Spesso lo si ricollega a momenti di convivialità e spensieratezza e non mancano le occasioni in cui al suo consumo sono stati associati addirittura dei benefici ma in realtà l’alcol può essere un acerrimo nemico della salute. Infatti quando si è sotto gli effetti dell’alcol aumenta il rischio di comportamenti pericolosi. L’alcol rischia infatti di indurre dipendenza, e non solo. Fra i pericoli associati al suo consumo ci sono infatti anche danni indiretti dovuti allo stato di ebbrezza. Per tutti questi motivi la scelta migliore quando si tratta di alcolici è quella di limitarsi a un consumo moderato.
Il Ministero della Salute consiglia di non superare le 2 unità di alcol al giorno agli uomini e alle donne di berne al massimo una unità al giorno. Ma a quanto corrisponde una unità di alcol? La risposta esatta dipende dalla bevanda presa in considerazione. Nel caso di un vino a 12° si tratta della quantità di alcol contenuta in 125 ml, pari a poco più di mezzo bicchiere. Per la birra, invece, un’unità alcolica corrisponde a 330 ml di una varietà a 4,5°. Le quantità consentite scendono invece molto nei casi dei superalcolici: quando la gradazione raggiunge i 40° una unità di alcol corrisponde infatti a solo 40 ml.
È vero che esiste uno stretto legame tra alcol e colesterolo? Il legame che intercorre tra alcool e colesterolo è piuttosto stretto, dal momento che proprio le bevande alcoliche, se consumate in quantità eccessive, possono influenzare negativamente la quantità di colesterolo nell'organismo. L'alcol esercita una notevole influenza sul modo in cui il corpo sintetizza il colesterolo, dal momento che quando viene ingerito, è il fegato che si occupa di trasformarlo in trigliceridi e colesterolo vero e proprio. In ultima battuta, l'alcol può anche aumentare la quantità di trigliceridi nel sangue, con un conseguente aumento del rischio cardiovascolare.
Il colesterolo è una sostanza fondamentale, implicata in numerosi processi vitali; essa, infatti, è necessaria per la produzione della vitamina D, per gli ormoni steroidei e per gli acidi biliari, inoltre è una delle componenti delle membrane cellulari. Per il benessere dell'organismo e la prevenzione del rischio cardiovascolare, è importante tenere sotto controllo le quantità di alcol introdotte e attenersi alle dosi indicate dalle linee guida. Non esiste una quantità precisa che definisce l'unità alcolica, dal momento che molto dipende dal tipo di bevanda consumata.
Come Ridurre il Colesterolo
Date un due di picche al colesterolo. Cominciate sintonizzando il vostro stile di vita sul canale salute per togliere di mezzo il pericolo colesterolo ed evitare di diventare dipendenti dai farmaci. Livelli di colesterolo troppo alti e per troppo tempo aumentano la probabilità di malattie delle arterie, e in particolare di infarto e di ictus cerebrale. Per chi già sta prendendo farmaci che riducono il livello del colesterolo nel sangue, cambiare stile di vita è ancora più urgente e fondamentale, perché potrebbe aiutare a prendere una dose di farmaco più bassa. Il livello del colesterolo si può abbassare molto spesso anche senza ricorrere ai farmaci ma per ottenere un risultato bisogna avere il coraggio di cambiare qualcosa nello stile di vita che può e deve migliorare.
1. Sì, ai grassi buoni, no a quelli cattivi
I grassi saturi sono i più dannosi, si trovano soprattutto nella carne rossa e nei latticini, aumentano il livello del colesterolo totale e soprattutto della sua componente cattiva (LDL). Possiamo mangiarli ma pochi: non devono rappresentare più del 7% delle calorie che ogni giorno introduciamo con l’alimentazione. Come fare? Scegliamo i tagli di carne più magri, latticini light (magri) e diamo la preferenza ai grassi monoinsaturi come quelli contenuti nell’olio di oliva.
I grassi trans: zero! Dobbiamo proprio dimenticarceli, perché aumentano il livello del colesterolo LDL ( cattivo) e riducono il colesterolo buono HDL, quindi aumentano il rischio di infarto. Li trovate nei cibi fritti e in molti prodotti confezionati come biscotti , crackers, dolci e snacks .Imparate a leggere le etichette, anche se non potete fidarvi ciecamente: “senza grassi” non vuol dire che non contengono grassi trans, vuol dire che ne contengono meno di 0.5 grammi per porzione. Ma anche minime quantità contenute in una porzione di dolce si sommano con altre piccole quantità contenute in più porzioni o in altri cibi e diventano alla fine una grande quantità.
