogazione dell’insulina, aiutandoti a gestire meglio la glicemia in situazioni come il consumo di alcol.
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