Prima Ecografia in Gravidanza: Quando Farla e Cosa Aspettarsi

Quando si parla di gravidanza, ci si riferisce a un periodo molto lungo per la donna durante il quale devono essere effettuati una serie di esami di cruciale importanza per valutare la salute del nascituro e della futura madre. Tra questi esami, quelli che assumono un’importanza fondamentale per le prerogative precedentemente elencate, ci sono le ecografie in gravidanza.

L’ecografia è un esame che consente, attraverso l’utilizzo di una sonda e di uno schermo computerizzato, di valutare la conformazione e le problematiche di organi e tessuti altrimenti impossibili da indagare in altro modo, se non attraverso l’utilizzo di incisione chirurgica. Nel caso dell’ecografia in gravidanza, questa risulta di vitale importanza lungo tutta la gestazione per valutare numerosi parametri ed indagare differenti problemi relativi al feto.

Tra questi parametri i più importanti che vanno valutati attraverso le ecografie in gravidanza, vanno ricordati la datazione della gravidanza stessa, la posizione del feto nella sacca di gestazione, la connotazione precisa del sesso del nascituro e la verifica di varie problematiche come i difetti presenti nel liquido amniotico o le problematiche che possono andare a caratterizzare la placenta.

Quando Effettuare la Prima Ecografia?

Ma quando fare la prima ecografia in gravidanza? È una domanda che spesso trova risposte scorrette. Contrariamente a questa consuetudine, le indicazioni emesse dalla Società Italiana di Ecografia Ostetrico Ginecologica (SIEOG) ci dicono che la prima ecografia in gravidanza andrebbe eseguita tra le 11 e le 13 settimane + 6 giorni (13 settimane + 6 giorni è considerato il momento in cui termina il primo trimestre di gravidanza).

Questo è il tempo necessario all’embrione per attecchire e annidarsi nella parete uterina, iniziare il suo sviluppo e i processi di formazione degli organi al suo interno. Da un punto di vista clinico e assistenziale gli elementi che si riescono a indagare con la prima ecografia sono molto importanti e permettono di assicurarsi che i primi adattamenti della gravidanza siano avvenuti in modo regolare ed efficace. Dal punto di vista dei genitori accade spesso che la prima ecografia segni un passaggio, diventando un segno di realtà, di tangibilità della gravidanza.

Ecografia Precoce: Pro e Contro

C’è chi impaziente si rivolge al ginecologo già dopo la 6 settimana di gravidanza, chi invece aspetta un periodo più lungo prima di sottoporsi all’esame. Se si esegue molto presto (cinque-sei settimane di gestazione) sarà poi necessario ripetere l’esame nelle settimane successive per poter visualizzare tutto ciò che è necessario. Una donna che scopre di essere incinta spesso va subito dal ginecologo per la prima ecografia, ma potrebbe essere troppo presto.

La prima visita ostetrica e la prima ecografia sono consigliate dopo sette/otto settimane dalla data dell’ultima mestruazione. La prima ecografia è utile a confermare la presenza e il numero degli embrioni nell’utero e a definire la datazione. La prima ecografia può essere svolta in due modalità: transaddominale, con una sonda esterna, o transvaginale, con una sonda interna. Entrambe le procedure sono indolori e innocue, sia per il feto che per la mamma.

In caso di ecografia transaddominale, la vescica deve risultare piena, condizione non consigliata in caso di ecografia transvaginale. Può essere utile indossare un abbigliamento comodo per potersi svestire e rivestire agilmente.

Ecografie Obbligatorie e Facoltative

Nel quadro d’intervento così delineato le ecografie in gravidanza vengono programmate secondo un preciso calendario impostato in base ad una programmazione settimanale lungo tutti i 9 mesi della gestazione. Ecco come si sviluppa il programma delle ecografie in gravidanza per come si verifica mese per mese.

Secondo le linee guida italiane, si raccomandano almeno 3 ecografie obbligatorie durante una gravidanza fisiologica, garantite dal Servizio Sanitario Nazionale:

  • Ecografia ostetrica nel primo trimestre (generalmente tra l’11ª e la 13ª settimana).
  • Ecografia morfologica nel secondo trimestre (tra la 20ª e la 22ª settimana).
  • Ecografia biometrica nel terzo trimestre (tra la 30ª e la 34ª settimana).

Oltre a quelle più importanti sopra citate, possono essere necessarie ulteriori ecografie di controllo su indicazione del medico, in base alle condizioni specifiche della madre o del feto, ad esempio in caso di gravidanze gemellari o se si sospettano delle complicazioni.

La Società italiana di ginecologia e ostetricia ha pubblicato il decalogo delle società scientifiche “Buone pratiche in Ginecologia”. In queste, si sostiene che, in caso di gravidanza fisiologica, cioè senza particolari fattori di rischio, «le ecografie essenziali, anche secondo il disposto dei nuovi LEA (i livelli essenziali di assistenza, ossia le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione, cioè il ticket), sono due». Queste due ecografie hanno il fine di verificare la regolarità del battito cardiaco, la crescita e la posizione del feto. A queste, si può aggiungere un’ulteriore ecografia durante il terzo trimestre.

Le Settimane Chiave per le Ecografie

Il programma per svolgere le ecografie in gravidanza viene solitamente suddiviso in tre appuntamenti così ripartiti:

  • Ecografia tra la 6a e l’8a settimana.
  • Ecografia morfologica tra la 20a e la 21a settimana.
  • Ecografia intorno alla 30a settimana.