SI ai cibi ricchi di omega 3: fanno bene al cuore, aumentano il colesterolo buono HDL, aiutano ad abbassare i trigliceridi, grassi contenuti soprattutto nei dolci e negli alcoolici, e a ridurre la pressione del sangue. SI alla fibra: la fibra può essere solubile e insolubile, e fa sempre bene alla salute. SI alle proteine che provengono dal siero del latte, come la caseina. Le proteine del siero di latte, che si possono assumere anche sotto forma di integratori contribuiscono a ridurre i livelli di colesterolo totale e cattivo LDL: leggete bene le etichette prima di usarli.
2. L’esercizio fisico consuma il colesterolo
L’esercizio fisico consuma il colesterolo, perché i muscoli lo usano come carburante. L’attività fisica moderata e aerobica aiuta ad aumentare il colesterolo buono HDL: 30-40 minuti al giorno, se il vostro dottore è d’accordo, sono l’ideale. 40 minuti consecutivi sono perfetti, ma anche 10 minuti ripetuti più volte possono aiutare a cominciare a perdere peso: non sforziamoci di scalare l’Everest, diamoci obiettivi possibili, facciamo un programma adatto a noi, compatibile con i nostri impegni, che possiamo riuscire a rispettare.
3. Smettere di fumare
Chi ancora fuma, davvero è ora che smetta: il colesterolo buono aumenterà, il ritmo del cuore rallenterà, la pressione scenderà, tutto questo dopo un solo giorno senza fumo.
4. Perdere peso
Anche pochi chili di sovrappeso possono contribuire ad aumentare il colesterolo: perdere dal 5 al 10% del peso invece lo riduce. Cominciamo dalle cose più semplici osservando con schiettezza le nostre abitudini quotidiane. Come un’addizione: tanti piccoli cambiamenti danno tanti piccoli vantaggi che si sommano fra loro diventando un unico grande vantaggio. Se mangiamo per noia o per frustrazione, usciamo invece a fare quattro passi. Se siamo costretti a rimanere a pranzo in ufficio e a mangiare al bar, portiamoci invece qualcosa di sano da casa, sostituiamo le patatine con carote o frutta: e non divoriamo il cibo senza sapere che cosa stiamo facendo.
5. Moderare l'assunzione di alcol
L’alcool in quantità moderata aumenta il colesterolo buono HDL: ma non è una medicina, i suoi effetti positivi non sono abbastanza importanti da consigliare a un astemio di cominciare a bere. Quindi alcool si, ma solo in quantità moderata. Per le donne 1 bicchiere al giorno a prescindere dall’età, per gli uomini 2 bicchieri al giorno fino ai 65 anni, poi 1 solo.
Il cambio di stile è indispensabile ma a volte può non bastare : non arrendiamoci, continuiamo a provarci con impegno e costanza. Ma se nonostante tutto non raggiungiamo l’obiettivo, non abbattiamoci: il nostro medico sa come aiutarci, se serve prescriverà dei farmaci.
Vino e Colesterolo: Cosa Sapere
Bere vino può aiutare a proteggere la salute cardiovascolare. Il fenomeno, noto come “paradosso francese”, è stato rilevato da diversi studi scientifici secondo cui alcune molecole presenti all’interno di questa bevanda, possono aiutare a controllare i livelli di colesterolo del sangue e a prevenire l’aterosclerosi.
La prima (e più nota) arma segreta del vino è il resveratrolo. Questa molecola, nota per le sue proprietà antiossidanti, sembra poter proteggere la salute cardiovascolare. Alcune ricerche hanno infatti svelato che il resveratrolo contrasta l’ossidazione del colesterolo, un processo coinvolto nella formazione delle placche aterosclerotiche. Il vino rosso contiene poi anche altre molecole che possono svolgere un’altra azione utile in termini di protezione cardiovascolare: ridurre l’assorbimento del colesterolo.
La presenza di resveratrolo e di saponine non giustifica però un consumo elevato di vino. Per di più è noto che l’alcol può danneggiare la salute anche in molti altri modi, ad esempio aumentando il rischio di malattie come la cirrosi epatica, la pancreatite e diverse forme tumorali e alterando lo stato mentale, portando ad esempio all’aumento del rischio di incidenti. Per tutti questi motivi il consumo di vino deve essere moderato.
