Il test degli anticorpi anti-peptide ciclico citrullinato (anti-CCP) viene prescritto dal medico di base o dal reumatologo per verificare la diagnosi di artrite reumatoide (AR) e per fare una diagnosi differenziale, ossia per distinguere tra l’AR e altri tipi di artrite.
Cosa sono gli Anticorpi Anti-CCP?
Gli anticorpi sono molecole prodotte dal sistema immunitario, ossia il sistema di difesa dell’organismo in risposta a virus, batteri, ecc. Gli anticorpi anti-peptide ciclico citrullinato (anti-CCP) sono autoanticorpi prodotti dal sistema immunitario contro il peptide ciclico citrullinato (CCP). La citrullina è un aminoacido, normalmente prodotto nell’organismo dal processo di trasformazione dell’aminoacido arginina.
Nelle articolazioni dei soggetti affetti da artrite reumatoide (AR), questa conversione avviene a velocità più elevata e l’eccesso di citrullina si può legare alle proteine o ai peptidi, cioè a molecole costituite da catene di aminoacidi. Le proteine così modificate possono cambiare la loro struttura, assumendo una forma ad anello.
Artrite Reumatoide: Una Panoramica
L’artrite reumatoide è una malattia autoimmune cronica, cioè che richiede un trattamento continuo e prolungato. Causa infiammazione e, man mano che progredisce, deformazione delle mani, dei piedi e di altre articolazioni.
L'artrite reumatoide è una malattia articolare infiammatoria di origine autoimmune. I soggetti maggiormente colpiti hanno un'età di 35-50 anni e sono di sesso femminile (l'incidenza nelle donne è circa tre volte superiore rispetto a quella degli uomini). I sintomi sono provocati dalla persistente infiammazione della membrana sinoviale che riveste le capsule articolari; le articolazioni più frequentemente colpite sono quelle di mani, dita, ginocchio, anca e colonna vertebrale. Il decorso dell'artrite reumatoide è cronico: periodi di relativo benessere possono alternarsi a fasi di riacutizzazione della sintomatologia.
Test degli Anticorpi Anti-CCP: Quando Richiederlo
L’esame per la misura degli anticorpi anti peptide ciclico citrullinato (anti-CCP) può essere richiesto, insieme al fattore reumatoide (FR), in pazienti sintomatici per diagnosticare o escludere la presenza di artrite reumatoide (AR), una patologia autoimmune che causa infiammazione delle articolazioni. Inoltre, la ricerca degli anticorpi anti-CCP contribuisce a predire l’andamento della malattia (prognosi). Gli anticorpi anti-CCP possono essere utilizzati anche nel monitoraggio di quei pazienti nei quali ancora non sia stata diagnosticata AR (i cui sintomi non sono ancora sufficienti alla diagnosi secondo i criteri di classificazione dell’American College of Reumatology, ACR) ma per i quali vi sia un sospetto.
Secondo l’ACR, il 95% dei pazienti positivi per gli anticorpi anti-CCP, svilupperà AR. L’esame per la ricerca degli anticorpi anti-CCP viene richiesto, insieme al FR, in presenza di segni e sintomi riconducibili ad una artrite infiammatoria non ancora diagnosticata o in presenza di artrite non differenziata. L’AR di solito colpisce più articolazioni contemporaneamente.
Interpretazione dei Risultati
Nel caso in cui siano presenti segni e sintomi di artrite e i test per la ricerca di anticorpi anti-CCP e per il fattore reumatoide (FR) siano positivi, è altamente probabile che il soggetto sia affetto da artrite reumatoide (AR) e che questa si sviluppi rapidamente in una forma più grave della malattia. Gli anticorpi anti-CCP sono rilevati nel 75% dei soggetti con AR e, nella maggior parte dei casi, assenti nei soggetti sani. Nel caso in cui il risultato sia negativo sia per gli anticorpi anti-CCP che per il FR, allora è altamente improbabile che il soggetto sia affetto da AR. In tal caso, è possibile eseguire esami di approfondimento per identificare la causa dei sintomi.
Fattore Reumatoide (FR): Un Confronto
Rispetto al fattore reumatoide, il test degli anticorpi anti-CCP è maggiormente specifico e sensibile per diagnosticare l’artrite reumatoide e, in particolare, per scoprirla il prima possibile.
Il primo test utilizzato nella diagnosi di AR e nella diagnosi differenziale con altri tipi di artrite o disordini infiammatori, è stato la ricerca e misura del fattore reumatoide (FR) nel sangue. Tuttavia la sensibilità e la specificità del FR non sono ottimali: può essere negativo in persone con segni di AR e positivo in persone che non ne sono affette.
Il test del FR è un valido sostegno nella formulazione della diagnosi di Artrite Reumatoide (AR), in special modo in presenza dei segni e sintomi associabili anche ad altre condizioni patologiche. Tuttavia, la presenza di un risultato negativo del fattore reumatoide non consente di escludere la presenza di AR: in circa il 20% dei pazienti affetti dalla malattia sono presenti livelli molto bassi o non rilevabili del parametro. Nelle persone con segni e sintomi caratteristici di artrite reumatoide, la presenza di livelli elevati di fattore reumatoide indica che con molta probabilità il paziente è affetto dalla patologia.
