Quando si parla di colesterolo alto, molti credono che alimenti ricchi di probiotici ne riducano i livelli. In realtà, seppur gli alimenti ricchi di probiotici aiutino a mantenere bassi i livelli di colesterolo LDL nel sangue, non aiutano invece a ridurli soprattutto in chi già presenta livelli di colesterolo alto e, di conseguenza, un alto rischio cardiovascolare.
Il colesterolo LDL, infatti, se già molto alto nel sangue, non è influenzato, se non in misura minimale, dall’assunzione di alimenti ricchi di probiotici come lo yogurt o il kefir, una bevanda lattofermentata ricca di probiotici vivi e attivi, ma anche da altri alimenti arricchiti di probiotici come alcuni formaggi o creme spalmabili.
Secondo le più moderne linee guida, i livelli di colesterolo cattivo LDL sono diversi a seconda che la persona presenti livelli differenti di rischio cardiovascolare, abbia già sviluppato una patologia cardiaca o non presenti alcun rischio. In quest’ultimo caso livelli non pericolosi di colesterolo LDL sono quelli al di sotto dei 115 mg/dL, valore che si abbassa fino a 100-70 quando è presente un rischio cardiovascolare alto o molto alto rispettivamente.
Pertanto, in assenza di studi sperimentali che documentino una efficacia dei probiotici e degli alimenti arricchiti di probiotici nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, anche se hanno comunque un loro effetto sui livelli di colesterolo, non si esclude che rappresentino una buona integrazione alla terapia farmacologica con statine, all’alimentazione sana con frutta, verdura e cereali, alla riduzione del peso e del consumo di carni rosse e grassi saturi, e all’attività fisica regolare che va sempre implementata.
Il Ruolo del Microbiota Intestinale
Considerando i molti ruoli e processi nei quali il microbiota è implicato nella nostra salute, potrebbe essere coinvolto anche nella regolazione di questi parametri lipidici offrendo quindi una possibile alternativa terapeutica? Recenti studi clinici condotti dai gruppi di ricerca di Wang et al. e Tang et al. sono in linea con quanto affermato da Fu et al.
Elevati livelli plasmatici di TMAO sono stati associati a un incremento del rischio di patologie cardiovascolari. In un altro studio, Koeth et al. Il microbiota intestinale sembrerebbe quindi in grado di influenzare il profilo lipidico, HDL e trigliceridi in particolare.
Nonostante ciò, come sottolineano gli stessi autori, ad oggi sono ancora insufficienti i trial clinici a disposizione per determinare con una certa sicurezza l’esatto ruolo e meccanismi del microbiota nel trattamento delle dislipidemie. È risaputo che l’equilibrio del microbiota intestinale, condizione definita con il termine eubiosi, è molto importante per il benessere dell’organismo. Molte condizioni possono però alterare questo equilibrio determinando una condizione definita disbiosi.
Pertanto, la modulazione del microbiota intestinale come strategia di prevenzione o di supporto nel trattamento di alcune malattie è oggigiorno uno dei campi di ricerca che raccoglie il maggiore interesse. Dati emergenti suggeriscono che la modulazione della flora intestinale con probiotici potrebbe offrire nuove possibilità di profilassi e/o supporto al trattamento per alcune malattie (Thusara RM, 2016), anche in ambito cardiovascolare e metabolico.
I probiotici possono essere ingredienti di integratori alimentari e sono costituiti da microrganismi vivi che, se assunti in quantità adeguate, favoriscono l’equilibrio del microbiota intestinale (Linee guida su probiotici e prebiotici. 5.1. a. a.
La MUCOSA INTESTINALE è la più vasta interfaccia di scambio dell’organismo con il mondo esterno, con una superficie che, nell’individuo adulto, misura circa 250-400 m2 (Aureli P et , 2013). Essa è parte di sistema nervoso ereditato da forme primordiali e conservato a livello intestinale, collegato strettamente sia con la barriera intestinale che con il primo cervello tramite una doppia via (Gershon MD, 1999; Konturek PC, 2011). Esso produce una serie di mediatori quali serotonina (il 90% della produzione totale dell’organismo) e acetilcolina. Il microbiota intestinale è una struttura talmente complessa che bisognerebbe considerarlo come un vero e proprio metaorgano.
Il microbiota di ogni individuo è comunque caratteristico, si dice che possieda una propria “impronta digitale batterica”, anche se non costante al 100%; una specie di “carta di identità” che lo differenzia dal microbiota di tutti gli altri individui. La disbiosi può essere distinta in disbiosi acuta (es.
La storia dei probiotici ha inizio con il biologo russo Ilya Ilych Metchnikoff (1845-1916) e le sue osservazioni sulla longevità delle popolazioni caucasiche. Il termine “probiotico” (letteralmente “a favore della vita”) fu introdotto per la prima volta nel 1965 da Lilly e Stillwell (Lilly and Stillwell, 1965) e nel tempo ha assunto significati differenti (Capurso L, 2015; Morelli L. Probiotics in man and animals.
