Alcol e Glicemia Alta: Effetti e Considerazioni

Si parla sempre delle controversie riguardanti l’assunzione di vino e alcolici, con particolare riferimento alle patologie che interessano la glicemia, e all’interazione tra vino e diabete.

Come già approfondita la correlazione tra il vino e colesterolo, in questo articolo concentreremo energie e competenze sulla principale preoccupazione dei pazienti ad alterato metabolismo glucidico: esiste una correlazione tra consumo di vino e diabete? Se sì, quali sono i consigli di consumo per i pazienti diabetici? È possibile fare uso di vino e derivati? Cominciamo dalle basi.

Cos'è il vino e perché è così famoso?

Probabilmente, il vino è la bevanda alcolica più storicamente nominata e dal background più anticamente radicato nelle fila della nostra memoria. Nella tradizione culinaria italiana viene impiegato da sempre, anche solo come accompagnamento durante il pasto o come sfumatura per sofisticati arrosti e piatti di carne. Ma, dall’altro lato della medaglia, anche il vino è uno dei prodotti alcolici che suscitano più controversie in ambito medico: è possibile consumarlo sempre?

Secondo i Livelli di Assunzione Raccomandata dei Nutrienti (LARN), a prescindere dalle interazioni tra vino e diabete, consigliano di assumere massimo 5-6 bicchieri di vino a settimana (corrispondenti appunto a 1,5 misure sulle 14 settimanali consigliate). Il consumo di vino andrebbe limitato nei casi di diabete, danni epatici, stato di gravidanza e allattamento, minori di 18 anni e guidatori (questo, più generalmente, per tutti gli alcolici).

Vino e Diabete: Qual è la Correlazione?

Il diabete è una condizione patologica di metabolismo insulinico alterato. La correlazione tra vino e diabete quindi esiste, poiché inevitabilmente l’alcool altera i metabolismi glicemici.

Ma cosa c'entra tutto ciò con l'alcool? Il diabete di tipo 1, dunque, prevede come cura le iniezioni di insulina per innalzarne i livelli ematici e favorire l’abbassamento della glicemia. Nel diabete di tipo 2, invece, potrebbe esserci anche una paradossale presenza dell’insulina, che però non viene captata correttamente dall’organismo. Inoltre, altre conseguenze dell’iperinsulinemia sono correlate sono l’ossidazione delle lipoproteine - importanti per le funzioni metaboliche e di membrana, nonché mancanza di effettivo trasporto del colesterolo ‘buono’.

Effetti dell'Alcol nel Diabete di Tipo 1

Molti studi al riguardo sono stati portati avanti negli anni. Ma per quanto riguarda il diabete di tipo 1 siamo al sicuro? Certamente no. Sembra infatti che la somministrazione di alcol etilico determini una serie di reazioni epatiche che spingono il fegato alla produzione di glucosio nel sangue.

Così, se da un lato l’alcol favorirebbe l’innalzamento della riposta insulinica danneggiando ulteriormente i diabetici di tipo 1; dall’altro lato, l’inibizione dell’adrenalina e altri ormoni iperglicemizzanti porterebbe ad un grave pericolo di coma ipoglicemico, nel caso di eccesso di insulina e dunque carenza di glucosio. Come sappiamo, l’aumento del glucosio aumenta anche la risposta insulinica.

Spesso ci viene chiesto: esiste un vino per diabetici? Per il diabete è meglio consumare vino o birra? Infatti, è anche sbagliato demonizzare il fenomeno, in quanto è l’alcool il principale responsabile degli effetti collaterali sulla glicemia, e non il vino in particolare.

L'Alcol Etilico: Un Elemento Non Essenziale

Pur essendo un elemento abbastanza diffuso nella dieta degli adulti, l'alcol etilico non è una molecola essenziale, né un nutriente o tanto meno una molecola "salutare". Queste poche nozioni dovrebbero essere sufficienti a capire che l'alcol etilico non è una molecola innocua, anche se non è nemmeno plausibile eliminarlo totalmente dal regime alimentare collettivo, poiché rappresenta un ingrediente essenziale del vino, la bevanda alcolica italiana "per eccellenza".

