Colonscopia: A Che Età è Raccomandata?

Lo screening del colon-retto è un intervento di sanità pubblica rivolto a uomini e donne in una fascia di età a rischio di sviluppare un tumore intestinale. La sua efficacia non è in discussione: lo screening per il tumore del colon-retto può salvare la vita, perché una eventuale diagnosi precoce offre maggiori opportunità terapeutiche.

Perché lo Screening per il Tumore del Colon-Retto Può Salvare la Vita?

In questa paginaPERCHE' LO SCREENING PER IL TUMORE DEL COLON-RETTO PUO' SALVARE LA VITA?NEGLI USA (QUASI) UNA DIAGNOSI SU DUE NEGLI UNDER 50CONTROLLI ALMENO FINO AI 75 ANNILA SITUAZIONE IN ITALIAIN PUGLIA LO SCREENING (QUASI) NON C'È

L'obiettivo è rimuovere l’eventuale presenza di polipi in una fase precoce, quando non danno alcun disturbo. In questo modo si interviene in maniera meno aggressiva e aumentano le possibilità di cura. In questo modo aumentano le possibilità di cure efficaci, meno aggressive per la persona e con una maggiore possibilità di guarigione.

L'Importanza dello Screening

Non saltare gli screening previsti per questa forma di tumore. Se ricevi l’avviso a casa, fai gli esami, sono gratuiti.

Proprio per questo motivo, in ragione anche di un aumento dei casi prima dei 50 anni, soprattutto al di là dell'Atlantico, il dubbio è piuttosto un altro. Se oggi nel nostro Paese lo screening è offerto a uomini e donne a cadenza biennale tra i 50 e i 69 anni, anticiparne l'inizio è un'opportunità per ridurre l'impatto di una malattia che ogni anno in Italia colpisce 53mila persone e ne uccide quasi ventimila?

Pur convinti che la maggior parte delle diagnosi si verifichi una volta superati i 50 anni, gli oncologi statunitensi ritengono che sia il momento di accendere i riflettori sugli adulti più giovani che, a meno di un'acclarata familiarità o di una diagnosi già ricevuta di morbo di Crohn o di rettocolite ulcerosa, non si sottopongono ad alcun controllo preventivo.

«Non sappiamo perché, ma è un dato di fatto che le persone nate più di recente hanno un rischio fino a quattro volte più alto di ammalarsi di cancro del colon rispetto a quello che alla loro stessa età avevano i nati negli anni '50 - afferma Richard Wender, presidente dell'American Cancer Society -. Conosciamo alcuni fattori di rischio: l'obesità, il fumo e il consumo di alcol. Ma nessuno di questi da solo è sufficiente a spiegare l'aumento dei casi tra le persone più giovani».

Nella messa a punto del modello matematico che ha evidenziato un beneficio nell'anticipazione dell'età di inizio dello screening, gli oncologi non hanno indicato un test migliore di un altro: l'importante è anticipare l'inizio dei controlli, quanto agli esami è possibile scegliere tra i sei oggi riconosciuti come validi e utilizzati in tutto il mondo. Ovvero: l'esame delle feci (ricerca del sangue occulto, il test immunochimico fecale e il test al guaiaco), i test del Dna, la colonscopia virtuale e la sigmoidoscopia e la colonscopia (con cadenze diverse).

Quest'ultima sarebbe comunque indispensabile come conferma, se qualsiasi degli esami precedenti desse un esito positivo o sospetto. Le indagini, secondo gli esperti, dovrebbero essere effettuate fino ai 75 anni. Nel decennio successivo, la valutazione dovrebbe riguardare il singolo caso: potrebbe essere opportuno portare avanti i controlli fino agli 85 anni su indicazione del proprio medico curante.

Come Funziona lo Screening in Italia?

In Italia lo screening per il tumore del colon rientra nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), come quello per il tumore al seno e il tumore della cervice uterina. L'approccio in uso nel nostro Paese - per le persone sane e non considerate a rischio - prevede che, tra i 50 e i 69 anni, a cadenza biennale, uomini e donne effettuino su invito della propria Asl il test del sangue occulto nelle feci. Fa eccezione soltanto il Piemonte, che ha scelto una strada alternativa: rettosigmoidoscopia per tutti a 58 anni o, in alternativa, ricerca del sangue occulto nelle feci (fino a 69 anni).

