Anticorpi Anti-Tireoglobulina (Anti-Tg): Cosa Sono e Cosa Indicano i Valori Alti?

Gli anti tireoglobulina (anti-Tg) sono anticorpi che attaccano la tireoglobulina, una proteina sintetizzata dalla ghiandola tiroidea.

Cos'è la Tireoglobulina?

La tireoglobulina (Tg) fa parte del gruppo di proteine sintetizzate dalla tiroide. E' la proteina precursore per la sintesi degli ormoni della tiroide. All'occorrenza, la tireoglobulina viene riassorbita dalla colloide, quindi viene scissa per dare origine a triiodotironina (T3) e tiroxina (T4).

La tireoglobulina è una glicoproteina dimerica sintetizzata dalle cellule dei follicoli tiroidei e contenuta nella colloide. Nelle persone sane senza particolari patologie si trova in concentrazione basse nel sangue. La tireoglobulina, in virtù delle consistenti dimensioni (peso molecolare 660 kD), non può attraversare la parete del follicolo; di conseguenza, le sue concentrazioni ematiche divengono importanti solo in presenza di alcune patologie tiroidee, come le tiroiditi (infiammazioni della tiroide) o il carcinoma tiroideo.

All'esterno di queste strutture circolari troviamo un epitelio follicolare monostratificato cuboidale, mentre nella porzione interna vi è un liquido gelatinoso e giallastro, il colloide, costituito prevalentemente da tireoglobulina. La tireoglobulina viene sintetizzata dalle cellule epiteliali (tireociti) del follicolo, a loro volta circondate da una fitta rete capillare, che rende la tiroide una delle strutture più vascolarizzate dell'organismo.

All'interno della molecola di tireoglobulina (che contiene 70 tirosine), grazie all'intervento della iodinasi, si possono così formare dei residui tirosinici con uno o due atomi di iodio, rispettivamente denominati MIT o 3-monoiodotirosina e DIT o 3,5-diiodotirosina. Queste tirosine iodinate possono combinarsi variamente tra loro, dando così origine agli ormoni tiroidei: T3 o triiodotironina (3 atomi di iodio) e T4 o tiroxina (quattro atomi di iodio).

Il TSH od ormone tireotropo, di origine ipofisaria, rappresenta il principale fattore di controllo, sia per la sintesi di tireoglobulina che per il rilascio in circolo degli ormoni tiroidei.

Cosa Fanno gli Anticorpi Anti-Tireoglobulina?

Gli anticorpi anti-tireoglobulina possono attaccare la tiroide compromettendo le principali funzionalità di questa ghiandola. L'azione di questi anticorpi sulla tiroide può portare alla distruzione funzionale della ghiandola. Questi anticorpi sono prodotti dal sistema immunitario e attaccano la tireoglobulina.

Per la sua localizzazione isolata rispetto al sistema immune ha caratteristiche spiccate di autoantigene. La presenza in circolo di anticorpi (IgG) anti-tireoglobulina è un marcatore tipico della tiroidite di Hashimoto.

Quando e Perché Viene Richiesto il Dosaggio degli Anti-Tg?

Il test degli anti-Tg, quindi, può essere richiesto dal clinico in concomitanza con l’esame per la tireoglobulina allo scopo di identificare eventuali interferenze o anomalie. Il test viene prescritto dal clinico generalmente nei primi mesi oppure verso la fine della gravidanza.

Si tratta di analisi generalmente prescritte dal medico per diagnosticare se la persona soffre di una malattia che interessa la tiroide e per trattarla con le cure opportune. Si tratta di analisi di laboratorio che consistono in un semplice prelievo di sangue e che non richiedono alcuna specifica preparazione, fatta eccezione del digiuno che serve per evitare che il cibo interferisca con il risultato. L’assunzione di farmaci non influenza l’esito dell’analisi, tranne quelli specifici per la cura delle malattie della tiroide.

Qual è il Campione Richiesto?

