Quando si parla di diabete e patologie endocrine, si sente tra l’altro anche parlare di una particolare associazione tra diabete stesso e livelli di omocisteina sregolati. Quali sono le correlazioni alla base tra le due cose? Cerchiamo di capire meglio la relazione tra acido folico, omocisteina e glicemia.
Omocisteina: Cos'è e Qual è il Suo Ruolo?
L'omocisteina è un intermedio del metabolismo di un amminoacido, la metionina, per cui sono necessari come cofattori l'acido folico e la vitamina B12. Essa è sostanzialmente un aminoacido solforato, è un prodotto del metabolismoche il corpo riesce a prendere da particolari alimenti trasformazione metabolica. L’omocisteina è fondamentale per aiutare a produrre alcune sostanze primarie nel nostro corpo: stiamo parlando degli antiossidanti, del glutatione e dei donatori di metile, SAMe.
Diabete e Omocisteina: Un Legame Complesso
L’omocisteina alta e il diabete mellito sono due grandissimi fattori di rischio per lo sviluppo di complicanze microvascolari. Il diabete, assieme alla compresenza di ipertensione o obesità, può portare a delle lesioni dell’endotelio e ad un rapido sviluppo di aterosclerosi, a causa di un aumento del glucosio nel sangue e delle ridotte funzionalità dell’insulina, l’ormone che controlla i livelli di zuccheri nel sangue. Sulla base di questo, la comunità scientifica ha ricercato una correlazione fra elevati livelli di omocisteina plasmatica alta e il diabete.
Andando più nel dettaglio, si sono cercate particolari interazioni tra questo aminoacido e le funzionalità dell’insulina, nonostante i risultati non siano ancora sufficienti per stabilire un vero rapporto di causa-effetto. Il diabete (di tipo 1 e di tipo 2) è una problematica caratterizzata da alti livelli di glucosio nel sangue causati da un’alterata funzionalità dell’insulina. Non tutti gli studi in merito hanno portato a risultati univoci e ciò rende l’associazione tra iperomocisteinemia e diabete non ancora del tutto chiara.
Omocisteina e Diabete di Tipo 1
Emerge che maggiori sono i livelli di omocisteina nel sangue maggiore è il rischio cardiovascolare, di ictus e trombosi. Cosa significa ciò? Perché possono aumentare i livelli di omocisteina? La risposta è da ricercare nella nostra dieta e sul nostro genoma:ricordiamo proprio che, dal piano genetico, deriva l’enzima metilen-tetraidrofolato reduttasi (MTHFR) che svolge un ruolo centrale nel metabolismo di questo amminoacido. Con l’omocisteina bassa, l’organismo non riesce più a produrre il glutatione, una sostanza costituita da tre aminoacidi in grado di proteggerci dai radicali liberi. Se il corpo non riesce più a produrre glutatione i nervi diventano particolarmente suscettibili all’ossidazione e possono subire danni.
Ho accennato in merito all’associazione tra diabete di tipo 1 e iperomocisteinemia. Studi sui diabetici di tipo 1 hanno confermato che i livelli plasmatici di omocisteina sono normali nelle fasi precoci della malattia per poi aumentare in condizioni di nefropatia o di elevata creatinina plasmatica. Un fattore da tenere in considerazione è l'associazione tra scarso controllo metabolico, insorgenza precoce e carenza di folati nei diabetici di tipo 1.
L'Effetto dell'Insulina sul Metabolismo degli Aminoacidi
Sappiamo bene che l'effetto dell'insulina si ripercuote sul metabolismo di proteine e aminoacidi, tra i quali vi è anche la metionina. In pazienti sani, la concentrazione plasmatica di aminoacidi diminuisce significativamente dopo un carico orale di glucosio e aumenta nella fase successiva di rilascio dell'insulina endogena. Nei diabetici, questo calo non si osserva, a dimostrazione del fatto che vi è resistenza verso gli effetti dell'insulina sugli aminoacidi.
La diminuzione della concentrazione plasmatica di metionina indotta dall'insulina può essere mediata attraverso l'aumento dell'assorbimento tissutale di metionina, oppure attraverso la via di transsulfurazione, che dà origine ad un aumento di omocisteina.
Acido Folico, Vitamine del Gruppo B e Sindrome Metabolica
L’assunzione di acido folico, folati in generale, vitamine B6 e B12, sotto forma di integratori, al pari di elevate concentrazioni sieriche sembrerebbero essere inversamente correlate all’insorgenza della sindrome metabolica. È importante per numeri e per evidenze. Ha infatti incluso oltre 4.400 adulti americani, di cui il 52,8% donne, arruolati dal 1985 e il 1986, dei quali sono stati parametrati assunzione e concentrazioni sieriche di folati, vitamina B6 e vitamina B12, con un monitoraggio lungo 30 anni, fino al 2015-2016.
Particolare attenzione è stata data alla tipologia di dieta seguita all’anno 0, 7 e 20 e alle concentrazioni sieriche di folati, vitamina B6 e vitamina B12, misurate al tempo 0, 5 e 15, in 1.430 partecipanti. I risultati suggerirebbero conclusioni positive: infatti, nonostante negli anni di follow-up si siano registrati 1.240 casi di sindrome metabolica, le sostanze assunte sono state in grado di contenere il fenomeno metabolico, proporzionalmente alle quantità introiettate.
