Gli esami del sangue sono uno degli esami più diffusi e consentono, mediante un semplice prelievo venoso, di verificare i valori dei principali componenti ematici e fornire così importanti informazioni sulla salute del paziente e sul funzionamento del suo organismo. Il medico può prescrivere diversi tipi di esami a seconda delle esigenze del paziente e di ciò che è necessario indagare.
Orario Ideale per il Prelievo
Gli esami del sangue vengono effettuati tramite prelievo venoso preferibilmente tra le sette e le nove di mattina. Il prelievo si esegue al mattino, preferibilmente entro le ore nove. Il medico suggerirà per quali esami specifici è necessario essere a digiuno.
Preparazione al Prelievo di Sangue
Prima di sottoporsi al prelievo, è importante rispettare alcune regole affinché gli esiti non vengano falsati da comportamenti errati.
Digiuno
Vi è accordo unanime sull’opportunità che il paziente si presenti al prelievo a digiuno da almeno 8 - 12 ore. È convinzione comune che sia sempre necessario digiunare per almeno 8 ore prima degli esami del sangue, perché la maggior parte dei cibi e delle bevande che assumiamo ogni giorno contengono alcune sostanze che possono momentaneamente alterare la composizione sanguigna fino a falsare l’interpretazione degli esami del sangue. Tutti gli esami che indagano il metabolismo di una persona e che fanno parte delle analisi di chimica-clinica, come ad esempio glicemia, azotemia, trigliceridi, colesterolo ed elettroliti (sodio, potassio), richiedono un digiuno di circa 8-14 ore prima del prelievo. Questi esami sono quindi di norma eseguiti alla mattina dalle 7 alle 11 a digiuno, dalla mezzanotte è consentita solo l’assunzione di acqua. L’assunzione di caffè o di bevande o alimenti può influenzare i risultati di queste analisi. Ci sono però alcuno esami che richiedono una preparazione particolare, quindi per qualsiasi dubbio è bene contattare il laboratorio o il medico per accertarsi della preparazione necessaria.
Ad esempio, un’abbondante cena a base di cibi grassi, la sera prima del prelievo, può aumentare sensibilmente la concentrazione dei trigliceridi. D’altra parte anche un digiuno prolungato altera la concentrazione di molte sostanze.
Dieta
«Nei giorni precedenti, è bene mantenere la dieta abituale ed evitare brusche variazioni dell’apporto calorico, sia in eccesso sia in difetto», raccomanda il dottor Francesco Milone. Nei giorni che precedono il prelievo la dieta dovrebbe essere quanto più possibile abituale, evitando brusche variazioni dell’apporto calorico sia in eccesso che in difetto. In seguito alla riduzione drastica dell’apporto calorico (300/600 calorie/die), infatti, si è riscontrata una diminuzione del volume plasmatico del 30%. La stessa indicazione vale per il pasto che precede l’esame, in genere la cena.
Farmaci
Esistono numerosi studi riguardanti l’effetto dei farmaci sui test di laboratorio. Le interferenze possono manifestarsi direttamente o indirettamente a livello analitico. Nel primo caso esse non sono sempre e completamente prevedibili nella loro entità per un’ampia serie di variabili individuali che determinano l’assorbimento, il metabolismo e l’eliminazione del farmaco. Il giorno del prelievo, è importante rispettare l’abituale terapia farmacologica. Fa eccezione a questa regola il diabete. evitare, quando possibile, ma sempre su consenso medico, l’assunzione di farmaci quali ansiolitici, antinfluenzali, antinfiammatori, analgesici, etc… .
Alcool, Caffeina e Fumo
L’assunzione di alcool provoca alterazioni transitorie e/o croniche di molte sostanze. Ad esempio entro 2-4 ore dall’assunzione di modeste quantità di alcool si registra una diminuzione del glucosio nel sangue (glicemia). Se l’ingestione di alcool è massiccia ed abituale la concentrazione di molte sostanze viene permanentemente alterata segnalando così le patologie legate all’alcolismo cronico. L’effetto della caffeina sulle sostanze presenti nel sangue non è ancora del tutto chiaro anche se il sospetto di interazione è molto consistente. È bene astenersi completamente dal fumo nelle ore che precedono i prelievi ematici, ricordando che la disassuefazione totale è comunque la strada vincente. Inalare fumo di tabacco 1-2 ore prima di un prelievo del sangue provoca un incremento delle concentrazioni ematiche di glucosio, adrenalina e noradrenalina, acidi grassi liberi, glicerolo, cortisolo e aldosterone. Inoltre, fa aumentare i marcatori tumorali (Cea), i globuli bianchi (neutrofili, linfociti e monociti) e i metalli pesanti (piombo, cadmio, rame), mentre fa ridurre le lipoproteine, alcuni enzimi (Ace), alcuni ormoni (prolattina) e le vitamine, come i carotenoidi.
