Cistoscopia nell'Uomo: A Cosa Serve e Come Viene Eseguita

La cistoscopia è una procedura diagnostica fondamentale in urologia, che permette di visualizzare direttamente l'interno della vescica e dell'uretra. È come scattare una fotografia all'interno della vescica e dell'uretra, utilizzando uno strumento specifico chiamato cistoscopio. Questa procedura è comunemente utilizzata sia nell'uomo che nella donna, tuttavia l’esame presenta alcune differenze legate all'anatomia.

Cos'è la Cistoscopia?

La cistoscopia transuretrale è un esame diagnostico che si realizza tramite l’inserimento di uno strumento rigido o flessibile dotato di un’ottica collegata ad una telecamera. L’inserimento consente la visualizzazione della parete interna delle basse vie urinarie, uretra, prostata, collo della vescica e vescica. Il cistoscopio è uno strumento di calibro ridotto e sottile, rigido oppure flessibile, e in quest’ultimo caso consente una più facile progressione nel canale uretrale e in vescica.

La cistoscopia è una procedura eseguita in asepsi, il che significa che non richiede un ricovero ospedaliero. L’esame viene eseguito usando il cistoscopio, uno strumento a fibre ottiche con all’estremità una piccola telecamera, che viene inserito nell’uretra e spinto fino in vescica con l’ausilio di un getto d'acqua continuo.

Tipi di Cistoscopio

  • Cistoscopio rigido: usato in regime di ricovero ospedaliero e sotto anestesia spinale o generale.
  • Cistoscopio flessibile: utilizzato in regime ambulatoriale. Il modello più utilizzato presenta infatti un diametro di circa 5 mm (16 “French” o “Charrier”).

In caso di cistoscopia maschile o femminile vengono utilizzati strumenti di calibro diverso in quanto l’uretra maschile ha un percorso più lungo e tortuoso, che descrive una S non sempre agevole da superare, quindi la cistoscopia flessibile permette una più semplice progressione dello strumento e lo rende più compliante.

Perché si Esegue la Cistoscopia?

La cistoscopia viene utilizzata per diagnosticare, monitorare e trattare malattie che colpiscono la vescica e l’uretra. La cistoscopia è un esame che permette di visualizzare le pareti interne della vescica e dell'uretra (il condotto che collega la vescica con l'esterno). Viene prescritta per indagare le cause di alcuni disturbi come la presenza di sangue nelle urine, dolore pelvico cronico, infezioni urinarie ricorrenti, minzione dolorosa, ritenzione o incontinenza urinaria, vescica iperattiva, segni di ingrossamento della prostata e nei casi in cui esami precedenti facciano sospettare l'esistenza di calcoli o lesioni tumorali.

In particolare consente di esplorare l'uretra, la prostata, il collo vescicale e la vescica. Altre patologie vescicali la cui diagnosi può richiedere una cistoscopia sono rappresentate dalla calcolosi della vescica e dai diverticoli vescicali. La cistoscopia può inoltre rientrare in alcuni casi nell’iter diagnostico dei pazienti con infezioni urinarie recidivanti, iperplasia prostatica benigna (IPB) o in caso di problemi funzionali della vescica stessa.

La cistoscopia riveste un ruolo chiave nel monitoraggio (follow up) dei pazienti precedentemente sottoposti a intervento di TURV per tumori vescicali. l’esecuzione di cistoscopie ripetute nel tempo consente di identificare eventuali recidive molto precocemente.

In alcune circostanze la cistoscopia, oltre che a scopo diagnostico, può essere terapeutica. Con l’inserimento di micro-strumenti, infatti, permette anche di eseguire piccoli interventi come l’asportazione di polipi, calcoli e piccoli tumori. La cistoscopia è essenziale anche nel controllo periodico dei pazienti già trattati per tumore della vescica, perché parte integrante e fondamentale del percorso di follow-up, in quanto consente di rilevare precocemente eventuali recidive. I tempi tra un controllo e l’altro dipendono dallo stadio e dal grado della malattia al momento della diagnosi.

I vantaggi della cistoscopia sono quelli derivanti dall’essere un esame di primo livello (pertanto estremamente preciso ed affidabile) per la diagnosi delle malattie vescicali.

Come si Svolge la Cistoscopia nell'Uomo?

La cistoscopia è un esame ambulatoriale di breve durata, in cui si utilizza uno strumento a fibre ottiche di piccole dimensioni detto cistoscopio che presenta all’estremità una piccola telecamera. Prima dell’inserimento il medico applica un gel lubrificante e anestetizzante all’interno dell’uretra del paziente che, dopo aver svuotato la vescica, è sdraiato sul lettino a pancia in su e con le ginocchia piegate. Prima di iniziare l’esame è necessario svuotare la vescica.

