Gli esami del sangue nei bambini possono essere utili per inquadrare meglio un disturbo o facilitare la diagnosi di una particolare malattia. Devono però essere fatti solo in presenza di sintomi di malessere nel piccolo, pertanto è opportuno eseguirli dopo aver consultato il pediatra ed avere ricevuto un’indicazione sulla loro reale necessità. È inutile, infatti, effettuare esami del sangue ai bambini se questi non apportano un reale beneficio ai fini della diagnosi.
Quando Sono Necessari gli Esami del Sangue ai Bambini?
Ma quando è opportuno effettuare gli esami del sangue ai bambini? “Spesso si è convinti che gli esami del sangue siano necessari per raggiungere una diagnosi esatta, quando spesso è sufficiente un’attenta valutazione da parte del medico. Altre volte si pensa che eseguire periodicamente gli esami del sangue ai bambini sia essenziale per accertarsi che un apparente buono stato di salute non nasconda qualche problema. Ma nell’infanzia gli esami di questo tipo non sono un comune strumento di screening periodico, come accade invece nell’adulto”, spiega la dottoressa Elena Inzaghi, pediatra dell’Unità operativa di Pediatria generale dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma.
“Gli esami del sangue ai bambini dovrebbero essere prescritti nel caso in cui, dopo la visita, il pediatra riscontri la necessità di indagare o di escludere la presenza di qualche disturbo. La scelta del tipo di esame sarà determinata dalla valutazione complessiva del bambino. Le condizioni cliniche guideranno poi il medico nell’interpretazione dei risultati”.
Quando è Meglio Non Fare gli Esami
È inutile eseguire spesso esami senza una reale indicazione: oltre a essere uno spreco di tempo e di risorse, rappresentano un momento di stress evitabile per il bambino. Sicuramente, non si devono fare esami del sangue prima di sottoporre il bambino a un vaccino, nella speranza di prevedere reazioni avverse. Attualmente non esiste alcun test in grado di prevenire questo rischio. Solo in casi estremamente selezionati di bambini con seri problemi di allergie, si possono effettuare test allergologici preliminari per scongiurare reazioni serie, evento comunque estremamente raro.
Quali Sono gli Esami del Sangue da Fare ai Bambini
Ecco, secondo gli esperti, quali sono gli esami del sangue che più spesso vengono prescritti ai bambini. Solitamente si suggerisce di eseguirli al mattino a digiuno, avendo l’accortezza di portare uno spuntino che il bambino possa consumare dopo il prelievo.
Emocromo
Questo esame comprende il conteggio di tutte le cellule che compongono il sangue: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine, permettendo di valutarne le loro caratteristiche. Fornisce molte informazioni sullo stato di salute del bambino. Per esempio, anomalie dei globuli rossi come un loro volume ridotto o bassi livelli di emoglobina suggeriscono un quadro di anemia del neonato o del bambino, che potrebbe essere legata a un’insufficiente assunzione di ferro oppure a malassorbimento intestinale. Un aumento dei globuli bianchi si riscontra spesso in corso di infezione. Per evitare di allarmarsi, è opportuno che questi dati vengano sempre interpretati dal pediatra.
Glicemia
“Definisce i valori di glucosio, ossia di zucchero nel sangue ed è un importante marcatore del metabolismo di queste sostanze” precisa la specialista. Si esegue per esempio in caso di segnali di diabete e altre malattie metaboliche.
Funzionalità Renale
Serve a controllare che i reni svolgano regolarmente la loro funzione di filtri del sangue. È definita dai valori di creatinina e azotemia, influenzati dall’età del bambino.
Elettroliti
Includono sodio, potassio, cloro e calcio. Sono importanti marcatori di condizioni come la disidratazione, presente per esempio in caso di diarrea cronica.
Transaminasi
Sono enzimi normalmente presenti nel sangue a basse concentrazioni. Sono di due tipi: aspartato aminotransferasi (Ast o Got, più specifico) o alanino aminotransferasi (Alt o Gpt). Uno dei distretti in cui sono particolarmente abbondanti è il fegato. “L’entità e la durata del loro aumento nel sangue può essere indicativo di un danno epatico, per esempio un’intossicazione” aggiunge la dottoressa Inzaghi. “Oppure può derivare dall’assunzione di dosi eccessive di alcuni farmaci o, ancora, conseguire a un’infezione. Sono però indicatori poco specifici perché possono segnalare anche un disturbo che non riguarda il fegato”.