Ma un'ipotesi come quella statunitense potrebbe essere concretizzata nel nostro Paese? «In Italia le diagnosi di tumore del colon tra chi ha meno di 50 anni riguardano soltanto il cinque per cento del totale dei casi - afferma l'epidemiologo Marco Zappa, direttore dell'Osservatorio Nazionale Screening -. Fatta questa premessa, l'efficacia della strategia ipotizzata dai colleghi statunitensi non è in discussione: anticipando lo screening si intercettebbero dei polipi o delle lesioni prima che evolvano in un tumore del colon o del retto. La scelta di partire dai 50 anni è puramente organizzativa. Cominciando prima, però, aumenterebbe il numero delle colonscopie da effettuare.

Leggendo i dati contenuti nell'ultimo rapporto dell'Osservatorio Nazionale Screening, si evince che nel 2016 gli inviti a eseguire i controlli sono stati inviati al 75 per cento della popolazione italiana prevista. In valore assoluto, sono stati chiamati 5,6 milioni di cittadini di età compresa tra 50 e 69 anni: 250mila in più rispetto al 2015. A rispondere è stato però soltanto il 40 per cento dei destinatari: per un totale di quasi 2,4 milioni di esami di screening effettuati. Un ulteriore taglio c'è stato sulle indagini di secondo livello, le colonscopie necessarie in seguito all'esito positivo delle prime indagini: ne sarebbero servite oltre 116mila, ne sono state effettuate poco più di novantamila.

Rimangono profonde le differenze tra le diverse aree del Paese. Al Nord la copertura, intesa come invio degli inviti, è pressoché completa (oltre il 95 per cento). Va abbastanza bene anche nelle regioni del Centro Italia (più del 90 per cento), mentre è in continua sofferenza il Sud (45 per cento). Senza addentrarci troppo nei dettagli locali, merita di essere citato come esempio negativo la Puglia: l'unica regione in cui lo screening per il tumore del colon-retto è pressoché assente (5 per cento).

Esame delle Feci per la Ricerca del Sangue Occulto

È un esame dello screening gratuito del Servizio Sanitario Nazionale. Si rivolge a uomini e donne fra i 50 e i 70 anni. Con lettera d’invito ricevuta dall’Asl competente, è possibile ritirare il kit necessario per lo svolgimento dell’indagine.

L'esame consiste nel prelevare un piccolo campione di feci con la strumentazione presente nel kit e di conservarlo in frigo fino alla riconsegna del kit in farmacia. È poi compito della farmacia provvedere alla consegna in laboratorio. È possibile eseguire il test a casa, senza seguire una dieta particolare nei giorni precedenti. Il risultato del test viene inviato a casa. In caso di risultato positivo è necessario effettuare degli approfondimenti attraverso la colonscopia.

Come Funziona il Test del Sangue Occulto?

Si raccoglie un campione di feci nel flaconcino consegnato dal farmacista di una delle farmacie aderenti al programma. Il campione di feci deve essere riconsegnato entro 24 ore dalla raccolta.

L’esame del sangue occulto è molto efficace per individuare alcuni tumori intestinali, anche quando sono molto piccoli e non danno sintomatologia. Come ogni esame, però, presenta dei limiti. Può succedere che un polipo (o anche una lesione tumorale) non sanguinino il giorno dell’esame e quindi non vengano individuati. É importante perciò ripetere il test ogni due anni e non sottovalutare eventuali disturbi che possono manifestarsi.

Le persone risultate positive alla ricerca del sangue occulto vengono contattate telefonicamente da un operatore della Centrale Unica Screening per ricevere informazioni e per fissare un appuntamento per eseguire una colonscopia, necessaria all’approfondimento diagnostico.

Come esame di screening si utilizza il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci (SOF). Il Programma di Screening è offerto gratuitamente, tutte le prestazioni previste di diagnosi e terapia sono a carico del SSN, non richiedono il pagamento di alcun ticket e non è necessaria l’impegnativa del medico curante.

Limiti del Test SOF

Il Test SOF è altamente affidabile poiché capace di rilevare anche le più piccole tracce di sangue. Tuttavia, può capitare che ci sia presenza di un polipo o anche di una lesione tumorale ma che questi non sanguinino il giorno del prelievo. Questo limite, però, tende ad annullarsi se si ripete l’esame di screening ogni due anni e se non si sottovalutano eventuali disturbi che possono manifestarsi anche dopo una risposta negativa (dolori, stitichezza o diarrea persistenti, presenza di sangue nelle feci, etc.).