Ecografia tra la 6a e l’8a Settimana

In questa ecografia viene di solito analizzato lo stato di salute del feto, anche valutando le condizioni di importanza fondamentale come il battito del cuore. Da questo momento, infatti, è più semplice da analizzare il funzionamento cardiaco del feto. In questo appuntamento vengono anche valutate le condizioni morfologiche della sacca gestionale.

Ecografia Morfologica tra la 20a e la 21a Settimana

Detta anche ecografia del secondo trimestre, nel programma delle ecografie in gravidanza questa assume un’importanza fondamentale per una definitiva valutazione della posizione assunta dal feto, potendo così programmare, in particolari casi, la sicurezza di un parto naturale o la necessità di intervenire, nei tempi, attraverso altre modalità ed altri interventi.

Ecografia intorno alla 30a Settimana

Detta anche ecografia del terzo trimestre, in quest’occasione si è in grado di valutare con maggiore precisione quelle che sono le misure del feto con un’ulteriore valutazione delle condizioni del liquido amniotico, potendo così valutare la possibilità di sviluppare patologie di varia natura ed importanza.

Tipi di Ecografie e Cosa Rivelano

Le ecografie durante la gravidanza servono a monitorare lo sviluppo e il benessere del bambino durante la gestazione, offrendo informazioni cruciali sulla salute del nascituro e della donna.

Infine, le ecografie possono essere classificate in due livelli di approfondimento:

  • Eco di primo livello: includono le ecografie standard, ossia quelle eseguite in tutte le gravidanze per confermare la vitalità del feto e monitorarne la crescita.
  • Eco di secondo livello: si tratta di ecografie ostetriche più dettagliate, generalmente impiegate per indagare eventuali malformazioni o anomalie strutturali.

Ecografie nel Primo Trimestre

  • Ecografia di datazione (6ª - 8ª settimana): conferma la gravidanza, localizza il sacco gestazionale, determina l’età gestazionale e verifica il battito cardiaco.
  • Ecografia genetica (11ª - 13ª settimana): misura la translucenza nucale e stima il rischio di anomalie cromosomiche, come la trisomia 21 o 18.

Tra l’11ª e la 13ª settimana si può effettuare una seconda ecografia: lo scopo principale di questo esame è misurare lo spessore della translucenza nucale, una piccola raccolta di liquido dietro il collo del feto. Associata al test prenatale, questa ecografia consente di stimare il rischio di anomalie cromosomiche, come la sindrome di Down o di Edwards.

Ecografie nel Secondo Trimestre

  • Ecografia morfologica (20ª - 22ª settimana): valuta la crescita del bambino, individua eventuali malformazioni e monitora lo sviluppo degli organi.
  • Eventuale ecografia 3D o 4D (23ª - 29ª settimana): può essere richiesta per una visualizzazione tridimensionale più dettagliata o in tempo reale del nascituro.

Eseguita tramite sonda esterna, la morfologica è cruciale per valutare lo sviluppo anatomico del bambino e verificare la presenza di malformazioni congenite. Durante questa ecografia vengono esaminati il cervello, il cuore, i reni, la colonna vertebrale e gli arti del feto, oltre ad essere misurate le circonferenze della testa e dell’addome e la lunghezza del femore.

In alcuni casi può essere eseguita un’ecografia 3D o 4D: l’eco 3D fornisce delle immagini statiche del nascituro in tre dimensioni, consentendo una visualizzazione più dettagliata delle strutture anatomiche, mentre l’eco 4D mostra immagini in movimento e in tempo reale.

Ulteriori Considerazioni

Questi appuntamenti, ovviamente, possono essere seguiti e preceduti da ulteriori ecografie in gravidanza. La futura mamma non deve, infatti, sottovalutare nessun segnale che arriva dal feto lungo i mesi della gestazione. Gli appuntamenti prima elencati hanno carattere gratuito se eseguiti presso strutture pubbliche su indicazione del proprio medico di fiducia.

Prima di iniziare, il ginecologo cosparge di gel la parte su cui farà scorrere una sonda. La donna avverte semplicemente una sensazione di freddo. Le immagini del feto, riprese dalla sonda, vengono visualizzate su uno schermo posizionato davanti al ginecologo.

Oltre alle ecografie “classiche” finora descritte, in gravidanza è possibile eseguire anche un’ecografia interna o transvaginale qualora il ginecologo ritenga opportuno monitorare le condizioni degli organi riproduttivi della madre. Con l’ecografia classica infatti non è possibile superare gli strati adiposi del corpo.

L’ecografia transvaginale viene effettuata dal ginecologo attraverso una sonda. Anziché passarla sulla pancia, come avviene nell’ecografia classica, il medico la inserisce in vagina.

L’ecografia infatti è uno degli strumenti più importanti: necessaria per la sua portata diagnostica e assolutamente sicura per mamma e feto. A volte, però, indotti un po’ dal desiderio e dalla preoccupazione, i genitori sono portati a fare numerose ecografie, spesso molte di più di quelle che sono realmente necessarie. Non va dimenticato che la gravidanza non è una malattia e ci sono molti aspetti che ostetrici o ginecologi possono cogliere anche solo da un buon dialogo con la gestante senza la necessità di utilizzare strumenti diagnostici come l’ecografia.

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