Il Ruolo dell'Infermiere nella Biopsia con Ago

La biopsia è una procedura medica che consiste nel prelevare un pezzo di tessuto da un organo per esaminarlo microscopicamente ed evidenziare eventuali anomalie.

Tipi di Biopsia

Esistono diverse tipologie di biopsia, tra cui:

  • Biopsia con ago: Viene eseguita prelevando un campione di tessuto con un ago, dopo aver anestetizzato la cute della persona. Per individuare la giusta sede si utilizza l’ausilio della TAC (si parla di “biopsia TAC - guidata”). La biopsia con ago viene anche definita transtoracica o percutanea.
  • Biopsia aperta: Viene eseguita in sala operatoria, previa visione diretta dei polmoni.

Le evidenze scientifiche raccomandano di eseguire una TC del torace prima di eseguire una biopsia polmonare. Le immagini della TC devono aiutare il medico a scegliere la procedura più indicata, a seconda della zona che deve essere aggredita. La biopsia polmonare viene fatta a scopo diagnostico. Essendo una procedura invasiva, la biopsia polmonare non è esente da rischi.

Aspirato Midollare e Biopsia Osteomidollare

L’esame del midollo osseo trova indicazione in tutte le condizioni in cui non sia chiara l’origine di una significativa alterazione dell’emocromo, nei casi in cui si sospetti una patologia ematologica primitiva, o a completamento della stadiazione di alcune neoplasie ematologiche già diagnosticate, come i linfomi.

Nel midollo osseo sono contenuti infatti i progenitori o precursori dei globuli rossi (eritroblasti, con diverso grado di maturazione), dei globuli bianchi (mieloblasti e le altre cellule mieloidi nelle diverse fasi maturative) e delle piastrine (megacariociti).

Possono essere effettuati due tipi di procedure: l’aspirato midollare e/o la biopsia osteomidollare. Spesso vengono effettuati entrambi, in quanto forniscono informazioni complementari, ma talvolta è sufficiente solo una delle due procedure.

Aspirato Midollare

L’aspirato midollare consiste nel prelievo del sangue midollare, che è contenuto soprattutto nelle ossa piatte. Per il prelievo si utilizza un ago sottile e robusto che possiede a una estremità un fermo regolabile ed è attraversato da un mandrino. Le sedi utilizzate per il prelievo, che usualmente è eseguito dopo anestesia locale, sono:

  • cresta iliaca posteriore (parte posteriore del bacino);
  • la parte superiore dello sterno (torace anteriore);
  • cresta iliaca anteriore (parte anteriore del bacino), sede scelta nei bambini o per condizioni particolari come l’obesità severa.

L’aspirazione è in genere di breve durata, necessaria a prelevare una piccola quantità di sangue midollare; la manovra, anche se fastidiosa, non è generalmente particolarmente dolorosa. La prima parte del materiale aspirato viene posto su dei vetrini e strisciato, per effettuare la valutazione morfologica attraverso l’esame microscopico, indispensabile per avere un rapido orientamento diagnostico e per la classificazione di alcune condizioni.

Dopo la colorazione in May Grunwald Giemsa, si può osservare il preparato su vetrino prima valutandolo a piccolo ingrandimento e poi utilizzandone uno maggiore. A piccolo ingrandimento si apprezzerà la cellularità (che riflette la ricchezza del midollo); la presenza e il numero dei megacariociti; la presenza di eventuali raggruppamenti di cellule estranee al midollo (come cellule di tumori originati in altri organi); l’eventuale presenza di monomorfismo cellulare (cioè di una popolazione di cellule tutta della stessa forma, come nelle leucemie acute).

Successivamente si effettua una valutazione a maggiore ingrandimento, in cui si ricercano le eventuali anomalie morfologiche delle tre serie emopoietiche (eritroblasti, mieloblasti/mielociti e megacariociti). Inoltre, viene effettuato il mielogramma, cioè la conta dei diversi sottotipi di precursori, molto importante ad esempio per porre la diagnosi delle leucemie acute e delle sindromi mielodisplastiche.

La restante parte dell’aspirato midollare viene invece utilizzata per ulteriori esami di approfondimento, che possono essere la caratterizzazione immunofenotipica delle cellule, lo studio del cariotipo e/o la ricerca di mutazioni geniche in biologia molecolare.

Biopsia Ossea

La biopsia ossea consiste nel prelievo di un frammento di tessuto osseo che contiene il midollo (frammento osseo) il quale, a differenza dell’aspirato midollare, permette di valutare la densità cellulare, l’architettura del midollo osservando l’insieme del tessuto emopoietico e il suo rapporto con lo stroma (tessuto di sostegno del midollo), e l’eventuale presenza di fibrosi midollare o di infiltrazione da parte di cellule estranee.

Il prelievo si esegue quasi esclusivamente sulla cresta iliaca posteriore, dopo aver anestetizzato la cute e il tessuto osseo sottostante. Si inserisce un ago di maggior calibro nella profondità dell’osso per un paio di centimetri e si ritira lo strumento all’interno del quale rimane un piccolo frammento cilindrico di tessuto.