In parallelo, sempre studi di letteratura, evidenziano che l’integrazione di acido folico, con o senza vitamina B6 e/o vitamina B12, porta alla riduzione di pressione sanguigna, miglioramento di resistenza all’insulina e profili lipidici. Zhu J, Chen C, Lu L, Shikany JM, D’Alton ME, Kahe K. Folate, Vitamin B6, and Vitamin B12 Status in Association With Metabolic Syndrome Incidence. JAMA Netw Open.
Acido Folico e Diabete Gestazionale
Un’integrazione giornaliera di acido folico prima del concepimento, può ridurre il rischio di diabete gestazionale mellito. Sono stati presi in esame i dati relativi a circa 15 mila donne arruolate nel Nurse’ health study II, uno studio a lungo termine, che ha indagato la correlazione tra abitudini alimentari, stili di vita e comparsa di malattie in professioniste infermiere.
Tra le poco più di 20 mila gravidanze osservate, si sono verificati 824 casi di diabete gestazionale. I ricercatori non hanno riscontrato una diminuzione del rischio associata a dieta con cibi ad alto contenuto di folati, dandone come possibile motivazione, in coerenza con studi precedenti, il fatto che l’acido folico venga assorbito più facilmente rispetto ai folati alimentari. Ricordiamo, infatti, che i folati sono composti presenti negli alimenti (verdure a foglia verde, agrumi, legumi, cereali, frutta fresca e frutta secca), mentre l’acido folico è la molecola di sintesi presente negli integratori vitaminici.
Integrazione di Acido Folico e Vitamine B: Cosa Dicono gli Studi?
Lo studio HOPE 2 aveva l’obiettivo di verificare se la supplementazione con acido folico, vitamina B6 e vitamina B12 fosse in grado di ridurre le probabilità di un evento cardiovascolare maggiore in pazienti ad alto rischio di queste patologie.I circa 5500 soggetti reclutati dovevano rispondere a requisiti di età (non inferiore ai 55 anni) ed essere affetti da vasculopatia o diabete mellito insieme ad un altro fattore di rischio aterosclerotico. Al termine dei 5 anni i livelli medi plasmatici di omocisteina sono diminuiti di 2,4 μmol/l nei soggetti assegnati al trattamento attivo (-20%), mentre sono aumentati di 0,8 μmol/l nel gruppo di controllo.
Lo studio NORVIT è stato condotto su poco più di 3700 soggetti di età compresa tra i 30 e gli 85 anni, colpiti da infarto del miocardio nei sette giorni precedenti il reclutamento. I pazienti sono stati randomizzati ad assumere giornalmente uno dei tre trattamenti: 0,8 mg di acido folico + 0,4 mg di vitamina B12 + 40 mg di vitamina B6; 0,8 mg di acido folico + 0,4 mg di vitamina B12; 40 mg di vitamina B6; oppure un placebo.I risultati hanno evidenziato una riduzione dei livelli di omocisteina del 27% nei due gruppi che assumevano l’associazione di acido folico e vitamina B12; questo calo, tuttavia, non si è tradotto in un effetto positivo sul rischio cardiovascolare.
Altri Nutrienti e la Glicemia
Le persone ad alto rischio di sviluppare il diabete mellito non insulino-dipendente possono trarre beneficio dall'integrazione combinata di multivitaminici, minerali, EPA e DHA. Secondo un nuovo studio condotto su persone affette da diabete di tipo 2, o da prediabete, il trattamento con supplementi di vitamina D, sali minerali, omega-3, resveratrolo, insieme a altri nutrienti e molecole bioattive, può abbassare la glicemia e evitare complicazioni.
La Vitamina D e Altri Nutrienti
I nutrienti che possono contribuire al contenimento della glicemia includono la vitamina D, la vitamina K, minerali come Calcio, Magnesio e Zinco, e gli acidi grassi omega-3. La vitamina D, in particolare, sembra svolgere un ruolo significativo nella progressione del diabete, come confermato da studi che collegano bassi livelli nel sangue della vitamina sia con l'insulino-resistenza che con il mal funzionamento delle cellule Beta del pancreas. Tuttavia, l'evidenza di prove cliniche sull'azione dei singoli nutrienti, compresa la vitamina D, è incoerente: alcuni studi hanno mostrato effetti positivi mentre altri riportano risultati nulli; è comunque ipotizzabile che sia necessaria una combinazione di nutrienti per trarne beneficio.
Nel corso del nuovo studio, i ricercatori hanno esaminato gli effetti di due programmi di integrazione con diversi nutrienti, sulla glicemia di soggetti con diabete o prediabete. Un tipo di trattamento prevedeva l'integrazione con vitamina D e un multivitaminico, mentre l'altro si basava sull'uso di vitamina D associata a un multivitaminico, minerali e omega-3. I risultati hanno dimostrato che quasi la metà dei partecipanti che avevano consumato questo ultimo abbinamento di molecole manifestavano una diminuzione della glicemia fino a livelli normali.
A fornire i risultati migliori era stata, dunque, l'integrazione a base di vitamina D, omega-3 e un prodotto appositamente progettato, contenente numerose vitamine, minerali e anche ingredienti antiossidanti e antinfiammatori come luteina, licopene, estratto di mirtillo e resveratrolo. In particolare, la combinazione di questi supplementi nutrizionali era associata a un ridotto rischio di passare dalla glicemia normale a prediabete e a una maggiore probabilità del soggetto prediabetico di migliorare la glicemia, a due anni dall'inizio del trattamento.
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