Per eseguire l’esame degli anticorpi anti tireoglobulina è sufficiente il prelievo di un campione di sangue venoso, solitamente effettuato al mattino. Il prelievo del campione ematico si esegue in genere al mattino. Il medico suggerirà se è necessario essere a digiuno.

Cosa Significa Avere gli Anticorpi Anti-Tireoglobulina Alti?

In una persona sana che non abbia particolari patologie, gli anticorpi anti tireoglobulina non dovrebbero essere rilevabili nel sangue. Ci sono alcune condizioni patologiche, in presenza delle quali possono essere riscontrati livelli elevati di anticorpi anti tireoglobulina nel sangue.

Nel sangue di alcuni soggetti affetti da malattie della tiroide è possibile isolare degli anticorpi anomali, che aggrediscono la ghiandola compromettendone la corretta funzionalità.

Gli autoanticorpi anti-tireoglobulina sono presenti in buona parte dei pazienti affetti da tiroidite di Hashimoto (60%) e mixedema idiopatico dell'adulto, in oltre il 30% dei pazienti con la malattia di Basedow-Graves e in un certo grado (spesso in forma transitoria) in pazienti con tiroidite postpartum o tiroidite subacuta di De Quervain.

La Tireoglobulina come Marcatore Tumorale

La determinazione della tireoglobulina è utile per monitorare il trattamento del cancro della tiroide. La tireoglobulina non viene sintetizzata da tutti i tumori tiroidei, ma nelle forme più comuni (come l'adenocarcinoma papillare e quello follicolare) si osserva frequentemente un incremento delle sue concentrazioni ematiche. Se alla diagnosi di cancro della tiroide le concentrazioni di tireoglobulina sono elevate, allora la Tg può essere usata come marcatore tumorale.

Le concentrazioni di tireoglobulina dovrebbero essere molto basse o non rilevabili in seguito alla tiroidectomia e/o dopo trattamento con iodio radioattivo.

Un aumento dei valori può essere riscontrato anche in alcune forme tumorali. Nel caso in cui venga diagnosticata una forma tumorale della tiroide e la tireoglobulina sia riscontrata in concentrazioni ematiche elevate, questa proteina può essere utilizzata da marcatore tumorale.

L'esame della tireoglobulina può essere richiesto prima dell'asportazione chirurgica del tumore; dopo l'intervento, invece, può essere prescritto per accertarsi della completa asportazione del tessuto tiroideo canceroso e/o normale. La valutazione del parametro è utile anche prima e dopo la terapia con iodio radioattivo.

Altre Condizioni e Considerazioni

Tuttavia, esistono anche diverse condizioni benigne accompagnate da un rialzo dei livelli di tireoglobulina nel sangue; è quindi molto difficile discriminare fra patologie maligne e benigne. Di conseguenza, un aumento isolato dei valori di tireoglobulina non può essere considerato un marker specifico per la diagnosi di tumore alla tiroide; i suoi livelli si alzano ad esempio dopo la biopsia della ghiandola, che rappresenta il test specifico per porre diagnosi di carcinoma tiroideo (vedi articolo relativo all'agoaspirato).

Durante la gravidanza, ci possono essere aumenti degli anticorpi antitiroidei senza un particolare significato; in ogni caso, se presenti durante la gestazione, gli anticorpi anti-tiroide aumentano il rischio di ipotiroidismo o ipertiroidismo nel feto o nel neonato. Una certa percentuale di soggetti sani può risultare positiva a uno o più anticorpi tiroidei. Valori degli anticorpi bassi non devono essere motivo di preoccupazione.

In generale, la presenza degli anticorpi tiroidei suggerisce un coinvolgimento autoimmune della tiroide.