Il frammento può essere fissato in formalina, per essere poi sezionato e valutato da un patologo particolarmente esperto nelle malattie ematologiche. La valutazione delle sezioni della biopsia è innanzitutto morfologica dopo appropriata colorazione, come per l’aspirato midollare. Vengono però spesso affiancate metodiche di immunoistochimica, che consentono di caratterizzare meglio le cellule midollari e facilitarne il conteggio ed effettuare la diagnosi.

La procedura non è di solito eccessivamente dolorosa: si può eseguire in regime ambulatoriale o di day-hospital, così che il paziente può tornare a casa dopo l’esecuzione. Eccetto una moderata dolenzia della sede del prelievo, le complicanze della procedura sono molto rare.

Biopsia Renale Percutanea

La biopsia renale è un esame diagnostico minimamente invasivo, che consiste nella raccolta, e nella successiva analisi, di un campione di cellule renali. L'analisi non si limita alla semplice osservazione al microscopio delle cellule prelevate, ma prevede anche il loro studio tramite diversi test di laboratorio. La procedura di biopsia renale più comune è la biopsia renale percutanea; il termine percutanea sta ad indicare l'utilizzo di un ago speciale, che viene infilato attraverso la pelle, esattamente nel punto dove sono situati i reni.

Dove si trovano i reni?

I reni risiedono nella cavità addominale, ai lati delle ultime vertebre toraciche e delle prime vertebre lombari; sono simmetrici e, per forma, ricordano un fagiolo. Le loro principali funzioni sono:

  • Filtrare le sostanze di rifiuto dannose od estranee, presenti nel sangue, ed eliminarle con l'urina
  • Regolare gli equilibri idro-salini e acido-base del sangue

Quando si esegue la biopsia renale?

La biopsia renale si mette in pratica quando il rene o i reni di un individuo funzionano in modo decisamente inadeguato. Scendendo più nel dettaglio, viene solitamente eseguita quando:

  • è difficile interpretare, con esami diagnostici non invasivi, i problemi renali di un individuo;
  • al medico servono ulteriori informazioni per poter pianificare una terapia renale adeguata;
  • il medico ha necessità di misurare, in modo preciso, la progressione della malattia renale in corso; per esempio, in caso di insufficienza renale, una biopsia serve a stabilire l'entità del danno ai reni;
  • il medico vuole conoscere in modo preciso quanto è esteso il danno al rene;
  • occorre chiarire se i trattamenti per una data malattia renale stanno dando gli effetti sperati;
  • il medico vuole capire i motivi di un eventuale rigetto dell'organo in caso di trapianto di rene.

Talvolta, la biopsia renale può rendersi necessaria anche quando determinati esami del sangue o delle urine sono risultati del tutto anomali. Per esempio, la presenza di sangue o di proteine nelle urine (rispettivamente ematuria e proteinuria), così come un eccesso di prodotti di rifiuto nel sangue, possono giustificare il ricorso ad una biopsia renale.

Rischi della Biopsia Renale

La biopsia renale è una procedura abbastanza sicura. Tuttavia, trattandosi pur sempre di una procedura invasiva, in certi frangenti può comportare alcune complicazioni, come:

  • Emorragie: La perdita di sangue dovuta all'uso dell'ago è la complicanza più comune della biopsia renale: si manifesta con ematuria (cioè sangue nelle urine) e dura pochi giorni. Se dovesse prolungarsi oltre o divenire cospicua, bisogna contattare tempestivamente il medico.
  • Dolore: Avvertire un leggero dolore nel punto in cui è stato infilato l'ago è abbastanza normale e non deve allarmare; solitamente si tratta di una sensazione passeggera.
  • Fistola arterovenosa: Il termine fistola arterovenosa identifica un'anomala connessione tra un'arteria e una vena. In caso di biopsia renale, può venirsi a creare se l'ago, durante la penetrazione, danneggia la pareti di alcuni vasi venosi e arteriosi adiacenti. Le fistole arterovenose successive alla biopsia renale si risolvono solitamente da sole e non provocano alcun sintomo particolare.
  • Ematomi infetti: Un ematoma è un accumulo localizzato di sangue, successivo alla lesione di alcuni vasi sanguigni. Anche se capita assai raramente, gli ematomi che si formano dopo una biopsia renale possono "ospitare" dei batteri e infettarsi; quando ciò si verifica, il paziente deve sottoporsi immediatamente a una cura antibiotica e a un drenaggio chirurgico per eliminare il sangue infetto.

Controindicazioni

La biopsia renale percutanea è controindicata in caso di:

  • Tendenza innata alle emorragie (in questo caso si parla di diatesi emorragica).
  • Grave ipertensione sanguigna.
  • Agenesia renale (ovvero presenza di un rene soltanto).
  • Iperazotemia e uremia.
  • Determinate anomalie strutturali/anatomiche dei reni (per esempio idronefrosi, cisti renali, rene piccolo ecc).
  • Gravidanza.
  • Infezioni del tratto urinario
  • Obesità.