Pcr e Pct
Questi due esami del sangue sono utili per individuare infiammazioni o infezioni in atto e scegliere quindi la cura più appropriata. Si tratta, in entrambi i casi, di proteine prodotte dal fegato durante una fase infiammatoria acuta. Il livello di Pct (ossia procalcitonina) aumenta in genere leggermente in corso di infezioni virali o infiammazioni non infettive. Cresce invece molto e rapidamente in caso di infezioni batteriche, quindi suggerisce l’opportunità di ricorrere alla terapia antibiotica. La Pcr (o proteina C reattiva) aumenta sia in corso di infezioni batteriche sia in presenza di altri tipi di infiammazioni.
Colesterolo e Trigliceridi
Il dosaggio dei livelli di colesterolo e di trigliceridi nel sangue viene comunemente prescritto ai bambini e agli adolescenti in caso di sovrappeso o di malattie metaboliche come il diabete. Le alterazioni dei valori dei lipidi nel sangue, soprattutto l’aumento del colesterolo, è uno dei maggiori fattori di rischio per le malattie cardiovascolari. Infatti gli accumuli di questi grassi all’interno delle arterie favoriscono la formazione di “placche” di aterosclerosi. Gli eventi cardiovascolari acuti si verificano solitamente in età adulta, ma i fattori di rischio possono essere già presenti in età pediatrica. La loro tempestiva identificazione permette di intervenire precocemente attraverso modifiche dello stile di vita come la dieta e l’attività fisica.
Altri Esami che Possono Essere Utili
Oltre agli esami base, esistono alcuni esami del sangue di secondo livello che possono essere indicati dal pediatra nel caso ci sia il sospetto di determinati disturbi. Vediamo quali sono.
Gli Esami Allergologici
Si tratta di un problema di frequente riscontro per il pediatra. Una diagnosi corretta può essere molto utile per evitare al bambino le sofferenze legate alle manifestazioni allergiche. “Sul sangue si esegue il dosaggio delle IgE totali e delle IgE specifiche (Rast, Radio Allergo Sorben Test), ovvero gli anticorpi che l’organismo produce in caso di allergia a una particolare sostanza” dice ancora la dottoressa Inzaghi. “E’ un esame che si effettua attraverso un comune prelievo di sangue e che consente di confermare al medico lo stato di sensibilizzazione allergica ipotizzata in precedenza”.
I Test per la Celiachia
Sempre su un campione di sangue si esamina il livello di alcuni anticorpi che l’organismo produce in caso di intolleranza al glutine, la proteina del grano e di altri cereali responsabile della malattia celiaca. Si possono dosare gli anticorpi anti-transglutaminasi (o tTG), anti-gliadina (o Aga) e anti-endomisio (Ema). A seconda dei risultati, la conferma della diagnosi di celiachia può richiedere l’esecuzione della biopsia intestinale.
Gli Esami Immunologici
Tra gli esami immunologici più comunemente richiesti si trova il dosaggio delle immunoglobuline, la risposta anticorpale ai vaccini e lo studio dell’immunità cellulare. Vengono suggeriti dal pediatra in casi selezionati di infezioni ricorrenti, eventualmente con necessità di ricovero o di utilizzo frequente di terapia antibiotica. Servono per capire se le difese immunitarie del bambino siano ben funzionanti.
Screening Neonatale Metabolico Allargato
Poche gocce prelevate dal tallone entro la settantaduesima ora di vita (dopo il parto) rappresentano il primo esame del sangue di un bambino o di una bambina. Si tratta dello screening neonatale delle malattie metaboliche, uno strumento diagnostico importantissimo - previsto nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) - che permette di individuare in tempi precocissimi patologie del metabolismo per le quali esiste una cura. Il test di screening per queste tre patologie veniva reso obbligatorio dal Ministero della Salute nel 1992 ma oggi le cose sono migliorate. Dal 2016, è infatti possibile, in molte strutture ospedaliere pubbliche d’Italia richiedere, sempre gratuitamente, lo screening neonatale esteso (SNE) o screening neonatale metabolico allargato che include nello spettro della possibile diagnosi precoce altre 40 malattie metaboliche rare.
Per tutte e 40 le malattie metaboliche previste dal SNE esiste ed è disponibile fin da subito un protocollo terapeutico in grado di garantire la sopravvivenza, aumentare le aspettative di vita o migliorare la qualità della stessa nei neonati/e che vengano al mondo con questo tipo di anomalia congenita.
Se siete una coppia in attesa della nascita di vostro figlio/a, potete informarvi presso la struttura dove avverrà il parto per sapere se effettuano o meno lo screening neonatale metabolico allargato e valutare la possibilità, qualora questo tipo di servizio non fosse erogato, di cambiare struttura sanitaria.
