Quanto abbassa la glicemia un'unità di insulina rapida?

Grazie all'ulteriore affinamento delle tecniche farmaceutiche, oggi il diabetico ha a disposizione insuline di vario tipo: analoghi ultrarapidi (insulina lispro e aspart), rapide (o normali), semilente, NpH, lente, ultralente e diverse combinazioni premiscelate delle precedenti. Il tutto grazie alla "semplice" modifica di alcune parti della struttura proteica dell'insulina umana prodotta dai batteri. Inizialmente si utilizzavano forme bovine e porcine, con importanti rischi di sensibilizzazione e reazioni allergiche, ma a partire dagli anni '80 ha cominciato a diffondersi un'insulina purissima ed identica a quella umana.

Tipologie di insulina e tempi di azione

Gli analoghi ultrarapidi (insulina lispro e aspart) entrano in azione 10-15 minuti dopo l'iniezione, raggiungono il picco in 30-60 minuti e durano circa quattro ore. L'insulina rapida (o normale) ha una latenza di mezz'ora, raggiunge il picco in due-quattro ore e la sua attività scompare dopo quattro-otto ore. L'insulina semilenta entra in azione dopo una-due ore, raggiunge il picco d'azione entro due-cinque ore e si inattiva in otto-dodici ore. L'insulina NpH (Neutral protamine Hagedorn) contiene una sostanza (la protamina) che ne rallenta l'azione; in questo modo la latenza raggiunge le due-quattro ore, il picco si produce dopo sei-otto ore dall'iniezione e la durata complessiva raggiunge le 12-15 ore. L'insulina lenta, che contiene zinco, ha caratteristiche abbastanza simili alla NpH: latenza di una-due ore, picco di 6-12 ore e durata di 18-24 ore.

L'insulina ultralenta contiene una maggiore quantità di zinco, che ritarda ulteriormente la sua azione. Così, la latenza sale a quattro-sei ore ed il picco ad otto-quindici ore, mentre la scomparsa dell'effetto avviene dopo 18-24 ore. Per questo motivo ne basta una sola iniezione al giorno, associandola all'occorrenza a piccole dosi di insulina rapida. Esiste anche un analogo dell'insulina umana ultralento, chiamato insulina glargine, che ha una latenza di quattro-sei ore, dura più di 24 ore e si caratterizza per l'assenza del picco (in altre parole, la sua attività si mantiene costante per tutta la durata d'azione). Le miscele precostituite (le più comuni sono NpH/normale in rapporto 70:30 o 50:50) hanno in media una latenza di mezz'ora, un tempo di picco variabile secondo la formulazione e una durata d'azione fino a 18-24 ore.

Fattore di sensibilità insulinica

Conoscere il fattore di sensibilità insulinica è utile nel caso in cui sia necessario somministrare una dose supplementare di insulina per correggere un’iperglicemia pre-prandiale (prima del pasto) o imprevista, per esempio un’iperglicemia lontano dai pasti. Per ogni soggetto esiste un diverso fattore di sensibilità all’insulina. In genere, le persone normopeso che svolgono una regolare attività fisica hanno una maggiore sensibilità all’insulina.

Esempio di correzione del dosaggio di insulina in base alla glicemia

(Fattore di correzione usato pari a 30 mg/dl)

Obiettivo Glicemia del momento Correzione rispetto al dosaggio di insulina previsto
Glicemia 100 mg/dl Glicemia < 130 mg/dl Nessuna correzione
Glicemia 130-160 mg/dl + 1 UI di correzione
Glicemia 160-190 mg/dl + 2 UI di correzione
Glicemia 190-220 mg/dl + 3 UI di correzione
Glicemia 220-250 mg/dl + 4 UI di correzione
Glicemia 250-280 mg/dl + 5 UI di correzione
Glicemia > 280 mg/dl + 6 UI di correzione

Calcolo della quantità di insulina necessaria

Sia che usi un microinfusore o le penne, la strategia è la stessa. Se usi insulina analogo rapido o ultrarapido (Apidra, Fiasp, Humalog, Novorapid) dividi 500 per il totale giornaliero di insulina (TDD) fatta (basale + boli, oppure lenta + rapida), meglio se considerando la media di 7 o 10 giorni.

Un altro parametro importante per calcolare la quantità di insulina necessaria è il cosiddetto fattore di correzione (chiamato anche impropriamente fattore di sensibilità insulinica). Un esempio, sfruttando il totale dell’esempio precedente, 1800 diviso 43.6, fa 41.3, che arrotondato per difetto fa 41.

Un esempio pratico: Se il pasto che sto per mangiare comprende 80 gr di pasta al sugo di pomodoro (63 CHO, il sugo di pomodoro ha 7 CHO per 100 gr, quindi il suo apporto nella porzione di pasta è pressoche nullo), 150 gr di petto di pollo (0 CHO), 150 gr di insalata (CHO trascurabili), 40 gr di pane integrale (16 CHO) e 1 mela (pesa circa 200 gr, quindi 28 CHO), in totale sono 107 CHO. La glicemia è 173 (target 100).

Se conoscete i CHO per 100 gr, per la porzione basta fare una proporzione. 100 gr di pasta contengono 79 CHO, quanti CHO per 80 gr?

Una terapia insulinica standard eguale per tutti non esiste. Ogni persona ha infatti caratteristiche cliniche, abitudini, ritmi e stili di vita diversi. A livello puramente indicativo, si dovrebbero usare tante unità di insulina al giorno quanto è il peso dell'individuo; questo parametro, così come la combinazione dei diversi preparati insulinici, dipende dalla scelta terapeutica consigliata dal medico. Spesso, si cerca di mimare l'andamento fisiologico dell'insulinemia di una persona sana caratterizzata da un livello "basale" (che ha la funzione di regolare la produzione di glucosio da parte del fegato) e da picchi in occasione dei pasti.

Siringhe monouso e penne precaricate (con le quali è possibile effettuare più iniezioni sostituendo solo l'ago) sono oggi affiancate dai cosiddetti microinfusori.

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