Danacol e gli Steroli Vegetali
Al cuore di Danacol ci sono proprio gli steroli vegetali, molecole di origine vegetale che si trovano naturalmente in vari alimenti, tra cui cavolfiori, broccoli, cavolini di Bruxelles, olive, frutta, in particolare nella frutta secca e in alcuni oli vegetali, anche se in piccolissime quantità.
Gli steroli vegetali, grazie alla loro struttura chimica molto simile a quella del colesterolo, sono in grado di ridurre l’assorbimento di colesterolo nell’intestino. Data la somiglianza di struttura chimica con il colesterolo, infatti, gli steroli vegetali competono con esso venendo preferenzialmente assorbiti. Inoltre, gli steroli vegetali catturano una quota di colesterolo presente nell’intestino rendedolo inassorbibile ed aumentandone l’eliminazione con le feci.
Grazie agli steroli vegetali riduce il colesterolo fino al 10% in 3 settimane. Una bottiglietta ne contiene 1,6 grammi. Danacol Plus+ è efficace soprattutto se assunto UNO DEI PASTI PRINCIPALI perchè gli steroli vegetali riducono l’assorbimento del colesterolo.
Ma si tratta di una molecola organica necessaria al buon funzionamento di alcuni importanti processi biologici del nostro corpo. Averne troppo, però, può mettere in serio rischio la nostra salute. Hanno proprietà ipocolesterolemizzanti note già dagli anni 50. Prendersi cura del proprio cuore è importante, ne abbiamo uno solo.
Si raccomanda il consumo di una bottiglietta di Danacol al giorno (1,6 g di steroli vegetali). Danacol deve essere consumato nel quadro di una dieta varia e bilanciata che comporti il consumo regolare di frutta e verdura così da contribuire a mantenere livelli di carotenoidi. Evitare il consumo di più di 3 g di steroli vegetali al giorno, poichè una quantità maggiore non apporta benefici addizionali. Le malattie cardiovascolari sono dovute a molteplici fattori. Insieme ad una vita attiva e ad una dieta equilibrata. Nel caso si stia seguendo una cura per la riduzione del colesterolo consumare il prodotto solo sotto il controllo medico.
Probiotici: Conservazione e Efficacia
Esistono anche alcune criticità. La maggior parte dei probiotici vengono normalmente liofilizzati per la conservazione e per garantire la loro sopravvivenza fino alla scadenza del prodotto. Il contatto con l’acqua, sotto forma di umidità nelle sue diverse forme, riattiva il ciclo biologico dei microrganismi riducendone notevolmente la sopravvivenza. Anche il contatto con l’ossigeno procura danni notevoli per la conservazione e la vitalità, per questo, sia durante la produzione sia durante la conservazione, é utilizzato l’azoto al fine di ovviare a questo problema. Un altro elemento fondamentale è il controllo della temperatura, che non deve superare i 25°C.
Occorre pertanto considerare, in generale, che il cosiddetto claim può essere definito ed approvato anche, e soprattutto, in una fase di “maturità” dello specifico nutraceutico. Come già sottolineato, le condizioni del microbiota intestinale hanno un impatto significativo sulla salute dell’uomo. Recenti evidenze, in particolare, hanno suggerito che una perdita di equilibrio di questo sistema può associarsi alla presenza di patologie cardiovascolari e metaboliche sistemiche (Yoo JY et al, 2016).
Studi Clinici e Nutraceutici
La sperimentazione clinica dei probiotici, in questo ambito, comprende ad oggi una serie di studi, anche di buona qualità (studi randomizzati, doppio cieco, controllati con placebo), che hanno valutato l’effetto sul profilo lipidico di uno o più ceppi probiotici, prevalentemente inseriti in una matrice alimentare (latte fermentato o yogurt in quantità totale di 300-400 ml/die), a volte anche in associazione con prebiotici in soggetti con colesterolemia nella norma o moderatamente elevata.
Tra questi appare interessante anche uno studio su “Efficacy of a Red Yeast Rice Based Nutraceutical Plus Probiotic in Patients With Moderate Hypercholesterolemia”, che valuta gli effetti della associazione di un ceppo probiotico (Bifidobacterium longum BB536®) ad altre componenti nutraceutiche (riso rosso fermentato, niacina e coenzima Q10), in una forma farmaceutica (granulare solubile), contenuta in una busta suddivisa in due camere che consente al probiotico di non interagire con gli altri componenti.
Al riguardo, grazie anche a vari studi randomizzati e controllati, la validità dei nutraceutici di combinazione nel settore delle dislipidemie è un dato consolidato.
La bile è composta da acidi biliari coniugati, colesterolo, fosfolipidi, pigmento biliare ed elettroliti. È sintetizzata nel fegato ed è conservata a concentrazioni elevate nella cistifellea. Dopo l’assunzione di cibo essa viene rilasciata nel duodeno. La bile funziona come un detergente biologico che emulsiona e solubilizza i lipidi per la digestione. La BSH catalizza l’idrolisi degli acidi biliari primari coniugati alla glicina o alla taurina, generando acidi biliari non coniugati, che sono meno solubili e riassorbiti in modo meno efficiente rispetto ai coniugati, e sono eliminati con le feci.
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