Controlli dell’Emoglobina nel Sangue
Abbiamo visto come già attraverso l’esame emocromocitometrico il medico può ricavare informazioni importanti, ad esempio può valutare se esista un rischio di anemia. A che età, quindi, effettuare un controllo dell’emoglobina nel sangue? Nei bambini e nelle bambine in età scolare un controllo è adeguato tra i 6 ai 9 anni, mente nei bimbi pretermine dovrebbe essere anticipato all’età prescolare, intorno ai 5 anni.
Anche in questo caso, è opportuno, almeno una volta in assenza di sintomi e in condizioni di salute, fare una sorta di check up completo in età scolare e nella pubertà, soprattutto per andare a misurare quei valori che possono essere spia silente di un problema. Ad esempio, gli esami del sangue per la funzionalità epatica in realtà possono fornire al/la pediatra molte informazioni anche sul funzionamento del cuore o dei reni.
Controllo della Funzionalità Epatica e Metabolismo Lipidico
Il controllo della funzionalità epatica attraverso i test del sangue si rende necessario (più che in passato) perché i bambini e le bambine italiani sono spesso in sovrappeso e tra i problemi che possono sviluppare anche in tenera età vi è la steatosi epatica, condizione che comporta un accumulo di grasso all’interno e sulla superficie del fegato che alla lunga può comprometterne la funzionalità creando danni gravi alla salute generale. Altro esame importante è relativo al metabolismo lipidico: la misurazione di colesterolo e trigliceridi, per la stessa ragione di cui sopra.
Il controllo dovrebbe avvenire in età scolare e adolescenziale, soprattutto in presenza di evidente sovrappeso o di una condizione relativamente comune chiamata ipercolesterolemia familiare (che si stima colpisca un bambino/a ogni 380-500). In generale, per misurare la percentuale di colesterolo presente nel sangue del/la minore, si usano delle tabelle specifiche per l’età pediatrica (centili) con parametri che variano a seconda della fascia di età e che vanno valutati dal/a pediatra.
Dosaggio Eematico dei Minerali
Sempre in età prescolare, scolare e puberale potrebbe essere utile richiedere il dosaggio ematico di minerali importanti - in particolare elettroliti come potassio, sodio, cloro e calcio - che regolano funzioni cellulari importanti e che se sbilanciati possono dare sintomi seri tra cui debolezza, crampi, ritardo nella crescita, aritmie cardiache. Anche l’elettroforesi delle sieroproteine è un indicatore importante.
Misura la concentrazione delle proteine nel plasma (siero) del sangue, la porzione liquida. Valori alterati sono spia di patologie specifiche o anche di ritardo nella crescita con problemi di malassorbimento e dieta inadeguata.
Diagnosi e Monitoraggio dell’Anemia
Veniamo agli esami del sangue per la diagnosi e il monitoraggio dell’anemia, un problema comune. Nei piccoli con anemia conclamata il controllo deve avvenire regolarmente, basandosi, evidentemente, su parametri che variano con variare dell’età. Oltre all’emocromo è però necessario anche controllare i depositi di ferro dell’organismo, dal momento che l’emoglobina è appunto fatta di questo minerale. In particolare, occorre misurare la concentrazione di ferritina, la proteina di deposito del ferro, secondo i parametri (molto variabili), stabiliti per fascia di età.
Infine, nei bambini e bambine a rischio di anemia, occorre fare la conta dei reticolociti, ovvero dei globuli rossi “giovani”, quelli appena prodotti dal midollo osseo, che possono essere più della norma in caso di emorragie interne o di anemia emolitica con distruzione precoce dei globuli rossi.
Infezione in Atto?
Nell’età infantile è molto facile ammalarsi di comuni infezioni. Insomma, non è raro e non deve preoccupare oltre il lecito i genitori se il loro figlio/a ogni tanto ha la febbre alta e manifesta tutti i sintomi di una comune infezione.
Alla luce di ciò, il medico per accertare un’infezione in atto può ritenere necessario effettuare un piccolo prelievo di sangue e misurare due indici: la proteina C reattiva (PCR) e la protocalcitonina (PCT), entrambe prodotte dal fegato.
- Proteina C reattiva (PCR)
- Protocalcitonina (PCT) Questa sostanza, invece, può fornire indicazioni un pochino più precise sul tipo di infezione.
Allergie e Intolleranze
Sempre più bambini/e manifestano i sintomi delle allergie o delle intolleranze, sia di tipo alimentare che non. Capirlo per tempo e avviare una terapia antistaminica, laddove necessario, o far in modo di eliminare l’allergene incriminato dalla dieta o dall’ambiente del piccolo/a è pertanto indispensabile.