È anche opportuno specificare che l'effetto negativo dell'alcol sull'organismo è dose-dipendente, pertanto se ne sconsiglia soprattutto l'abuso, nonostante se ne conceda l'utilizzo nel rispetto delle razioni raccomandate (vedi sopra i livelli suggeriti dai LARN).

Effetti Metabolici dell'Alcol

In base agli approfondimenti scientifici che sono stati svolti sugli effetti metabolici dell'alcol, pare che la sua assunzione possa in un qualche modo giovare all'iperglicemia; dal punto di vista ormonale è emerso che la somministrazione di alcol nel soggetto sano può determinare un aumento della risposta insulinica (Robert Metz, Sheldon Berger ed Mary Mako) e una riduzione della secrezione di ormoni IPERglicemizzanti (per inibizione della nicotinamide-adenina-dinucleotide).

Ad una prima analisi, questo potrebbe sembrare un aspetto positivo, in quanto molti diabetici soffrono di una scarsa o assente produzione di insulina correlata a iperglicemia. Il diabete tipo 2 è più spesso associato ad iperinsulinemia che a deficit insulinico, ovvero un eccesso della produzione di insulina causato dalla mancata captazione periferica (mentre il deficit di insulina può subentrare più tardivamente, negli stadi avanzati della malattia che prevedono la compromissione della funzionalità pancreatica).

Nel diabete con iperinsulinemia, l'inibizionedegli ormoni iperglicemizzanti è senz'altro un aspetto positivo, ma favorire la risposta insulinica non ha alcun senso. Tuttavia, l'alcol interagisce con il metabolismo anche in maniera totalmente indipendente dai cicli ormonali; è stato dimostrato che l'inibizione della nicotinamide-adenina-dinucleotide epatica, oltre a ridurre la produzione di ormoni iperglicemizzanti, riduce drasticamente anche il potenziale di neoglucogenesi del fegato.

In maniera negativa se consideriamo che, nel diabete tipo 1, l'iniezione insulinica deve essere accuratamente valutata in base alla composizione glucidica del pasto; così come un eccesso di insulina potrebbe provocare l'abbassamento drastico della glicemia e il coma ipoglicemico, anche una "disattivazione" della neoglucogenesi potrebbe partecipare ad un evento infausto del genere.

Per ultimo e non meno importante, rammentiamo che il diabete tipo 1 si manifesta solitamente in età precoce e con shock ipoglicemico legato ad una iper produzione momentanea di insulina; figuriamoci se tale circostanza avesse luogo in presenza di alcol etilico... le possibilità di morte aumenterebbero notevolmente!

Linee Guida e Precauzioni per i Diabetici

Le persone che soffrono di diabete devono seguire specifiche prescrizioni alimentari per evitare che la loro condizione peggiori. Il diabete mellito è una patologia caratterizzata da un eccesso di zuccheri (glucosio) nel sangue, nota anche come iperglicemia.

  • Diabete di tipo 1, caratterizzato da esordio precoce e insulino dipendenza.
  • Diabete di tipo 2, con esordio tardivo, è caratterizzato da una ridotta sensibilità dell’organismo all’insulina (insulino resistenza).

Secondo numerosi studi e ricerche, ad oggi, non vi è una controindicazione assoluta al consumo di alcol per i diabetici. è consentito il consumo di alcol in quantità moderate e durante i pasti (e ovviamente nel rispetto delle razioni LARN).

Cocktail e Diabete: Una Combinazione Complicata

Diabete e cocktail è una combinazione complicata che spesso da l’impressione di risolvere un’equazione a due incognite: da una parte l’alcol, che ha un effetto ipoglicemico e, dall’altra, i succhi di frutta e gli sciroppi, che sono ricchi di carboidrati.

L’alcol ha un effetto ipoglicemizzante. Oltre alla componente alcolica (rum, vodka, cachaça, tequila, gin, vermut, martini…) i cocktail sono composti da bevande contenenti zucchero! Questi cocktail devono ovviamente essere consumati con moderazione.