Attività Fisica
Le variazioni delle attività enzimatiche e di alcuni analiti provenienti dalla muscolatura scheletrica in seguito all’esercizio fisico intensivo e protratto sono fenomeni attesi ed in genere da evitarsi immediatamente prima del prelievo o nelle 8 - 12 ore che lo precedono. L’attività fisica può influenzare alcuni valori ematochimici, per cui nei giorni precedenti al prelievo sarebbe meglio evitare gli sforzi troppo intensi e protratti.«Il principale parametro che può modificarsi a causa di un esercizio fisico vigoroso è la creatinfosfochinasi, abbreviatain Cpk, un enzima presente in vari tessuti e cellule del corpo, specie nelle fibre muscolari, ma anche nelcervello», spiega il dottor Milone.
- non effettuare sforzi (ad es.
- astenersi dall’attività fisica intensa dell’arto in cui è stato introdotto l’ago per almeno qualche ora dopo il prelievo (ad es.
Condizioni Fisiologiche
Le condizioni fisiologiche legate ai diversi momenti del ciclo mestruale e alla gravidanza producono sensibili variazioni nella concentrazione sanguigna di molte sostanze.
Altre Considerazioni
La tensione che si accumula guidando nel traffico, lo stress conseguente ad una arrabbiatura mattutina o l’ansia che, a volte, precede il prelievo, sono tutti fenomeni che possono alterare alcuni importanti parametri (es. l’aumento dei globuli bianchi, dell’acido lattico, degli acidi grassi). Se i prelievi non sono urgenti e indispensabili, è bene rimandare le analisi del sangue in caso di malattia acuta, come influenza, febbre alta oppure disturbi gastro-intestinali, come vomito o diarrea. «Tutte le condizioni che comportanodisidratazione possono alterare il valore dell’ematocrito, un esame che esprime il rapporto fra la parte liquida del sangue e quella corpuscolata, come piastrine, globuli bianchi e globuli rossi», chiarisce il dottor Milone. «Quando siamodisidratati, il sangue diventa più denso. Ma la maggiore viscosità può essere dovuta anche ad altre molteplici cause, come insufficienza renale acuta, patologie polmonari o malattie cardiovascolari, per cui può accendere un inutile campanello d’allarme».
Nel passaggio dalla posizione supina a quella eretta si modificano il volume plasmatico, la concentrazione degli elementi figurati del sangue e di alcuni analiti quali ad esempio il calcio (3,43%), il magnesio, il fosforo, la bilirubina, le proteine totali, il ferro (10,93%), i trigliceridi (18,5%), il colesterolo, l’ LDL (34%) e le transaminasi (34%). La risposta individuale ai cambi posturali è assai variabile, probabilmente in rapporto al volume della massa plasmatica, al tasso proteico totale, alle situazioni attuali del tono vascolare e della entità della risposta endocrina.
Come Avviene il Prelievo
Il paziente, a digiuno, siede in ambulatorio per pochi minuti e l’operatore procede al prelievo mediante alcune semplici fasi. L’infermiere disinfetta la parte dell’avanbraccio dove inserirà l’ago, procede ad applicare il laccio emostatico, chiede al paziente di chiudere il pugno e una volta individuata la vena infila l’ago. A questo punto il paziente riapre la mano, il laccio viene allentato e il prelievo viene portato a termine, togliendo l’ago e trasferendo il sangue in una o più provette a seconda del tipo di esami prescritti. A prelievo ultimato, sulla parte interessata viene applicato un batuffolo di cotone e una striscia di nastro adesivo medico che il paziente è invitato a tenere per una decina di minuti.
L’esame non è pericoloso e non è doloroso, si può avvertire il pizzicore dell’ingresso dell’ago nel braccio. Molte persone però manifestano disagio per questo tipo di esame e in genere, preferiscono non guardare le manovre dell’infermiere.
Cosa Fare Dopo il Prelievo
Immediatamente dopo il prelievo non bisogna avere fretta di andare via, una risposta vaso-vagale può intervenire in forma ritardata provocando lo svenimento. Attendere dunque 15 minuti in sala d’attesa premendo leggermente con il cotone sul punto del prelievo.
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