ADMA: Valori Normali e Importanza dell'Esame del Sangue

L'ADMA, acronimo di DimetilArginina Asimmetrica, è una molecola endogena che sta guadagnando sempre più attenzione nel campo della medicina diagnostica e preventiva. Questo articolo esplora in dettaglio l'ADMA, il suo ruolo biologico, la sua misurazione tramite esami del sangue, la mutuabilità di tali esami e i relativi costi, offrendo una panoramica completa sia per i professionisti del settore che per i pazienti.

Cos'è l'ADMA?

La DimetilArginina Asimmetrica (ADMA) è un amminoacido non proteico prodotto dall'organismo come sottoprodotto del metabolismo delle proteine. Più precisamente, deriva dalla modificazione post-traduzionale di residui di arginina all'interno delle proteine. L'ADMA agisce principalmente come inibitore endogeno dell'enzima ossido nitrico sintasi (NOS). L'NOS è cruciale per la produzione di ossido nitrico (NO), una molecola segnale con un ruolo fondamentale nella regolazione della vasodilatazione, della funzione endoteliale, e nella prevenzione dell'aggregazione piastrinica. In sostanza, l'ADMA riduce la biodisponibilità dell'ossido nitrico.

Produzione e Metabolismo dell'ADMA

L'ADMA è generata attraverso la metilazione di residui di arginina nelle proteine, un processo catalizzato dalle protein arginina metiltransferasi (PRMTs). Esistono diversi tipi di PRMTs, e alcuni di essi sono responsabili della produzione di ADMA. Una volta rilasciata dalle proteine durante il loro turnover, l'ADMA viene metabolizzata principalmente dall'enzima dimetilarginina dimetilamminoidrolasi (DDAH). Esistono due isoforme principali di DDAH, DDAH1 e DDAH2, con diversa distribuzione tissutale e regolazione. DDAH1 è predominante nei reni, nel fegato e nel cuore, mentre DDAH2 è più espressa nell'endotelio e nel cervello. L'ADMA non metabolizzata da DDAH viene escreta attraverso i reni.

Il Ruolo dell'ADMA nella Disfunzione Endoteliale e nelle Malattie Cardiovascolari

Un elevato livello di ADMA nel sangue è associato a disfunzione endoteliale, una condizione in cui le cellule che rivestono i vasi sanguigni (endotelio) non funzionano correttamente. La disfunzione endoteliale è un fattore chiave nello sviluppo di diverse patologie, tra cui:

  • Ipertensione: L'ADMA può contribuire all'aumento della pressione sanguigna riducendo la vasodilatazione mediata dall'ossido nitrico.
  • Aterosclerosi: La disfunzione endoteliale favorisce l'accumulo di placche aterosclerotiche nelle arterie.
  • Malattie Coronariche: L'ADMA è stata associata a un aumentato rischio di infarto miocardico e altre complicazioni cardiovascolari.
  • Insufficienza Renale Cronica: Nei pazienti con insufficienza renale cronica, l'ADMA tende ad accumularsi a causa della ridotta escrezione renale, contribuendo a disfunzione endoteliale e aumentato rischio cardiovascolare.
  • Diabete Mellito: L'ADMA è spesso elevata nei pazienti diabetici e contribuisce alle complicanze cardiovascolari associate al diabete.

Diversi studi hanno dimostrato che l'ADMA può essere un predittore indipendente di eventi cardiovascolari avversi, come infarto miocardico, ictus e morte cardiovascolare. Pertanto, la misurazione dell'ADMA nel sangue può essere utile per la stratificazione del rischio cardiovascolare, soprattutto in pazienti con fattori di rischio noti.

L'Esame del Sangue per la Misurazione dell'ADMA

La misurazione dell'ADMA nel sangue si effettua tramite un esame specifico. Esistono diverse metodiche analitiche per la determinazione dell'ADMA, tra cui:

  • Cromatografia liquida-spettrometria di massa (LC-MS/MS): È considerata la metodica "gold standard" per la misurazione dell'ADMA, grazie alla sua elevata sensibilità e specificità.
  • Saggio immunoenzimatico (ELISA): È una metodica più semplice e meno costosa rispetto alla LC-MS/MS, ma può essere meno precisa e sensibile.

Preparazione all'Esame

In genere, non è richiesta una preparazione particolare per l'esame dell'ADMA. Tuttavia, è consigliabile consultare il proprio medico per eventuali istruzioni specifiche. È importante informare il medico se si stanno assumendo farmaci, integratori o erbe medicinali, in quanto alcuni di essi potrebbero interferire con i risultati dell'esame.

Interpretazione dei Risultati

I valori normali di ADMA nel sangue possono variare a seconda del laboratorio e della metodica utilizzata. In generale, un livello di ADMA elevato indica un aumentato rischio di disfunzione endoteliale e malattie cardiovascolari. Tuttavia, è importante interpretare i risultati dell'esame nel contesto clinico del paziente, tenendo conto dei suoi fattori di rischio, della sua storia medica e di altri esami diagnostici.

Mutuabilità dell'Esame dell'ADMA

La mutuabilità dell'esame dell'ADMA varia a seconda della regione e delle specifiche politiche sanitarie locali. In generale, l'esame dell'ADMA non è ancora considerato un esame di routine e potrebbe non essere mutuabile in tutte le circostanze. Tuttavia, in alcuni casi, l'esame può essere prescritto e mutuabile se ritenuto necessario dal medico curante, ad esempio in pazienti con:

  • Malattie cardiovascolari accertate
  • Fattori di rischio cardiovascolare multipli (ipertensione, iperlipidemia, diabete, fumo)
  • Insufficienza renale cronica
  • Sospetta disfunzione endoteliale

È consigliabile informarsi presso la propria ASL o il proprio medico curante per verificare la mutuabilità dell'esame nel proprio caso specifico. In generale, il costo di un esame dell'ADMA effettuato privatamente può variare da 50 a 150 euro. È consigliabile richiedere un preventivo al laboratorio prima di effettuare l'esame.