Alternative Analcoliche e Senza Zucchero

I cocktail analcolici a base di succhi di frutta possono essere altrettanto allettanti dei loro cugini alcolici. La maggior parte dei grandi marchi di bibite e sciroppi hanno creato la gamma “zero zucchero” (a base di aspartame o stevia). Inoltre, nelle grandi città, alcuni bar offrono una grande varietà di cocktail senza alcol e sempre più spesso senza zucchero, ideali per chi è affetto da DT1 e DT2.

Consigli Pratici per il Consumo di Alcol nel Diabete di Tipo 1

In genere l’alcol influisce sulla gestione della glicemia e il suo consumo richiede un’attenzione particolare quando si soffre di diabete di tipo 1. L’alcol passa immediatamente nel flusso sanguigno. Il fegato scompone ed elimina l’alcol filtrando il sangue. Questo può interferire con la capacità di svolgere “normali” azioni, come il rilascio di glucosio per regolare i livelli glicemici.

  • Mangiare prima di bere: il cibo nello stomaco rallenta l’assorbimento dell’alcol.
  • Evitare di bere a stomaco vuoto: questo è particolarmente sconsigliato con il diabete di tipo 1 per l’aumento del rischio di ipoglicemia.
  • Consumare alcol con un pasto o come aperitivo mentre si mangiano degli stuzzichini.
  • Bere lentamente e alternate il vostro drink con bevande analcoliche (e senza zucchero), preferibilmente acqua.
  • Essere consapevoli del contenuto di carboidrati: alcuni alcol, come vini (dolci o cotti) e birre, contengono molti carboidrati.
  • Se siete voi ad ospitare, preparatevi il vostro cocktail: questo vale per tutti: l’alcol va consumato con moderazione.

Il “consumo moderato” corrisponde al massimo a due bevande alcoliche al giorno per una donna e tre per un uomo, e meno di 10-15 a settimana. Si raccomanda fortemente di non bere da soli. Quando uscite, assicuratevi di essere accompagnati da qualcuno consapevole dei sintomi dell’ipoglicemia e che sia disposto ad aiutarvi se necessario. Attenzione: i segni di ipoglicemia possono essere confusi con i segni dell’ubriachezza, il che può portare a situazioni pericolose.

Per evitare una mattinata difficile - in particolare l’ipoglicemia mattutina - ricordatevi sempre di testare la glicemia prima di andare a letto. Promemoria importante (soprattutto se pensate di dormire fino a tardi): l’ipoglicemia ritardata può verificarsi fino a 24 ore dopo il consumo di alcol.

Vino e Glicemia: Cosa Dice la Scienza?

Deliziarsi con un calice di vino rosso o bianco in buona compagnia è per tanti un piacere irrinunciabile. Ma il vino alza la glicemia? Sicuramente chi ha problemi di iperglicemia, diabete oppure chi vuole tenere semplicemente bassi i livelli di glucosio si sarà chiesto spesso se bere del vino possa influenzare i valori glicemici, favorendone un aumento.

«Il vino non alza direttamente la glicemia, ma un suo consumo è associato un maggiore rischio per la salute in generale» spiega la nutrizionista Valentina Spuntarelli. «Dal 1988 le bevande alcoliche sono state classificate dalla IARC (International Agency for Research on Cancer) nel gruppo 1, pertanto rientrano tra le sostanze sicuramente cancerogene per l’uomo.»

Studi sull'Influenza del Vino sulla Glicemia

«Per quanto riguarda l’influenza del consumo di vino sulla glicemia i risultati di uno studio pubblicato sulla rivista American Journal of Clinical Nutrition suggeriscono che il consumo moderato di bevande alcoliche riduca la glicemia post-prandiale del 16-37 per cento per via della capacità dell’etanolo di inibire il processo della gluconeogenesi e la produzione epatica di glucosio. Inoltre, tra tutte le bevande alcoliche, quella che ha determinato la maggiore riduzione della glicemia post-prandiale è proprio il vino.»