Successivamente lo strumento viene quindi inserito nell’uretra e spinto lentamente fino alla vescica, provocando un leggero fastidio, più che dolore. Attraverso lo strumento avviene l’irrigazione con soluzione fisiologica sterile con lo scopo di distendere le vie urinarie e garantire pertanto una perfetta visione delle mucose. Grazie allo sviluppo di ottiche ad alta definizione, la qualità dell’immagine è notevolmente migliorata. Generalmente la vescica viene riempita con una soluzione sterile che gonfia l’organo e consente al medico di studiare meglio il suo interno.

Il video cistoscopio digitale flessibile monouso viene usato per diagnosticare un tumore della vescica, per identificare fonti di sanguinamento e la presenza di calcoli vescicali. Il suo utilizzo è previsto anche nei casi in cui il paziente potrebbe non tollerare la procedura solo con l’anestesia locale e quando è necessario evitare la sedazione profonda a causa di importanti complicazioni cardiovascolari.

Con il video cistoscopio digitale flessibile monouso, 1 o 2 minuti sono sufficienti per una esplorazione completa della vescica anche in caso di alterazioni anatomiche. Queste ultime, infatti, difficilmente permettono un’accurata esplorazione con la cistoscopia tradizionale, specialmente in pazienti non sedati che non tollerano il riempimento vescicale, e le manovre possono evocare dolore limitando l’azione esplorativa.

Non richiede l’esecuzione di anestesia generale o periferica. Di solito è sufficiente lubrificare l’uretra con 5-10 cc di gel lubrificante che contiene dell’anestetico. Il cistoscopio viene introdotto nell’uretra e risale sino a raggiungere la vescica che viene distesa con soluzione irrigante (acqua sterile salina) per ispezionarne le pareti.

Preparazione alla Cistoscopia

  • Informare il medico di eventuali allergie a farmaci o sostanze.
  • Informare il medico se si stanno assumendo farmaci anticoagulanti o antiaggreganti.
  • Eseguire un'urinocoltura per escludere infezioni urinarie.

La cistoscopia vescicale nell'uomo non prevede una particolare preparazione. Il paziente deve informare i medici nel caso assuma farmaci anticoagulanti o antiaggreganti. L'esame non può essere eseguito qualora sia in corso un'infezione urinaria. Per questo prima dell'esame viene richiesto al paziente un’urinocoltura.

Rischi e Complicanze

Le complicanze secondarie ad una cistoscopia diagnostica (ovvero senza azioni terapeutiche) sono molto rare e solitamente di lieve entità. La più comune è rappresentata dalla comparsa di un’infezione urinaria (tipo cistite) che di solito si risolve con una breve terapia antibiotica. In corso di cistoscopie operative in cui si esegue per esempio l’elettrocoagulazione di papillomi vescicali il rischio di ematuria può essere leggermente maggiore. Benché siano state descritte complicanze correlate a questo tipo di procedura quali lesioni dell’uretra, uretrorragia, ematuria, infezione, urgenza minzionale, ritenzione acuta di urina, pollachiuria (aumento della frequenza minzionale), bruciore menzionale, queste sono oggigiorno eccezionali e comunque temporanee e facilmente curabili con l’assunzione di una terapia medica.

La cistoscopia risulta un esame endoscopico con rischio di complicanze estremamente basso e perfettamente eseguibile in ambulatorio senza necessità di assistenza anestesiologica. Il minimo rischio di infezione legato alla procedura può essere ridotto con la somministrazione dell’antibiotico dopo l'esame. Viene comunque sempre utilizzato un cistoscopio sterile e tutti i presidi utilizzati sono altrettanto sterili.

Possibili Rischi

  • Infezioni urinarie (cistite).
  • Ematuria (sangue nelle urine).
  • Uretrite.
  • Difficoltà ad urinare.
  • Perforazione della vescica o dell'uretra (raro).

Dopo la Cistoscopia

Dopo una cistoscopia a scopo diagnostico, si può riprendere la propria vita abituale, senza tuttavia fare sforzi eccessivi e con l'accortezza di bere molta acqua per alleviare il fastidio e favorire l’emissione di urina. Bagni caldi possono aiutare a lenire il bruciore a livello dell'uretra. Se l’esame è stato di tipo terapeutico, dopo la dimissione è consigliabile un riposo di qualche giorno.

Dopo un esame cistoscopico con strumento rigido, più che con il flessibile, può residuare un fastidio anche minzionale che si protrae per alcune ore, soprattutto negli uomini che hanno una uretra lunga. Usualmente per ridurre gli effetti fastidiosi, prima dell'esame, viene applicato un lubrificante ad azione anestetica. Se invece viene eseguito anche un piccolo intervento, può essere previsto un ricovero in regime di day hospital o di degenza ordinaria di 2-3 giorni.

Conclusioni

La cistoscopia è uno strumento diagnostico e terapeutico essenziale in urologia. Grazie ai progressi tecnologici, come l'uso di cistoscopi flessibili e digitali, l'esame è diventato più tollerabile e sicuro per i pazienti. È fondamentale seguire le indicazioni del medico e segnalare eventuali sintomi o disturbi dopo la procedura.

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