L’alfa-fetoproteina (AFP) è una proteina normalmente prodotta dal sacco vitellino e dal fegato del feto durante la gravidanza. L'esame misura la concentrazione di alfafetoproteina (AFP) nel sangue. Nei bambini sani e negli adulti, l'AFP è normalmente presente in piccolissime quantità.
Quando e perché viene misurata l'AFP?
L'esame dell'alfafetoproteina viene indicato come supporto alla diagnosi di tumori epatici, testicolari ed ovarici. L'esame dell'AFP può essere consigliato anche in presenza di cirrosi o epatite cronica. Il parametro risulta utile, inoltre, per monitorare l'andamento di patologie del fegato croniche, come la cirrosi, l'epatite B e l'epatite C.
Al di fuori del periodo gestazionale, il dosaggio ematico di alfafetoproteina viene effettuato per valutare l'evoluzione di alcuni tumori. Non si tratta quindi di un test con finalità diagnostiche, ma di un esame complementare, che fornisce un'indicazione sull'evolversi dei processi tumorali nel tempo, anche in relazione alle terapie intraprese.
L'esame dell'alfafetoproteina è un'analisi di laboratorio che prevede l'esecuzione di un semplice prelievo di sangue da una vena del braccio. Per l'analisi dell'AFP, è richiesto il digiuno di almeno 8 ore, per evitare che il cibo interferisca con il risultato.
L'esame dell'alfa fetoproteina viene prescritto anche insieme al dosaggio di gonadotropina corionica umana ed estriolo nel sangue materno, nell'ambito del tritest.
AFP in Gravidanza
L'AFP si riscontra nel siero materno a partire dalla quarta settimana di gravidanza. In particolare, questa glicoproteina viene prodotta dal feto in formazione nel proprio fegato, nel sacco vitellino e nel tratto gastroenterico. La concentrazione di AFP comincia ad aumentare al termine del primo trimestre per poi diminuire dalla 32esima settimana di gravidanza.Nelle gravidanze in cui il feto è portatore di alcune anomalie cromosomiche è stato osservato un basso livello di alfa-fetoproteina.
Durante la gravidanza livelli troppo bassi di questa proteina nel sangue materno (specchio dei valori del feto) potrebbero essere indice della presenza di anomalie cromosomiche nel feto, come la Sindrome di Down.
Diversa è, invece, la situazione delle donne in gravidanza: la concentrazione di alfa fetoproteina aumenta sia nel sangue del feto sia nel liquido amniotico nel primo trimestre di gravidanza per poi diminuire progressivamente fino al parto.
Secondo le statistiche riportate dall'American College of Obstetrician and Gynecologist (ACOG), il test dell'alfa-fetoproteina (AFP) rileva i difetti del tubo neurale in circa l'80% dei casi. È consigliabile che il risultato del test venga comunicato alla donna e alla coppia da un consulente genetico o da un medico per spiegarne il significato e illustrare il percorso clinico da seguire.
Cosa significa un'alta concentrazione di AFP?
Alte concentrazioni di alfafetoproteina possono essere prodotte da certi tipi di tumore del fegato, del testicolo e dell'ovaio. Alte concentrazioni di alfafetoproteina sono riscontrabili nella maggior parte delle persone affette da carcinoma epatocellulare. Aumentate concentrazioni di AFP possono indicare la presenza di un tumore, tra i quali il più comune è il carcinoma epatico, ma anche il tumore dell'ovaio e dei testicoli.
Quantità aumentate di AFP possono indicare la presenza di cancro delle cellule germinali nei testicoli o alle ovaie (teratocarcinoma). Livelli elevati di alfa fetoproteina, infatti, sono riscontrabili nei pazienti affetti da uno dei tumori al fegato più comuni - l’epatocarcinoma - ma anche nei casi di epatoblastoma.
Quest'ultimo è una rara forma tumorale al fegato che si manifesta, nella maggior parte dei casi, in età pediatrica.
Cosa significa una bassa concentrazione di AFP?
Nei bambini sani e negli adulti, l'AFP è normalmente presente in piccolissime quantità. Negli adulti sani avere livelli ematici minimi di alfa fetoproteina costituisce la normalità.
Nel corso della gravidanza, invece, una bassa concentrazione di questa proteina nel feto potrebbe indicare la presenza di anomalie nei cromosomi come accade, ad esempio, nella trisomia 21 o Sindrome di Down (sono necessari ovviamente ulteriori esami di approfondimento per arrivare ad una diagnosi).
AFP e Patologie Epatiche
Il parametro risulta utile, inoltre, per monitorare l'andamento di patologie del fegato croniche, come la cirrosi, l'epatite B e l'epatite C. Il danno epatico e alcuni processi neoplastici possono incrementare significativamente la concentrazione di AFP.
L'esame dell'AFP può essere consigliato anche in presenza di cirrosi o epatite cronica. L'alfafetoproteina viene prodotta, infatti, ogni volta che le cellule del fegato vengono rigenerate. Per questo motivo, nelle patologie epatiche croniche l'AFP è costantemente elevata.
Oltre al ruolo di marker di epatocarcinoma, sono state anche studiate le correlazioni tra elevati livelli di alfa-fetoproteina e condizioni epatiche di origine non virale.
Limitazioni dell'esame AFP
Il test per l'AFP non è diagnostico, ma fornisce un'indicazione circa la possibilità di sviluppare un tumore epatico. Inoltre, l'alfafetoproteina può aumentare temporaneamente ogni volta che il fegato è danneggiato e rigenerato; infine, incrementi moderati possono essere osservati in molte condizioni patologiche e fisiologiche. Proprio per questa ragione, l'esame può dare origine a risultati falsi positivi.
In aggiunta, non tutti i tumori producono questo marcatore, perciò un individuo può essere affetto da tumore anche se la concentrazione di alfafetoproteina è normale. Il monitoraggio dell'alfafetoproteina può essere utile anche come test di screening per una diagnosi precoce nella popolazione ad alto rischio di tumore al fegato, nonostante i suoi valori tendano ad essere già di per sé elevati nei pazienti portatori di malattie epatiche croniche.
È importante ricordare che non tutti i tumori epatici, ovarici o testicolari producono significative quantità di AFP. Se la concentrazione di questo marcatore non è elevata prima di iniziare il trattamento, allora il test non sarà utile nel monitoraggio dell'efficacia della terapia o della comparsa di recidive.
I pazienti nei quali si riscontra un aumento improvviso delle concentrazioni ematiche di AFP, a fronte ad esempio di infezioni o lesioni del fegato, dovrebbero essere sottoposti ad ulteriori accertamenti diagnostici come risonanze magnetiche, TAC, ecografie, biopsie o valutazioni di tipo istologico.
AFP nel Monitoraggio Terapeutico
Quando l'alfafetoproteina è usata nel monitoraggio, diminuite concentrazioni possono indicare una buona risposta alla terapia. Se la concentrazione dopo la terapia non diminuisce, arrivando a valori normali o vicini alla normalità, significa che il tessuto tumorale potrebbe essere ancora presente. Se la concentrazione di AFP ricomincia ad aumentare, allora è probabile che si tratti di una recidiva (ricomparsa del tumore).
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