Vino Rosso vs Vino Bianco: Quali Differenze?

«Facendo riferimento alle tabelle di composizione degli alimenti del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria sia nel vino bianco sia nel vino rosso gli zuccheri sono presenti in traccia» dice l’esperta. «La differenza sostanziale tra queste due tipologie di vini non risiede tanto nel quantitativo di zuccheri in essi contenuti ma nella presenza nel vino rosso di polifenoli, in particolare troviamo il resveratrolo, noto per avere numerosi effetti positivi sulla salute. Attraverso uno studio condotto su modelli animali e su soggetti diabetici è stato visto che questo composto migliora l’omeostasi del glucosio, diminuisce la resistenza all’insulina, protegge le cellule beta pancreatiche, migliora la secrezione di insulina e migliora i disturbi metabolici.»

L'Importanza del Fegato nel Metabolismo dell'Alcol

Il fegato è l’organo principale per il metabolismo dell’alcol, poiché smaltisce circa l’80% di esso. In primo luogo, il fegato può produrre glucosio a partire da proteine o grassi, un processo chiamato gluconeogenesi, che avviene soprattutto durante periodi di digiuno, come la notte. In secondo luogo, quando i livelli di glucosio nel sangue sono elevati, il fegato converte una parte di questo glucosio in glicogeno, una forma di glucosio complesso che viene immagazzinata nel fegato e può essere facilmente riconvertita in glucosio semplice quando necessario.

Quando il fegato metabolizza l’alcol, vengono rilasciati sottoprodotti chimici che ostacolano il processo di gluconeogenesi. Inoltre, l’alcol impedisce anche la trasformazione del glicogeno in glucosio. L’effetto dell’alcol sulla glicemia può variare a seconda del momento in cui viene consumato e del tipo di bevanda alcolica.

Gestione del Diabete di Tipo 1 e Consumo di Alcol

Nel 2019, le linee guida dell’American Diabetes Association suggerivano alle persone con diabete di tipo 1 di moderare il consumo di alcol. In particolare, raccomandano di non superare 1 bevanda alcolica al giorno per le donne adulte e 2 per gli uomini adulti.

Usa la tecnologia per monitorare meglio i tuoi livelli glicemici. Con il diabete di tipo 1, non devi sentirti privato di una vita sociale che include occasionalmente un drink. Bere un bicchiere di vino o un cocktail in compagnia non dovrebbe essere un problema, a patto di farlo con consapevolezza e seguendo alcune precauzioni.

Benefici e Rischi del Consumo Moderato di Alcol

Iniziamo con un messaggio chiaro: non esiste una reale controindicazione all’assunzione di alcolici neanche nei soggetti affetti da diabete, che paradossalmente, al contrario, potrebbero presentare anche qualche piccola indicazione in più per consumare quantità moderate di bevande alcoliche.

È noto infatti, che il consumo di alcool a dosi moderate riduce il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari e, recentemente, alcuni studi scientifici hanno dimostrato un analogo effetto di prevenzione nei confronti del diabete mellito. Recenti osservazioni, inoltre hanno permesso di dimostrare che i soggetti che soffrono di diabete mellito e che consumano quantità moderate di alcool, presentano una frequenza di malattie cardiovascolari ridotta rispetto ai pazienti con diabete astemi.

Il soggetto con diabete che decida di consumare dell’alcool non dovrebbe comunque farlo in maniera arbitraria dal momento che se è vero che alcune bevande alcoliche (ed in particolare il vino rosso), contengono delle sostanze in grado di svolgere effetti benefici, è altrettanto vero che l’alcool è una sostanza ad elevato contenuto calorico (ogni grammo di alcool apporta circa 7 Kcal) e che pertanto la sua assunzione in maniera cronica può alterare un regime dietetico altrimenti ben controllato.

Bere vino è una tradizione ormai consolidata in tutte le case e l’atto stesso di consumarlo racchiude in sé una serie di abitudini, esperienze, convivialità e modi di vivere. Ma ci siamo mai chiesti se bere vino tutti i giorni faccia davvero bene alla nostra salute, soprattutto se si è affetti da diabete, specie di tipo 2?