Lipoproteine e Colesterolo
Il colesterolo è una molecola fondamentale sia alla costituzione delle membrane cellulari che alla produzione ormonale di tipo steroideo, pertanto, la sua continua disponibilità tissutale risulta di vitale importanza. A livello plasmatico, il colesterolo viene legato da appositi trasportatori che ne determinano la destinazione (verso le periferie o verso il fegato); questi carrier si definiscono LIPO-PROTEINE e l'organismo ne sintetizza diverse tipologie sulla base della funzione specifica:
- CHILOMICRONI: sono lipoproteine prodotte dall'intestino e trasportano i lipidi assorbiti a livello intestinale dal circolo linfatico a quello sanguigno
- VLDL: lipoproteine a bassissima intensità; sono prodotte dal fegato e sono deputate al trasporto dei trigliceridi e del colesterolo dal fegato ai tessuti
- IDL: lipoproteine a densità intermedia; derivano dalle VLDL che perdono la porzione lipidica dei trigliceridi. Sono deputate al trasporto dei lipidi rimanenti ai tessuti
- LDL: lipoproteine a bassa densità; derivano dalle IDL che perdono una ulteriore porzione lipidica dei trigliceridi e sono deputate soprattutto al trasporto del colesterolo ai tessuti
- HDL: lipoproteine ad alta densità; sono prodotte dal fegato e dall'intestino e sono deputate al trasporto del colesterolo dai tessuti al fegato.
Oltre ai livelli di colesterolo totale, anche l'alterazione del rapporto tra LDL/HDL ed il livello di ossidazione delle LDL, concorrono all'incremento del deposito lipidico nelle arterie. Questo fenomeno, legato ad uno stato di infiammazione cronica ed eventualmente ad alti livelli di omocisteinemia, è direttamente correlato all'aumento del rischio cardio-vascolare per ATEROSCLEROSI.
I valori ottimali delle lipoproteine ematiche più significative sono:
- Colesterolo TOTALE < 200mg/dl
- LDL < 130mg/dl
- HDL > 40 mg/dl nell'uomo
- HDL > 50mg/dl nella donna
Polifenoli e Rischio Cardiovascolare
Le sostanze fenoliche sono molecole in grado di prevenire diversi processi degenerativi dell'organismo, tra i quali anche l'aterosclerosi. I polifenoli sono contenuti in molti alimenti di origine vegetale come la frutta, gli ortaggi, l'olio extravergine d'oliva, il tè verde ed il vino. Il vino contiene soprattutto tannini, flavonoidi e resveratrolo nella sua forma TRANS, quindi il trans-resveratrolo. Questo potente antiossidante sembra incrementare significativamente la fluidità del sangue migliorando il circolo e riducendo l'affaticamento cardiaco; inoltre, il trans-resveratrolo possiede una discreta funzione antiinfiammatoria sistemica (per riduzione della ciclossigenasi-2 [COX-2]) ed abbassa notevolmente il livello di aggregazione piastrinica (per inibizione della sintesi di eicosanoidi). Entrambe queste caratteristiche determinano una riduzione dell'insorgenza di aterosclerosi e rischio cardiovascolare.
Benefici del Trans-Resveratrolo
Il trans-resveratrolo si dimostra estremamente efficace nella lotta all'ossidazione delle lipoproteine LDL. Le LDL ossidate risultano notevolmente più piccole e meno sensibili alla captazione dei recettori rispetto a quelle NON ossidate, pertanto, la loro permanenza nel sangue incrementa sensibilmente; questa dilatazione dei tempi metabolici delle lipoproteine ossidate favorisce la possibilità che queste penetrino nelle tonache arteriose e diano origine al processo di aterogenesi.
La funzione antiossidante e preventiva del trans-resveratrolo dipende dalla sua capacità di penetrare nelle LDL e di chelare il rame (Cu2+) quale principale catalizzatore dei processi ossidativi che compromettono l'integrità strutturale-funzionale dei lipidi contenuti nella lipoproteina. Il meccanismo antiossidante del trans-resveratrolo interrompe la cascata ossidativa A MONTE della reazione prevenendo la citotossicità delle LDL ossidate e potenzialmente aterogeniche.
NB. L'alcol etilico contenuto nel vino, se introdotto in eccesso, determina un innalzamento dei trigliceridi ematici che possono favorire l'aumento del rischio cardiovascolare. In conclusione, il vino contenente sostanze fenoliche può essere considerato una bevanda molto utile al raggiungimento della quota di antiossidanti alimentari; tuttavia, considerando che si tratta di un prodotto alcolico, non è totalmente corretto consigliarne il consumo frequente e sistematico. D'altro canto, in assenza di patologie e SE GRADITO, il consumo di 2-3 unità alcoliche giornaliere di vino rosso può favorire la prevenzione dell'ossidazione lipidica e del colesterolo (LDL), riducendo di conseguenza anche il rischio cardiovascolare.
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