Tiroide: Cenni di Anatomia e Funzioni

La tiroide è una piccola ghiandola endocrina a forma di farfalla appiattita, situata nella regione anteriore del collo. I principali ormoni che essa produce - la tiroxina (T4) e la triiodotironina (T3) - regolano essenzialmente la velocità con cui l'energia viene utilizzata da parte dell'organismo. La produzione ormonale tiroidea è attivata e disattivata tramite un sistema a retroazione (feed-back).

Tra i vari fattori che intervengono in tale meccanismo, l'ormone stimolante la tiroide (TSH) è responsabile del mantenimento di una concentrazione stabile degli ormoni tiroidei nel circolo sanguigno.

La ghiandola tiroide è organizzata in follicoli piccolissimi e strettamente stipati, tanto che in età adulta se ne contano circa 3 milioni.

Anticorpi Tiroidei e Malattie Autoimmuni

Gli anticorpi tiroidei sono componenti del sistema immunitario diretti erroneamente contro la ghiandola tiroide o contro alcuni fattori fondamentali per la sua normale funzionalità. Ciò può tradursi in conseguenze patologiche molto gravi, come l'infiammazione cronica (tiroidite), il danneggiamento tissutale o la disfunzione della ghiandola. La determinazione degli anticorpi anti-tiroide può essere eseguita per stabilire una diagnosi e/o per monitorare una malattia autoimmune della tiroide. Normalmente, gli autoanticorpi dosati sono diretti contro la tireoglobulina (AbTG) e la perossidasi tiroidea (AbTPO).

Similmente a quanto visto per gli autoanticorpi anti-tireoglobulina, titoli anticorpali elevati di anti-TPO si registrano anche in pazienti con malattie autoimmuni organo-specifiche non tiroidee e in circa il 10% dei soggetti normali.

Ormoni Tiroidei: Ipertiroidismo e Ipotiroidismo

La tiroide è una ghiandola posta alla base del collo la cui funzione principale è quella di produrre due tipi di ormoni, l’ormone tiroxina chiamato anche T4 e l’ormone triiodotironina chiamato anche T3. Questi ormoni lavorano insieme al mantenimento dell’equilibrio e della crescita del nostro organismo oltre che allo sviluppo dell’energia sotto forma di calore. Quando questi ormoni mancano si nota nell’organismo una tendenza allo “spegnimento” con una evidente sindrome da affaticamento (è il caso dell’ipotiroidismo) o, al contrario, se vengono prodotti in eccesso (è il caso dell’ipertiroidismo) con una grande, eccessiva, sferzata di energia.

Se il risultato è più alto dei valori normali (generalmente per entrambi gli ormoni) significa che la persona soffre di ipertiroidismo, la cui forma più comune è il morbo di Basedow, una malattia che causa una elevata produzione di questi ormoni perché la tiroide è stimolata da anticorpi “impazziti” che la bersagliano. In altri casi può essere causato, invece, da noduli alla tiroide. Se il risultato, invece, è più basso rispetto ai valori normali, si tratta di ipotiroidismo, cioè di una riduzione della funzionalità della tiroide con conseguente carente produzione di ormoni. Molto spesso, però, i valori risultano nella norma anche se si soffre di ipotiroidismo.

Generalmente il suo valore è alterato ed è molto alto quando la persona soffre di ipotiroidismo.

Intervento Nutrizionale e Integrazione

Una prima colazione abbondante, che bilanci correttamente carboidrati e proteine, rappresenta probabilmente uno dei segnali più importanti per sostenere sul piano nutrizionale la funzionalità tiroidea. In affiancamento a un cambio reale del proprio stile di vita è utile anche l’integrazione con un amminoacido come la Tirosina che stimola la produzione di ormoni da parte della tiroide. Se la tiroide inizia a rallentare il suo funzionamento, è utile intervenire integrando minerali come selenio e iodio che favoriscono, insieme alla tirosina, la produzione di ormoni tiroidei. Anche l’utilizzo di un prodotto come Zerotox Ribilla grazie alla sua azione antinfiammatoria può rivelarsi di grade aiuto mettere la tiroide nelle condizioni migliori per funzionare.

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