È bene sapere che il metabolismo dell’alcol in questi soggetti può depauperare le riserve corporee di micronutrienti, per cui in determinate circostanze può essere utile ripristinare il pool di micronutrienti mediante integratori di vitamine, minerali e amminoacidi.

La Composizione del Vino e i Suoi Effetti

Il vino è il prodotto ottenuto dalla fermentazione alcolica totale o parziale degli zuccheri contenuti nell’uva fresca o a partire dal mosto delle uve, avente un titolo alcolometrico maggiore dei 3/5 del titolo alcolometrico totale. Il vino viene generalmente classificato come rosso, bianco e rosato. Il vino è una bevanda costituita sostanzialmente da acqua e alcol, i quali costituiscono insieme il mezzo in cui sono disciolti tutti gli altri nutrienti.

Tra le sostanze presenti nel vino troviamo in quantità molto basse le vitamine e le proteine, mentre i sali minerali si trovano in buone quantità, come d’altronde in tutti i prodotti fermentati alcolici. Il 94% degli zuccheri presenti nel vino sono essenzialmente due: il glucosio e il fruttosio. Questi due zuccheri semplici vengono utilizzati dal nostro organismo per produrre energia.

Diabete: Tipi e Gestione

Il diabete è una malattia cronica caratterizzata da alti livelli di glucosio nel sangue a seguito di perdita della funzionalità di insulina o incapacità di produrre tale ormone. Il diabete di tipo 2 è la forma più comune di questa malattia, caratterizzato da una ridotta sensibilità dell’organismo all’insulina (definita comunemente insulinoresistenza).

La dieta risulta da sempre una componente fondamentale nella gestione del diabete di tipo 1 ma maggiormente in quello di tipo 2, al pari dell’attività fisica e dell'educazione terapeutica. Un paziente con diabete di tipo 2 che sa gestire i propri pasti e monitorare la quantità di zuccheri assunti riesce a raggiungere un buon profilo glicemico anche senza l’ausilio di farmaci.

Linee Guida per il Consumo di Alcol nei Diabetici

Secondo molti studi non vi è una controindicazione assoluta all’assunzione di alcol per i soggetti diabetici. È opportuno tuttavia prestare attenzione alle quantità, e soprattutto alla frequenza di consumo. Il consumo di alcol deve essere accompagnato al consumo di cibo, soprattutto la sera, per evitare il rischio di incorrere in ipoglicemie notturne. Le dosi devono in ogni caso rimanere modeste: generalmente non bisogna superare i 13 g al giorno per le donne (si tratta all’incirca di un drink) e non più di 25 g al giorno per gli uomini (due drink).

Micronutrienti, Alcol e Fegato

Un soggetto diabetico ha tendenzialmente fabbisogni vitaminici aumentati rispetto ad un soggetto in salute. A seguito di carenze vitaminiche conclamate o subcliniche, lo smaltimento dell’etanolo da parte delle cellule del fegato indebolisce ulteriormente il soggetto di riserve di micronutrienti. Se in questo quadro ci aggiungiamo disturbi al fegato, come la steatosi epatica non alcolica (NAFLD), sicuramente il consumo quotidiano di alcol diventa un vero e proprio fattore di rischio.

L’alcol però non è in grado di soddisfare in alcun modo le importanti funzioni che vengono solitamente attribuite ai nutrienti, sebbene si tratti di una sostanza ad elevato tenore calorico: 1 grammo di alcol apporta circa 7 kilocalorie. Queste calorie vengono disperse velocemente dal nostro organismo sotto forma di calore. Inoltre, è stata scoperta una correlazione tra elevato consumo di alcol e aumento dei depositi di grasso nel tessuto adiposo.

Nel nostro organismo la neutralizzazione degli effetti tossici dell’alcol avviene attraverso una serie di meccanismi complessi ed efficienti che hanno luogo a livello del fegato. Il glutatione è uno dei principali fattori che partecipa alla neutralizzazione di acetaldeide e dei radicali liberi derivanti dal metabolismo dell’etanolo (come pure dei substrati energetici).