L'assenza completa o valori bassi del fattore reumatoide non sono indicativi di alcun tipo di patologia.
Importanza della Citrullina
La citrullina viene normalmente prodotta nell’organismo come parte del metabolismo dell’aminoacido arginina. Tuttavia, nelle articolazioni dei soggetti affetti da artrite reumatoide (AR), questa conversione avviene a velocità più elevata. La citrullina cambia la struttura proteica e può quindi indurre una risposta immunitaria diretta contro le proteine presenti nelle articolazioni.
Altri Esami Utili nella Valutazione dell’AR
La diagnosi dell’artrite reumatoide richiede la valutazione di numerosi fattori, quali i sintomi del paziente, i risultati dell’esame fisico, degli esami di laboratorio e di diagnostica per immagini. In particolare, il clinico può richiedere l’esecuzione di ulteriori marcatori di infiammazione, come VES e PCR, caratteristici dell’AR. Inoltre può essere richiesto l’emocromo per valutare l’eventuale aumento di leucociti (un altro segno di infiammazione) e la presenza di anemia, comune nelle persone affette da artrite reumatoide (AR). Per ulteriori informazioni, può essere richiesta l’analisi del liquido sinoviale (il liquido delle articolazioni), la ricerca degli anticorpi anti-nucleo (ANA) ed il test dell’epatite B e C. Un test negativo per gli ANA permette l’esclusione del lupus e di altri disordini reumatici sistemici.
Anticorpi Anti Nucleo (ANA)
Nella medicina di laboratorio, la sigla ANA - acronimo di Anti-nuclear antibody (trad. Anticorpi Anti nucleo) - identifica una vasta ed eterogenea popolazione di anticorpi anomali, diretti contro componenti delle cellule umane, in particolare nucleari (DNA, RNA, ribonucleoproteine, istoni, centromero ecc.).
Gli anticorpi antinucleo rivestono una notevole importanza in campo medico, poiché - pur essendo presenti in minima quota in molti individui sani - tendono ad aumentare sensibilmente nel sangue dei soggetti affetti da malattie autoimmuni sistemiche (MAIS). Il termine antinucleo è legato al fatto che i primi anticorpi scoperti erano diretti contro antigeni nucleari. Come anticipato, esistono differenti tipi di anticorpi anti-nucleo, classificati in base agli auto-antigeni verso i quali sono diretti.
Gli anticorpi anti-nucleo (ANA) sono un gruppo di anticorpi prodotti dal sistema immunitario, il quale, a causa di un'alterata attività, non riesce più a riconoscere il “self” (parti dell'organismo di appartenenza) dal “non self” (sostanze estranee al corpo). Questi autoanticorpi attaccano erroneamente le cellule sane dell'organismo, causando segni e sintomi come: infiammazione di organi e tessuti, affaticamento e dolore articolare e muscolare. Nello specifico, gli ANA riconoscono alcune sostanze che si trovano nel nucleo della cellula, da cui il nome “anti-nucleo”.
La presenza degli ANA può essere considerata un marcatore di un processo autoimmune e permette di escludere altre condizioni con segni e sintomi simili. Il test degli anticorpi anti-nucleo (ANA) identifica la presenza di questi autoanticorpi nel sangue. Qualora l'esame si ritenga necessario, in una prima fase si effettua un dosaggio del titolo complessivo degli anticorpi antinucleo nel sangue, senza addentrarsi nello specifico delle singole immunoglobuline. Si considerano positivi titoli anticorpali ANA superiori a 1:40 (o a concentrazioni di 5 UI/mL). Il dosaggio degli anticorpi anti-nucleo è particolarmente sensibile, ma scarsamente specifico.
Le patologie autoimmuni possono comportare varie manifestazioni, vaghe e non specifiche. Un risultato negativo al test ANA fa pensare che sia improbabile la presenza di un disordine autoimmune. Se i sintomi ricorrono, però, potrebbe essere utile ripetere l'esame.
Metodi di Analisi degli ANA
- Metodo IFA (dosaggio a immunofluorescenza indiretta): è considerato il metodo “gold standard” (di riferimento) per stabilire una diagnosi. Il campione di sangue del paziente è mescolato con le cellule che sono fissate al vetrino. Gli autoanticorpi che potrebbero essere presenti nel sangue reagiscono con le cellule. Il vetrino è trattato con un reagente contenente anticorpi fluorescenti ed esaminato al microscopio. Ciò che si osserva è la presenza (o l'assenza) della fluorescenza.
- Test immunometrico (enzyme linked immunosorbent assay-ELISA o test immunoenzimatico-EIA): viene eseguito con strumenti automatizzati, ma risulta meno sensibile del dosaggio a immunofluorescenza indiretta nella determinazione degli ANA. Pertanto, questa metodica può essere utilizzata per lo screening degli ANA; un risultato positivo o equivoco viene sottoposto, poi, all'IFA.
Preparazione all'Esame
Prima di sottoporsi all'esame, il paziente deve osservare un digiuno di almeno 8-10 ore, durante le quali è ammessa l'assunzione di una modica quantità di acqua. Per l'analisi degli Anticorpi Anti Nucleo, il paziente si deve sottoporre a un prelievo di sangue da una vena del braccio.
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