Altre Analisi del Sangue Importanti

Oltre all'esame dell'ADMA, esistono numerose altre analisi del sangue che possono fornire informazioni importanti sullo stato di salute di un individuo. Alcune delle analisi più comuni includono:

  • Emocromo completo: Valuta i diversi tipi di cellule del sangue (globuli rossi, globuli bianchi, piastrine) e fornisce informazioni sull'anemia, le infezioni e i disturbi della coagulazione.
  • Glicemia: Misura il livello di glucosio nel sangue e viene utilizzata per diagnosticare e monitorare il diabete.
  • Colesterolo totale, HDL, LDL, Trigliceridi: Valutano i livelli di lipidi nel sangue e vengono utilizzati per valutare il rischio cardiovascolare.
  • Funzionalità renale (creatinina, azotemia): Valutano la funzionalità dei reni.
  • Funzionalità epatica (transaminasi, bilirubina): Valutano la funzionalità del fegato.
  • Elettroliti (sodio, potassio, cloro): Valutano l'equilibrio elettrolitico dell'organismo.
  • Proteina C reattiva (PCR): Misura un marker di infiammazione nell'organismo.
  • Omocisteina: Un aminoacido il cui livello elevato è associato a un aumentato rischio cardiovascolare.

Costi delle Analisi del Sangue Generali

I costi delle analisi del sangue generali variano a seconda del laboratorio e delle specifiche analisi richieste. Come indicato nei risultati di ricerca forniti, gli esami del sangue effettuati con l'impegnativa del sistema sanitario regionale seguono una tariffa specifica, con un costo massimo di 36,15 euro per ogni impegnativa (che può includere fino a 8 esami). Il costo di singoli esami, come l'emocromo, può essere di circa 5 euro, mentre l'esame del ferro può costare circa 1,70 euro.

Analisi quantitativa delle dimetilarginine (ADMA ed SDMA) e degli aminoacidi strutturalmente correlati mediante UPLC-ESI-MS/MS

La determinazione quantitativa è stata effettuata attraverso una separazione cromatografica in UPLC e analisi dei campioni mediante uno spettrometro di massa a triplo quadrupolo. Per poter ricavare i valori di riferimento della popolazione adulta sono stati arruolati 36 soggetti sani (18 uomini e 18 donne di età media pari a 36.5 anni) come gruppo di controllo rispetto a pazienti con infarto miocardico (20 soggetti di cui 10 uomini e 10 donne di età media pari a 75.5 anni) e diabete di tipo II insulino resistente (30 soggetti di cui 16 uomini e 14 donne di età media pari a 71 anni). Lo studio sulle donne in gravidanza ha previsto l'arruolamento di 15 donne affette da pre-eclampsia confrontate con 15 donne in gravidanza normale (età media 32 anni per entrambi i gruppi). L'applicazione in ambito pediatrico ha infine coinvolto un gruppo di 31 neonati di peso estremamente basso alla nascita (ELBW <1000 grammi) rispetto al gruppo di controllo di 30 neonati sani a termine, e un gruppo di 29 bambini asmatici di età compresa tra 5,8 e 16,3 anni confrontati con i relativi controlli sani (62 bambini di età compresa tra 5,1 e 15,4 anni), di cui è stato raccolto il condensato dell'aria espirata.

Risultati dello studio

  • Il confronto tra donne gravide sane e con pre-eclampsia, ha invece evidenziato che la concentrazione di ADMA al momento del ricovero è stata significativamente più bassa nelle gravide ipertese rispetto alle gravide normotese (p=0.006), contrariamente a quanto riportato in letteratura, mentre a 30 giorni di distanza dal parto la situazione si è invertita.
  • Nel gruppo dei neonati a termine, l'ADMA in prima giornata è risultata estremamente elevata, all'incirca 2-3 volte maggiore rispetto agli adulti. La sua concentrazione è diminuita rapidamente, riducendosi già del 25% in terza giornata di vita.
  • Nei soggetti pretermine di peso estremamente basso il dosaggio di ADMA è risultato sensibilmente più basso rispetto ai neonati a termine senza variazioni nel tempo.
  • Considerando insieme i due gruppi di neonati, è presente una correlazione significativa tra valori di ADMA in prima ed in terza giornata e l'età gestazionale, nonché il peso neonatale.
  • Lo studio condotto sull'EBC ha, infine dimostrato che è possibile misurare l'ADMA nel condensato con una buona riproducibilità intrasoggetto a distanza di 24 ore.
  • In adult subjects with heart diseases ADMA and SDMA values were respectively of 0.89±0.17µM and 0.72±0.26µM, significantly higher than normal controls (p<0.05); hyperglycemic subjects, instead have shown ADMA levels of 0.47±0.13µM significantly lower (p=0.002) than healthy subjects. There was any significant difference in SDMA concentrations between two studied populations.

Interazione tra livelli di ADMA (quartili) ed FGF-23 (100 pg/ml di aumento)

In una analisi univariata di Cox, sia l’FGF23 che l’ADMA si associavano ad un significativo incremento del rischio relativo di eventi renali (P<0.001). Inoltre, in analogia con quanto osservato all’analisi trasversale, anche all’analisi prospettica il rapporto tra FGF-23 ed incidenza degli eventi renali era dipendente dai livelli di ADMA

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