Tra i vari esami c’è anche un test del sangue chiamato RAST (acronimo di Radio Allergo Sorbent Test), che si basa sul prelievo di un unico campione.
Come Comportarsi per Rende il Momento dell’Esame del Sangue Meno Traumatico e Stressante Possibile?
Molte mamme e papà si fanno prendere a loro volta dall’ansia anticipatoria, finendo per comunicarla ai loro figli/e con il rischio di peggiorare la situazione. Altro errore comune è quello di “mentire” al bambino/a o evitare di spiegare ciò che sta per accadere, perché questo contribuirebbe a far sentire il piccolo/a paziente in qualche modo preso in giro, ingannato, e quindi potrebbe innescare reazioni avverse molto forti.
Il timore del dolore della puntura, infatti, è talmente forte che spesso perdura negli adulti. Bastano un gioco, o qualche stratagemma per distogliere l’attenzione del piccolo/a dalla puntura e orientarla verso qualcosa di piacevole e conosciuto che allenti l’ansia e aiuti a gestire la paura del dolore.
- Da 0 a 3 mesi: indispensabile la collaborazione materna.
- Dai 2 ai 4 anni: le tecniche di distrazione per questa età sono diverse: dalle bolle di sapone ai libri e ai giocattoli, fino al “guanto magico” con la collaborazione dell’infermiere/a.
- Dai 4 ai 6 anni: vanno bene giochi di ogni tipo, con pupazzi, con libri pop-up, con il racconto di storie. Efficaci la tecnica del “guanto magico” e della visualizzazione.
Come si Effettua l’Esame del Sangue nei Bambini/e?
Il bambino deve avere la sensazione di controllare l’intera operazione, per questo deve poter scegliere la posizione (seduto o in piedi), se guardare o meno l’introduzione dell’ago nella vena, e se avere o meno vicini i genitori o l’accompagnatore. Inoltre, le tecniche di distrazione che abbiamo citato devono essere valide per il bambino/a, quindi le mamme e i papà devono andare sul sicuro, non per tentativi.
Il prelievo del sangue è una procedura di routine sicura e veloce. La maggior parte dei bambini avverte solo una sensazione minima e transitoria, come un leggero pizzico o un leggero fastidio che scompare subito dopo il prelievo. Prima del prelievo, l’infermiere applica un laccio emostatico per evidenziare la vena e procede con la disinfezione della zona interessata. Dopo il prelievo, oltre al batuffolo di cotone, viene applicato un cerotto colorato che spesso aiuta a far sorridere il piccolo e a sdrammatizzare il momento vissuto. La durata complessiva dell’intervento è breve, solitamente di pochi minuti.
Quando si prepara un bambino di 2-5 anni a un prelievo di sangue, l'obiettivo primario è ridurre la sua ansia e le possibili reazioni negative. Se il bambino è già in età scolare, è bene coinvolgerlo spiegando il motivo degli esami del sangue, rispondendo alle sue domande con sincerità ma senza allarmismi, e rassicurandolo sulla brevità della procedura. Un altro aspetto importante è la preparazione pratica. Se il prelievo deve essere effettuato a digiuno, può essere utile spiegare al bambino che si tratta di un “gesto da grandi' che aiuta il medico a comprendere meglio cosa accade nel corpo. Infine, dopo il prelievo, è sempre utile premiare il coraggio del bambino con un piccolo gesto: una colazione speciale, una coccola in più o un'attività piacevole programmata subito dopo l'esame.
Consigli Utili per Affrontare gli Esami del Sangue nei Bambini
Spiega cosa succederà. Spiega a tuo figlio perché è necessario il test e come verrà raccolto il campione. Usa un linguaggio e termini basati sull'età del tuo bambino. Sii sincero, ma rassicurante. Non dire a tuo figlio che il test non farà male; potrebbe effettivamente essere doloroso. Gioca a casa. Pratica la respirazione profonda e altre attività rassicuranti. Programma l'esame al momento giusto. Cerca di programmare il test per un momento in cui tuo figlio è meno probabile che sia stanco o affamato.
Se tuo figlio sta facendo un esame del sangue, mangiare prima ridurrà il rischio di giramenti di testa. Ma se tuo figlio ha bisogno di un test che richiede il digiuno, è meglio programmare il test per prima cosa al mattino. Dovresti anche portare uno spuntino per dopo. Se il test non richiede di limitare o evitare i liquidi, incoraggia tuo figlio a bere molta acqua il giorno prima e la mattina del test. Per un esame del sangue, può facilitare il prelievo di sangue, perché mette più liquido nelle vene. Offri una distrazione. Porta un giocattolo, un gioco o un libro preferito per distrarre tuo figlio prima e durante il test.
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