Inoltre, questo test non è indicato in presenza di anamnesi positiva per adenomi o polipi colorettali o malattie infiammatorie croniche (come il morbo di Crohn o la colite ulcerosa). Infatti, queste condizioni cliniche, così come la semplice presenza di emorroidi che causano piccole perdite di sangue, potrebbe portare a un risultato falso positivo.

Attualmente il Test SOF è l’indagine più efficace per individuare precocemente il tumore al colon retto, ma come tutti gli esami diagnostici ha dei limiti.

Test del Sangue Occulto Fecale (Test SOF)

Il Test SOF (Sangue Occulto Feci) è un esame immunochimico altamente sensibile che utilizza anticorpi specifici per rilevare il sangue umano (anticorpi anti-globina) per evidenziare il sanguinamento del colon. Questo Test consente di raccogliere un unico campione di feci e non tre come, invece, richiesto negli altri test. Non è necessario seguire alcuna dieta.

Colonscopia: L'Esame di Approfondimento

La colonscopia è un esame diagnostico che permette una visione delle pareti interne del colon. Per avere una visione ottimale è necessario che la persona che deve eseguire l’esame segua per alcuni giorni una specifica dieta e attività che hanno lo scopo di svuotare completamente il colon.

L’esame è effettuato introducendo per via anale una sonda, detta colonscopio, che ha un diametro che può variare da 11 a 13 millimetri. Grazie a una microcamera presente sulla sonda è possibile visualizzare in tempo reale l’interno del colon. Per facilitare l’ingresso della sonda, può essere necessario insufflare l’aria all’interno del colon e questo procedimento può risultare fastidioso.

A seconda del tratto esplorato, è possibile distinguere:

  • Rettoscopia (soltanto il retto è interessato dall'esame).
  • Retto-sigmoidoscopia (si esamina anche il sigma, segmento dell'intestino crasso compreso tra il colon discendente e il retto)
  • Colonscopia sinistra (si risale fino alla flessura colica sinistra, percorrendo anche il colon discendente)
  • Pancolonscopia (tutto il colon è interessato dall'esame)
  • Pancolon-ileoscopia (si tenta, se le condizioni lo permettono, di esplorare l'ileo distale).

Programma di Screening del Tumore del Colon Retto

Le persone, donne e uomini dai 50 ai 74 anni, vengono invitate ogni due anni con una lettera personalizzata presso le sedi indicate sulla lettera di invito, dove viene consegnato un kit che contiene la provetta utile alla raccolta di un campione di feci - da effettuare presso la propria abitazione - necessario per la ricerca del sangue occulto.

E' possibile ritirare e poi riconsegnare il kit, anche senza aver ricevuto la lettera di invito, presso una delle farmacie aderenti al programma di screening del tumore del colon retto.

Chi, pur rientrando nella fascia d’età indicata, non ha mai ricevuto una lettera d'invito dalla propria ASL o non ha mai aderito al programma può:

  • utilizzare il sistema di prenotazione online Screening Prenota Smart
  • telefonare al Numero Verde della ASL di appartenenza per concordare un appuntamento (è possibile anche chiedere informazioni o spostare un appuntamento).

Per effettuare il test è sufficiente raccogliere un piccolo campione delle feci con la spatolina presente nel kit fornito, conservare la provetta in frigo e consegnarla entro tre giorni presso uno dei centri indicati nella lettera di invito, o nelle farmacie che aderiscono al programma di screening del colon retto.

L’esame più specifico, sensibile ed efficace per la diagnosi precoce del tumore al colon retto è la ricerca del sangue occulto nelle feci (test SOF) un esame specialistico di laboratorio, a prelievo unico, che permette di individuare tracce anche piccolissime di sangue non visibili a occhio nudo.

Se l’esito del test effettuato risulta normale il Centro di Screening invia una lettera a casa con il risultato e dopo due anni invia una nuova lettera con l’invito a ripetere l’esame. In caso di test positivo il Centro Screening contatterà la persona telefonicamente per invitarla a sottoporsi, sempre gratuitamente, a una colonscopia di approfondimento (effettuabile, su richiesta, anche in sedazione), presso l'ospedale di riferimento.

Su 100 persone che eseguono il test, 5 o 6 possono risultare positive per la presenza di sangue nelle feci per diverse cause (es. ragadi, diverticoli ecc.), è molto importante però verificare se il sangue proviene da eventuali polipi.

Gli eventuali approfondimenti e trattamenti successivi, se necessari, sono prenotati ed erogati direttamente e gratuitamente dalla ASL di appartenenza.

Chi Dovrebbe Sottoporsi a Screening?