Nei soggetti con insulinoresistenti smaltire l’etanolo risulta un processo ancora più complesso perché la biosintesi endogena di glutatione (GSH) è rallentata per effetto dell’insulina. Va da sé che il nostro organismo “investe” importanti risorse per assicurarsi un’adeguata produzione di glutatione.

Consumo Ottimale di Alcol: Quantità e Modalità

Consumare tutti i giorni vino richiede riserve ottimali di microelementi da parte delle cellule. Pertanto, quando ci chiediamo se si può bere il vino con il diabete, occorre individuare quale sia la quantità giusta da consumare, la modalità di assunzione e di accompagnamento o meno con i pasti senza che possa interferire con il margine di sicurezza per la salute. In generale si consiglia un consumo di alcol pari a 1-15 grammi al giorno, facendo attenzione a non cadere nella trappola della sistematicità, fino ad un massimo di 100 grammi alla settimana.

Nel diabetico i rischi correlati al consumo di bevande alcoliche (che sia birra, vino rosso, vino bianco o prosecco) diventa maggiore quando l’alcol viene ingerito in tarda serata, a digiuno o con una inadeguata assunzione di carboidrati. Nel diabetico si potrebbero scatenare o aggravare crisi ipoglicemiche, già possibili in corso di trattamento con insulina o ipoglicemizzanti orali.

Alcuni studi suggeriscono che il consumo da basso a moderato di vino rosso ai pasti, in associazione all’olio extravergine d’oliva, contribuisce alla prevenzione delle malattie cardiometaboliche, tra cui diabete mellito, sindrome metabolica e obesità. Al contrario, un consumo di alcol più elevato è associato ad un aumento del rischio di sviluppare tali patologie.

Il Ruolo dei Polifenoli e del Resveratrolo

Tra le varie bevande alcoliche, il vino rosso, probabilmente grazie alla sua gamma unica di composti fenolici, è generalmente associato ai risultati positivi di alcuni studi su larga scala. In particolare, i polifenoli del vino rosso possono influenzare positivamente la resistenza all'insulina e le concentrazioni plasmatiche delle lipoproteine.

Si è visto che il resveratrolo, in particolar modo, presente nel vino, ha ridotto la resistenza all'insulina nei pazienti con diabete di tipo 2, negli uomini obesi, negli uomini con sindrome metabolica e negli anziani con insulinoresistenza.

Ma facciamo attenzione! Il consumo di vino ha un costo per le nostre cellule, il che significa che se l’abitudine persiste per anni ed anni, il rischio è quello di esacerbare carenze micronutrizionali e/o disturbi del metabolismo. La “protezione” che il consumo moderato di vino offrirebbe contro il diabete viene abolita quando l’alcol viene assunto in dosi più elevate. Sono necessari ulteriori studi per comprendere appieno quali siano le proprietà antidiabetiche del resveratrolo, per poter stabilire il potenziale terapeutico di altri polifenoli nei pazienti con diabete mellito di tipo 2 (DMT2).

Superalcolici vs Vino e Birra

Nonostante assumere alcol non sia propriamente raccomandato, si tende comunque a consigliare il consumo di vino e birra piuttosto che di superalcolici. Perché? L’abuso di alcol può causare problemi sia alla salute fisica che mentale. Oltre alla quantità di alcool ed alla relativa frequenza di assunzione, bisogna prestare attenzione al tasso alcolico delle bevande.

In generale le bevande alcoliche sono accomunate dal fatto di contenere alcol, presente in concentrazioni variabili: maggiore è la concentrazione e maggiore sarà il grado alcolico della bevanda. Più precisamente, i superalcolici hanno una gradazione superiore al 21%. Questi ultimi presentano non solo un contenuto di alcol maggiore, ma sono anche più zuccherini: il quantitativo di zuccheri risulta infatti più elevato rispetto alle bevande da pasto come vino e birra.

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