Preparazione alla Biopsia Renale

Prima di eseguire una biopsia renale, il medico è tenuto a stabilire, mediante degli specifici test diagnostici, se il paziente può sottoporsi alla procedura. Durante questa fase preparatoria il paziente è invitato ad esprimere qualsiasi suo dubbio o timore riguardante la procedura.

Esami diagnostici per valutare l'idoneità

I principali test diagnostici per valutare l'idoneità di un individuo alla biopsia renale sono: gli esami del sangue, gli esami delle urine e l'ecografia renale.

  • Con gli esami del sangue, si valutano gli stati di azotemia e uremia e la capacità coagulativa del sangue (un sangue che coagula poco predispone alle emorragie).
  • Con gli esami delle urine, invece, si valuta se c'è una qualche infezione nel tratto urinario.
  • Infine, con l'ecografia renale, si analizza se i reni presentano una qualche anomalia strutturale/anatomica.

Quali farmaci non vanno assunti prima della biopsia renale?

Se il paziente assume regolarmente antiaggreganti (aspirina) e anticoagulanti (warfarin ed eparina), deve interrompere tali assunzioni almeno due o tre settimane prima della data stabilita per la biopsia renale. In caso contrario, correrebbe il rischio di emorragie gravi che potrebbero essere perfino letali. Per la ripresa delle somministrazioni, bisogna attendere il via libera del medico curante. Un'altra categoria di farmaci da evitare sono i FANS, ovvero i Farmaci Antinfiammatori Non-Steroidei.

Digiuno completo

Poiché la biopsia renale richiede l'anestesia locale, il paziente deve presentarsi, nel giorno dell'esame, a digiuno completo da almeno 8 ore (in genere dalla sera del giorno precedente). Per digiuno completo, s'intende sia l'astensione dal cibo solido, sia l'astensione dai liquidi (solo l'acqua è concessa fino a un paio di ore prima).

Procedura della Biopsia Renale Percutanea

La biopsia renale percutanea, che è a tutti gli effetti un intervento di chirurgia ambulatoriale, si esegue come descritto di seguito.

  1. Innanzitutto, il medico fa coricare il paziente a pancia in giù, su un lettino da sala operatoria. N.B: un paziente a cui è stato trapianto il rene viene fatto coricare a pancia in su, perché il rene sostitutivo viene impiantato anteriormente rispetto alla posizione classica.
  2. Segnata la zona, la disinfetta e vi inietta i farmaci per l'anestesia locale.
  3. Una volta che ha posizionato l'ago e che è pronto per aspirare le cellule renali, il medico chiede al paziente di trattenere il respiro per qualche secondo (il tempo del prelievo, in genere 5-10 secondi), allo scopo di mantenere il rene in una posizione fissa (la respirazione, infatti, muove il rene in su e in giù). Soltanto a questo punto, aspira le cellule.
  4. Poiché con un'aspirazione si prelevano poche cellule renali, occorre ripetere il tutto diverse volte: ogni aspirata si effettua attraverso la stessa incisione e sempre facendo trattenere il respiro al paziente.
  5. Non appena il medico ritiene concluso il prelievo, richiude la zona incisa con dei punti di sutura e applica una fasciatura protettiva.

Biopsia Renale Laparoscopica

Gli individui che soffrono di diatesi emorragica o agenesia renale non possono sottoporsi, come si è visto, alla biopsia renale percutanea; tuttavia, possono sottoporsi a una procedura alternativa, eseguita in laparoscopia e chiamata biopsia renale laparoscopica.

Dopo la Biopsia Renale

Al termine dell'intera procedura bioptica, il paziente viene fatto accomodare in un sala di ricovero. Qui, viene mantenuto per diverse ore sotto stretta osservazione: è sottoposto, infatti, a un monitoraggio continuo dei parametri vitali (pressione sanguigna, polso e respirazione) e ad esami del sangue e delle urine. Si consiglia il massimo riposo per almeno 12-24 ore dopo l'esame; pertanto, dopo aver fatto ritorno a casa, va evitato ogni tipo di attività affaticante.

Chi esamina il campione di cellule renali?

Le cellule renali raccolte sono affidate, non appena vengono prelevate, a un medico patologo esperto, il quale, mediante diversi test di laboratorio, le analizza e ne studia le caratteristiche. I risultati sono disponibili in genere dopo una settimana, ma in casi di emergenza possono essere messi a disposizione del paziente e del medico curante già dopo 24 ore.

Sintomi che richiedono attenzione medica

Dopo la biopsia renale percutanea, è normale avvertire dolore nel punto d'incisione. Non è normale, invece:

  • La prolungata presenza di sangue o grumi di sangue nelle urine
  • Avvertire difficoltà a urinare
  • Un innalzamento della temperatura corporea (febbre)
  • Un peggioramento della sensazione dolorosa
  • Avvertire debolezza e stanchezza eccessiva

In presenza di uno o più di questi disturbi, è opportuno contattare subito il proprio medico curante.

Attendibilità dei Risultati

La biopsia renale è un esame altamente attendibile e chiarisce diversi dubbi.

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