Sulla base delle raccomandazioni dettate dalle Linee Guida Europee si è ritenuto efficace scegliere queste fasce di età per uno screening di popolazione. Al di sotto dell'età raccomandata si rischia di incorrere in trattamenti non necessari. Se esiste un sospetto clinico in una persona con età al di fuori della fascia a cui lo screening è rivolto, può rivolgersi al proprio medico di medicina generale.

Il SSN offre gratuitamente un programma di screening dedicato, organizzato dalle ASL, che non si limita alla singola offerta di un test di screening, ma prevede anche richiami periodici che seguono la persona nel tempo.

E’ opportuno rivolgersi al proprio medico in presenza di sintomi come le modificazioni persistenti delle abitudini intestinali; la presenza di sangue nelle feci evidente ad occhio nudo; la sensazione di ingombro rettale persistente dopo l’evacuazione, alternanza di diarrea e costipazione.

Prevenzione Secondaria del Tumore al Colon-Retto

Sono previsti tre gradi di sorveglianza per chi ha un fattore di rischio associato al tumore del colon-retto.

Diagnosi di sindrome di Lynch (hereditary nonpolyposis colorectal cancer - HNPCC)

È la più comune delle sindromi cancerose ereditarie, è definita dai criteri di Amsterdam: di numero (almeno 3 persone della stessa famiglia con la patologia), di familiarità (pazienti uniti da un legame di parentela di I grado, su due generazioni successive), d’età (almeno un tumore diagnosticato prima dei 50 anni). In questo caso è prevista una colonscopia ogni 12-24 mesi e una visita ginecologica annuale per le donne, a partire dai 25 anni.

Le altre neoplasie presenti che fanno parte dello spettro dei tumori della sindrome devono essere controllate solo se presenti in famiglia.

Parente di I grado (genitori, fratelli, figli) con tumore al colon-retto o adenoma avanzato con meno di 60 anni oppure almeno due parenti di II grado (nonni, zii) con diagnosi di tumore al colon-retto (indipendentemente dall’età della diagnosi)

È prevista la colonscopia all’età di 40 anni o 10 anni prima dell’età del parente più giovane con tumore, da ripetere ogni 5 anni.

Parente di I grado (genitori, fratelli, figli) con tumore al colon-retto con più di 60 anni oppure almeno due parenti di II grado (nonni, zii) con diagnosi di tumore al colon-retto

È prevista colonscopia a 40 anni da ripetere ogni 5 anni.

In caso di poliposi adenomatosa familiare, le persone portatrici della mutazione devono essere seguite con retto-sigmoiscopie dalla pubertà e con colonscopie quando compaiono i polipi. La colectomia profilattica deve essere programmata al termine dello sviluppo (intorno ai 20 anni) se le colonscopie precedenti non hanno già posto il dubbio di trasformazione maligna di uno o più polipi.

I parenti di I grado dei pazienti con poliposi attenuata vanno sorvegliati con colonscopie a partire dai 18 anni di età, da ripetere ogni 1-2 anni.

Dieci Buone Regole per Prevenire il Tumore al Colon-Retto

  1. Non trascurarti: Se avverti alcuni sintomi, come cambiamenti nelle tue abitudini intestinali, sangue nelle feci, frequenti dolori addominali, avvisa il tuo medico di fiducia: individuare questo tumore in fase iniziale può fare davvero la differenza.
  2. L'importanza degli screening: Non saltare gli screening previsti per questa forma di tumore. Se ricevi l’avviso a casa, fai gli esami, sono gratuiti.
  3. Scegli alimenti ricchi di fibre: A tavola via libera al consumo di verdure, cereali, legumi, frutta secca, che aiutano a mantenere libero l’intestino.
  4. Muoviti tutti i giorni: Almeno 30 minuti di attività fisica moderata. Se non hai tempo per lo sport, prendi le scale al posto dell’ascensore, usa meno l’auto, cammina.
  5. Mantieni il tuo peso forma: Un indice di massa corporea adeguato deve essere tra 18,5 e 25. Esso è correlato con l’insorgere di molte malattie, non soltanto il tumore al colon-retto.
  6. Evita l'alcol: Mantieniti su un consumo correlato a un basso rischio (un bicchiere di vino al giorno per le donne, due per gli uomini).
  7. Non fumare: Meglio non iniziare. O, se già si fumare, smettere subito. Chi fuma rischia di ammalarsi il 27% in più rispetto a chi non fuma.
  8. Fai una donazione regolare: Sostieni la ricerca sul tumore del colon-retto.

leggi anche: